Letture per il finesettimana #38

[pubblicato su Scienza in rete il 26 giugno 2021]

Buon sabato,
questa settimana parliamo della disuguaglianza di genere nel giornalismo scientifico, di antibiotico-resistenza, di esopianeti, delle strategie di cattura dell’anidride carbonica, dei resti di un ominide ritrovati in Israele e diamo gli ultimi aggiornamenti su Covid-19. Buona lettura (per segnalare questa newsletter agli amici ecco il link per l’iscrizione)

1 Nelle notizie di Nature il 70% degli intervistati sono uomini
Analizzando più di 16 000 articoli giornalistici pubblicati dalla rivista Nature tra il 2005 e il 2020, due ricercatori statunitensi hanno concluso che la percentuale di virgolettati attribuiti a uomini è passata dall’87% del 2005, all’80% del 2017 per poi arrivare al 69% nel 2020. Il risultato sottolinea che anche nel giornalismo scientifico c’è ancora molto da fare per affrontare il problema della disuguaglianza di genere. Tuttavia, limitando l’analisi agli articoli della sezione Careers, dedicata al racconto dei diversi aspetti delle carriere scientifiche, uomini e donne compaiono in uguale misura [Nature]

2 Imparare dalla pandemia di Covid-19 per affrontare l’antibiotico-resistenza
Nel 2014 le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici hanno ucciso 700 000 persone. I ricercatori prevedono che in assenza di interventi questo numero potrebbe salire a 10 milioni all’anno nel 2050, il triplo delle vittime dovute a Covid-19 finora. La pandemia di Covid-19 ha accelerato la ricerca scientifica e clinica sui vaccini a livelli ritenuti finora irraggiungibili, soprattutto grazie alla disponibilità di grandi investimenti pubblici. Lo stesso approccio dovrebbe essere seguito contro l’antibiotico-resistenza [MIT Technology Review]

3 Intervista a Federica Cappari: dalla fisica dei materiali alla composizione degli esopianeti
Federica Cappari studia il comportamento di diversi materiali quando vengono sottoposti a pressioni elevatissime, simili a quelle che si ritiene vengano raggiunte sui pianeti fuori dal sistema solare, i cosiddetti esopianeti. Lo fa usando il laser più grande del mondo ospitato dal Lawrence Livermore National Laboratory in California. Sono più di quattromila gli esopianeti scoperti finora dagli astronomi. Conoscere la loro composizione potrebbe, in ultima analisi, aiutarci a capire se alcuni di questi esopianeti sono abitabili [Quantamagazine]

4 L’impatto sul clima della cattura dell’anidride carbonica non è uguale e opposto a quello della riduzione delle emissioni
L’assunzione alla base delle strategie che prevedono di impiegare tecniche di cattura della CO2 dall’atmosfera per bilanciarne l’emissione è che il comportamento del sistema climatico in risposta all’emissione e alla cattura sia simmetrico. Tuttavia, questa assunzione non è mai stata testata e, mentre appare plausibile per piccole quantità di CO2 emessa, è improbabile che sia valida su larga scala a causa della natura non lineare del clima. Un gruppo di ricercatori della Simon Fraser University in Canada hanno dimostrato, in un lavoro pubblicato recentemente su Nature Climate Change, che in effetti la risposta del clima e del ciclo di carbonio all’emissione di CO2 non è uguale e opposta a quella che si osserva in conseguenza della cattura della stessa quantità di anidride carbonica [Carbon Brief]

5 Ritrovati in Israele i resti fossili di una nuova specie di ominide pre-Neanderthaliano risalente a 125 000 anni fa
I resti sono stati ritrovati nel 2010 nei sedimenti di un terreno occupato da una fabbrica di cemento a Nasher Ramla in Israele. Dopo anni di studi e analisi, i ricercatori delle università di Tel Aviv e Gerusalemme hanno concluso che appartengono a una nuova specie di ominide che combina caratteristiche arcaiche e moderne. I ricercatori hanno inoltre avanzato l’ipotesi che questa specie possa essere all’origine dell’Homo neanderthalensis vissuto in Europa e Asia fino a 40 000 anni fa. Molti esperti però contestano questa idea, osservando che la datazione dei resti è di molto successiva a quella stimata per la comparsa dei Neanderthal in Europa, circa 400 000 anni fa [Science]

6 Aggiornamenti COVID-19
×  Delle sequenze genetiche parziali di SARS-CoV-2 risalenti alle primissime fasi dell’epidemia sono state ritrovate dopo essere state cancellate da uno degli archivi curati dai National Institutes of Health. Dimostrerebbero che è più probabile che i casi legati al mercato ittico Huanan di Wuhan risalenti a dicembre del 2019 siano dovuti a un evento di superdiffusione successivo all’origine del virus. Le sequenze ritrovate infatti risalirebbero a novembre del 2019 e presenterebbero una maggiore somiglianza genetica al virus dei pipistrelli più simile al SARS-CoV-2 [Nature]
×  La variante Delta, ormai dominante nel Regno Unito, è più contagiosa e riesce a eludere leggermente la risposta immunitaria dei vaccini dopo due dosi, mentre dopo una dose il rischio di infettarsi è sostanzialmente più elevato rispetto alla variante Alpha. I paesi con bassi livelli di copertura vaccinale sono i più a rischio [Nature]
×  Israele reintroduce l’obbligo di indossare le mascherine negli spazi chiusi a causa della diffusione della variante Delta [Haaretz]
×  Il ministro della salute tedesco Spahn dice che, a causa della variante Delta che è responsabile del 15% dei nuovi casi di infezione, se il paese scegliesse di vivere l’estate con poche restrizioni dovrebbe prepararsi a una nuova ondata autunnale. Vaccinarsi con due dosi resta lo strumento principale di contrasto all’epidemia, ma senza altre misure di distanziamento potrebbe non essere sufficiente a limitare l’aumento dei contagi dopo l’estate [Süddeutsche Zeitung]
×  L’ultima indagine rapida condotta dall’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che la variante Delta rappresenta il 16,8% dei contagi diagnosticati in Italia il 21 giugno, in forte aumento rispetto al 4,2% di maggio. La variante Alpha resta per ora quella dominante [Reuters]
×  I problemi cardiaci causati dal vaccino Pfizer/BioNTech sono rari (12,6 casi per milione) e non gravi. Sono lievemente più frequenti nei ragazzi maschi tra i 12 e i 17 anni, ma i CDC statunitensi stimano che i benefici superano comunque i rischi. Su un milione di seconde dosi, il vaccino causerebbe 70 casi di miocarditi ma eviterebbe 5 700 infezioni, 215 ricoveri e 2 morti [The New York Times]
×  Capire se il vaccino ha funzionato non è semplice. Bisogna sottoporsi al giusto tipo di test e al momento opportuno [The New York Times]
×  Il vaccino di Novavax potrebbe fare la differenza. Basato su una tecnologia più convenzionale rispetto a quella a mRNA, è altamente efficace contro le nuove varianti e ha effetti collaterali meno frequenti e più lievi, cosa che potrebbe convincere chi esita per diffidenza verso una tecnologia “troppo nuova” o non può permettersi giorni di assenza dal lavoro dopo la vaccinazione [The Atlantic]
×  In Francia, sono 32 milioni i cittadini che hanno ricevuto almeno una dose e 20 milioni coloro che hanno ricevuto anche il richiamo. Ma il rallentamento degli appuntamenti per le prime dosi preoccupa le autorità [Le Monde]

Machine learning in radioterapia: il problema è conquistare la fiducia degli oncologi

[pubblicato su Scienza in rete il 25 giugno 2021]

In ambito medico, sono ormai numerosi gli algoritmi di machine learning, sistemi di apprendimento automatico basato sui dati, sviluppati sia per la diagnosi che per il trattamento di diverse patologie. Finora però la loro efficacia è stata valutata prevalentemente fuori dall’ambiente clinico. Per questo è particolarmente significativo il lavoro di un gruppo di fisici medici, oncologi radioterapisti ed esperti di intelligenza artificiale della University Health Network di Toronto, Canada, che ha meritato la copertina dell’ultimo numero di Nature Medicine.

I ricercatori hanno testato un approccio per integrare piani di trattamento radioterapici per la cura del tumore alla prostata generati da un algoritmo di machine learning nelle normali procedure decisionali del Princess Margaret Cancer Centre, il maggiore centro oncologico canadese. L’algoritmo parte dalle immagini raccolte dalla TAC di un nuovo paziente e le confronta con un database di 99 pazienti e con i relativi piani di radioterapia per elaborare il nuovo piano di trattamento.I risultati dell’esperimento mostrano che questa tecnologia è pronta per essere utilizzata nella pratica clinica a patto di mantenere tutti i passaggi e i controlli di qualità che già vengono eseguiti sui piani elaborati dagli esperti umani per favorire la fiducia verso questi strumenti e garantire le migliori cure possibili ai pazienti.

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Letture per il finesettimana #37

Buon venerdì,
questa settimana parliamo dei fondi europei per la ricerca spaziale e quantistica, di come la pandemia ha cambiato le collaborazioni scientifiche internazionali, della battaglia per sottrarre alle Big Tech il controllo della ricerca sull’intelligenza artificiale, dell’attenuazione della stella Betelguese, del rinnovo dell’autorizzazione del glifosato in Europa e diamo gli ultimi aggiornamenti su Covid-19. Buona lettura (per segnalare questa newsletter agli amici ecco il link per l’iscrizione)

1 I fondi europei per la ricerca su spazio e computazione quantistica saranno aperti ai paesi associati
Mercoledì, durante una conferenza stampa, la commissaria alla ricerca Mariya Gabriel ha dichiarato che i paesi non appartenenti all’Unione Europea ma con lo stato di “associati” potranno accedere ai programmi di finanziamento dedicati a spazio e computazione quantistica, due ambiti ritenuti strategici, all’interno del nuovo programma quadro dell’Unione Horizon Europe, al contrario di quanto previsto finora. I paesi associati dovranno però presentare delle “assicurazioni” che verranno definite in tempo per le prime call in questi due settori, che partiranno a ottobre. Inoltre, perché un paese associato possa essere escluso da una call, sarà necessario il supporto della maggioranza degli stati membri [Science]

2 Come la pandemia ha cambiato le collaborazioni scientifiche
La pandemia potrebbe lasciare il segno sulle collaborazioni di ricerca per gli anni a venire. Molti scienziati hanno rafforzato le connessioni esistenti e ne hanno stabilite di nuove. Ma la pandemia ha anche interrotto i progetti e limitato i viaggi. E potrebbe aver aggravato le difficoltà nelle collaborazioni internazionali derivanti da tensioni politiche di lunga data, in particolare tra Stati Uniti e Cina. Un’analisi condotta da Nature suggerisce che la crescita delle collaborazioni di ricerca tra i due paesi avrebbe cominciato a rallentare prima della pandemia [Nature]

3 La battaglia per sottrarre la ricerca sull’IA al controllo delle Big Tech
Lo smantellamento del gruppo ethical in AI da parte di Google, cominciato alla fine di novembre con il licenziamento di Timnit Gebru a causa di un articolo sui pericoli sociali connessi all’utilizzo dei modelli statistici di linguaggio basati su enormi quantità di dati, ha scatenato una delle più grandi controversie all’interno del mondo dell’intelligenza artificiale. I difensori di Google sostengono che l’azienda ha il diritto di supervisionare i propri ricercatori, ma molti altri sono spaventati del controllo che i giganti della tecnologia hanno in questo campo, di cui sono i principali finanziatori [MIT Technology Review]

4 Spiegata l’attenuazione della luminosità della stella Betelguese nel 2019
Alla fine del 2019 gli astronomi osservarono una forte attenuazione nella luminosità della stella Betelguese, la più luminosa nel cielo e parte della costellazione di Orione. Tra le diverse ipotesi formulate per spiegare il fenomeno, venne anche avanzata quella che la stella fosse prossima alla morte. Una ricerca pubblicata questa settimana su Nature, e coordinata dalla Sorbona di Parigi, ha invece concluso che è probabile che si siano verificati due fenomeni contemporaneamente, entrambi assolutamente normali nell’evoluzione di una stella. Betelguese avrebbe emesso una nuvola di gas e successivamente una parte della sua superficie si sarebbe raffreddata per via del movimento del plasma al suo interno. Questo raffreddamento avrebbe condensato parte dei gas presenti nella nuvola in polvere opaca che, trovandosi allineata tra noi e la stella, avrebbe causato l’abbassamento della luminosità [New Scientist]

5 Primo passo verso il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato in UE
Martedì Ungheria, Svezia, Paesi Bassi e Francia, hanno consegnato la loro analisi preliminare sul rinnovo dell’autorizzazione del glifosato, uno dei pesticidi più utilizzati in agricoltura. Ora dovranno pronunciarsi gli esperti di due agenzie europee, ECHA e EFSA, il cui parere è atteso per la primavera del 2022. Questi rapporti saranno la base per la decisione dell’Unione. Normalmente è un solo stato membro a fornire la perizia, ma la questione del glifosato è talmente controversa da richiedere che il peso politico di un potenziale rinnovo dell’autorizzazione sia condiviso da quattro paesi [Le Monde]

6 Aggiornamenti COVID-19
×  Il vaccino di Novavax ha dimostrato un’efficacia del 90,4% contro le infezioni sintomatiche dopo uno studio clinico che ha coinvolto quasi 30 mila persone negli Stati Uniti e in Messico [The New York Times]
×  Un’analisi preliminare dei dati raccolti durante lo studio di fase 3 del vaccino di CureVac indica che la sua efficacia contro le infezioni sintomatiche sarebbe del 47%. Ulteriori risultati sono attesi nelle prossime settimane [The New York Times]
×  Un’intervista a Kristian Andersen, uno degli autori delle prime ricerche sulla filodinamica del SARS-CoV-2, sulle origini del virus [The New York Times]
×  Venerdì scorso il Ministero della Salute ha emesso una circolare che rende obbligatorio per i cittadini italiani con meno di 60 anni di età che hanno ricevuto una prima dose del vaccino di AstraZeneca, di completare il ciclo vaccinale con un richiamo dei farmaci di Pfizer/BioNTech o Moderna [Ministero della Salute]
×  AIFA ha poi pubblicato una determina in Gazzetta Ufficiale in cui dichiara “regolare” questa combinazione di vaccini [Gazzetta Ufficiale]
×  Ma, apparentemente, la determina di AIFA non escluderebbe la possibilità di somministrare il richiamo di AstraZeneca anche agli under 60 [Il Manifesto]
×  Nel frattempo le regioni procedono in ordine sparso. La Lombardia ha ripreso giovedì i richiami dei monovaccinati AstraZeneca sotto i 60 anni somministrando Pfizer/BioNTech o Moderna [Corriere della Sera], mentre Lazio e Campania stanno ancora somministrando ad alcuni il vaccino di AstraZeneca [Il Manifesto]
×  Cosa sappiamo su efficacia e sicurezza della vaccinazione eterologa con AstraZeneca e Pfizer/BioNTech [The Conversation]
×  Sono quasi 34 mila i nuovi casi di variante Delta registrati la scorsa settimana nel Regno Unito. La variante sarebbe ormai responsabile del 99% dei nuovi casi diagnosticati nel paese [The Guardian]
×  Il Portogallo registra l’incremento di casi giornaliero più alto da febbraio e limita gli spostamenti da e per la zona di Lisbona [Reuters]
×  Da giovedì in Francia non è più obbligatorio portare le mascherine all’aperto [Le Monde], mentre in Spagna l’obbligo decadrà il 26 giugno [El País]
×  Continua a rallentare il contagio in Germania, ma il ministro della salute Spahn avverte: «Non è questione di se la variante Delta diventerà dominante anche qui, ma solo di quando» [Sueddeütsche Zeitung]

Letture per il finesettimana #36

[pubblicato su Scienza in rete il 12 giugno 2021]

Buon sabato,
questa settimana parliamo di come il cervello percepisce lo stato dei nostri organi interni, dell’intelligenza artificiale di sciame per automatizzare le diagnosi, del ruolo degli zoo nel costruire consapevolezza sulle questioni ambientali, dell’approvazione del primo trattamento contro Alzheimer negli Stati Uniti e di un approccio preventivo al trattamento della pedofilia. Buona lettura (per segnalare questa newsletter agli amici ecco il link per l’iscrizione)

1 Interocezione: come percepiamo lo stato interno del nostro corpo
Il neurochirurgo Wilder Penfield negli anni ’30 del Novecento studiò come le funzioni motorie associate a diverse parti del corpo, come braccia e gambe, erano mappate nel cervello. Il risultato fu l’ormai famoso omuncolo, una rappresentazione della superficie del nostro corpo disegnata sulla superficie rugosa del cervello. Ma quando Penfield provò a studiare la percezione degli organi interni, il quadro che emerse era molto meno chiaro. Dopo quasi un secolo, gli scienziati cominciano a illuminare questo intricato problema, anche grazie a nuove tecniche sperimentali. Le loro scoperte potrebbero mettere in discussione la distinzione che viene tradizionalmente fatta tra disturbi fisici e mentali [Science]

2 Diagnosi automatizzate: l’intelligenza artificiale di sciame può risolvere i problemi legati alla privacy
Gli algoritmi di machine learning utilizzati per automatizzare la diagnosi di una patologia hanno bisogno di campioni di dati estremamente grandi. Spesso si tratta di dati sensibili, archiviati nei sistemi di più ospedali o centri di cura. Normalmente i dati vengono raccolti in unico server per essere analizzati centralmente ma questo li rendere estremamente vulnerabili agli attacchi esterni. Un gruppo di ricercatori del German Center for Neurodegenerative Diseases ha mostrato, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature, che un particolare tipo di machine learning, chiamato “di sciame”, è in grado di analizzare i dati in maniera decentrata e quindi più sicura [Die Spiegel]

3 Gli zoo sono davvero così impegnati nella conservazione delle specie a rischio?
Alla fine del Novecento, gli zoo hanno iniziato a proporsi attivamente come promotori della conservazione animale. Gli animali dello zoo, secondo questa nuova narrativa, sarebbero popolazioni di riserva per gli animali selvatici minacciati, nonché “ambasciatori” per le loro specie, insegnando agli umani a prendersi cura della fauna selvatica. Ma come, esattamente, gli zoo contribuiscono alla conservazione degli animali selvatici? Nel 2018, un’analisi degli articoli scientifici prodotti tra il 1993 e il 2013 dai membri di una delle associazioni più grandi al mondo (e che richiede agli iscritti di avere un ruolo attivo nella conservazione) tra il 1993 e il 2013 ha mostrato che solo il 7% ogni anno riguarda la “conservazione della biodiversità”. La reintroduzione in natura, poi, è il destino di pochissimi animali tenuti negli zoo, che più di frequente muoiono di vecchiaia o vengono sottoposti a eutanasia. Diverse ricerche condotte sui visitatori degli zoo, hanno rivelato che il loro obiettivo non è conoscere la crisi della biodiversità, ma piuttosto divertirsi. Esattamente le stesse ragioni che motivavano i visitatori dell’Ottocento. Un estratto dal libro di prossima uscita “Wild Souls: Freedom and Flourishing in the Non-Human World.” di Emma Marris [The New York Times]

4 L’approvazione negli Stati Uniti della prima cura per l’Alzheimer genera molti dubbi
Lunedì la Food and Drug Administration, l’agenzia dei farmaci statunitense, ha concesso autorizzazione condizionale al farmaco contro la malattia di Alzheimer Aduhelm (aducanumab). Si tratta del primo trattamento diretto a un meccanismo che viene ritenuto una delle cause della malattia, ovvero l’accumulazione di una proteina tossica che distruggerebbe i neuroni provocando la demenza. La decisione dell’agenzia arriva nonostante il parere contrario di un comitato di esperti indipendenti convocato lo scorso anno. A essere in dubbio è l’efficacia del farmaco a livello cognitivo. L’FDA ha concesso autorizzazione condizionale per capire, dall’uso su larga scala nella popolazione malata (circa 6 milioni negli Stati Uniti), se l’eliminazione di questa proteina tossica si traduca in un beneficio a livello cognitivo. Si tratta di un approccio regolatorio molto inusuale che l’agenzia non seguiva da decenni. Ora bisognerà capire se i medici prescriveranno il farmaco, che se avesse ampia distribuzione farebbe guadagnare miliari di dollari alla società Biogen che lo commercializza [STAT News]

5 Trattare la pedofilia preventivamente (ma senza riportare gli abusi già commessi)
È questo l’approccio del Prevention Project Dunkenfeld, avviato nel 2005 dal sessuologo tedesco Klaus Beier in Germania. In questi 15 anni migliaia di persone, quasi tutti uomini, si sono rivolti al programma, i cui esiti sono difficili da valutare per ora. Alcuni di loro hanno confessato di aver già commesso abusi su bambini, ma non sono stati denunciati. Questo è possibile perché in Germania non esiste una legge che obbliga i meidici a riportare incidenti del genere di cui siano venuti a conoscenza durante la propria attività professionale. Ma questo modello è esportabile fuori dal paese? [Undark]

6 Aggiornamenti COVID-19
×  “Durante una pandemia, la salute di nessuno è completamente nelle sue mani. Nessun campo di ricerca dovrebbe saperlo più della sanità pubblica. […] Forse è per questo che così tanti esperti di salute pubblica sono stati colti di sorpresa quando, il 13 maggio, i Centers for Disease Control and Prevention hanno annunciato che gli americani completamente vaccinati non avevano più bisogno di indossare la mascherina nella maggior parte dei luoghi chiusi”. Il giornalista Ed Yong, vincitore di uno dei due premi Pulitzer assegnati quest’anno nella categoria “explanatory reporting”, riflette sulle origini e le conseguenze dell’approccio individualistico degli Stati Uniti alla gestione della pandemia [The Atlantic]
×  Solo dieci paesi africani, tutti piccoli, saranno probabilmente in grado di raggiungere l’obiettivo fissato dall’OMS sulle vaccinazioni (10% della popolazione vaccinata entro settembre 2021) [The New York Times]
×  Oltre il 90% dei nuovi casi registrati nel Regno Unito sono dovuti alla variante Delta, emersa in India, che è ritenuta la principale responsabile dell’aumento dei casi nel paese che ha messo in dubbio le riaperture previste per il 21 giugno prossimo [The Guardian]
×  Avremo bisogno di una terza dose di vaccino? Se sì, quando e perché? [The New York Times]
×  Le quattro domande più urgenti sulla sindrome post Covid [Nature]
×  Fare il richiamo con il vaccino Pfizer/BioNTech dopo aver ricevuto il vaccino la prima dose del vaccino AstraZeneca potrebbe conferire una protezione paragonabile a quella di chi ha ricevuto Pfizer/BioNTech in entrambe le somministrazioni [Science]

Caldo: più di un terzo dei decessi sono causati dalle attività umane

[pubblicato su Scienza in rete l’11 giugno 2021]

Quasi diecimila morti avvenute durante le stagioni calde tra il 1991 e il 2018 in circa 700 località distribuite in 43 paesi del mondo sarebbero attribuibili all’aumento delle temperature medie causato dall’attività umana, circa lo 0,6% del 1 670 000 decessi registrati in totale e quasi il 40% dei circa 26 000 associati al caldo.

C’è tuttavia una grande variabilità geografica, con le zone settentrionali di solito meno colpite da questo fenomeno rispetto a quelle meridionali. Nelle zone settentrionali di America, Europa e Asia, le morti attribuibili all’aumento delle temperature di origine antropica sono inferiori all’1% del totale registrato nelle stagioni calde, nelle regioni meridionali di Europa e Asia e in alcuni paesi del sudest asiatico e dell’Asia occidentale questa percentuale è ben al di sopra dell’1%, raggiungendo picchi del 2,7% in Paraguay e del 2,3% in Italia. È importante osservare che queste stime sono caratterizzate da un ampio margine di incertezza (l’intervallo di confidenza al 95% associato ai diecimila morti attribuibili al riscaldamento di origine antropica è 4 000 – 20 000).

Sono questi alcuni dei risultati di uno studio pubblicato la scorsa settimana sulla rivista Nature Climate Change che rende conto di una sofisticata analisi statistica sui database giornalieri di mortalità e temperatura raccolti dal Multi-Country Multi-City (MCC) Collaborative Research Network, il più grande consorzio sul rapporto tra clima e salute. Si tratta del primo studio nel suo genere. Finora, infatti, gli scienziati si erano concentrati soprattutto sull’impatto potenziale che l’aumento delle temperature causato dal cambiamento climatico avrebbe avuto nel futuro in termini di mortalità, considerando diversi scenari. Molti studi avevano poi riguardato le morti causate dagli eventi di calore estremo, le cosiddette ondate di calore, periodi brevi in cui le temperature salgono in maniera anomala rispetto alla media stagionale.

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Optical system solves computational riddle

[pubblicato su Nature Italy l’8 giugno 2021]

Lasers and mirrors beat digital computers at simulating elusive magnetic objects called spin glasses.

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L’immagine è tratta da Pickup Image.

Letture per il finesettimana #35

[pubblicato su Scienza in rete il 4 giugno 2021]

Buon venerdì,
questa settimana parliamo del progetto europeo QUANTA che studierà l’origine dei sistemi di numerazione, del ruolo delle biomasse nella transizione ecologica (in particolare europea), di come le riviste mediche trattano il tema del razzismo, di cosa abbiamo perso lavorando da casa, dei ripetitori di fotoni entangled che potrebbero presto essere sfruttati per crittografare i messaggi trasmessi via internet e diamo gli ultimi aggiornamenti su Covid-19. Buona lettura (per segnalare questa newsletter agli amici ecco il link per l’iscrizione).

1 L’origine dei numeri
Nel 2018 l’archeologo Francesco D’Errico formulò un’ipotesi nuova: che già i Neanderthal avessero sviluppato un sistema di notazione numerica. L’ipotesi si basava sull’analisi di un femore di iena risalente a 60 mila anni fa ritrovata nella grotta di Les Pradelles vicino Bordeax in Francia. Sul femore sono presenti nove incisioni che sembrano essere state realizzate in un’unica sessione di lavoro e che non hanno il tipo di regolarità che di solito caratterizza le incisioni decorative. La teoria di D’Errico è uno dei primi tentativi di comprendere l’origine preistorica dei sistemi numerici. Il problema è molto complesso, visto che in alcuni casi gli studiosi non sono neanche d’accordo sulla definizione di numero, ma il progetto QUANTA, finanziato dallo European Research Council con 10 milioni di euro e che ha inizio quest’anno, potrebbe far avanzare notevolmente la ricerca in questo campo. Al progetto parteciperanno da una parte scienziati della cognizione, antropologi e psicologi, che studieranno le diverse concezioni dei numeri nelle culture contemporanee ma anche l’uso dei sistemi numerici nelle società moderne di cacciatori raccoglitori. Dall’altra il progetto coinvolgerà archeologi, che cercheranno nuovi indizi sulle notazioni numeriche antiche, e biologi evoluzionisti esperti di linguaggio che studieranno l’origine dei nomi dei numeri [Nature]

2 Legna: una fonte di energia non esattamente verde
Entro l’estate la Commissione Europea dovrà pubblicare la revisione della sua direttiva sulle energie rinnovabili e non è chiaro quanto intenda incentivare lo sfruttamento delle biomasse, in particolare della legna ottenuta dalle foreste. Tra il 2009 e il 2018 l’elettricità prodotta da biomasse solide in Europa è passata da 16 gigawatt a 24 gigawatt e l’esportazione di pellet dagli Stati Uniti è triplicata. Dal 2009, con l’adozione della direttiva UE sulle rinnovabili, molte centrali a carbone nei Paesi Bassi o in Danimarca sono diventate centrali a pellet, lo stesso è successo alla centrale di Drax nel nordest dell’Inghilterra, che brucia ogni anno 7,5 milioni di tonnellate di pellet per produrre il 5% dell’elettricità consumata nel Regno Unito. Ma se 15 anni fa bruciare la legna delle foreste, ripiantando nuovi alberi in sostituzione di quelli abbattuti, sembrava una strategia in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, oggi scienziati e ONG non sono più d’accordo. Lo sfruttamento di questa risorsa aveva senso nel quadro di una transizione più lenta, mentre gli obiettivi dell’accordo di Parigi impongono un’accelerazione. In più la CO2 emessa bruciando è più difficile da contabilizzare e toglie risorse economiche a solare ed eolico [Le Monde]

3 Le riviste mediche non considerano il razzismo come un problema sanitario
Martedì Howard Bauchner, direttore della prestigiosa rivista medica JAMA (Journal of the American Medical Association), si è dimesso dopo che un altro editor della rivista aveva dichiarato in un podcast che l’accesso delle comunità di colore all’assistenza sanitaria negli Stati Uniti è limitato non dal razzismo strutturale della società («nessun medico è razzista», avrebbe detto) ma piuttosto da fattori socioeconomici. La vicenda evidenzia un problema trasversale alle riviste scientifiche di area medica. Anche se negli ultimi anni il numero di articoli pubblicati sul tema del razzismo è cresciuto, gli editori preferiscono articoli in cui il tema delle disuguaglianze razziali o della “razza” è collegato a fattori biologici e socioeconomici rispetto a quelli che studiano come il razzismo sistematico influenzi l’esperienza delle persone non bianche con il sistema sanitario [The New York Times]

4 Cosa abbiamo perso lavorando da casa?
La pandemia ha regalato a Daniel Beunza, sociologo dei mercati finanziari alla City University of London, un esperimento inaspettato, costringendo i trader a lavorare da casa. Questo gli ha permesso di capire quali siano le dinamiche informali che si instaurano quando le persone condividono fisicamente lo spazio di un ufficio. Ha intervistato i dirigenti delle più grandi banche di investimento negli Stati Uniti e in Europa che gli hanno raccontato che i gruppi che hanno potuto lavorare in ufficio sono stati molto, molto più produttivi di quelli da remoto. Non è sorprendente. Il fatto che le conoscenze e le competenze che si scambiano incidentalmente sono estremamente preziose anche quando le tecnologie per la comunicazione sono sempre più avanzate e sofisticate, è emerso in numerosi studi antropologici iniziati negli anni novanta nelle società della Silicon Valley. L’Internet Engineering Task Force, un’organizzazione libera che sviluppa gli standard di comunicazione della rete, prende le decisioni più importanti attraverso un rituale informale chiamato humming molto difficile da replicare online [The Guardian]

5 Il ruolo dei fotoni entangled nel futuro di internet
La copertina di Nature di questa settimana è dedicata a due lavori che dimostrano la possibilità di costruire dei ripetitori di fotoni entangled. Questo permetterebbe di superare le limitazioni sulla distanza che una coppia di fotoni entangled può coprire viaggiando in una fibra ottica e dunque permettere di criptare i messaggi inviati sulla rete usando metodi quantistici anche tra utenti molto lontani fra loro. Il primo dei due risultati è stato ottenuto all’Institut de Ciències Fotòniques in Catalogna, mentre il secondo presso il Key Laboratory of Quantum Information della University of Science and Technology of China. Science fa una panoramica sullo stato della ricerca sui ripetitori quantistici [Science]

6 Aggiornamenti COVID-19
×  I nuovi nomi delle varianti del virus: alfa, beta, gamma e delta [Nature]
×  Per accelerare la campagna di vaccinazione in Francia, le autorità sanitarie propongono di testare i cittadini per sapere chi è già entrato in contatto con il virus e ha dunque bisogno di una sola dose per raggiungere l’immunità [Le Monde]
×  La variante delta (B.167.2) è il 30% più trasmissibile della variante alfa (B.1.1.7) secondo le stime della task force dell’Imperial College guidata da Neil Ferguson [The Guardian]
×  I contagi sono di nuovo in aumento in Inghilterra e Galles, molto probabilmente a causa della diffusione di questa variante più contagiosa, e gli scienziati hanno chiesto al governo di rivedere i suoi piani che prevedono di revocare tutte le restrizioni ai contatti sociali dal 21 giugno [The Guardian]
×  L’Unione Europea ha proposto alla World Trade Organization un’alternativa alla liberalizzazione dei brevetti sui vaccini che sarebbe più efficace per ottenerne una distribuzione equa a livello a globale [Reuters]
×  Uno studio condotto in Israele ha mostrato che i pazienti che stanno ricevendo trattamenti anticancro, e quindi sono maggiormente a rischio di decorsi gravi dell’infezione di SARS-CoV-2, reagiscono al vaccino Pfizer/BioNTech producendo anticorpi [JAMA Oncology]
×  Secondo l’ultimo rapporto dell’Office for National Statistics britannico, sono un milione le persone che riportano sintomi della sindrome post Covid; di questi, circa 370 mila sono stati infettati più di un anno fa e 200 mila dichiarano di avere molte difficoltà a portare avanti le loro attività quotidiane [The Guardian]

Il ruolo del sistema finanziario nella transizione ecologica

[pubblicato su Scienza in rete il 30 maggio 2021]

Il settore finanziario può favorire od ostacolare la transizione ecologica a seconda di come reagirà alle politiche di riduzione delle emissioni messe in atto dai governi. Tuttavia, il suo ruolo non viene ancora preso in considerazione nel tracciare i percorsi necessari a rispettare gli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi per limitare l’aumento della temperatura globale.

In un articolo pubblicato sull’utlimo numero di Science, un gruppo di economisti ha proposto un approccio per combinare un modello di rischio climatico finanziario con gli Integrated Assessment Model (IAM), i modelli usati da organizzazioni come l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) o dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) per delineare i possibili scenari di transizione e informare le decisioni politiche. Proprio la scorsa settimana IEA ha pubblicato il rapporto Net zero by 2050, di cui abbiamo parlato qui, che descrive gli interventi necessari nel settore energetico per azzerare le emissioni nette a livello globale nel 2050.

«La sottostima dei rischi, intenzionale o meno, da parte degli attori dell’ecosistema finanziario, può ostacolare la transizione. Questo è un fatto cruciale di cui i decisori politici devono tener conto, soprattutto le banche centrali e le istituzioni con un mandato di stabilità finanziaria», commenta Stefano Battiston, professore all’Università Ca Foscari di Venezia e all’Università di Zurigo e uno degli autori dell’articolo. «La comunità della ricerca, in particolare quella interdisciplinare, offre strumenti concreti, cioè delle metriche per monitorare se la banche e i fondi si adeguano alla transizione o restano indietro», aggiunge.

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Letture per il finesettimana #34

[pubblicato su Scienza in rete il 30 maggio 2021]

Buona domenica,
questa settimana parliamo dell’espulsione di uno scienziato dalla National Academy of Science per molestie sessuali, di software che prevedono i nostri comportamenti in base ai micromovimenti della testa, di una legge universale che descrive gli spostamenti delle persone, della difficoltà di studiare le nuvole e il loro ruolo nel cambiamento climatico e della più dettagliata mappa tridimensionale dell’Universo mai realizzata prima.Buona lettura (per segnalare questa newsletter agli amici ecco il link per l’iscrizione).

1 L’astronomo Geoff Marcy espulso dalla National Academy of Science per molestie sessuali
È la prima volta che accade nei 158 anni di storia dell’accademia. La decisione è stata possibile dopo che la NAS ha aggiornato il suo regolamento interno, ammettendo la possibilità di espulsione nei casi di cattiva condotta. Marcy era stato forzato a dimettersi dall’università di Berkeley nel 2015 dopo essere stato trovato colpevole di molestie ai danni di suoi studenti. Da allora lavora per una società non profit. L’indagine della NAS però è stata avviata su segnalazione dello scienziato francese François-Xavier Coudert, che ha accusato di molestie anche altri tre scienziati che fanno parte della NAS. Le indagini sui loro comportamenti sono ancora in corso [Science]

2 I software che analizzano i movimenti della testa per prevedere i comportamenti non hanno basi scientifiche solide
Questa è la conclusione di un articolo pubblicato recentemente sulla rivista Science, Technology and Society, riguardo l’algoritmo Vibraimage. Si tratta di un sistema digitale che quantifica lo stato mentale ed emotivo di un soggetto analizzando le riprese video dei movimenti della testa. Vibraimage è utilizzato da polizia, operatori di centrali nucleari, sicurezza aeroportuale e psichiatri in Russia, Cina, Giappone e Corea del Sud, ed è stato utilizzato in occasione di due giochi olimpici, una coppa del mondo e un vertice del G7. Tuttavia non ci sono prove empiriche affidabili per la sua efficacia: molte affermazioni fatte sui suoi effetti sembrano non dimostrabili [The Conversation]

3 Una nuova legge universale che descrive gli spostamenti delle persone
Uno studio condotto dal Senseable City Laboratory dell’MIT e pubblicato su Nature, ha sfruttato oltre tre miliardi di geolocalizzazioni raccolte dagli smartphone di 8 milioni di utenti per studiare come le persone si spostano in città e dalle zone limitrofe verso le città. Hanno trovato uno schema che si ripete in tutte le città che hanno analizzato, e che sono molto diverse fra loro (Boston, Singapore e Dakar tra le altre). Lo schema che hanno trovato è il seguente: il numero di visitatori in un certo luogo diminuisce come l’inverso del quadrato del prodotto fra frequenza di visita e distanza di viaggio. Questa legge potrebbe aiutare a studiare la produttività delle aree metropolitane, organizzarne i sistemi di trasporto, ma anche capire meglio come si trasmettono le malattie infettive [Vice]

4 La più grande sorgente di incertezza sul cambiamento climatico sono i nostri comportamenti. Subito dopo vengono le nuvole
Se una determinata area vedrà più precipitazioni, siccità, riscaldamento o raffreddamento nei prossimi anni dipende dal tipo di nuvole presenti. Ma gli scienziati faticano ancora capire che ruolo svolgeranno le nuvole. Questo è dovuto in parte alla mancanza di dati sull’enorme varietà di nuvole esistenti, in parte alla mancanza di potenza di calcolo e in parte a dei vuoti nei dati storici raccolti a riguardo [Vox]

5 La più dettagliata mappa tridimensionale dell’Universo
A realizzarla è stata la collaborazione Dark Energy Survey, che usando il telescopio Victor Bianco del NOIRLab’s Cerro Tololo Inter-American Observatory in Cile ha studiato un quarto del cielo australe per un totale di 300 milioni di galassie. Analizzando 100 milioni tra le galassie più distanti, il gruppo ha potuto mappare la concentrazione di materia oscura e questo gli ha poi permesso di studiare la distribuzione dell’energia oscura, la forza responsabile per l’espansione dell’Universo. L’ipotesi, suggerita da diverse altre osservazioni sperimentali, è che l’energia oscura sia uniforme nel tempo e nello spazio. Lo studio del Dark Energy Survey ha offerto la conferma più stringente di questa ipotesi [Nature]

6 Aggiornamenti COVID-19
×  Come possono i paesi ricchi correggere la rotta sulle vaccinazioni per raggiungere una più equa distribuzione delle dosi a livello globale ed evitare così la “catastrofe morale” denunciata dal direttore dell’OMS mesi fa? [Science]
×  Le mascherine funzionano [Science]
×  Biden chiede all’intelligence statunitense di investigare sull’ipotesi che SARS-CoV-2 abbia avuto origine al Wuhan Institute of Virology [The New York Times]
×  EMA ha raccomandato di estendere le indicazioni del vaccino Pfizer/BioNTech per includere anche i bambini tra 12 e 15 anni [EMA]
×  La Germania intende vaccinare il 60% dei bambini e adolescenti tra i 12 e i 18 anni entro agosto [Süddeutsche Zeitung]
×  A New York, se ti vaccini in uno dei centri organizzati in alcune stazioni ferroviarie o metropolitane, ti offrono un abbonamento settimanale o una corsa a Long Island [The New York Times]
×  Tre quarti dei nuovi casi registrati nel Regno Unito nell’ultima settimana (che in totale sono quasi il doppio della scorsa) sono dovuti alla variante B.1.617.2. Questo sembra dovuto soprattutto alla sua maggiore contagiosità, ma i dati preliminari indicano anche che la protezione conferita dai vaccini dopo la prima dose è ridotta rispetto a quella contro la variante B.1.1.7, mentre la protezione resta molto alta dopo la seconda dose [The Guardian]
×  L’immunità contro COVID-19 potrebbe durare almeno un anno, addirittura di più in coloro che hanno avuto la malattia e poi si sono vaccinati. Lo studio, che ha analizzato il midollo osseo di guariti e vaccinati, è stato pubblicato su Nature e ha delle implicazioni riguardo la necessità di richiami periodici del vaccino [The New York Times]
×  Un gruppo di ricercatori tedeschi sostiene di aver capito quale sia la causa delle rare trombosi con piastrinopenia causate dal vaccino AstraZeneca e come intervenire per evitarle [Financial Times]

Letture per il finesettimana #33

[pubblicato su Scienza in rete il 23 maggio 2021]

Buona domenica,
questa settimana parliamo di un nuovo progetto di ricerca sui grandi modelli statistici di linguaggio, delle batterie delle auto elettriche, di cosa spinga i ricercatori ad affiliarsi a più di un’università o centro di ricerca, dell’esitazione vaccinale e del ritorno alla vita offline, siamo pronti? Diamo poi gli ultimi aggiornamenti su Covid-19. Buona lettura (per segnalare questa newsletter agli amici ecco il link per l’iscrizione)

1 Un progetto collettivo per studiare i modelli di linguaggio statistico
Si tratta di BigScience, un progetto promosso da Huggingface e a cui partecipano oltre 500 ricercatori. È nato dopo il licenziamento di Gebru e Mitchell dal gruppo di Ethical AI di Google per aver pubblicato un articolo che criticava i modelli di linguaggio statistico basati su campioni di dati di grandissime dimensioni, gli stessi che alimentano già una serie di tecnologie di uso quotidiano, come i motori di ricerca, gli assistenti vocali o i chatbot. L’obiettivo è creare una cultura di ricerca intorno a questi modelli di linguaggio e alle loro implicazioni in termini ambientali, sociali e culturali. Infatti, pur essendo già molto diffusi e avanzati mancano spesso di basi scientifiche solide. La nascita di BigScience non potrebbe avere tempismo migliore. Proprio questa settimana Google ha lanciato un nuovo modello di linguaggio, LaMDA, che promette di integrare al più presto in molti dei suoi prodotti [MIT Technology Review]

2 Milioni di auto elettriche in arrivo: le batterie esauste come verranno smaltite?
Le batterie utilizzate oggi nei veicoli elettrici non sono progettate per essere riciclate. In particolare, sono molto diverse fra loro dal punto di vista chimico e costruttivo e quindi pensare a sistemi efficienti per trattarle è per ora molto difficile. Il problema va affrontato però, perché entro poche decine di anni il numero di veicoli elettrici su strada sarà più di dieci volte di quello attuale (da circa 10 milioni a quasi 150 milioni di veicoli) e riciclarne le batterie permetterà anche di recuperare i cosiddetti “minerali critici” che le compongono, come rame, litio, nickel, cobalto. Questo è un aspetto fondamentale perché, oltre a ridurre l’impatto sull’ambiente, renderebbe i paesi più autosufficienti nell’approvvigionamento di questi materiali che ora sono estraibili in pochi luoghi del mondo [Science]

3 Sempre più ricercatori hanno affiliazioni multiple, probabilmente a causa dei sistemi di valutazione
Un nuovo studio ha considerato 22 milioni di articoli scientifici pubblicati tra il 1996 e il 2019 da parte di ricercatori che lavorano in 40 paesi. Nel 2019 quasi un terzo degli articoli indica almeno un autore o autrice con più di un’affiliazione. Questo fenomeno potrebbe essere dovuto ai meccanismi di valutazione della ricerca che premiano le università e gli istituti con il maggior numero di pubblicazioni all’attivo, ma anche alla ricerca di risorse e opportunità di collaborazione e ai meccanismi di assegnazione dei finanziamenti [LSE Impact Blog]

4 Conquistare la fiducia dei cittadini per combattere l’esitazione vaccinale
Questo è il messaggio centrale dell’intervista che Undark ha realizzato con Heidi Larson, responsabile del Vaccine Confidence Project ed esperta di salute pubblica alla London School of Hygiene and Tropical Medicine. Nell’affrontare il problema dell’esitazione vaccinale è importante tenere a mente che gli esitanti sono molto diversi dagli antivaccinisti, per evitare di polarizzare subito il dibattito. Secondo punto cruciale è considerare il ruolo dell’emotività di coloro che esitano davanti a un vaccino offerto, magari, ai loro figli. Questa consapevolezza può indicare le strategie di comunicazione efficaci (ad esempio è inutile rispondere ad argomentazioni emotive con un elenco dei fatti e degli studi scientifici). Infine, quando si esita verso un vaccino è probabile che sia perché si nutrono dei dubbi sulla sua sicurezza, ma possono esserci anche altre ragioni, che riguardano le proprie convinzioni religiose o i propri valori. Se poi, come nel caso della comunità nera negli Stati Uniti, c’è un passato di rapporti difficili con i medici e le autorità sanitarie, allora il primo passo è quello di ricostruire la fiducia [Undark]

5 Siamo pronti ad andare finalmente offline?
Dopo quasi un anno e mezzo di pandemia, in cui internet ci è sembrato ancora più vitale di prima e abbiamo speso un tempo indefinito online, sia per lavoro che per svago, le cose sembrano andare meglio e, in alcuni paesi in particolare, si fanno i primi passi di un lento ritorno alla normalità. Ma questo significa che passeremo meno tempo connessi? I primi dati delle piattaforme tecnologiche sembrano indicare di sì [The Atlantic]

6 Aggiornamenti COVID-19
×  Tracciare le varianti del virus si scontra con l’intensità disomogenea dei programmi di sequenziamento [Science]
×  Un nuovo studio correla il livello di anticorpi neutralizzanti nel sangue prodotti dopo il vaccino con la loro efficacia [Nature]
×  In Inghilterra il monitoraggio delle acque reflue aiuta a tracciare le varianti [The Guardian]
×  Intervista di Le Monde a Peter Piot, direttore della London School of Hygiene & Tropical Medicine, in occasione del summit mondiale sulla salute del 21 maggio a Roma e alla vigilia dell’Assemblea Mondiale della Sanità che si riunirà il 24 maggio a Ginevra [Le Monde]
×  Secondo un rapporto dell’OMS, il bilancio ufficiale delle vittime della pandemia potrebbe essere molto sottostimato, i morti sarebbero oltre sei milioni [Le Monde]
×  Il Giappone affronta una quarta ondata, dovrebbe rimandare ancora i giochi olimpici? [The Conversation US]