Le notizie di scienza della settimana #69

[pubblicato originariamente su Scienza in rete l’11 luglio 2018]

Il 27 giugno scorso la sonda Hayabusa 2 dell’agenzia spaziale giapponese JAXA ha finalmente raggiunto l’asteroide Ryugu, dopo un viaggio durato quasi due anni e mezzo. Ryugu appartiene alla famiglia dei near-Earth asteroids, asteroidi la cui orbita può portarli in prossimità della Terra. Hayabusa 2 ne studierà la morfologia e la composizione, sia superficiale che interna, grazie ai prelievi di materiale che effettuerà a partire dall’autunno. Le prime indagini saranno realizzate lanciando dei proiettili sulla superficie in modo da sollevare polveri e raccoglierle a bordo della sonda. Successivamente verranno depositati sull’asteroide quattro rover saltellanti che raccoglieranno immagini e misure di temperatura. Nell’immagine: una rappresentazione pittorica della sonda Hayabusa 2 (credit: Go Miyazaki / Flickr, licenza: CC BY 2.0) sovrapposta a una panoramica di Ryugu catturata lo scorso giugno (credit: JAXA, University of Tokyo and collaborators), in cui sono già ben visibili molte caratteristiche superficiali (crateri, grossi macigni, ecc.) dell’asteroide. L’insolita forma e la rapida rotazione del corpo celeste, completata in 7 ore e 38 minuti, lo rendono ancora più interessante per i planetologi.

NUOVE E VECCHIE DROGHE

Tra il 2015 e il 2017 è stato registrato un aumento del 5% nel numero di persone che hanno fatto ricorso a smart drugs nei 12 mesi precedenti. È questo, sinteticamente, il risultato del Global Drug Survey condotto nel 2017 a cui hanno risposto oltre 23 mila persone. Le smart drugs (farmaci prescritti per uso non medico allo scopo di aumentare la concentrazione e le performance cognitive) considerate nel sondaggio sono quelle utilizzate nei casi di disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), come Adderal o Ritanil, medicine per i disturbi del sonno, come il Modafinil, e anche sostanze illegali come la cocaina. I Paesi interessati dallo studio sono 15. Quelli in cui l’aumento del consumo tra 2015 e 2017 è stato maggiore sono la Francia, dal 3% al 16%, e il Regno Unito, dal 5% al 23%. In termini assoluti però, sono gli Stati Uniti a guidare la classifica, con il 30% dei rispondenti che affermano di aver utilizzato smart drugs negli ultimi 12 mesi. Una delle possibili cause sarebbe l’aumento delle diagnosi di ADHD soprattutto negli USA. [Nature; Arran Frood] 

Omero lo definiva una “sostanza meravigliosa”, oggi i suoi derivati uccidono decine di migliaia di cittadini statunitensi ogni anno. Si tratta dell’oppio ottenuto dalle capsule immature del Papaverum Somniferum, da cui si estraggono droghe come l’eroina e medicinali come il fentanyl, l’ossicodone e l’idrocodone. Le morti per overdose da oppioidi negli Stati Uniti nel 2017 hanno superato le vittime della guerra in Vietnam e hanno causato una diminuzione dell’aspettativa di vita non osservata in nessun altro Paese sviluppato. Al contrario delle altre sostanze stupefacenti che hanno causato ciclicamente ondate di morti, l’epidemia degli oppioidi è arrivata in silenzio, grazie alle prescrizioni dei medici e alle strategie di un sistema sanitario che invece di offrire assistenza accessibile alle fasce di popolazione più deboli ha reso disponibili a prezzi irrisori questi farmaci. Salvo poi accorgersi di aver creato un esercito di tossicodipendenti e interrompere di colpo le forniture spingendoli verso il mercato nero. [New York Magazine; Andrew Sullivan]

È stato presentato il 26 giugno scorso al Senato il IX libro bianco sulle droghe, contenente un’analisi della legislazione, dei servizi sanitari e della ricerca scientifica sul consumo di sostanze stupefacenti in Italia. A dicembre 2017 circa il 35% delle persone nelle carceri italiane era detenuto per violazioni del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti del 1990 (principalmente per detenzione a fini di spaccio). I servizi sanitari sono ancora progettati pensando a un numero ristretto di utilizzatori altamente problematici e a una vasta platea di consumatori occasionali. Questa visione è ormai superata, la realtà è molto più diversificata e i comportamenti del singolo verso le droghe subiscono numerose oscillazioni nel tempo. Infine le associazioni che hanno redatto il libro bianco (Società della Ragione insieme a Forum Droghe, Antigone, CGIL, CNCA e Associazione Luca Coscioni) rilevano una quasi totale polarizzazione della ricerca verso gli aspetti farmacologici e neuroscientifici, a scapito di quelli psicosociali che invece indagano le ragioni del consumo. [La società della ragione; Redazione] 

AMBIENTE

È iniziato il 9 luglio a San Francisco il processo contro la multinazionale di biotecnologie agrarie Monsanto. Si tratta del primo caso di un paziente oncologico, DeWayne Johnson, che porta in giudizio la Monsanto con l’accusa di aver nascosto per oltre 20 anni la cancerogenicità dei suoi prodotti a base di glifosato, il più famoso dei quali è il Roundup. Johnson, un ex giardiniere di 46 anni padre di tre figli, ha ricevuto la diagnosi di linfoma non-Hodgkin quattro anni fa e nel 2016 ha fatto causa alla Monsanto. Secondo i medici gli restano pochi mesi di vita. Sono più di 4000 i cittadini statunitensi che affermano che il Roundup li ha fatti ammalare e sono intenzionati a procedere legalmente. [San Francisco Chronicle; Peter Fimrite ]

Nonostante le precauzioni, la conformazione geografica e l’inasprirsi degli eventi meteorologici estremi potrebbero spiegare l’elevato numero di vittime delle alluvioni in corso in Giappone. Ogni anno l’arcipelago viene colpito in media da sei tifoni tra luglio e novembre. Ma quest’anno le piogge hanno battuto tutti i record: nella regione centro occidentale sono stati registrati livelli da record in 110 punti di osservazione per 72 ore consecutive intorno alla giornata di domenica. Il territorio giapponese è coperto per il 70% da montagne e colline e molte case, soprattutto in campagna, sono costruite secondo la tradizione utilizzando legno anche nelle fondamenta. Questo le rende molto più vulnerabili alle frane. Inoltre il sistema di allarme, per quanto diffuso, non è efficiente perché affidato alle autorità locali che spesso sono impreparate a gestire l’emergenza e si scontrano con una certa inerzia della popolazione a prendere sul serio gli ordini di evacuazione. Forse anche a causa del cambiamento climatico, che la mette di fronte a situazioni del tutto nuove in cui l’esperienza passata è quasi inutile. [Japan Times; AFP-JIJI]

Sotto le pressioni del governo francese la Sanofi Chimie, la divisione chimica della grande azienda farmaceutica, ha interrotto la produzione della sua fabbrica di Mourenx, nella regione dei Pirenei atlantici. Il motivo è un rapporto realizzato ad aprile dall’agenzia regionale per l’ambiente che ha rilevato livelli di bromopropano scaricati in mare 190 000 volte superiori a quelli consentiti (380 000 mg/m3 contro i 2 mg/m3 permessi). Il bromopropano, una sostanza ritenuta cancerogena, mutagena e reprotossica, viene emesso durante la produzione del valproato di sodio, il principio attivo del Depakine, un farmaco antiepilettico già al centro di un altro scandalo. I bambini esposti in utero al Depakine, infatti, hanno un rischio aumentato di sviluppare disturbi mentali e del comportamento. La Sanofi assicura che gli operai di Mourenx e la popolazione circostante non corrono alcun rischio di salute, ma l’agenzia regionale per l’ambiente ribatte che finché la compagnia non avrà dimostrato di intervenire incisivamente la fabbrica rimarrà chiusa. [Le Monde; Stéphane Mandard]

RICERCA E SOCIETÀ

Alla fine la risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per promuovere l’allattamento al seno è stata approvata durante i negoziati in corso a Ginevra, nonostante l’ostruzionismo degli Stati Uniti. I delegati statunitensi, infatti, hanno minacciato l’Ecuador e altri Paesi africani di imporre sanzioni commerciali e ritirare aiuti militari se avessero appoggiato la risoluzione. In molti ritengono che il motivo dell’opposizione sia da ricercare nella volontà di proteggere gli interessi delle grandi società che producono cibo per neonati e bambini, per un giro di affari di 70 miliardi di dollari l’anno. Le prove scientifiche in favore dell’allattamento al seno, rispetto a quello con latte artificiale, sono ormai numerose. L’ultimo studio sul tema è stato pubblicato su The Lancet nel 2016 e ha mostrato che il latte materno eviterebbe 800 mila morti all’anno e produrrebbe un risparmio di 300 miliardi di dollari in termini di costi sanitari. [The New York Times; Andrew Jacobs]

Una delegazione triestina è a Tolosa da lunedì per partecipare a ESOF 2018, l’ottava edizione dello EuroScience Open Forum. Il capoluogo giuliano ospiterà l’evento nel 2020. Obiettivo di ESOF è creare le condizioni per un incontro proficuo tra scienziati, politici, innovatori, industrie e cittadini. Il motto dell’edizione 2018 è “Sharing science: towards new horizons”. Venerdì, a chiusura dell’evento, ci sarà il passaggio del testimone al team di Trieste, che in 45 minuti descriverà l’impronta che intende dare alla nona edizione. « Ci interessa in particolare valutare quanto gli eventi saranno fruibili e accessibili, perché uno dei grandi obiettivi di ESOF 2020 è di diventare uno dei motori per far crescere il peso dato dall’opinione pubblica alla cultura, alla ricerca e alla scienza nell’affrontare le nuove sfide che ci attendono in futuro», ha dichiarato Bruno Della Vedova, vice presidente della ‘Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze’ e programme manager di ESOF 2020. [Il Piccolo; Giulia Basso]

Dei farmaci oncologici approvati tra il 2003 e il 2013 negli Stati Uniti e in Europa 1 su 3 (il 30%) non ha alcun beneficio sulla sopravvivenza e 1 su 5 (il 20%) non migliora né la qualità della vita né la sicurezza. Un bilancio non esaltante secondo Italo Portioli, primario presso l’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia e bioeticista, che riassume i risultati della valutazione di efficacia delle nuove terapie oncologiche a partire dallo studio pubblicato a fine 2016 sulla rivista JAMA Oncology. Lo studio, seppure presentando dei limiti, spinge a porsi due domande. La prima: perché 16 farmaci, privi di qualsiasi efficacia, sono entrati nella pratica terapeutica oncologica? La seconda: perché i risultati di questo studio hanno avuto così poca risonanza? [Scienza in rete; Italo Portioli]