Le notizie di scienza della settimana #46

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 24 gennaio 2018]

Si chiama CancerSEEK il nuovo metodo di analisi del sangue in grado di rilevare tracce del DNA e delle proteine tipiche di >alcuni tumori ancora non metastatizzati. A metterlo a punto un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimore che hanno pubblicato i risultati del loro studio sull’ultimo numero di Science.  I dati presentati dai ricercatori mostrano che i tumori che il test è in grado di rilevare sono quelli dell’ovaio, del fegato, dello stomaco, del pancreas, dell’esofago, del colon-retto, del polmone e del seno. L’efficienza varia però da tumore a tumore: sono stati individuati il 98% dei casi con tumore all’ovaio e solo il 33% di quelli con tumore al seno. La percentuale di falsi positivi è minore dell’1%. È importante sottolineare che lo studio è stato condotto su circa 1000 pazienti che già manifestavano dei sintomi. CancerSeek probabilmente non è ancora in grado di individuare tumori nelle primissime fasi di sviluppo. L’immagine mostra un particolare di un gruppo di cellule tumorali nel pancreas cresciute in laboratorio (nuclei cellulari in blu, mebrane in rosso). Credit: Min Yu / National Cancer Institute, USC Norris Comprehensive Cancer Center. Licenza: Public Domain.

IL CONCETTO DI RAZZA NELLA SCIENZA

Esistono le razze umane? Ma se siamo così simili, perché sembriamo così diversi, tanto da farci pensare che le razze esistano realmente? Ma gli Italiani allora non sono una razza? Perché il termine è presente nella Costituzione italiana? Bisognerebbe riconsiderare l’utilizzo della parola razza nella Costituzione? Rispondendo a queste domande, l’antropologo Giovanni Destro Bisol torna a riflettere sul concetto di razza, ribadendo che dal punto di vista biologico e genetico non ha alcun fondamento. [Scienza in rete; Giovanni Destro Bisol] 

I dati biologici sono inequivocabili. Nessuno è mai riuscito a fare il catalogo delle razze. Nel senso che ognuno ha fatto un catalogo diverso dagli altri”. Ad affermarlo è il genetista Guido Barbujani, autore di numerosi saggi tra cui ‘L’invenzione delle razze’ pubblicato da Bompiani nel 2006. Barbujani sottolinea però che il concetto di razza, seppure ormai rifiutato unanimemente dalla comunità dei biologi e degli antropologi, non è del tutto assente nella ricerca scientifica. Un esempio è quello della farmacologia razziale, cioè l’idea che a seconda della razzaesistano terapie più efficaci di altre. Un’idea senza fondamento, perché le differenze genetiche tra i tipi mediani delle diverse popolazioni sono modeste e pressoché irrilevanti rispetto alla variabilità genetica interna alle singole popolazioni. [Left; Federico Tulli] 

Per sette anni la prestigiosa università britannica University College London ha ospitato involontariamente una serie di conferenze su eugenetica e intelligenza, durante le quali sono intervenuti degli esponenti del suprematismo bianco. Quasi sempre relegati a pubblicare su riviste marginali, i pochi scienziati che ritengono che il concetto di razza abbia una base scientifica riescono a volte a guadagnare visibilità sui giornali mainstream. Alcuni di loro siedono infatti nei comitati editoriali di queste riviste. Se la libertà di espressione e ricerca va tutelata, bisogna vigilare perché questi gruppi non approfittino dei ben noti difetti del sistema di pubblicazioni basato sulla peer-review. [The Guardian; Angela Saini] 

SISTEMI SANITARI A CONFRONTO

Nell’ultima puntata di Presa Diretta, andata in onda su Rai 3 il 22 gennaio scorso, è stata presentata un’inchiesta sullo stato di salute del sistema sanitario italiano. I temi trattati riguardano le disuguaglianze tra nord e sud e il conseguente fenomeno della migrazione sanitaria, gli errori medici, i tagli ai fondi regionali e la carenza di personale, la diminuzione dei posti nei programmi di specializzazione a fronte di oltre 70 mila medici che andranno in pensione nei prossimi 10 anni. I neo-laureati in medicina sono costretti ad accettare contratti precari o a trasferirsi all’estero. Non migliore è la situazione degli infermieri: 25 mila laureati in scienze infermieristiche che non riescono a trovare lavoro. La meta più ambita per quelli tra loro che decidono di partire è il Regno Unito. [Presa Diretta; Riccardo Iacona con Sabrina Carreras, Luigi Mastropaolo, Andrea Vignali]

Ma qual è lo stato di salute del sistema sanitario britannico? La carenza di personale del National Health Service (NHS) ha avuto conseguenze drammatiche durante la crisi delle ultime settimane, causata dal forte abbassamento delle temperature e dalla aggressività e ampia diffusione dell’influenza stagionale. Per far fronte all’emergenza, gli studenti degli ultimi anni di medicina sono stati invitati dai loro direttori via email a prestare assistenza volontaria nei Pronto Soccorso degli ospedali di Liverpool e di quattro città a nord di Birmingham. La British Medical Association ha condannato questo comportamento che mette a rischio non solo i pazienti, ma anche i giovani medici, che in caso di errore potrebbero non avere nessuno a farsi carico delle responsabilità. [The Guardian; Sarah Marsh and Denis Campbell]

Rete Sostenibilià e Salute lancia un appello per un confronto sui programmi per la salute dei cittadini in vista delle prossime elezioni politiche. La base di questo confronto è un documento che tocca sette temi: conflitti di interesse, eccessi diagnostici e terapeutici, fondi sanitari, legge sui vaccini, finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale, ticket sanitari e, infine, i determinanti ambientali, economici e sociali della salute. Per ciascuno di questi punti vengono suggeriti degli interventi correttivi. [Scienza in rete; Rete Sostenibilità e Salute]

RICERCA E SOCIETÀ

È stato pubblicato a dicembre 2017 il secondo rapporto sul livello di adozione delle pubblicazioni in Open Access (OA), commissionato da Universities UK Open Access Coordination Group. I dati raccolti sembrano indicare il successo dell’Open Access: le riviste che offrono l’opzione di pubblicare in OA sono passate dal 50% nel 2012 al 60% nel 2016; sempre nel 2016 gli articoli presenti nel database Scopus pubblicati direttamente in OA erano il 25%, mentre quelli disponibili in OA dopo 12 mesi il 32%. Aumenta anche l’utilizzo dei materiali pubblicati in OA. Allo stesso tempo crescono i costi di pubblicazione in OA, soprattutto quelli dei giornali cosiddetti ibridi[LSE Impact Blog; Stephen Pinfield e Rob Johnson]

In un rapporto di 207 pagine reso pubblico l’11 gennaio, lo studio legale Debevoise&Plimpton solleva l’Università di Rochester da ogni responsabilità legale nei confronti delle accuse di molestie sessuali rivolte da ex-ricercatrici del dipartimento Brain and Cognitive Sciences nei confronti del professor T. Florian Jaeger. Il rapporto conferma una serie di comportamenti inappropriati da parte di Jaeger, ma limitati al periodo 2007-2013, prima che le norme più stringenti sulle relazioni tra personale accademico e studenti venissero applicate dall’università. Ma la storia non è ancora finita. Le donne che accusano Jaeger di molestie e l’Università di Rochester di non essere intervenuta, contribuendo così a creare un ambiente ostile, hanno fatto causa all’università presso la corte federale e promettono battaglia. [Science; Meredith Wadman]

In molti Paesi africani solo il 30% dei confini tra proprietà terriere sono registrati. Mappare la proprietà della terra è un elemento fondamentale per lo sviluppo economico: il proprietario in possesso di un regolare certificato potrà infatti richiedere un prestito in banca e, allo stesso tempo, i Governi potranno calcolare il giusto livello di tasse da riscuotere. Negli anni ’60 in Kenya vennero usate le fotografie scattate dagli aerei per identificare i tracciati dei recinti e costruire la base dell’attuale registro del Paese. Oggi i droni potrebbero fare la differenza. Il progetto ITS4LAND, finanziato dalla Commissione Europea, sta testando questo sistema in quattro Stati: Kenya, Ruanda ed Etiopia. [The Conversation; Robert Wayumba]

Le notizie di scienza della settimana #45

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 17 gennaio 2018]

Cèdric Villani, matematico francese vincitore della medaglia Fields nel 2010, è ora un deputato della Repubblica, eletto nel distretto dell’Essonne con il partito ‘En Marche!’ di Emmanuel Macron. Dopo aver vinto il prestigioso riconoscimento, Villani è diventato direttore dell’Institut Henri Poincaré e da quel momento ha gradualmente abbandonato la ricerca per impegnarsi politicamente, sostenendo la candidatura di Anne Hidalgo alla guida della città di Parigi. A settembre 2017 il Primo Ministro francese gli ha affidato la “Mission intelligence artificielle“, allo scopo di tracciare la rotta della politica francese in materia nei prossimi anni. Per questa missione Villani ha incontrato oltre duecento esperti (informatici, giuristi, eticisti) e 1600 cittadini, invitati ad esprimere le loro opinioni attraverso una piattaforma partecipativa online. La pubblicazione del resoconto finale è prevista per la fine di gennaio. Nel frattempo Villani sta portando a termine il progetto della “Maison des mathématiques“, uno spazio espositivo e un luogo di scambio, dove i ricercatori potranno incontrare i cittadini, i rappresentanti dell’industria, dell’economia e della cultura. Credit: Potterjos11 / Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0.

L’OBBLIGO VACCINALE FUNZIONA?

Nel 2016 il Senato dello Stato della California ha approvato una legge che restringe notevolmente le possibilità di iscrivere un bambino al primo anno di scuola elementare se questo non ha completato le vaccinazioni contro il morbillo. Fino a quel momento era possibile ottenere un’esenzione per ragioni personali (di natura religiosa, ma anche legate alla paura dei danni da vaccino) o iscrivere i propri figli a scuola “promettendo” di completare presto la vaccinazione. Come risultato la distribuzione dei tassi locali di vaccinazione era tale che nel 2014 il 70% dei bambini al primo anno di scuola viveva in contee con un tasso di vaccinazione sotto il 95% (l’immunità di gregge per il morbillo si raggiunge con tassi di vaccinazione tra il 90% e il 95%). Nel 2016 le cose sono cambiate: il 97% dei bambini vive in contee con tassi di vaccinazione superiori al 95%. Forse la legge non ha fatto cambiare idea a coloro che si opponevano o erano esitanti nei confronti dei vaccini, ma di certo ha modificato i loro comportamenti. [The New York Times; Emily Oster aE Geoffrey Kocks] 

Nel frattempo la campagna elettorale nel nostro Paese entra nel vivo, e tra i primi temi oggetto del dibattito politico ci sono proprio i vaccini, o meglio la legge sull’obbligo vaccinale introdotta lo scorso anno dalla Ministra Beatrice Lorenzin. Trattare questo argomento con i toni della campagna elettorale rischia però una banalizzazione: chi è contro la legge sull’obbligo vaccinale è contrario ai vaccini. Le cose sono più complicate di così. [Strade; Roberta Villa] 

Per i bambini nati in Francia dal primo gennaio 2018 saranno obbligatori 11 vaccini, al fine dell’iscrizione a scuola. Con questa nuova legge, voluta dalla Ministra della Salute Agnès Buzyn, la Francia diventa lo Stato europeo con il maggior numero di vaccinazioni obbligatorie. L’opposizione dei gruppi contro i vaccini è forte in Francia, un Paese con il più basso tasso di copertura vaccinale in Europa. [Le Monde; Anne-Sophie Faivre Le Cadre] 

QUANTO MANCA ALLA MEZZANOTTE NUCLEARE?

Alle 8:07 di sabato 13 gennaio un impiegato delle Hawaii ha lanciato per errore un messaggio di allerta, che avvisava i suoi concittadini di un missile balistico lanciato dalla Corea del Nord. L’imperativo era di cercare riparo. 38 minuti dopo le autorità hanno annunciato che si trattava di un falso allarme. A causa dell’inasprimento dei rapporti con la Corea del Nord, le Hawaii hanno avviato, lo scorso anno, una vasta campagna di educazione ai comportamenti in caso di disastro nucleare e un nuovo programma di gestione delle prime fasi di allarme.[The Atlantic; Alia Wong]

Non è la prima volta che un simile incidente si verifica. Il più celebre dei falsi allarmi risale infatti al 26 settembre 1983, quando il sistema satellitare posto a sorveglianza dei siti missilistici statunitensi, diede l’allarme che un ordigno era stato lanciato dalla base di Malmstrom in Montana verso l’Unione Sovietica. L’ufficiale di servizio quella notte era Stanislav Petrov, il suo compito era quello di informare i superiori che avrebbero lanciato il contrattacco nucleare. Il risultato sarebbe stata la mutua distruzione dell’attaccante e dell’attaccato. Ma il colonnello sovietico Stanislav Petrov non si fidò e decise di non notificare l’allerta ritenendola inverosimile. E non si sbagliava. [Scienza in rete; Pietro Greco]

Da una parte sentiamo dire che viviamo l’epoca più pacifica della storia dell’umanità, grazie all’organizzazione in Stati sempre più civilizzati che hanno governato la violenza con la ragione. Dall’altra, nel 2017, il Bulletin of the Atomic Scientists ha spostato di mezzo minuto in avanti le lancette dell’orologio che segna il tempo che ci separa dalla mezzanotte nucleare. Come stanno davvero le cose? Due antropologi americani hanno studiato la correlazione che esiste tra ‘grado di civilizzazione’ dei gruppi umani e percentuale di vittime cadute in guerra, scoprendo che quello che conta è la dimensione delle popolazione, non la sua organizzazione. Le società più piccole non sono più violente perché irrazionali, sono semplicemente più vulnerabili nei confronti degli Stati più grandi, in grado di sviluppare armi e strategie militari più aggressive. [Undark Magazine; Dean Falk]

RICERCA E SOCIETÀ

La quarta rivoluzione industriale, quella guidata dall’intelligenza artificiale, l’energia pulita, la digitalizzazione e la personalizzazione delle produzioni, richiede un aggiornamento dei percorsi di formazione, in particolare quelli superiori come il dottorato. Il rischio che si corre altrimenti è la disoccupazione tecnologica. Una possibile soluzione, prevista dal “Piano Nazionale Industria 4.0” e in accordo con il paradigma imparare facendo, è quella dei dottorati industriali, che favoriscono la collaborazione tra università e imprese, con l’aiuto catalizzante del governo. Nell’economia della conoscenza riemerge così il modello della tripla elica.[La Voce; Francesco Pastore e Federico Giovanni Rega]

Usare il rap per comunicare la scienza. Questo l’obiettivo del progetto RAPPERS (RAP for Public Engagement with Research and Science) coordinato dall’ecologo Domenico D’Alelio in collaborazione con il produttore musicale Fabio Musta. Ritrovando le radici della musica rap, trasmissione della conoscenza dal basso per raggiungere l’emancipazione sociale e intrattenimento educativo, RAPPERS intende comunicare argomenti scientifici rilevanti per la società. Il primo prodotto di RAPPERS è l’album ‘Eco Trip’ che si concentra sul pensiero scientifico ecologico. A realizzarlo Domenico D’Alelio (Doc-Domi) e Fabio Musta. [Scienza in rete; Domenico D’Alelio]

Le donne che lavorano nel settore STEM, (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) vivono in un ambiente più ostile rispetto ai loro colleghi maschi. È più frequente per loro subire discriminazione nell’avanzamento della carriera ed essere vittime di molestie sessuali da parte dei colleghi maschi. A rivelarlo un’indagine condotta dal PEW Research Center nell’estate del 2017. [PEW Social & Demographic Trends; Cary Funk e Kim Parker]

Le notizie di scienza della settimana #44

[pubblicato originariamente su Scienza in rete l’11 gennaio 2018]

Illustrazione delle diverse fasi lunari, realizzata dallo scienziato Al-Biruni (973-1048) per il libro Kitab al-Tafhim. Licenza: Public Domain.
Il 2017 si è concluso e la Terra ha appena cominciato un nuovo giro intorno al Sole. Lo scienziato persiano Aḥmad al-Biruni (973-1048) progettò un calendario meccanico che, grazie a una serie di ghiere poste su due livelli, mostrava il progredire delle fasi lunari e la posizione delle luci di Sole e Luna. L’illustrazione rappresenta proprio le diverse fasi lunari, e venne realizzata da Al-Biruni per il libro Kitab al-Tafhim. Credit: Al-Biruni / Wikimedia Commons. Licenza: Public Domain.

CONTINUA IL DIBATTITO ITALIANO SUL GLIFOSATO

Prosegue il dibattito italiano sul glifosato, e in particolare sulla decisione dell’Unione Europea di rinnovare per un altro quinquennio l’autorizzazione per l’utilizzo dell’erbicida, nonostante la International Agency for the Research on Cancer (IARC) lo abbia classificato come probabile cancerogeno. Roberto Defez, bioteconologo del CNR, solleva dei dubbi sulle affermazioni contenute nella lettera che Annibale Biggeri, Franco Merletti, Benedetto Terracini e Paolo Vineis avevano indirizzato alla Senatrice Elena Cattaneo, che su Repubblica si dichiarava d’accordo con la decisione UE. [Scienza in rete; Roberto Defez] 

Biggeri, Merletti, Terracini e Vineis hanno risposto alle questioni sollevate da Roberto Defez, facendo alcune precisazioni sulle procedure che la IARC utilizza per redigere tutte le sue monografie, compresa quella sul glifosato.[Scienza in rete; Annibale Biggeri, Franco Merletti, Benedetto Terracini, Paolo Vineis] 

Intanto a dicembre l’Environmental Protection Agency, l’agenzia federale per la protezione ambientale negli Stati Uniti, ha dichiarato che il glifosato probabilmente non causa il cancro, contraddicendo le istituzioni californiane che invece avevano incluso l’erbicida nella lista chiamata ‘Proposition 65’ che contiene sostanze probabilmente cancerogene. [Los Angeles Times; Geoffrey Mohan] 

COM’È ANDATO IL 2017?

I dati relativi alla temperature medie globali raccolti dai National Centers for Environmental Protection e dal National Center for Atmospheric Research, due agenzie statunitensi, mostrano che il 2017, pur non avendo battuto il 2016, ci è andato molto vicino. La differenza di temperatura rispetto al periodo 1981-2010 si è infatti attestata a 0,46℃ contro lo 0,51℃ del 2016.  [Climalteranti; Claudio Cassardo]

A quasi un anno dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca, il gruppo di ricercatori e attivisti climatici dell’Environmental Data and Governance Initiative, ha cercato di stimare quanta informazione sul cambiamento climatico è scomparsa dai siti delle istituzioni federali americane. Il sito web dell’EPA è stato analizzato più approfonditamente. Ebbene: l’espressione climate change è stata spesso sostituita con sustainability e i link alle iniziative locali di contrasto al cambiamento climatico sono stati cancellati o ben nascosti. Inoltre, la pagina relativa al Clean Power Plan di Obama, che Trump sta cercando di revocare, è scomparsa, sottraendo così ai cittadini una risorsa importante per poter partecipare al dibattito pubblico convocato sull’argomento. [The New York Times; Coral Davenport]

Dopo due lunghi inverni, uno alla fine degli anni Settanta e l’altro, più recente, dalla fine degli anni Ottanta fino alla metà degli anni Novanta, sembra arrivata una gloriosa estate per l’intelligenza artificiale. Il sole che sembra aver spazzato via questo inverno è il deep learning, un approccio sostanzialmente model free che sta prevalendo su tutti gli altri. Ma di cosa si tratta? E cosa rischiamo se rinunciamo ai modelli? [il Tascabile; Nicola Nosengo]

RICERCA E SOCIETÀ

Non è stato raggiunto un accordo tra il gigante dell’editoria accademica Elsevier e le università tedesche, ma la casa editrice olandese ha deciso di garantire l’accesso ai suoi contenuti a tutti i ricercatori tedeschi fino a quando la negoziazione sarà conclusa. La conferenza dei rettori chiede che i corresponding author di articoli pubblicati su giornali Elsevier possano rendere disponibili i loro lavori gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta. Una posizione forte, basata sull’idea che la ricerca finanziata con denaro pubblico debba essere accessibile a tutti. [Nature; Quirin Schiermeier]

Il 27 dicembre è stato reso pubblico il nuovo bando PRIN (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale). Il bando mette in palio 391 milioni di euro, una parte dei quali sono stati ottenuti dalle risorse finanziarie non spese e dunque disponibili dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Sarà possibile dare continuità a questo livello di finanziamento che, seppure inferiore rispetto a quello di altri Paesi europei, è di gran lunga il più alto degli ultimi anni in Italia? [Scienza in rete; Pietro Greco]

Quanto spazio occupa la scienza nei telegiornali di Rai1, Rai2 e Rai3? Ecco cosa ci dicono i dati dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni relativi ai sei mesi da maggio a ottobre 2017: in media abbiamo sentito la voce di esperti e scienziati per 30 secondi durante ogni ora di telegiornale, da confrontare con i 24 minuti dei politici, i 16 minuti dei rappresentanti di organi costituzionali e i 4 minuti del Vaticano. [Scienza in rete; Davide Mancino]

Polizia predittiva: possono gli algoritmi prevedere i reati?

[pubblicato originariamente su Il Messaggero l’11 dicembre 2017 con il titolo “Scacco alla malavita: arriva l’algoritmo che prevede i reati”]

All’inizio degli anni ’60 tre ragazzi di Angera, vicino Varese, misero a segno 17 rapine in banca tra Milano, Torino e Varese. Colpivano sempre di lunedì, e fu proprio lunedì 15 marzo 1965 che vennero arrestati dalla squadra mobile di Milano, guidata dal commissario Mario Nardone. I tre banditi vennero ribattezzati “banda del lunedì”. Cinquanta anni dopo le cose non sono cambiate: delle 2000 rapine a danno di esercizi commerciali e istituti bancari avvenute a Milano tra il 2008 e il 2011, il 70% può essere collegato a un’altra tra quelle commesse. Insomma: il reato di rapina tende a essere seriale. Questa caratteristica ha spinto Mario Venturi, assistente capo della Polizia di Stato presso la questura di Milano, a sviluppare il software di polizia predittiva KeyCrime, collaudato nel 2007 e regolarmente utilizzato a partire dal 2008. Analizzando i dati relativi alle rapine passate, KeyCrime raggruppa gli eventi simili in una serie e prevede dove e quando è più probabile che avvenga la prossima rapina. Le previsioni indirizzano le operazioni degli agenti sul territorio per permettergli di cogliere i colpevoli in flagrante.

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Le notizie di scienza della settimana #43

Foto scattata durante la March for Science a San Francisco, California, il 22 aprile 2017. Credit: Matthew Roth / Flickr. Licenza: CC BY-NC 2.0.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 20 dicembre 2017]

CRONACHE DAL MONDO DELLA DISINFORMAZIONE

Un confronto serrato su quelli che potremmo chiamare i “Disturbi dell’informazione” ha caratterizzato il convegno “Sarà vero?” che si è tenuto il 18 dicembre a Milano al Museo del Fumetto. Organizzato da Scienza in Rete insieme al Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, l’Agenzia Zadig, il Liceo Copernico di Brescia, il Macsis dell’Università Bicocca e l’Editore Loescher, l’incontro aveva lo scopo di affrontare il problema della attendibilità delle fonti e più in generale della correttezza dell’informazione nell’epoca di internet e dei social media. Luca Carra ci offre una lettura della giornata. [Scienza in rete; Luca Carra] 

A questo indirizzo trovate video e presentazioni di tutti gli interventi della giornata del 18 dicembre. [Scienza in rete; Redazione] 

Le immagini fotografiche sono intrinsecamente ambigue, si prestano facilmente a essere manipolate e utilizzate strumentalmente. È utile e necessario entrare in possesso di adeguati dispositivi di analisi e decodifica per poterci considerare cittadini alfabetizzati ai linguaggi visuali del terzo millennio. Marco Capovilla mette alla prova la nostra capacità di distinguere foto che sono una accurata restituzione della realtà da quelle che invece travisano i fatti accaduti. [Scienza in rete; Marco Capovilla] 

LE PAROLE PROIBITE

Giovedì 14 dicembre, durante un incontro ai Center for Disease Control and Prevention statunitensi (CDC), sarebbe stato comunicato ai responsabili dell’agenzia che le espressiomi vulnerableentitlementdiversitytransgenderfetusevidence-based e science-based non possono essere usate nei documenti di budget per il 2019, che dovranno essere presentati all’Office of Management and Budget a febbraio del 2018. A fare queste rivelazioni è stato un analista dei CDC che ha chiesto di rimanere anonimo. È questo l’ultimo episodio dell’opposizione di Trump verso gli organi che, a vario titolo, si occupano di scienza per conto del Governo degli Stati Uniti. Durante l’incontro del 14 dicembre i dipendenti dei CDC presenti sarebbero stati informati anche di alcune delle espressioni sostitutive. Ad esempio: CDC bases its recommendations on science in consideration with community standards and wishes al posto di science-based o evidence-based[The Washington Post; Lena H. Sun e Juliet Eilperin ]

La direttrice dei CDC, Brenda Fitzgerald, ha negato con un tweet che esistano parole vietate nei documenti di pianificazione dei CDC, accusando il Washington Post di aver male interpretato il racconto del suo informatore. Tuttavia nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dai CDC, che hanno rifiutato di rispondere alle numerose domande dei giornalisti. Un ex-dipendente dei CDC ha dichiarato, anonimamente, che, anche se ci fosse un lavoro di revisione linguistica dei documenti di budget, questo non influenzerebbe minimamente la ricerca fatta dall’agenzia. Tuttavia sono numerosi gli attivisti anti-abortisti e a difesa della “famiglia tradizionale” che occupano posizioni di rilievo ai CDC. [Vox; Julia Belluz]

Per riuscire a utilizzare le conoscenze scientifiche di cui siamo già in possesso, dobbiamo imparare a capire l’incertezza, nel senso probabilistico, che caratterizza la scienza. Negli Stati Uniti sia i cittadini che i decisori politici mostrano di avere poca familiarità con questi concetti. Dice Aspen Reese, ricercatrice in ecologia microbica a Harvard, in un articolo sul magazine Undark: “Sappiamo che fumare aumenta il rischio di sviluppare il cancro. Ma si tratta di una tendenza generale, che si osserva mediando su più casi, e sappiamo quindi che possono sempre esserci dei dati isolati che deviano da questa tendenza. Qualcuno può fumare per 60 anni senza mai sviluppare il cancro”. Questi casi isolati sono previsti dalla teoria, e non dovrebbero essere usati per mettere in dubbio le conclusioni che abbiamo raggiunto sul fenomeno in generale. [Undark Magazine; Aspen Reese]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Nella top 10 di Nature per il 2017 c’è Marica Branchesi, astrofisica italiana del Gran Sasso Science Institute dell’Aquila. Davide Castelvecchi, che ha scritto il suo profilo, l’ha definita ‘Merge maker – An astronomer helped scientists make the most of a historic gravitational-wave event.’ [Nature; Autori Vari]

Analizzando gli articoli pubblicati su riviste indicizzate dal database Web of Science, della Clarivate Analytics di Philadelphia, Nature ha trovato che la percentuale di lavori mai citati è più bassa di quello che si pensava, circa il 10%. La frazione cambia da settore a settore. Ad esempio le scienze ingegneristiche contano un maggior numero di articoli non citati rispetto alla medicina o alla biologia. Tuttavia è molto difficile raggiungere conclusioni definitive su questo argomento, a causa della frammentazione dei database e, in alcuni casi, della loro scarsa qualità. Inoltre l’assenza di citazioni non implica che la ricerca in questione non abbia avuto impatto sulla comunità scientifica[Nature; Richard Van Noorden]

Qualche settimana fa Bradley Carlin, biostatistico alla University of Minnesota riconosciuto come leader nel suo campo, ha scherzato pubblicamente sulla questione delle molestie sessuali durante una delle più presitigiose conferenze di intelligenza artificiale, la Neural Information Processing Systems (NIPS). La cosa non è passata inosservata e anzi ha dato il coraggio alla statistica Kristian Lum, ormai fuori dall’accademia, per rivelare di essere stata oggetto di comportamenti inappropriati da parte di Steven Scott, direttore della ricerca statistica di Google, e dello stesso Carlin durante la conferenza NIPS del 2010, quando stava terminando il suo dottorato di ricerca. La testimonianza di Lum ha trovato conferma nelle esperienze di altre ricercatrici del settore e ha ricevuto la solidarietà di numerosi ricercatori, sia universitari che dipendenti di Google. Gli organizzatori della conferenza hanno pubblicato un comunicato di scuse, mentre Google sta approfondendo la questione e non ha ancora commentato ufficialmente. [Bloomberg; Mark Bergen e Jeremy Kahn]

MISCELLANEA

In un articolo pubblicato a fine novembre su Nature, i ricercatori del laboratorio di oncologia molecolare, diretto da Alberto Bardelli presso l’IRCCS di Candiolo vicino Torino, hanno mostrato che nei tumori con deficit nel sistema di riparazione degli errori di trascrizione del DNA aumentano i neoantigeni, un tipo specifico di mutazione genetica. Questi hanno la proprietà di rendere il tumore visibile al sistema immunitario e gli permettono di attaccarlo. [Scienza in rete; Laura Mosca]

È in discussione al Parlamento europeo la nuova direttiva sulle energie rinnovabili, che punta a raddoppiare la quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030. Tuttavia il testo attuale della direttiva potrebbe incoraggiare la deforestazione poiché l’energia ottenuta bruciando il legno degli alberi si classificherebbe come energia da fonti rinnovabili. Il risultato netto di bruciare più legna confidando nella ricrescita della vegetazione (estremamente lenta) sarebbe comunque un aumento delle emissioni di anidride carbonica e perdita di biodiversità. La lettera di 15 scienziati su The Guardian. [The Guardian; Autori Vari]

Quanto sappiamo dei neutrini? Quali esperimenti stanno studiando le loro proprietà? Ce lo racconta Lucia Votano, direttrice dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dal 2009 al 2012 ed esperta di astroparticelle. [Scienza in rete; Lucia Votano]

Le notizie di scienza della settimana #42

L’illustrazione “The Fin de Siècle Newspaper Proprietor” di Frederick Burr Opper, pubblicata nel 1894 sul magazine Puck. Credit: Library of Congress. Licenza: Public Domain.

[originariamente pubblicata su Scienza in rete il 14 dicembre 2017]

SARÀ VERO?
INCONTRO PUBBLICO SULL’ATTENDIBILITÀ DELLE FONTI

Lunedì 18 dicembre a Milano, presso il Museo del Fumetto, si terrà l’incontro pubblico “Sarà vero?” sull’attendibilità delle fonti e le fake news organizzato da Scienza in rete e Gruppo 2003 per la ricerca. Ecco di cosa parleranno i relatori. [Scienza in rete; Redazione] 

Cosa possono fare le piattaforme digitali che distribuiscono le notizie, come Facebook, Google e Twitter, per controllare la diffusione della cattiva informazione? Segnalare visivamente le fonti considerate affidabili, intervenire sugli algoritmi che regolano il news feed perché promuovano maggiormente certi contenuti a svantaggio di altri. Tutte possibilità allettanti, che però si scontrano con dei limiti tecnologici e con il rischio di esercitare censura. E allora? Meglio investire sulla consapevolezza degli utenti. [Scienza in rete; Cristina Da Rold] 

Fake news, filter bubble, echo chamber. Si tratta davvero di fenomeni specifici della comunicazione digitale e dei social network in particolare? O invece sono il riflesso di una mentalità, che è indipendente dal mezzo che usiamo per accedere all’informazione? [Valigia Blu; Bruno Saetta] 

GLIFOSATO: IL DIBATTITO ITALIANO

In una lettera pubblicata il 1^ dicembre scorso su la Repubblica la senatrice a vita Elena Cattaneo ha messo in dubbio il giudizio di International Agency for Research on Cancer (IARC) sulla cancerogenicità del glifosato, il principale componente dell’erbicida RoundUp della Monsanto e contenuto in almeno 750 prodotti agrochimici. I dubbi di Cattaneo riguardano i possibili conflitti di interessi dei membri del gruppo di valutazione nominato di IARC. Inoltre la senatrice ritiene che l’eventuale decisione di vietare l’utilizzo di questo pesticida a livello nazionale, in contrasto con il recente rinnovo della licenza da parte dell’Unione Europea, costringerebbe a tornare a un modello di agricoltura che comporta un consumo di suolo che non possiamo permetterci. Ciò che è necessario invece, è autorizzare la ricerca sugli OGM in campo aperto, attualmente vietata in Italia, per permettere lo sviluppo di semi che siano geneticamente resistenti ai parassiti. [La Repubblica; Elena Cattaneo]

Quattro epidemiologi italiani (Annibale Biggeri, Franco Merletti, Benedetto Terracini e Paolo Vineis) hanno risposto alle accuse mosse dalla senatrice Cattaneo. Difendono i criteri di IARC per verificare l’indipendenza e l’integrità morale dei componenti dei gruppi di lavoro e chiedono a Cattaneo di portare prove a sostegno delle sue affermazioni. Inoltre, richiamano l’attenzione all’inchiesta del giornale Le Monde, che ha svelato le pressioni della Monsanto sul processo di costruzione della conoscenza riguardo le proprietà nocive del glifosato. [Scienza in rete; Autori Vari]

All’inizio di giugno Le Monde aveva pubblicato un’inchiesta in cui, analizzando i documenti relativi alle cause intentate contro la Monsanto da 3500 cittadini americani, i cosiddetti Monsanto Papers, svelava le pressioni esercitate dall’ufficio legale della Monsanto sui membri del gruppo di lavoro IARC sul glifosato [Le Monde – Parte 1; Stéphane Foucart e Stéphan Horel] e l’attività di ghostwriting di alcuni scienziati che avevano firmato studi condotti internamente all’azienda per farli apparire come autorevoli e indipendenti [Le Monde – Parte 2; Stéphane Foucart e Stéphan Horel].

A settembre di quest’anno The Guardian aveva scoperto poi che il rapporto pubblicato dalla European Food Safety Authority (EFSA) conteneva parti copiate e incollate da studi della Monsanto[The Guardian; Arthur Nelsen]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

I ricercatori italiani? I più bravi di tutti, in termini relativi. L’Italia della scienza: non vuole venirci nessuno. Pietro Greco commenta i risultati dei Consolidator Grants 2017, assegnati dallo European Research Council.[Scienza in rete; Pietro Greco]

Chiusi un giorno per non chiudere per sempre. Il 12 dicembre i medici hanno scioperato per 24 ore per protestare contro la scarsità di risorse destinate alla sanità pubblica. [Il Sole 24 Ore; Rosanna Magnano]

MISCELLANEA

AlphaZero, la nuova intelligenza artificiale sviluppata dalla società di Google DeepMind, ha battuto i più forti programmi di scacchi e shogi, un gioco da tavola giapponese simile agli scacchi. Lo ha fatto ricevendo come input solo le regole del gioco e allenandosi contro se stesso. E ha impiegato meno di 24 ore. Alpha Zero è un’evoluzione di AlphaGo Zero che pochi mesi fa aveva realizzato un’impresa simile al gioco del Go. [The Guardian; Samuel Gibbs]

Il 12 dicembre si è tenuto a Parigi il ‘One Planet Summit’, dove capi di Stato e di Governo, rappresentanti del mondo della finanza mondiale e dell’industria e ONG si riuniranno per discutere degli strumenti di finanziamento più adeguati per rispettare gli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi. In particolare si parlerà dei fondi necessari a sostenere il processo di adattamento al cambiamento climatico dei Paesi in via di sviluppo, meno responsabili ma spesso già esposti alle conseguenze del riscaldamento globale. [Le Monde; Redazione]

Il 30% della materia ordinaria mancante nell’Universo potrebbe essere nascosta nei filamenti di gas ionizzato che congiungono le coppie di galassie. Questo è il risultato di due studi recentemente pubblicati su arXiv e in attesa di revisione. Due gruppi di astronomi, uno dell’Institut d’Astrophysique Spatiale di Orsay e l’altro del Royal Observatory di Edimburgo, hanno sfruttato l’effetto che il gas ha sulla radiazione cosmica di fondo per stimarne la densità. Hanno preso in considerazione oltre un milione di coppie di galassie. [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

Le notizie di scienza della settimana #41

Infografica per il World Aids Day 2017, 1 dicembre 2017. Credit: World Health Organization.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 6 dicembre 2017]

LA LOTTA CONTRO L’AIDS NEL 2017

Sono stati 3451 i nuovi casi di HIV diagnosticati in Italia nel 2016, in diminuzione rispetto al 2012, quando erano stati 4140. Il dato più interessante riguarda però l’età media della diagnosi, 37,5 anni, che si sposta in avanti rispetto al passato. Questa tendenza si associa a un altro dato: il 23% delle diagnosi di AIDS è avvenuto a meno di tre mesi dalla scoperta dell’infezione, una percentuale che in Europa sale al 68%. Le persone convivono dunque per molto tempo con l’HIV senza esserne consapevoli, spesso perché non percepiscono il rischio delle loro abitudini. [La Stampa; Fabio Di Todaro] 

La resistenza ai farmaci per l’HIV è in aumento nei Paesi a basso e medio reddito, dove ha superato il 10% delle persone con HIV che iniziano o riprendono terapie antiretrovirali di prima linea. A mostrarlo è una meta-analisi, pubblicata su The Lancet Infectious Diseases, condotta su 358 campioni di dati riguardanti oltre 56 mila adulti con HIV che vivono in 63 Paesi a basso e medio reddito. Gli autori si sono concentrati sulla resistenza agli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTI), che vengono raccomandati in combinazione con quelli nucleosidici nelle terapie di prima linea. Ebbene, l’aumento maggiore della resistenza agli NNRTI c’è stato nell’Africa orientale, dove tra il 2001 e il 2016 è cresciuta del 29% all’anno. La crescita annuale è stata del 23% nell’Africa meridionale e dell’11% in Asia. Lo studio suggerisce un altro dato importante: le persone con virus resistenti agli NNRTI nel 10%-30% dei casi sono già stati esposte alle terapie antiretrovirali, interrotte spesso a causa delle difficoltà nel raggiungere i centri di cura o alla scarsa disponibilità dei farmaci[Univerity College London News; Chris Lane] 

Undetectable = Untransmissable, U = U. È questo lo slogan al centro della campagna di lotta all’HIV nel 2017. Il fatto che le persone con HIV, ma con una carica virale non rilevabile, non possano trasmettere il virus è ormai accettato nella comunità dei sieropositivi e dei malati di AIDS, grazie all’accumularsi di prove scientifiche sempre più convincenti. Ma per rendere questo messaggio chiaro a tutti, in particolare ai familiari e agli amici delle persone con HIV, è stato necessario più tempo e il sostegno delle maggiori organizzazioni di sanità pubblica nel mondo. Di fondamentale importanza l’endorsement dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, arrivata due mesi fa. [The Lancet HIV; Editorial] 

DISINFORMAZIONE ONLINE

Sulle pagine di PNAS il giornalista scientifico M. Mitchell Waldrop fa un’analisi lucida del problema della disinformazione online, quello che una ricercatrice intervistata dall’autore chiama misinformation ecosystem. Una riflessione sui limiti, ma anche le opportunità, offerte dalla tecnologia per cercare di contrastare il fenomeno, che pone l’accento sull’importanza di intervenire sui fruitori dell’informazione e non solo sulle fonti delle notizie e sulle piattaforme digitali attraverso cui le notizie circolano.[Proceedings of the National Academy of Sciences; M. Mitchell Waldrop]

I social network, come un pascolo liberamente accessibile a tutti gli allevatori di un villaggio inglese dell’ottocento, stanno affrontando la tragedia dei beni comuni. Ogni utente agisce “razionalmente” nel suo interesse personale, ma questo danneggia il benessere della comunità, come l’allevatore che porta al pascolo una quantità eccessiva di bestiame impoverendo la terra fino a renderla inutilizzabile. La comunità degli internauti si vede sottratto il diritto a un’informazione corretta e viene esposta a contenuti violenti o che promuovono la paura, l’odio e il razzismo. [Financial Times; John Gapper]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Trapelano indiscrezioni sull’imminente bando PRIN, che assegnerà 390 milioni a progetti scientifici di interesse nazionale. Ogni progetto potrà ricevere al massimo 1 milione e 200 mila euro, ma dovrà coinvolgere più gruppi di ricerca, coordinati da un ricercatore o professore con posizione a tempo indeterminato in un’università italiana. Al centro delle polemiche proprio il rischio che i fondi vengano eccessivamente frazionati e assegnati a ricercatori non giovanissimi. Si lamenta inoltre l’esclusione degli enti di ricerca dai ruoli coordinamento. [La Repubblica; Silvia Bencivelli e Luca Fraioli]

Il 28 novembre sono stati resi noti i risultati dei Consolidator Grants 2017 dello European Research Council. Si tratta dei finanziamenti destinati ai ricercatori con 7-12 anni di esperienza dal completamento del dottorato di ricerca, insomma scienziati nel pieno della loro carriera. Gli italiani sono i secondi classificati, con 33 progetti sui 329 assegnati. Meglio di noi solo i tedeschi, che hanno ottenuto 55 finanziamenti. Ma se si guarda alla nazionalità dell’istituzione che ospita il grant, le cose sono diverse: l’Italia è settima con soli 14 progetti. [European Research Council; Statistics]

Nel libro “MAMMOGRAFIA – Emozioni, evidenze e controversie scientifiche nella diagnosi precoce del tumore al seno”, appena pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore, Eugenio Paci racconta, da protagonista, la trentennale vicenda degli screening mammografici. Secondo Roberto Satolli questa narrazione permette di affrontare temi importanti: il progressivo sfumare del confine tra salute e malattia, l’emergere del concetto di sovradiagnosi e sovratrattamento, nuovi modelli di aiuto alla decisione per le donne. [Scienza in rete; Roberto Satolli]

MISCELLANEA

Tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni novanta la superficie delle acque del lago Chad si è ridotta del 95%, lasciando spazio al deserto nella zona settentrionale. I pesci che un tempo popolavano le acque dei fiumi affluenti sono diminuiti drasticamente, riducendo alla fame la popolazione. La situazione, già drammatica, è stata aggravata dal terrorismo di Boko Haram e dalla violenza dell’esercito ciadiano. Un disastro umanitario che interessa milioni di persone che vivono nella zona del Sahel. [The New Yorker; Ben Taub]

In occasione del Welcome Day della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati a Trieste​, Cristina Da Rold ha intervistato Semir Zeki, neurobiologo di UCL​ considerato il fondatore della neuroestetica[Scienza in rete; Cristina Da Rold]

“A cosa serve curare le persone per poi lasciarle nelle condizioni che le hanno fatte ammalare?”, si chiede Sir Michael Marmot in apertura del convegno “L’Italia per l’equità nella salute”, che si è tenuto a Roma il primo dicembre. Luca Carra e Monia Torre analizzano il rapporto presentato al convegno, che sintetizza i principali dati sulle disuguaglianze di salute in Italia e fa il punto sui diversi fattori che le determinano. [Scienza in rete; Luca Carra e Monia Torre]

Le notizie di scienza della settimana #40

Mozziconi di sigarette. Credit: FreeImages.com / Adam Ciesielski. Licenza: Content License Agreement Freeimages.com.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 29 novembre 2017]

STRATEGIE PER UN FUTURO LIBERO DA TABACCO

La maggioranza e il Governo hanno deciso di eliminare l’emendamento alla legge di bilancio che prevedeva un aumento delle tasse sulle sigarette, tra 20 centesimi e 1 euro a pacchetto. Il gettito annuo di questa norma, circa 600 milioni, sarebbe stato destinato al finanziamento dei farmaci oncologici e delle cure palliative. In Gran Bretagna, invece, il Governo ha confermato l’aumento del 2% delle tasse su sigarette e tabacco sciolto. [il Sole 24 Ore; M.Mobili e M.Rogari] 

La proposta di un aumento delle accise sui tabacchi era stata avanzata dalla Ministra Lorenzin e appoggiata da numerose società scientifiche italiane che si occupano di sanità pubblica. La proposta è stata criticata, sostenendo che avrebbe favorito il commercio illegale senza persuadere i fumatori a smettere. Al contrario, nei Paesi dove l’aumento delle imposte su sigarette e tabacco sciolto è stato applicato, si è registrata una diminuzione sensibile del numero di fumatori[Scienza in rete; Autori Vari] 

L’associazione Southeast Asia Tobacco Control Alliance (SEATCA) ha denunciato, durante un incontro a Manila presso l’ufficio regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il Pacifico Occidentale e il Sud-Est Asiatico, le pressioni dell’industria del tabacco sui Paesi della regione, dove si registrano le più alte percentuali di fumatori del mondo (in Indonesia fuma il 75.2% della popolazione maschile sopra i 15 anni). Queste pressioni stanno ostacolando i tentativi dei Governi di ridurre il numero di fumatori, in particolare le politiche che prevedono un aumento delle imposte sulle sigarette. Si tratta, secondo la SEATCA, di una violazione dell’articolo 5.3 della Framework Convention on Tobacco Control promossa dall’OMS, che richiede di proteggere le politiche messe in atto dagli interessi delle industrie del settore. [The Guardian; Agence France-Presse] 

FAKE NEWS? MEGLIO INFORMATION DISORDER

Il dibattito sulle fake news rischia di essere controproducente se non si tiene in considerazione la complessità del fenomeno in atto. Questo è il messaggio contenuto nel rapporto pubblicato il 27 settembre 2017 dal Council of Europe, che parla di information disorder e sottolinea il peso ancora molto importante della comunicazione televisiva rispetto a quella sui social network.[Scienza in rete; Cristina Da Rold]

Valigia Blu ricostruisce il dibattito sul rischio di inquinamento della campagna elettorale nel nostro Paese a causa della disinformazione online, avviato dai due articoli pubblicati da The New York Times e BuzzFeed News. [Valigia Blu; Redazione]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

La natura democratica della scienza è più che mai messa in discussione in questo periodo storico. Tuttavia, secondo Pietro Greco, la scienza È democrazia. A dimostrarlo ci sono vicende storiche, ad esempio la distruzione della scienza tedesca da parte della dittatura nazista, e fatti contemporanei, la necessità emergente di un nuovo diritto di cittadinanza, quello della cittadinanza scientifica. Non solo: scienza e democrazia condividono lo stesso obiettivo: “un consenso razionale di opinione sul più vasto campo possibile”. [Scienza in rete; Pietro Greco]

La National Science Foundation (NSF) ha annunciato che l’osservatorio astronomico di Arecibo, nel nord ovest dell’isola di Porto Rico, rimarrà operativo. L’agenzia ridurrà il finanziamento alla struttura, cercando uno o più partner che subentrino alla SRI International, il cui contratto di gestione dell’osservatorio scadrà alla fine di marzo del 2018. Quando a settembre l’uragano Maria ha colpito Porto Rico, la NSF aveva appena concluso la valutazione, durata un anno, sul futuro del radiotelescopio di Arecibo, il più grande al mondo per apertura (305 metri) fino all’entrata in funzione del Five-hundred-meter Aperture Spherical radio Telescope (FAST) in Cina. [Science; Daniel Clery]

Ci saranno presto più accademici neri che bianchi in Sudafrica. Nonostante l’80% della popolazione del Paese sia nera, il settore accademico è rimasto per anni a forte maggioranza bianca, un retaggio dell’apartheid. A partire dal 2005 però la percentuale di Sudafricani neri impiegati nelle università del Paese è aumentata a ritmo sostenuto, passando in 10 anni dal 26% al 35%. [Nature; Sarah Wild]

MISCELLANEA

Il dibattito sul rinnovo della licenza per l’utilizzo del glifosato si è concluso lunedì con il voto favorevole degli Stati membri dell’Unione Europea. Alcuni tra i Paesi contrari al rinnovo, tra cui Francia e Italia, sono comunque intenzionati a limitare fino all’interdizione l’uso del pesticida nei loro territori nazionali. Le Monde ripercorre le tappe fondamentali di questa vicenda a partire dal marzo del 2015, quando l’International Agency for the research on Cancer (IARC) classifica il glifosato come “probabile cancerogeno”. [Le Monde; Pierre Breteau]

Un robot della dimensione di una scatola di scarpe e costruito con materiale resistente alle radiazioni è riuscito a raggiungere il cuore del reattore numero tre dello stabilimento nucleare di Fukushima. Sei anni dopo il disastro ha raccolto video che mostrano qualcosa di simile a lava solidificata sul fondo danneggiato del reattore: si tratta delle prime immagini del combustibile nucleare, uranio, fuso durante le esplosioni del 2011. [The New York Times; Martin Fackler]

Quali sono i geni più studiati? Collaborando con Peter Kerpedjiev, che nel 2014 aveva costruito per primo il database degli articoli scientifici presenti su PubMed che si riferivano alle caratteristiche di un gene o della proteina codificata, Nature traccia la storia della ricerca scientifica sulla genetica umana. Al primo posto il gene TP53, con oltre 8500 articoli pubblicati su PubMed. Si tratta di un soppressore tumorale, che risulta mutato in circa la metà dei tumori umani conosciuti. L’evoluzione nel tempo della top-hits racconta, in maniera affascinante, i progressi fatti in questo campo. [Nature; Elie Dolgin]

Le notizie di scienza della settimana #39

Dettaglio dell’illustrazione “The Fin de Siècle Newspaper Proprietor” di Frederick Burr Opper, pubblicata nel 1894 sul magazine Puck. Credit: Library of Congress. Licenza: Public Domain.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 23 novembre 2017]

SARÀ VERO?

Il 18 dicembre a Milano, presso la sede del Museo del Fumetto, Scienza in rete organizza un incontro pubblico sull’attendibilità delle fonti. Interverranno giornalisti, ricercatori, professori delle scuole superiori per fare il punto sull’inganno e l’autoinganno, la credulità e la manipolazione nella nostra epoca, e sugli strumenti per difendersi. Qui il programma e il link per iscriversi. [Scienza in rete; Redazione] 

I social media hanno una grande responsabilità nel diffondersi epidemico delle notizie false, o fake news. Uno studio condotto su adolescenti statunitensi mostra quanto i ragazzi (ma non solo) siano incapaci di distinguere notizie vere da notizie inventate di sana pianta, spesso con finalità commerciali o politiche. Serve una (ri)educazione di massa al pensiero critico. E qualcuno ci sta già provando anche in Italia, all’Università di Torino. [Scienza in rete; Chiara Sabelli] 

Il 31 ottobre, con un incontro al Liceo Visconti di Roma, la ministra Valeria Fedeli e la Presidente della Camera Laura Boldrini, hanno avviato il progetto #BastaBufale che coinvolgerà 4 milioni di studenti italiani in 8 mila istituti per diventare “detective del web” e “cacciatori di bufale”. Sono numerose le iniziative simili in corso negli Stati Uniti e in Europa. In particolare Alan C. Miller, ex giornalista del Los Angeles Times e vincitore del premio Pulitzer, ha lanciato nel 2009 il News literacy project dotato di una piattaforma online, Checkology, che sta avendo successo. [Valigia Blu; Angelo Romano] 

AMBIENTE

Dopo una nottata di negoziati, alle 6h50 del 18 novembre Frank Bainimarama, presidente della COP23 e primo ministro delle Fiji, ha battuto il martello segnando l’adozione del “Fiji Momentum for Implementation”. Tra i punti più importanti: l’inizio di un dialogo sul contributo di ogni singolo Paese per rispettare l’accordo di Parigi, la rendicontazione delle azioni pre-2020 fin dal maggio 2018 e la conferenza sulla finanza climatica che si terrà a Parigi il 12 dicembre prossimo. Una sintesi dei risultati raggiunti dalla COP23. [Climalteranti; Stefano Caserini, Valentino Piana e Luca Lombroso]

Lunedì 20 novembre la Russia ha ammesso di aver rilevato alla fine di settembre concentrazioni atmosferiche estremamente elevate di rutenio 106 nella zona meridionale degli Urali, al confine con il Kazakhistan. Il rutenio 106 è una sostanza radioattiva prodotta nel decadimento dell’uranio 235. Arriva dunque dopo quasi due mesi l’ammissione della Russia, dopo le richieste di chiarimento dei Paesi europei che avevano rilevato una concentrazione anomala, ma comunque non pericolosa per la salute umana, proprio alla fine di settembre. Resta da capire l’origine del fenomeno. Il punto di Le Monde. [Le Monde; Mathilde Damgét]

Il 9 novembre è stata una data importante per la vicenda del glifosato, il composto contenuto nel pesticida RoundUp commercializzato dalla Monsanto. Gli Stati membri dell’Unione Europea non hanno raggiunto una posizione comune sulla proposta di rinnovo della licenza per altri 5 anni, rimandando ancora la decisione al 27 novembre. Lo stesso giorno il Journal of the National Cancer Institute ha pubblicato i risultati di un vasto studio condotto su oltre 50 mila utilizzatori diretti di pesticidi contenenti glifosato, concludendo che non esiste un legame tra la sostanza e lo sviluppo di tumori solidi e del sangue, incluso il linfoma non Hodgkin. La ricerca evidenzia solo una debole associazione negli “utilizzatori forti” con la leucemia mieloide acuta, mai rivelata prima. [Reuters; Kate Kelland]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

“L’occasione mancata sul filo di lana per Milano e l’assegnazione della sede della Agenzia europea dei farmaci ad Amsterdam non deve farci perdere di vista cosa resta da fare per far diventare l’Agenzia un vero presidio della salute dei consumatori.” Comincia così la riflessione di Silvio Garattini sul ruolo dell’EMA e sul suo futuro[Scienza in rete; Silvio Garattini]

Il 15 novembre l’ISTAT ha reso pubblici i dati sulla spesa in ricerca e sviluppo in Italia relativa all’anno 2015. 22,2 miliardi di euro investiti in totale per la ricerca intra-muros (con personale e attrezzature proprie): una crescita dell’1,7% rispetto al 2014 che comunque non ci permette di superare l’1,34% del PIL, un livello molto più basso rispetto a quello dei grandi Paesi europei. È il settore privato a sostenere l’investimento in ricerca e sviluppo, anche se i suoi finanziamenti restano destinati soprattutto alle industrie stesse, con scarsissimo travaso verso il settore pubblico. [Il Sole 24 Ore; Marzio Bartoloni]

1600 nuovi ricercatori assunti da università ed enti di ricerca nel 2018. È questo il provvedimento contenuto nell’articolo 56 della legge di bilancio in discussione in questi giorni al Senato. Un tampone alla perdita di personale docente che è in corso dal 2008 (circa 1500 unità all’anno), che però non basterebbe a fermare l’emorragia. Il Senatore Walter Tocci ha proposto un emendamento che permetterebbe di far salire a 6000 le nuove assunzioni. Resta però aperta la ferita del precariato tra i ricercatori italiani. Al Consiglio Nazionale delle Ricerche il 40% del personale è impiegato con contratti a tempo determinato[Scienza in rete; Pietro Greco]

MISCELLANEA

In un esperimento condotto su topi, i nanotubi di carbonio a fibre lunghe hanno mostrato un effetto simile alle fibre di amianto, inducendo un’infiammazione cronica che porta a danno cellulare e al successivo sviluppo del mesotelioma pleurico. Questo il risultato di uno studio pubblicato il 6 novembre scorso su Current Biology. [Scienza in rete; Valentina Meschia]

Il 28 e 29 novembre presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci a Milano si terrà il convegno “Le transizioni nella storia dell’energia. Stato dell’arte e prospettive”, che intende fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive future della ricerca storica in materia di transizioni energetiche. [Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci]

Sempre il 28 novembre a Milano, presso il Salone d’Onore della Triennale, si concluderà la seconda edizione del Festival della Comunicazione Sociale con l’incontro “In viaggio verso la sostenibilità”, organizzato dalla fondazione Pubblicità Progresso. Il tema della sostenibilità verrà affrontato da vari punti di vista: ambientale, economico, degli stili di vita, comunicativo. [Fondazione Comunicazione Sociale, Pubblicità Progresso]

Le notizie di scienza della settimana #38

Il World Conference Center a Bonn, dove dal 6 novembre sono in corso i negoziati della ventitreesima conferenza delle parti della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCC). Credit: UNFCC / Flickr. Licenza: CC BY 2.0.

[originariamente pubblicato su Scienza in rete, 15 novembre 2017]

SKIN REGENERATION

Un trapianto dell’80% della superficie epidermica ha salvato un bambino di 9 anni residente in Germania e affetto da una malattia genetica, l’epidermolisi bollosa, che causa lo sfaldamento dello strato superficiale della pelle. I dettagli di questa scoperta sono stati pubblicati sull’ultimo numero di Nature. L’epidermide geneticamente corretta per il trapianto è stata cresciuta nei laboratori della Holostem Terapie Avanzate, una spin off dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La società è stata fondata nel 2008 da Michele De Luca e Graziella Pellegrini per rendere utilizzabili nella pratica clinica le terapie geniche sulle cellule staminali epidermiche sviluppate e testate in un trial clinico iniziato nel 2002. [Nature; Editorial] 

La Holostem Terapie Avzante è stata la prima società a ottenere il via libera alla commercializzazione di una terapia basata sulle cellule staminali, la Holoclar. Il trattamento può restituire la vista a persone che hanno subito gravi ustioni della cornea. Era il 2015 e Graziella Pellegrini raccontava a Nature gli ostacoli incontrati dal 1997, anno in cui i primi due pazienti riottennero la vista, al momento dell’approvazione da parte dell’agenzia europea del farmaco. [Nature; Alison Abbott] 

COP23 A BONN

È in corso a Bonn la COP23, la ventitreesima conferenza delle parti della United Nations Convention on Climate Change (UNFCCC). L’agenda dei negoziati si concentra sugli aspetti operativi dell’applicazione dell’Accordo di Parigi, dall’implementazione della piattaforma assicurativa per risarcire i Paesi maggiormente danneggiati, alla definizione dei contributi nazionali. Gli Stati Uniti sono presenti con due delegazioni: una ufficiale, che rappresenta la posizione del governo USA dopo la decisione di Trump di abbandonare l’Accordo, e l’altra che invece rappresenta la coalizione di Stati e città che hanno intenzione di continuare ad applicare l’Accordo di Parigi.[Climalteranti; Valentino Piana e Stefano Caserini]

L’urgenza del cambiamento climatico riassunta da Le Monde in 10 numeri23 (le volte in cui le parti della UNFCC si sono riunite), 2 °C (il tetto fissato per l’aumento delle temperature rispetto ai livelli pre-industriali), 30%(riduzione delle emissioni necessaria entro il 2030), 100 miliardi di dollari(l’investimento annuale che i Paesi ricchi si sono impegnati a fare fino al 2020), 30% (la perdita di biodiversità attesa se le emissioni di gas serra continuano al ritmo attuale), 400 ppm (la concentrazione media di CO2nell’atmosfera nel 2016), 7.8 (il pH degli oceani nel 2100 se non riduciamo le emissioni di CO2), 400 milioni (il numero di persone che vivono a meno di 1 metro sul livello del mare), 1 metro (l’innalzamento del livello degli oceani se l’aumento delle temperature continua al ritmo attuale), 169 (i Paesi firmatari dell’Accordo, 170 includendo la Siria che lo ha sottoscritto il 7 novembre). [Le Monde; Marianne Boyer e Paul Pichot]

Lorenzo Ciccarese dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale commenta il recente rapporto dell’UNEP, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, sulle emissioni clima-alteranti, in particolare in relazione alle strategie di geo-ingegneria per ridurre il livello di gas serra in atmosfera. [Scienza in rete; Lorenzo Ciccarese]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICAD DELLA RICERCA

In vista del nuovo bando PRIN annunciato dalla ministra Fedeli, il Gruppo 2003 ribadisce la necessità di istituire un’Agenzia nazionale della ricercache garantisca la continuità dei finanziamenti, in particolare alla ricerca di base. Il commento di Luca Carra. [Scienza in rete; Luca Carra]

A settembre del 2016 Scienza in rete aveva pubblicato una dettagliata analisi dei risultati del bando PRIN 2015. Si evidenziava che la maggior parte dei fondi era stata assegnata a professori ordinari (quasi il 70% nel settore delle scienze della vita), che la maggior parte dei vincitori erano maschi (quasi il 75% nel settore delle scienze sociali e umanistiche, il meno sbianciato) e, infine, che i progetti finanziati coinvolgevano in media un numero di atenei piuttosto elevato (nel settore delle scienze fisiche e dell’ingegneria più del 50% dei progetti coinvolge almeno 4 atenei). [Scienza in rete; Chiara Sabelli]

MISCELLANEA

Il 21 e 22 novembre prossimi verrà proiettato nelle sale cinematografiche italiane il film ‘Il senso della bellezza – Arte e scienza al CERN’, di Valerio Jalongo. Quattro anni dopo la sensazionale scoperta del bosone di Higgs, il CERN è alla vigilia di un nuovo, eccezionale esperimento. L’esperimento è insieme un viaggio nel tempo più lontano e nello spazio più piccolo che possiamo immaginare. Nel film scienziati e artisti guidano lo spettatore verso quella linea d’ombra in cui scienza e arte, in modi diversi, inseguono verità e bellezza. [Officine Ubu]

L’influenza dei social media nel dibattito pubblico potrebbe essere meno rilevante di quanto pensiamo, e il fenomeno delle filter bubble meno importante. A concluderlo è un esperimento condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi di Harvard University, Florida State University e Massachusetts Institute of Technology, pubblicato sull’ultimo numero di Science. Collaborando con alcune decine di piccole e medie testate giornalistiche, i ricercatori hanno coordinato l’uscita di una serie di articoli riguardanti temi politici, randomizzando le date di uscita su un arco di 5 anni. Ne hanno misurato poi l’impatto sul dibattito pubblico analizzando le discussioni generate su Twitter. [Science; Matthew Gentzkow]

A volte, i cacciatori di geni hanno successo, sia pure tardivo: così, il premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2017 è stato attribuito a tre ricercatori statunitensi settantenni, Jeffrey C. Hall e Michael Rosbash, dell’Università di Boston, e Michael W. Young, dell’Università Rockefeller di New York, “per le loro scoperte sui meccanismi molecolari che controllano il ritmo circadiano”, descritte in studi che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento decenni dopo la pubblicazione.” Il racconto di Simonetta Pagliani. [Scienza in rete; Simonetta Pagliani]