Le notizie di scienza della settimana #43

Foto scattata durante la March for Science a San Francisco, California, il 22 aprile 2017. Credit: Matthew Roth / Flickr. Licenza: CC BY-NC 2.0.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 20 dicembre 2017]

CRONACHE DAL MONDO DELLA DISINFORMAZIONE

Un confronto serrato su quelli che potremmo chiamare i “Disturbi dell’informazione” ha caratterizzato il convegno “Sarà vero?” che si è tenuto il 18 dicembre a Milano al Museo del Fumetto. Organizzato da Scienza in Rete insieme al Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, l’Agenzia Zadig, il Liceo Copernico di Brescia, il Macsis dell’Università Bicocca e l’Editore Loescher, l’incontro aveva lo scopo di affrontare il problema della attendibilità delle fonti e più in generale della correttezza dell’informazione nell’epoca di internet e dei social media. Luca Carra ci offre una lettura della giornata. [Scienza in rete; Luca Carra] 

A questo indirizzo trovate video e presentazioni di tutti gli interventi della giornata del 18 dicembre. [Scienza in rete; Redazione] 

Le immagini fotografiche sono intrinsecamente ambigue, si prestano facilmente a essere manipolate e utilizzate strumentalmente. È utile e necessario entrare in possesso di adeguati dispositivi di analisi e decodifica per poterci considerare cittadini alfabetizzati ai linguaggi visuali del terzo millennio. Marco Capovilla mette alla prova la nostra capacità di distinguere foto che sono una accurata restituzione della realtà da quelle che invece travisano i fatti accaduti. [Scienza in rete; Marco Capovilla] 

LE PAROLE PROIBITE

Giovedì 14 dicembre, durante un incontro ai Center for Disease Control and Prevention statunitensi (CDC), sarebbe stato comunicato ai responsabili dell’agenzia che le espressiomi vulnerableentitlementdiversitytransgenderfetusevidence-based e science-based non possono essere usate nei documenti di budget per il 2019, che dovranno essere presentati all’Office of Management and Budget a febbraio del 2018. A fare queste rivelazioni è stato un analista dei CDC che ha chiesto di rimanere anonimo. È questo l’ultimo episodio dell’opposizione di Trump verso gli organi che, a vario titolo, si occupano di scienza per conto del Governo degli Stati Uniti. Durante l’incontro del 14 dicembre i dipendenti dei CDC presenti sarebbero stati informati anche di alcune delle espressioni sostitutive. Ad esempio: CDC bases its recommendations on science in consideration with community standards and wishes al posto di science-based o evidence-based[The Washington Post; Lena H. Sun e Juliet Eilperin ]

La direttrice dei CDC, Brenda Fitzgerald, ha negato con un tweet che esistano parole vietate nei documenti di pianificazione dei CDC, accusando il Washington Post di aver male interpretato il racconto del suo informatore. Tuttavia nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dai CDC, che hanno rifiutato di rispondere alle numerose domande dei giornalisti. Un ex-dipendente dei CDC ha dichiarato, anonimamente, che, anche se ci fosse un lavoro di revisione linguistica dei documenti di budget, questo non influenzerebbe minimamente la ricerca fatta dall’agenzia. Tuttavia sono numerosi gli attivisti anti-abortisti e a difesa della “famiglia tradizionale” che occupano posizioni di rilievo ai CDC. [Vox; Julia Belluz]

Per riuscire a utilizzare le conoscenze scientifiche di cui siamo già in possesso, dobbiamo imparare a capire l’incertezza, nel senso probabilistico, che caratterizza la scienza. Negli Stati Uniti sia i cittadini che i decisori politici mostrano di avere poca familiarità con questi concetti. Dice Aspen Reese, ricercatrice in ecologia microbica a Harvard, in un articolo sul magazine Undark: “Sappiamo che fumare aumenta il rischio di sviluppare il cancro. Ma si tratta di una tendenza generale, che si osserva mediando su più casi, e sappiamo quindi che possono sempre esserci dei dati isolati che deviano da questa tendenza. Qualcuno può fumare per 60 anni senza mai sviluppare il cancro”. Questi casi isolati sono previsti dalla teoria, e non dovrebbero essere usati per mettere in dubbio le conclusioni che abbiamo raggiunto sul fenomeno in generale. [Undark Magazine; Aspen Reese]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Nella top 10 di Nature per il 2017 c’è Marica Branchesi, astrofisica italiana del Gran Sasso Science Institute dell’Aquila. Davide Castelvecchi, che ha scritto il suo profilo, l’ha definita ‘Merge maker – An astronomer helped scientists make the most of a historic gravitational-wave event.’ [Nature; Autori Vari]

Analizzando gli articoli pubblicati su riviste indicizzate dal database Web of Science, della Clarivate Analytics di Philadelphia, Nature ha trovato che la percentuale di lavori mai citati è più bassa di quello che si pensava, circa il 10%. La frazione cambia da settore a settore. Ad esempio le scienze ingegneristiche contano un maggior numero di articoli non citati rispetto alla medicina o alla biologia. Tuttavia è molto difficile raggiungere conclusioni definitive su questo argomento, a causa della frammentazione dei database e, in alcuni casi, della loro scarsa qualità. Inoltre l’assenza di citazioni non implica che la ricerca in questione non abbia avuto impatto sulla comunità scientifica[Nature; Richard Van Noorden]

Qualche settimana fa Bradley Carlin, biostatistico alla University of Minnesota riconosciuto come leader nel suo campo, ha scherzato pubblicamente sulla questione delle molestie sessuali durante una delle più presitigiose conferenze di intelligenza artificiale, la Neural Information Processing Systems (NIPS). La cosa non è passata inosservata e anzi ha dato il coraggio alla statistica Kristian Lum, ormai fuori dall’accademia, per rivelare di essere stata oggetto di comportamenti inappropriati da parte di Steven Scott, direttore della ricerca statistica di Google, e dello stesso Carlin durante la conferenza NIPS del 2010, quando stava terminando il suo dottorato di ricerca. La testimonianza di Lum ha trovato conferma nelle esperienze di altre ricercatrici del settore e ha ricevuto la solidarietà di numerosi ricercatori, sia universitari che dipendenti di Google. Gli organizzatori della conferenza hanno pubblicato un comunicato di scuse, mentre Google sta approfondendo la questione e non ha ancora commentato ufficialmente. [Bloomberg; Mark Bergen e Jeremy Kahn]

MISCELLANEA

In un articolo pubblicato a fine novembre su Nature, i ricercatori del laboratorio di oncologia molecolare, diretto da Alberto Bardelli presso l’IRCCS di Candiolo vicino Torino, hanno mostrato che nei tumori con deficit nel sistema di riparazione degli errori di trascrizione del DNA aumentano i neoantigeni, un tipo specifico di mutazione genetica. Questi hanno la proprietà di rendere il tumore visibile al sistema immunitario e gli permettono di attaccarlo. [Scienza in rete; Laura Mosca]

È in discussione al Parlamento europeo la nuova direttiva sulle energie rinnovabili, che punta a raddoppiare la quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030. Tuttavia il testo attuale della direttiva potrebbe incoraggiare la deforestazione poiché l’energia ottenuta bruciando il legno degli alberi si classificherebbe come energia da fonti rinnovabili. Il risultato netto di bruciare più legna confidando nella ricrescita della vegetazione (estremamente lenta) sarebbe comunque un aumento delle emissioni di anidride carbonica e perdita di biodiversità. La lettera di 15 scienziati su The Guardian. [The Guardian; Autori Vari]

Quanto sappiamo dei neutrini? Quali esperimenti stanno studiando le loro proprietà? Ce lo racconta Lucia Votano, direttrice dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dal 2009 al 2012 ed esperta di astroparticelle. [Scienza in rete; Lucia Votano]

Le notizie di scienza della settimana #42

L’illustrazione “The Fin de Siècle Newspaper Proprietor” di Frederick Burr Opper, pubblicata nel 1894 sul magazine Puck. Credit: Library of Congress. Licenza: Public Domain.

[originariamente pubblicata su Scienza in rete il 14 dicembre 2017]

SARÀ VERO?
INCONTRO PUBBLICO SULL’ATTENDIBILITÀ DELLE FONTI

Lunedì 18 dicembre a Milano, presso il Museo del Fumetto, si terrà l’incontro pubblico “Sarà vero?” sull’attendibilità delle fonti e le fake news organizzato da Scienza in rete e Gruppo 2003 per la ricerca. Ecco di cosa parleranno i relatori. [Scienza in rete; Redazione] 

Cosa possono fare le piattaforme digitali che distribuiscono le notizie, come Facebook, Google e Twitter, per controllare la diffusione della cattiva informazione? Segnalare visivamente le fonti considerate affidabili, intervenire sugli algoritmi che regolano il news feed perché promuovano maggiormente certi contenuti a svantaggio di altri. Tutte possibilità allettanti, che però si scontrano con dei limiti tecnologici e con il rischio di esercitare censura. E allora? Meglio investire sulla consapevolezza degli utenti. [Scienza in rete; Cristina Da Rold] 

Fake news, filter bubble, echo chamber. Si tratta davvero di fenomeni specifici della comunicazione digitale e dei social network in particolare? O invece sono il riflesso di una mentalità, che è indipendente dal mezzo che usiamo per accedere all’informazione? [Valigia Blu; Bruno Saetta] 

GLIFOSATO: IL DIBATTITO ITALIANO

In una lettera pubblicata il 1^ dicembre scorso su la Repubblica la senatrice a vita Elena Cattaneo ha messo in dubbio il giudizio di International Agency for Research on Cancer (IARC) sulla cancerogenicità del glifosato, il principale componente dell’erbicida RoundUp della Monsanto e contenuto in almeno 750 prodotti agrochimici. I dubbi di Cattaneo riguardano i possibili conflitti di interessi dei membri del gruppo di valutazione nominato di IARC. Inoltre la senatrice ritiene che l’eventuale decisione di vietare l’utilizzo di questo pesticida a livello nazionale, in contrasto con il recente rinnovo della licenza da parte dell’Unione Europea, costringerebbe a tornare a un modello di agricoltura che comporta un consumo di suolo che non possiamo permetterci. Ciò che è necessario invece, è autorizzare la ricerca sugli OGM in campo aperto, attualmente vietata in Italia, per permettere lo sviluppo di semi che siano geneticamente resistenti ai parassiti. [La Repubblica; Elena Cattaneo]

Quattro epidemiologi italiani (Annibale Biggeri, Franco Merletti, Benedetto Terracini e Paolo Vineis) hanno risposto alle accuse mosse dalla senatrice Cattaneo. Difendono i criteri di IARC per verificare l’indipendenza e l’integrità morale dei componenti dei gruppi di lavoro e chiedono a Cattaneo di portare prove a sostegno delle sue affermazioni. Inoltre, richiamano l’attenzione all’inchiesta del giornale Le Monde, che ha svelato le pressioni della Monsanto sul processo di costruzione della conoscenza riguardo le proprietà nocive del glifosato. [Scienza in rete; Autori Vari]

All’inizio di giugno Le Monde aveva pubblicato un’inchiesta in cui, analizzando i documenti relativi alle cause intentate contro la Monsanto da 3500 cittadini americani, i cosiddetti Monsanto Papers, svelava le pressioni esercitate dall’ufficio legale della Monsanto sui membri del gruppo di lavoro IARC sul glifosato [Le Monde – Parte 1; Stéphane Foucart e Stéphan Horel] e l’attività di ghostwriting di alcuni scienziati che avevano firmato studi condotti internamente all’azienda per farli apparire come autorevoli e indipendenti [Le Monde – Parte 2; Stéphane Foucart e Stéphan Horel].

A settembre di quest’anno The Guardian aveva scoperto poi che il rapporto pubblicato dalla European Food Safety Authority (EFSA) conteneva parti copiate e incollate da studi della Monsanto[The Guardian; Arthur Nelsen]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

I ricercatori italiani? I più bravi di tutti, in termini relativi. L’Italia della scienza: non vuole venirci nessuno. Pietro Greco commenta i risultati dei Consolidator Grants 2017, assegnati dallo European Research Council.[Scienza in rete; Pietro Greco]

Chiusi un giorno per non chiudere per sempre. Il 12 dicembre i medici hanno scioperato per 24 ore per protestare contro la scarsità di risorse destinate alla sanità pubblica. [Il Sole 24 Ore; Rosanna Magnano]

MISCELLANEA

AlphaZero, la nuova intelligenza artificiale sviluppata dalla società di Google DeepMind, ha battuto i più forti programmi di scacchi e shogi, un gioco da tavola giapponese simile agli scacchi. Lo ha fatto ricevendo come input solo le regole del gioco e allenandosi contro se stesso. E ha impiegato meno di 24 ore. Alpha Zero è un’evoluzione di AlphaGo Zero che pochi mesi fa aveva realizzato un’impresa simile al gioco del Go. [The Guardian; Samuel Gibbs]

Il 12 dicembre si è tenuto a Parigi il ‘One Planet Summit’, dove capi di Stato e di Governo, rappresentanti del mondo della finanza mondiale e dell’industria e ONG si riuniranno per discutere degli strumenti di finanziamento più adeguati per rispettare gli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi. In particolare si parlerà dei fondi necessari a sostenere il processo di adattamento al cambiamento climatico dei Paesi in via di sviluppo, meno responsabili ma spesso già esposti alle conseguenze del riscaldamento globale. [Le Monde; Redazione]

Il 30% della materia ordinaria mancante nell’Universo potrebbe essere nascosta nei filamenti di gas ionizzato che congiungono le coppie di galassie. Questo è il risultato di due studi recentemente pubblicati su arXiv e in attesa di revisione. Due gruppi di astronomi, uno dell’Institut d’Astrophysique Spatiale di Orsay e l’altro del Royal Observatory di Edimburgo, hanno sfruttato l’effetto che il gas ha sulla radiazione cosmica di fondo per stimarne la densità. Hanno preso in considerazione oltre un milione di coppie di galassie. [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

Le notizie di scienza della settimana #41

Infografica per il World Aids Day 2017, 1 dicembre 2017. Credit: World Health Organization.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 6 dicembre 2017]

LA LOTTA CONTRO L’AIDS NEL 2017

Sono stati 3451 i nuovi casi di HIV diagnosticati in Italia nel 2016, in diminuzione rispetto al 2012, quando erano stati 4140. Il dato più interessante riguarda però l’età media della diagnosi, 37,5 anni, che si sposta in avanti rispetto al passato. Questa tendenza si associa a un altro dato: il 23% delle diagnosi di AIDS è avvenuto a meno di tre mesi dalla scoperta dell’infezione, una percentuale che in Europa sale al 68%. Le persone convivono dunque per molto tempo con l’HIV senza esserne consapevoli, spesso perché non percepiscono il rischio delle loro abitudini. [La Stampa; Fabio Di Todaro] 

La resistenza ai farmaci per l’HIV è in aumento nei Paesi a basso e medio reddito, dove ha superato il 10% delle persone con HIV che iniziano o riprendono terapie antiretrovirali di prima linea. A mostrarlo è una meta-analisi, pubblicata su The Lancet Infectious Diseases, condotta su 358 campioni di dati riguardanti oltre 56 mila adulti con HIV che vivono in 63 Paesi a basso e medio reddito. Gli autori si sono concentrati sulla resistenza agli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTI), che vengono raccomandati in combinazione con quelli nucleosidici nelle terapie di prima linea. Ebbene, l’aumento maggiore della resistenza agli NNRTI c’è stato nell’Africa orientale, dove tra il 2001 e il 2016 è cresciuta del 29% all’anno. La crescita annuale è stata del 23% nell’Africa meridionale e dell’11% in Asia. Lo studio suggerisce un altro dato importante: le persone con virus resistenti agli NNRTI nel 10%-30% dei casi sono già stati esposte alle terapie antiretrovirali, interrotte spesso a causa delle difficoltà nel raggiungere i centri di cura o alla scarsa disponibilità dei farmaci[Univerity College London News; Chris Lane] 

Undetectable = Untransmissable, U = U. È questo lo slogan al centro della campagna di lotta all’HIV nel 2017. Il fatto che le persone con HIV, ma con una carica virale non rilevabile, non possano trasmettere il virus è ormai accettato nella comunità dei sieropositivi e dei malati di AIDS, grazie all’accumularsi di prove scientifiche sempre più convincenti. Ma per rendere questo messaggio chiaro a tutti, in particolare ai familiari e agli amici delle persone con HIV, è stato necessario più tempo e il sostegno delle maggiori organizzazioni di sanità pubblica nel mondo. Di fondamentale importanza l’endorsement dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, arrivata due mesi fa. [The Lancet HIV; Editorial] 

DISINFORMAZIONE ONLINE

Sulle pagine di PNAS il giornalista scientifico M. Mitchell Waldrop fa un’analisi lucida del problema della disinformazione online, quello che una ricercatrice intervistata dall’autore chiama misinformation ecosystem. Una riflessione sui limiti, ma anche le opportunità, offerte dalla tecnologia per cercare di contrastare il fenomeno, che pone l’accento sull’importanza di intervenire sui fruitori dell’informazione e non solo sulle fonti delle notizie e sulle piattaforme digitali attraverso cui le notizie circolano.[Proceedings of the National Academy of Sciences; M. Mitchell Waldrop]

I social network, come un pascolo liberamente accessibile a tutti gli allevatori di un villaggio inglese dell’ottocento, stanno affrontando la tragedia dei beni comuni. Ogni utente agisce “razionalmente” nel suo interesse personale, ma questo danneggia il benessere della comunità, come l’allevatore che porta al pascolo una quantità eccessiva di bestiame impoverendo la terra fino a renderla inutilizzabile. La comunità degli internauti si vede sottratto il diritto a un’informazione corretta e viene esposta a contenuti violenti o che promuovono la paura, l’odio e il razzismo. [Financial Times; John Gapper]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Trapelano indiscrezioni sull’imminente bando PRIN, che assegnerà 390 milioni a progetti scientifici di interesse nazionale. Ogni progetto potrà ricevere al massimo 1 milione e 200 mila euro, ma dovrà coinvolgere più gruppi di ricerca, coordinati da un ricercatore o professore con posizione a tempo indeterminato in un’università italiana. Al centro delle polemiche proprio il rischio che i fondi vengano eccessivamente frazionati e assegnati a ricercatori non giovanissimi. Si lamenta inoltre l’esclusione degli enti di ricerca dai ruoli coordinamento. [La Repubblica; Silvia Bencivelli e Luca Fraioli]

Il 28 novembre sono stati resi noti i risultati dei Consolidator Grants 2017 dello European Research Council. Si tratta dei finanziamenti destinati ai ricercatori con 7-12 anni di esperienza dal completamento del dottorato di ricerca, insomma scienziati nel pieno della loro carriera. Gli italiani sono i secondi classificati, con 33 progetti sui 329 assegnati. Meglio di noi solo i tedeschi, che hanno ottenuto 55 finanziamenti. Ma se si guarda alla nazionalità dell’istituzione che ospita il grant, le cose sono diverse: l’Italia è settima con soli 14 progetti. [European Research Council; Statistics]

Nel libro “MAMMOGRAFIA – Emozioni, evidenze e controversie scientifiche nella diagnosi precoce del tumore al seno”, appena pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore, Eugenio Paci racconta, da protagonista, la trentennale vicenda degli screening mammografici. Secondo Roberto Satolli questa narrazione permette di affrontare temi importanti: il progressivo sfumare del confine tra salute e malattia, l’emergere del concetto di sovradiagnosi e sovratrattamento, nuovi modelli di aiuto alla decisione per le donne. [Scienza in rete; Roberto Satolli]

MISCELLANEA

Tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni novanta la superficie delle acque del lago Chad si è ridotta del 95%, lasciando spazio al deserto nella zona settentrionale. I pesci che un tempo popolavano le acque dei fiumi affluenti sono diminuiti drasticamente, riducendo alla fame la popolazione. La situazione, già drammatica, è stata aggravata dal terrorismo di Boko Haram e dalla violenza dell’esercito ciadiano. Un disastro umanitario che interessa milioni di persone che vivono nella zona del Sahel. [The New Yorker; Ben Taub]

In occasione del Welcome Day della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati a Trieste​, Cristina Da Rold ha intervistato Semir Zeki, neurobiologo di UCL​ considerato il fondatore della neuroestetica[Scienza in rete; Cristina Da Rold]

“A cosa serve curare le persone per poi lasciarle nelle condizioni che le hanno fatte ammalare?”, si chiede Sir Michael Marmot in apertura del convegno “L’Italia per l’equità nella salute”, che si è tenuto a Roma il primo dicembre. Luca Carra e Monia Torre analizzano il rapporto presentato al convegno, che sintetizza i principali dati sulle disuguaglianze di salute in Italia e fa il punto sui diversi fattori che le determinano. [Scienza in rete; Luca Carra e Monia Torre]

Le notizie di scienza della settimana #40

Mozziconi di sigarette. Credit: FreeImages.com / Adam Ciesielski. Licenza: Content License Agreement Freeimages.com.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 29 novembre 2017]

STRATEGIE PER UN FUTURO LIBERO DA TABACCO

La maggioranza e il Governo hanno deciso di eliminare l’emendamento alla legge di bilancio che prevedeva un aumento delle tasse sulle sigarette, tra 20 centesimi e 1 euro a pacchetto. Il gettito annuo di questa norma, circa 600 milioni, sarebbe stato destinato al finanziamento dei farmaci oncologici e delle cure palliative. In Gran Bretagna, invece, il Governo ha confermato l’aumento del 2% delle tasse su sigarette e tabacco sciolto. [il Sole 24 Ore; M.Mobili e M.Rogari] 

La proposta di un aumento delle accise sui tabacchi era stata avanzata dalla Ministra Lorenzin e appoggiata da numerose società scientifiche italiane che si occupano di sanità pubblica. La proposta è stata criticata, sostenendo che avrebbe favorito il commercio illegale senza persuadere i fumatori a smettere. Al contrario, nei Paesi dove l’aumento delle imposte su sigarette e tabacco sciolto è stato applicato, si è registrata una diminuzione sensibile del numero di fumatori[Scienza in rete; Autori Vari] 

L’associazione Southeast Asia Tobacco Control Alliance (SEATCA) ha denunciato, durante un incontro a Manila presso l’ufficio regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il Pacifico Occidentale e il Sud-Est Asiatico, le pressioni dell’industria del tabacco sui Paesi della regione, dove si registrano le più alte percentuali di fumatori del mondo (in Indonesia fuma il 75.2% della popolazione maschile sopra i 15 anni). Queste pressioni stanno ostacolando i tentativi dei Governi di ridurre il numero di fumatori, in particolare le politiche che prevedono un aumento delle imposte sulle sigarette. Si tratta, secondo la SEATCA, di una violazione dell’articolo 5.3 della Framework Convention on Tobacco Control promossa dall’OMS, che richiede di proteggere le politiche messe in atto dagli interessi delle industrie del settore. [The Guardian; Agence France-Presse] 

FAKE NEWS? MEGLIO INFORMATION DISORDER

Il dibattito sulle fake news rischia di essere controproducente se non si tiene in considerazione la complessità del fenomeno in atto. Questo è il messaggio contenuto nel rapporto pubblicato il 27 settembre 2017 dal Council of Europe, che parla di information disorder e sottolinea il peso ancora molto importante della comunicazione televisiva rispetto a quella sui social network.[Scienza in rete; Cristina Da Rold]

Valigia Blu ricostruisce il dibattito sul rischio di inquinamento della campagna elettorale nel nostro Paese a causa della disinformazione online, avviato dai due articoli pubblicati da The New York Times e BuzzFeed News. [Valigia Blu; Redazione]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

La natura democratica della scienza è più che mai messa in discussione in questo periodo storico. Tuttavia, secondo Pietro Greco, la scienza È democrazia. A dimostrarlo ci sono vicende storiche, ad esempio la distruzione della scienza tedesca da parte della dittatura nazista, e fatti contemporanei, la necessità emergente di un nuovo diritto di cittadinanza, quello della cittadinanza scientifica. Non solo: scienza e democrazia condividono lo stesso obiettivo: “un consenso razionale di opinione sul più vasto campo possibile”. [Scienza in rete; Pietro Greco]

La National Science Foundation (NSF) ha annunciato che l’osservatorio astronomico di Arecibo, nel nord ovest dell’isola di Porto Rico, rimarrà operativo. L’agenzia ridurrà il finanziamento alla struttura, cercando uno o più partner che subentrino alla SRI International, il cui contratto di gestione dell’osservatorio scadrà alla fine di marzo del 2018. Quando a settembre l’uragano Maria ha colpito Porto Rico, la NSF aveva appena concluso la valutazione, durata un anno, sul futuro del radiotelescopio di Arecibo, il più grande al mondo per apertura (305 metri) fino all’entrata in funzione del Five-hundred-meter Aperture Spherical radio Telescope (FAST) in Cina. [Science; Daniel Clery]

Ci saranno presto più accademici neri che bianchi in Sudafrica. Nonostante l’80% della popolazione del Paese sia nera, il settore accademico è rimasto per anni a forte maggioranza bianca, un retaggio dell’apartheid. A partire dal 2005 però la percentuale di Sudafricani neri impiegati nelle università del Paese è aumentata a ritmo sostenuto, passando in 10 anni dal 26% al 35%. [Nature; Sarah Wild]

MISCELLANEA

Il dibattito sul rinnovo della licenza per l’utilizzo del glifosato si è concluso lunedì con il voto favorevole degli Stati membri dell’Unione Europea. Alcuni tra i Paesi contrari al rinnovo, tra cui Francia e Italia, sono comunque intenzionati a limitare fino all’interdizione l’uso del pesticida nei loro territori nazionali. Le Monde ripercorre le tappe fondamentali di questa vicenda a partire dal marzo del 2015, quando l’International Agency for the research on Cancer (IARC) classifica il glifosato come “probabile cancerogeno”. [Le Monde; Pierre Breteau]

Un robot della dimensione di una scatola di scarpe e costruito con materiale resistente alle radiazioni è riuscito a raggiungere il cuore del reattore numero tre dello stabilimento nucleare di Fukushima. Sei anni dopo il disastro ha raccolto video che mostrano qualcosa di simile a lava solidificata sul fondo danneggiato del reattore: si tratta delle prime immagini del combustibile nucleare, uranio, fuso durante le esplosioni del 2011. [The New York Times; Martin Fackler]

Quali sono i geni più studiati? Collaborando con Peter Kerpedjiev, che nel 2014 aveva costruito per primo il database degli articoli scientifici presenti su PubMed che si riferivano alle caratteristiche di un gene o della proteina codificata, Nature traccia la storia della ricerca scientifica sulla genetica umana. Al primo posto il gene TP53, con oltre 8500 articoli pubblicati su PubMed. Si tratta di un soppressore tumorale, che risulta mutato in circa la metà dei tumori umani conosciuti. L’evoluzione nel tempo della top-hits racconta, in maniera affascinante, i progressi fatti in questo campo. [Nature; Elie Dolgin]

Le notizie di scienza della settimana #39

Dettaglio dell’illustrazione “The Fin de Siècle Newspaper Proprietor” di Frederick Burr Opper, pubblicata nel 1894 sul magazine Puck. Credit: Library of Congress. Licenza: Public Domain.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 23 novembre 2017]

SARÀ VERO?

Il 18 dicembre a Milano, presso la sede del Museo del Fumetto, Scienza in rete organizza un incontro pubblico sull’attendibilità delle fonti. Interverranno giornalisti, ricercatori, professori delle scuole superiori per fare il punto sull’inganno e l’autoinganno, la credulità e la manipolazione nella nostra epoca, e sugli strumenti per difendersi. Qui il programma e il link per iscriversi. [Scienza in rete; Redazione] 

I social media hanno una grande responsabilità nel diffondersi epidemico delle notizie false, o fake news. Uno studio condotto su adolescenti statunitensi mostra quanto i ragazzi (ma non solo) siano incapaci di distinguere notizie vere da notizie inventate di sana pianta, spesso con finalità commerciali o politiche. Serve una (ri)educazione di massa al pensiero critico. E qualcuno ci sta già provando anche in Italia, all’Università di Torino. [Scienza in rete; Chiara Sabelli] 

Il 31 ottobre, con un incontro al Liceo Visconti di Roma, la ministra Valeria Fedeli e la Presidente della Camera Laura Boldrini, hanno avviato il progetto #BastaBufale che coinvolgerà 4 milioni di studenti italiani in 8 mila istituti per diventare “detective del web” e “cacciatori di bufale”. Sono numerose le iniziative simili in corso negli Stati Uniti e in Europa. In particolare Alan C. Miller, ex giornalista del Los Angeles Times e vincitore del premio Pulitzer, ha lanciato nel 2009 il News literacy project dotato di una piattaforma online, Checkology, che sta avendo successo. [Valigia Blu; Angelo Romano] 

AMBIENTE

Dopo una nottata di negoziati, alle 6h50 del 18 novembre Frank Bainimarama, presidente della COP23 e primo ministro delle Fiji, ha battuto il martello segnando l’adozione del “Fiji Momentum for Implementation”. Tra i punti più importanti: l’inizio di un dialogo sul contributo di ogni singolo Paese per rispettare l’accordo di Parigi, la rendicontazione delle azioni pre-2020 fin dal maggio 2018 e la conferenza sulla finanza climatica che si terrà a Parigi il 12 dicembre prossimo. Una sintesi dei risultati raggiunti dalla COP23. [Climalteranti; Stefano Caserini, Valentino Piana e Luca Lombroso]

Lunedì 20 novembre la Russia ha ammesso di aver rilevato alla fine di settembre concentrazioni atmosferiche estremamente elevate di rutenio 106 nella zona meridionale degli Urali, al confine con il Kazakhistan. Il rutenio 106 è una sostanza radioattiva prodotta nel decadimento dell’uranio 235. Arriva dunque dopo quasi due mesi l’ammissione della Russia, dopo le richieste di chiarimento dei Paesi europei che avevano rilevato una concentrazione anomala, ma comunque non pericolosa per la salute umana, proprio alla fine di settembre. Resta da capire l’origine del fenomeno. Il punto di Le Monde. [Le Monde; Mathilde Damgét]

Il 9 novembre è stata una data importante per la vicenda del glifosato, il composto contenuto nel pesticida RoundUp commercializzato dalla Monsanto. Gli Stati membri dell’Unione Europea non hanno raggiunto una posizione comune sulla proposta di rinnovo della licenza per altri 5 anni, rimandando ancora la decisione al 27 novembre. Lo stesso giorno il Journal of the National Cancer Institute ha pubblicato i risultati di un vasto studio condotto su oltre 50 mila utilizzatori diretti di pesticidi contenenti glifosato, concludendo che non esiste un legame tra la sostanza e lo sviluppo di tumori solidi e del sangue, incluso il linfoma non Hodgkin. La ricerca evidenzia solo una debole associazione negli “utilizzatori forti” con la leucemia mieloide acuta, mai rivelata prima. [Reuters; Kate Kelland]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

“L’occasione mancata sul filo di lana per Milano e l’assegnazione della sede della Agenzia europea dei farmaci ad Amsterdam non deve farci perdere di vista cosa resta da fare per far diventare l’Agenzia un vero presidio della salute dei consumatori.” Comincia così la riflessione di Silvio Garattini sul ruolo dell’EMA e sul suo futuro[Scienza in rete; Silvio Garattini]

Il 15 novembre l’ISTAT ha reso pubblici i dati sulla spesa in ricerca e sviluppo in Italia relativa all’anno 2015. 22,2 miliardi di euro investiti in totale per la ricerca intra-muros (con personale e attrezzature proprie): una crescita dell’1,7% rispetto al 2014 che comunque non ci permette di superare l’1,34% del PIL, un livello molto più basso rispetto a quello dei grandi Paesi europei. È il settore privato a sostenere l’investimento in ricerca e sviluppo, anche se i suoi finanziamenti restano destinati soprattutto alle industrie stesse, con scarsissimo travaso verso il settore pubblico. [Il Sole 24 Ore; Marzio Bartoloni]

1600 nuovi ricercatori assunti da università ed enti di ricerca nel 2018. È questo il provvedimento contenuto nell’articolo 56 della legge di bilancio in discussione in questi giorni al Senato. Un tampone alla perdita di personale docente che è in corso dal 2008 (circa 1500 unità all’anno), che però non basterebbe a fermare l’emorragia. Il Senatore Walter Tocci ha proposto un emendamento che permetterebbe di far salire a 6000 le nuove assunzioni. Resta però aperta la ferita del precariato tra i ricercatori italiani. Al Consiglio Nazionale delle Ricerche il 40% del personale è impiegato con contratti a tempo determinato[Scienza in rete; Pietro Greco]

MISCELLANEA

In un esperimento condotto su topi, i nanotubi di carbonio a fibre lunghe hanno mostrato un effetto simile alle fibre di amianto, inducendo un’infiammazione cronica che porta a danno cellulare e al successivo sviluppo del mesotelioma pleurico. Questo il risultato di uno studio pubblicato il 6 novembre scorso su Current Biology. [Scienza in rete; Valentina Meschia]

Il 28 e 29 novembre presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci a Milano si terrà il convegno “Le transizioni nella storia dell’energia. Stato dell’arte e prospettive”, che intende fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive future della ricerca storica in materia di transizioni energetiche. [Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci]

Sempre il 28 novembre a Milano, presso il Salone d’Onore della Triennale, si concluderà la seconda edizione del Festival della Comunicazione Sociale con l’incontro “In viaggio verso la sostenibilità”, organizzato dalla fondazione Pubblicità Progresso. Il tema della sostenibilità verrà affrontato da vari punti di vista: ambientale, economico, degli stili di vita, comunicativo. [Fondazione Comunicazione Sociale, Pubblicità Progresso]

Le notizie di scienza della settimana #38

Il World Conference Center a Bonn, dove dal 6 novembre sono in corso i negoziati della ventitreesima conferenza delle parti della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCC). Credit: UNFCC / Flickr. Licenza: CC BY 2.0.

[originariamente pubblicato su Scienza in rete, 15 novembre 2017]

SKIN REGENERATION

Un trapianto dell’80% della superficie epidermica ha salvato un bambino di 9 anni residente in Germania e affetto da una malattia genetica, l’epidermolisi bollosa, che causa lo sfaldamento dello strato superficiale della pelle. I dettagli di questa scoperta sono stati pubblicati sull’ultimo numero di Nature. L’epidermide geneticamente corretta per il trapianto è stata cresciuta nei laboratori della Holostem Terapie Avanzate, una spin off dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La società è stata fondata nel 2008 da Michele De Luca e Graziella Pellegrini per rendere utilizzabili nella pratica clinica le terapie geniche sulle cellule staminali epidermiche sviluppate e testate in un trial clinico iniziato nel 2002. [Nature; Editorial] 

La Holostem Terapie Avzante è stata la prima società a ottenere il via libera alla commercializzazione di una terapia basata sulle cellule staminali, la Holoclar. Il trattamento può restituire la vista a persone che hanno subito gravi ustioni della cornea. Era il 2015 e Graziella Pellegrini raccontava a Nature gli ostacoli incontrati dal 1997, anno in cui i primi due pazienti riottennero la vista, al momento dell’approvazione da parte dell’agenzia europea del farmaco. [Nature; Alison Abbott] 

COP23 A BONN

È in corso a Bonn la COP23, la ventitreesima conferenza delle parti della United Nations Convention on Climate Change (UNFCCC). L’agenda dei negoziati si concentra sugli aspetti operativi dell’applicazione dell’Accordo di Parigi, dall’implementazione della piattaforma assicurativa per risarcire i Paesi maggiormente danneggiati, alla definizione dei contributi nazionali. Gli Stati Uniti sono presenti con due delegazioni: una ufficiale, che rappresenta la posizione del governo USA dopo la decisione di Trump di abbandonare l’Accordo, e l’altra che invece rappresenta la coalizione di Stati e città che hanno intenzione di continuare ad applicare l’Accordo di Parigi.[Climalteranti; Valentino Piana e Stefano Caserini]

L’urgenza del cambiamento climatico riassunta da Le Monde in 10 numeri23 (le volte in cui le parti della UNFCC si sono riunite), 2 °C (il tetto fissato per l’aumento delle temperature rispetto ai livelli pre-industriali), 30%(riduzione delle emissioni necessaria entro il 2030), 100 miliardi di dollari(l’investimento annuale che i Paesi ricchi si sono impegnati a fare fino al 2020), 30% (la perdita di biodiversità attesa se le emissioni di gas serra continuano al ritmo attuale), 400 ppm (la concentrazione media di CO2nell’atmosfera nel 2016), 7.8 (il pH degli oceani nel 2100 se non riduciamo le emissioni di CO2), 400 milioni (il numero di persone che vivono a meno di 1 metro sul livello del mare), 1 metro (l’innalzamento del livello degli oceani se l’aumento delle temperature continua al ritmo attuale), 169 (i Paesi firmatari dell’Accordo, 170 includendo la Siria che lo ha sottoscritto il 7 novembre). [Le Monde; Marianne Boyer e Paul Pichot]

Lorenzo Ciccarese dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale commenta il recente rapporto dell’UNEP, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, sulle emissioni clima-alteranti, in particolare in relazione alle strategie di geo-ingegneria per ridurre il livello di gas serra in atmosfera. [Scienza in rete; Lorenzo Ciccarese]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICAD DELLA RICERCA

In vista del nuovo bando PRIN annunciato dalla ministra Fedeli, il Gruppo 2003 ribadisce la necessità di istituire un’Agenzia nazionale della ricercache garantisca la continuità dei finanziamenti, in particolare alla ricerca di base. Il commento di Luca Carra. [Scienza in rete; Luca Carra]

A settembre del 2016 Scienza in rete aveva pubblicato una dettagliata analisi dei risultati del bando PRIN 2015. Si evidenziava che la maggior parte dei fondi era stata assegnata a professori ordinari (quasi il 70% nel settore delle scienze della vita), che la maggior parte dei vincitori erano maschi (quasi il 75% nel settore delle scienze sociali e umanistiche, il meno sbianciato) e, infine, che i progetti finanziati coinvolgevano in media un numero di atenei piuttosto elevato (nel settore delle scienze fisiche e dell’ingegneria più del 50% dei progetti coinvolge almeno 4 atenei). [Scienza in rete; Chiara Sabelli]

MISCELLANEA

Il 21 e 22 novembre prossimi verrà proiettato nelle sale cinematografiche italiane il film ‘Il senso della bellezza – Arte e scienza al CERN’, di Valerio Jalongo. Quattro anni dopo la sensazionale scoperta del bosone di Higgs, il CERN è alla vigilia di un nuovo, eccezionale esperimento. L’esperimento è insieme un viaggio nel tempo più lontano e nello spazio più piccolo che possiamo immaginare. Nel film scienziati e artisti guidano lo spettatore verso quella linea d’ombra in cui scienza e arte, in modi diversi, inseguono verità e bellezza. [Officine Ubu]

L’influenza dei social media nel dibattito pubblico potrebbe essere meno rilevante di quanto pensiamo, e il fenomeno delle filter bubble meno importante. A concluderlo è un esperimento condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi di Harvard University, Florida State University e Massachusetts Institute of Technology, pubblicato sull’ultimo numero di Science. Collaborando con alcune decine di piccole e medie testate giornalistiche, i ricercatori hanno coordinato l’uscita di una serie di articoli riguardanti temi politici, randomizzando le date di uscita su un arco di 5 anni. Ne hanno misurato poi l’impatto sul dibattito pubblico analizzando le discussioni generate su Twitter. [Science; Matthew Gentzkow]

A volte, i cacciatori di geni hanno successo, sia pure tardivo: così, il premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2017 è stato attribuito a tre ricercatori statunitensi settantenni, Jeffrey C. Hall e Michael Rosbash, dell’Università di Boston, e Michael W. Young, dell’Università Rockefeller di New York, “per le loro scoperte sui meccanismi molecolari che controllano il ritmo circadiano”, descritte in studi che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento decenni dopo la pubblicazione.” Il racconto di Simonetta Pagliani. [Scienza in rete; Simonetta Pagliani]

Le notizie di scienza della settimana #37

La McMurdo Station in Antartide, ottobre 2010. Credit: Eli Duke / Flickr. Licenza: CC  BY-SA 2.0.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete, 8 novembre 2017]

MOLESTIE SESSUALI ALL’UNIVERSITÀ E NEL MONDO DELLA RICERCA

Ben prima che il 5 ottobre Harvey Weinstein fosse accusato per la prima volta di stupro (a oggi le donne che hanno dichiarato di aver subito molestie o violenze sessuali da lui sono 87Celeste Kidd, direttrice del laboratorio di scienze cognitive dedicato all’età dello sviluppo presso l’università di Rochester, rendeva pubblica la sua storia su Mother Jones. Durante gli anni del dottorato, tra il 2008 e il 2013, fu costretta a cambiare il suo percorso di studio e ricerca per difendersi dal comportamento predatorio di uno dei professori con cui lavorava, T. Florian Jaeger. E non è stata l’unica. [Mother Jones; Madison Pauly] 

Numerosi episodi di molestie sessuali e violenza fisica e verbale durante alcune missioni scientifiche in Antartide. Queste le accuse di due ex studentesse di David Marchant, geologo alla Boston University. I fatti risalgono alla fine degli anni ’90 ma le due donne, Jane Willenbring, ora ricercatrice all’Università di San Diego, e Debora Doe, che a causa di Marchant abbandonò l’università, hanno sporto denuncia solo nel 2016 per paura di subire ritorsioni. Marchant è stato difeso da alcuni colleghi, che lo descrivono come un eccellente professore e ricercatore. Ma Hillary Tulley, una professoressa di liceo selezionata per una missione in Antartide nell’ambito del programma ‘Teachers Experiencing Antarctica’, ha confermato le accuse di Willenbring e Doe. [Science; Meredith Wadman] 

Non esistono statistiche che misurino la diffusione delle molestie sessuali nell’ambito dell’università e della ricerca, ma ci sono ragioni per pensare che non sia affatto un fenomeno marginale. Il contesto universitario, a metà tra quello scolastico e quello professionale, può rappresentare un’aggravante: non esistono strutture a cui le studentesse possono rivolgersi. Nel 2015 in Francia il ministero dell’istruzione ha emanato una circolare indirizzata agli istituti di istruzione superiore e agli enti di ricerca, e l’associazione Clasches ha pubblicato un vademecum[Le Monde; Laura Buratti] 

EMISSIONI DI GAS SERRA: L’ENNESIMO RECORD

Secondo la World Meteorological Organization il livello di CO2 nell’atmosfera ha raggiunto un nuovo record nel 2016: 403.3 parti per milione, un aumento dello 0.83% rispetto al 2015. La concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è oggi il 175% di quella registrata in epoca pre-industriale, cioè prima del 1750. [World Meteorological Organization]

Per riportare la temperatura media globale nell’intervallo di valori stimati per gli ultimi 11700 anni (il cosiddetto holocene range) entro questo secolo, le nuove generazioni saranno costrette ad attuare strategie di rimozione della CO2 dall’atmosfera dai costi esorbitanti (centinaia di miliardi di dollari almeno) e la cui fattibilità tecnologica è tutt’altro che scontata. L’articolo pubblicato dallo scienziato e attivista climatico James Hansen su ‘Earth System Dynamics’. [Earth Institute, Columbia University; James Hansen]

Ieri, durante la conferenza delle Nazioni Unite sul clima in corso a Bonn, la Siria ha annunciato di voler sottoscrivere l’accordo di Parigi. Dopo la firma del Nicaragua, arrivata il 24 ottobre scorso, gli Stati Uniti sono l’unico Paese al mondo a rifiutare il patto sul clima. [The New York Times; Lisa Friedman]

ETICA DELLA SCIENZA E POLITICA DELLA RICERCA

La vittoria di Shinzo Abe alle ultime elezioni giapponesi preoccupa i ricercatori nipponici. Dal 2012 a oggi il suo governo ha ridotto gli investimenti statali in ricerca e sviluppo del 5% e il piano è di tagliare i fondi alle università dell’1% ogni anno per dieci anni. Il commento di Pietro Greco. [Scienza in rete; Pietro Greco]

Intervenuta in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano, la ministra Valeria Fedeli ha ribadito l’impegno del governo verso il finanziamento della ricerca universitaria. Un aumento di 500 milioni del fondo di finanziamento ordinario e, entro la fine dell’anno, un bando PRIN da 400 milioni. Il punto di Mariapia Abbracchio e Luca Carra. [Scienza in rete; Maria Pia Abbracchio e Luca Carra]

La ricerca in ambito sociale mostra che la guida di un mentore è efficace per integrare i membri delle minoranze all’interno delle diverse comunità scientifiche e permettergli di costruire una carriera. La ‘Animal Behaviour Society’ ha avviato nel 2002 un programma di tutoraggio per coinvolgere gli studenti e i giovani ricercatori provenienti da gruppi scarsamente rappresentati nella vita della società scientifica. I risultati sono promettenti. [Undark; Lesley Evans Ogden]

MISCELLANEA

Una mappa delle pompe d’acqua e dei casi di colera. Così John Snow, considerato uno dei fondatori dell’epidemiologia, capì l’origine dell’epidemia che colpì il quartiere Soho di Londra nel 1854. Questa è la storia raccontata dallo stesso Snow in ‘Cattive acque. Sul modo di trasmissione del colera’, pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore. Oggi sono 1.8 miliardi le persone che bevono acqua da fonti contaminate con le feci che potrebbero portare il virus. 2.4 miliardi di persone non hanno accesso a toilette, né pubbliche né tantomeno private. Per questo, dice Cristina Da Rold, ‘Cattive acque’ è un libro di attualità. [Scienza in rete; Cristina Da Rold]

Sei articoli pubblicati sull’ultimo numero di Nature analizzano i segnali elettromagnetici che hanno accompagnato l’onda gravitazionale originata dalla fusione di due stelle di neutroni il 17 agosto 2017, resa nota il 16 ottobre scorso. Tre articoli sono dedicati alle emissioni nella regione del visibile e del vicino infrarosso. Una quarta lettera riguarda la direzione del getto di materiale risultante dalla fusione. Il quinto articolo studia la produzione di elementi pesanti, mentre il sesto calcola una stima indipendente della costante di Hubble che risulta in accordo con quelle precedenti. [Nature; M. Coleman Miller]

C’è un detto popolare tra gli informatici che dice: garbage in, garbage out. Mentre il Gotha dell’industria tecnologica si preoccupa degli effetti apocalittici che l’intelligenza artificiale potrebbe avere nel futuro, esistono già problemi da risolvere. Riguardano la discriminazione che gli algoritmi di machine learning possono esercitare a danno delle componenti sociali più vulnerabili, semplicemente perché sono in grado di apprendere le disuguaglianze che hanno caratterizzato e caratterizzano la nostra società. [The Guardian – Ford Foundation; Stephen Buranyi]

Le notizie di scienza della settimana #36

Money for ideas. Credit: Chiara Sabelli / Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete, 2 novembre 2017]

LA NUOVA CRISPR, BASE PER BASE

Due nuove versioni del metodo di editing genetico CRISPR sono state pubblicate il 25 ottobre su Nature e Science. La prima interviene sulla singola base del DNA riuscendo a indurre il cambiamento di una coppia A-T in una coppia G-C. Le mutazioni di G-C in A-T sono alla base di decine di migliaia di patologie genetiche. L’articolo pubblicato su Science invece riguarda una tecnica di editing dell’RNA e dunque produce modifiche transitorie nella sintesi delle proteine interessate all’interno delle cellule. [Scienza in rete; Laura Mosca] 

Il metodo utilizzato per modificare singole basi nel DNA era stato introdotto per la prima volta nel maggio del 2016, quando David Liu e i suoi collaboratori avevano dimostrato di saper disattivare l’enzima Cas9 per evitare il taglio della doppia elica del DNA equipaggiandolo di un altro enzima in grado di convertire la citosina (C) in una molecola di uridina (U). Tuttavia la procedura era efficace solo su DNA isolato, non all’interno delle cellule. [Nature; Heidi Ledford] 

La tecnica di editing puntuale dell’RNA si basa invece sui precedenti lavori del gruppo coordinato da Feng Zhang, che all’inizio di ottobre ha pubblicato su Nature la scoperta dell’enzima Cas13 come forbice molecolare dell’RNA, l’analogo dell’enzima Cas9 per il DNA. Feng Zhang, ricercatore cinese naturalizzato americano, è uno dei protagonisti della battaglia legale sull’attribuzione del brevetto CRISPR tra il Broad Institute e l’Università di Berkeley. [CRISPeRmania; Anna Meldolesi] 

INTELLIGENZE ARTIFICIALI DA MANEGGIARE CON CAUTELA

Durante la ‘International Joint Conference on Artificial Intelligence’, che si è tenuta a Melbourne a fine agosto, più di 100 imprenditori del settore della robotica e dell’intelligenza artificiale hanno sottoscritto una lettera rivolta alla comunità internazionale affinché vigili sulla non proliferazione delle armi autonome. Il movimento di opinione contro la diffusione di questo tipo di armi è nato nel 2012 con la campagna ‘Stop killer robots’ dell’ONG Human Rights Watch ed è proseguito nel 2015 con un appello analogo firmato da oltre 20 mila ricercatori. La lettera aperta degli imprenditori, per quanto capace di influenzare l’opinione pubblica, manca di alcuni elementi fondamentali per sviluppare strumenti giuridici efficaci. Questa l’opinione di Daniele Amoroso, docente di diritto internazionale all’Universitò di Cagliari, e Guglielmo Tamburrini, esperto di roboetica dell’Università Federico II di Napoli. [Scienza in rete; Daniele Amoroso e Guglielmo Tamburrini]

Nei processi di selezione del personale le grandi aziende ricorrono sempre più spesso a sistemi computerizzati per analizzare le candidature. Questi sistemi garantiscono una maggiore efficienza, in termini di costi e di tempo, ma hanno dei limiti. Si tratta infatti di algoritmi di machine-learning che apprendono dai dati storici della compagnia. Il rischio è quindi che apprendano anche i pregiudizi di coloro che fino a quel momento hanno gestito le procedure di assunzione. [Harvard Business Review; Gideon Mann e Cathy O’Neil]

Sono ormai numerose le mega-collaborazioni che lavorano alla simulazione computerizzata del cervello. Ma raggiungeranno gli obiettivi che si sono prefissate? Secondo Yves Frégnac, direttore della ‘Unité de Neuroscience, Information et Complexité’ del CNRS, l’approccio ‘industriale’ e ‘data-driven’ allo studio delle neuroscienze non ha portato i risultati sperati, sottraendo risorse ai progetti di dimensioni più piccole. C’è bisogno di rivedere l’agenda di ricerca in questo settore. [Science; Yves Frégnac]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA
La scorsa settimana Science ha pubblicato la lista dei 10 ricercatori più influenti nel campo delle bioscienze secondo Semantic Scholar. Si tratta di un motore di ricerca di pubblicazioni scientifiche animato da un’intelligenza artificiale in grado di identificare le citazioni particolarmente significative, quelle che hanno dato impulso a una certa linea di ricerca. Un obiettivo molto ambizioso e infatti non mancano le critiche e sono ben noti alcuni bug, veri e propri difetti tecnici dell’algoritmo. [Scienza in rete; Cristina Da Rold]

La quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Unversità ha toccato quota 1,4 miliardi di euro nel 2016, ed è destinata a crescere ancora. Viene assegnata in base al merito, misurato con i criteri stabiliti dall’ANVUR, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Ma cosa ne pensano i ricercatori italiani? L’inchiesta di Report ‘Per una fetta di torta’, andata in onda il 30 ottobre su Rai 3. [Report, Rai 3; Giulia Presutti]

La maggior parte dei sistemi di valutazione della ricerca giudicano la qualità di un lavoro sulla base della rivista scientifica su cui è stato pubblicato, promuovendo un concetto di ‘eccellenza’ molto ristretto. Questo approccio premia i lavori in lingua inglese prodotti negli Stati Uniti e in Europa e in particolare quelli che rispondo alle necessità delle industrie e dei principali stakeholder in queste aree geografiche. Allo stesso tempo penalizza le ricerche pubblicate in lingue diverse dall’inglese e rivolte agli interessi delle comunità locali dei Paesi in via di sviluppo, fondamentali per costruire uno sviluppo sostenibile per la società e l’ambiente. [LSE Impact Blog; Diego Chavarro, Ismael Ràfols]

MISCELLANEA
Nulla di fatto in Europa sul fronte del glifosato. Il voto del 25 ottobre da parte degli Stati membri dell’Unione Europea non ha raggiunto la maggioranza ed è stato quindi rimandato. La controversa vicenda dell’utilizzo del glifosato come pesticida in agricoltura sintetizzata nell’infografica di Le Monde. [Le Monde; Elisa Bellanger, Romain Imbach e Paul Pichot]

In un sondaggio effettuato dal Pew Research Center lo scorso giugno negli Stati Uniti, il 60% degli intervistati ha dichiarato che dovrebbe essere lo stato federale a offrire l’assistenza sanitaria di base. Mentre Trump minaccia l’Affordable Care Act di Obama, grazie al quale dal 2013 a oggi i residenti USA senza alcuna assistenza medica sono scesi dal 15% al 9%, sono in discussione due proposte di legge per rendere universale il sistema sanitario. Il commento dell’economista Henry J. Aaron sul New England Journal of Medicine. [New England Journal of Medicine; Henry J. Aaron]

Inaugurato l’esperimento CUORE presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Si tratta del più grande rivelatore criogenico mai costruito per lo studio dei neutrini, le particelle più elusive che conosciamo. Studierà le loro proprietà con l’obiettivo di determinarne la massa ma anche di dimostrare la loro eventuale natura di particelle di Majorana, fornendo una possibile spiegazione alla prevalenza della materia sull’antimateria nell’universo. [INFN; Ufficio Comunicazione]

Le notizie di scienza della settimana #35

Vista aerea dell’inquinamento dell’aria nel nord dell’India, novembre 2013. Jeff Schmaltz / NASA Goddard Space Flight Center. Licenza: Public Domain.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete, 25 ottobre 2017]

DI INQUINAMENTO SI MUORE

Ogni anno gli inquinanti (presenti nell’aria, nell’acqua, nel suolo, negli ambienti di lavoro) uccidono 9 milioni di persone e causano perdite di miliardi di dollari in termini di costi di welfare. Maggiormente colpiti i paesi più poveri. In alcuni casi, come l’India, l’inquinamento è responsabile di un quarto delle morti premature. Sul Guardian una sintesi del report sull’inquinamento pubblicato la scorsa settimana dalla “Pollution and health commission” della rivista The Lancet. [The Guardian; Damian Carrington] 

Secondo il rapporto 2017 sulla qualità dell’aria in Europa realizzato dalla European Environment Agency, sono oltre 400 mila gli europei che muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento dell’aria. Il rapporto si concentra sull’agricoltura. L’attività agricola è infatti responsabile del 94% delle emissioni di ammoniaca, del 53% di quelle di metano e del 15% di PM10.[EEA; Air quality in Europe 2017] 

Dodici sindaci di grande aree metropolitane, riuniti a Parigi il 23 ottobre, si sono impegnati a rendere una parte importante delle loro città a emissioni zero entro il 2030[Le Monde; Laetitia Van Eeckhout] 

All’inizio di settembre, in occasione della campagna Healthy Lungs for Life, Scienza in rete aveva parlato dei danni alla salute procurati dall’inquinamento e delle misure di contenimento delle emissioni che Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna si sono impegnate a mettere in atto a partire dal 2018. Delle misure che già allora apparivano insufficienti, soprattutto per la decisione di rimandare il blocco delle automobili Diesel Euro 3 al 2018, ben due anni dopo rispetto a quanto promesso. L’inquinamento dell’aria non è un’emergenza, ma una minaccia a cui la nostra salute è costantemente esposta[Scienza in rete; Pier Mannuccio Mannucci] 

STARTING FROM SCRATCH

DeepMind ha battuto un altro record. I suoi ricercatori hanno sviluppato AlphaGo Zero, un algoritmo basato sulle cosiddette deep neural network che impara da solo a giocare a Go e in 40 giorni diventa così forte da battere la sua versione precedente, AlphaGo. La grande differenza tra AlphaGo, che nel 2016 aveva battuto il campione di Go Lee Sedol, e AlphaGo Zero è che il primo ha bisogno di osservare centinaia di partite giocate da esseri umani esperti, mentre il secondo parte conoscendo solo le regole del gioco e impara le strategie più sofisticate giocando contro se stesso. L’articolo che contiene i dettagli sullo sviluppo di AlphaGo Zero è stato pubblicato sull’ultimo numero di Nature. [Nature; Elizabeth Gibney]

La tecnologia blockchain potrebbe rivoluzionare il settore dell’energia, in particolare la distribuzione e vendita dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Come? Sostituendo l’attuale sistema di certificati che attestano l’effettiva origine dell’elettricità, che finora ha rappresentato un freno agli investimenti in rinnovabili. Sono già in corso delle sperimentazioni in Europa. All’inizio di ottobre è nata la Energy Web Foundation che metterà alla prova questa idea grazie alla collaborazione di una decina di grandi aziende del settore dell’energia. [MIT Technology Review; Mike Orcutt]

Martedì 17 ottobre il Los Angeles Police Department (LAPD) ha approvato l’utilizzo sperimentale per un anno di droni per assistere i suoi agenti. Non è il primo caso negli Stati Uniti, ma la notizia ha fatto scalpore perché il LAPD è il terzo più grande dipartimento di polizia in USA, che sovrintende a un’area abitata da 4 milioni di persone. Le polemiche riguardano il fatto che non esistono studi che provano i vantaggi portati dall’impiego di questi strumenti a fronte dei rischi di violazione della privacy e dei diritti civili. Il gruppo non-profit Police Foundation chiede che ci sia trasparenza e che i dipartimenti che già usano i droni rendano disponibili i dati relativi alle loro operazioni. [Undark magazine; Rod McCullom]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Nature ha analizzato il numero di articoli pubblicati da 16 milioni di ricercatori tra il 2008 e il 2015, trovando che maggiore è la mobilità maggiore la produttività scientifica. Non solo: lo studio sembra indicare che i meccanismi del brain drain e del brain gain non sono più adatti a descrivere la dinamica della comunità scientifica internazionale. Si deve piuttosto parlare di brain circulation. Cristina Da Rold riassume i risultati dell’analisi di Nature.[Scienza in rete; Cristina Da Rold]

Il senatore repubblicano Randy Paul ha proposto una legge che modifica il processo con cui la National Science Foundation e i National Institutes of Health assegnano i finanziamenti alla ricerca. In particolare Paul vorrebbe introdurre due nuove figure non esperte nei comitati federali di valutazione dei progetti e un ‘taxpayer advocate’, un rappresentante dei cittadini, che valuti l’effettivo impatto sociale delle ricerche finanziate. [Scienza in rete; Luca Carra]

MISCELLANEA

Dei quasi 56 milioni di aborti praticati ogni anno nel mondo (tra il 2010 e il 2014) quasi la metà mettono a rischio la salute e la vita delle donne. 17 milioni di donne hanno assunto farmaci da sole o si sono rivolte a assistenti esperti che hanno utilizzato metodi che però non sono più considerati sicuri. In circa 8 milioni di casi sono state costrette a ingerire sostanze tossiche o a utilizzare fili di ferro per provocare un aborto spontaneo. Questi i numeri dello studio pubblicato su The Lancet il 27 settembre scorso e coordinato dal Dipartimento di salute riproduttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Guttmacher Institute di New York. [The Guardian; Sarah Boseley]

‘Informazione & Conoscenza – Quando il più significa meno’ è il tema dell’edizione 2017 del Festival della Divulgazione, che si terrà il 3, 4 e 5 novembre all’Università degli Studi della Basilicata a Potenza. Il programma è davvero ricco. Si parlerà di come le bufale nascono e si diffondono, in particolare sul web. Ci saranno poi alcuni approfondimenti sulla comunicazione della scienza relativa al cibo, alla salute e all’energia. E infine si analizzerà il processo di costruzione di un’inchiesta giornalistica. [Festival Della Divulgazione 2017; Liberascienza]

Glifosato: il 24 ottobre il Parlamento Europeo ha chiesto la messa al bando da qui a 5 anni. Si attende oggi il voto degli Stati membri alla proposta della Commissione Europea che, al contrario, propone di rinnovare per altri dieci anni l’autorizzazione in scadenza il 15 dicembre prossimo. [Le Monde; Stéphane Horel]

Le notizie di scienza della settimana #34

The kilonova associated with GW170817 (box) was observed by NASA’s Hubble Space Telescope and Chandra X-ray Observatory. Hubble detected optical and infrared light from the hot expanding debris. The merging neutron stars produced gravitational waves and launched jets that produced a gamma-ray burst. Nine days later, Chandra detected the X-ray afterglow emitted by the jet directed toward Earth after it had spread into our line of sight. Credits: NASA/CXC/E. Troja.

[pubblicato originariamente su Scienza in rete, 18 ottobre 2017]

UN’ASTRONOMIA TUTTA NUOVA

La data del 16 ottobre 2017 è destinata a entrare nella storia. Almeno in quella della scienza. Per la prima volta è stata osservata la fusione tra due stelle di neutroni, attraverso i segnali concomitanti raccolti dagli interferometri per onde gravitazionali LIGO-VIRGO e da numerosi telescopi su satellite e a Terra. Per molti ieri è nata una nuova scienza: lamultimessenger astronomy. Non solo: i fisici hanno visto confermate le loro teorie sulla fusione tra stelle di neutroni e la produzione di metalli pesanti. Claudio Elidoro ha intervistato Stefano Corvino dell’INAF, esperto di raggi gamma brevi, tra gli autori di uno degli articoli scientifici pubblicati ieri su Nature Astronomy. [Scienza in rete; Claudio Elidoro] 

Patrizia Caraveo, direttrice della sezione di Milano dell’INAF, ripercorre la giornata del 17 agosto 2017: dalla prima rilevazione di un breve lampo gamma da parte del Gamma-Ray Burst Monitor a bordo del telescopio Fermi della NASA, ai segnali rilevati da oltre 70 telescopi in tutto il mondo che dopo una manciata di ore sono stati puntati nella direzione individuata grazie alle onde gravitazionali captate dagli interferometri LIGO-VIRGO. [AGI; Patrizia Caraveo] 

Protagoniste di questa scoperta numerose scienziate, alcune delle quali sono intervenute durante la conferenza stampa dalla sede di Washington della National Science Foundation (NSF). A dare l’annuncio è stata France A. Córdova, direttrice della NSF. È intervenuta poi Julie Mc Enery, per la collaborazione Fermi. Infine ha parlato Marica Branchesi, ricercatrice al Gran Sasso Science Institute all’Aquila e partecipante alla collaborazione VIRGO dell’INFN. Qui potete rivedere la conferenza stampa trasmessa nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca con i commenti dei presidenti di INAF (Nicolò D’Amico), ASI (Roberto Battiston), INFN (Fernando Ferroni), e della ministra Valeria Fedeli. [MIUR; Conferenza stampa] 

EVENTI METEO ESTREMI E CAMBIAMENTO CLIMATICO

L’uragano Ophelia, il primo di categoria 3 a spingersi così a est secondo i dati del National Hurricane Center, ha portato piogge violentissime e venti fino a 160 km/h in Irlanda. I suoi venti hanno battuto anche le coste della penisola iberica, alimentando gli incendi boschivi in Portogallo e Spagna, complici le temperature sopra la media stagionale e l’estate eccezionalmente secca. I cieli di Londra di sono colorati di arancione, carichi della polvere del deserto del Sahara portata sempre da Ophelia. Dopo i quattro uragani che hanno colpito l’America settentrionale e centrale durante l’estate, ora tocca all’Europa. [Vox; Umair Irfan]

Le alte temperature registrate durante l’estate di quest’anno nell’Europa del Sud sono legate al cambiamento climatico. Questo è il risultato di un’anlisi condotta dal gruppo di scienziati della collaborazione World Weather Attribution. “In many towns and cities across Southern Europe, there is now a one in 10 chance of seeing a heat wave as hot as we saw during this past summer every summer. In the early 1900s, a summer like the one we just experienced would have been extremely rare”, ha dichiarato Geert Jan van Oldenborgh, ricercatore del Royal Netherlands Meteorological Institute. [World Weather Attribution]

I primi risultati della missione Orbiting Carbon Observatory 2 (OCO-2), lanciata nel 2014, sono stati pubblicati sull’ultimo numero di Science. OCO-2 ha misurato la concentrazione di CO2 nell’atmosfera terrestre osservando la riflessione della luce solare dal suolo e dagli oceani. La raccolta di questo tipo di dati finora era effettuata attraverso una rete di osservatori a Terra ed era molto difficoltosa. OCO-2 permette di studiare il ciclo del carbonio in grande dettaglio su aree geografiche molto estese e capire come questo è influenzato dagli eventi climatici[Science; Jesse Smith]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Il più grande database genetico al mondo è quello raccolto dalla compagnia 23andMe a partire dal 2007. Dall’anno della sua fondazione la 23andMe ha attraversato momenti di successo a profonde crisi. Nel 2013 la Food and Drug Administration, preoccupata che le informazioni sull’associazione tra tratti genetici e rischio di sviluppare certe malattie potessero indurre i clienti di 23andMe a comportamenti pericolosi, impone una sostanziale restrizione ai servizi offerti dalla compagnia. Due anni dopo Anne Wojcicki, co-fondatrice della società, riesce a rimettere in piedi l’azienda dimostrando l’accuratezza di uno dei test proposti. Nell’aprile di quest’anno l’approvazione da parte dell’FDA alla vendita di un test su 10 condizioni mediche. Nel frattempo 23andMe ha avviato una nuova divisione, che si concentrerà sullo sviluppo di nuovi farmaci adottando un approccio nuovo. [Nature; Erika Check Hayden]

Se c’è un ostacolo alla volontà Cinese di diventare una superpotenza nel campo della scienza è la pratica diffusa della frode scientifica. Ad aprile la rivista Tumor Biology ha ritrattato 107 articoli, la maggioranza dei quali scritti da autori cinesi, dopo aver scoperto che molti dei referee report erano falsi. Allo stesso tempo un’indagine del governo cinese ha fatto emergere un fiorente mercato nero dove vengono vendute sia revisioni positive che interi articoli scientifici. [The New York Times; Amy Qin]

I laureati italiani sono pochi, mal preparati ma spesso troppo qualificati per il lavoro che svolgono. La laurea è ancora appannaggio dei giovani provenienti da famiglie in cui i almeno uno dei due genitori è laureato. Infine la spesa per studente universitario è tra le più basse dell’area OCSE. Pietro Greco commenta i dati riguardanti l’università contenuti nel rapporto ‘OECD Skills Strategy Diagnostic Report Italy’ presentato il 5 ottobre scorso al MIUR. [Scienza in rete; Pietro Greco]

MISCELLANEA

La “chemofobia” è l’avversione irrazionale nei confronti della chimica e di tutto ciò che può definirsi chimico. Sulla chemofobia ha puntato ad esempio il settore alimentare: la dicitura “chemical-free” compare ormai su numerose etichette ed è un punto di forza nelle strategie di marketing. Il messaggio è: “ciò che è ottenuto con processi chimici non è naturale, e quindi è nocivo”. La Società Italiana di Chimica ha discusso nuove strategie di comunicazione per contrastare la chemofobia durante l’ultimo congresso nazionale, svoltosi a Paestum dal 10 al 14 settembre scorso. [Scienza in rete; Valentina Domenici]

La matematica ci aiuta a comprendere l’incredibile complessità dell’universo,ma siamo nati con la capacità di calcolare o invece l’abbiamo inventata?Il racconto di Anil Ananthaswamy su New Scientist. [New Scientist; Anil Ananthaswamy]

Quali saranno gli effetti, positivi e negativi, dell’intelligenza artificiale sulla società? E cosa possiamo fare per proteggere coloro che saranno svantaggiati dallo sviluppo di queste tecnologie? Le risposte di a Jerry Kaplan, informatico e imprenditore nel settore tech, autore del libro ‘Le persone non servono’ pubblicato da LUISS University Press. [Il Tascabile; Matteo De Giuli]