Le notizie di scienza della settimana #99

[pubblicato originariamente su Scienza in rete l’8 maggio 2019]

Gli esseri umani stanno modificando gli ecosistemi terrestri in modo così radicale da aver accelerato il declino della vita sulla Terra a una velocità senza precedenti. Lo afferma il più dettagliato studio condotto finora sullo stato di salute della biodiversità condotto dall’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services su mandato delle Nazioni Unite. Il tasso di estinzione di specie animali e vegetali è, oggi, da dieci a cento volte la media osservata nei passati 10 milioni di anni. La biomassa dei mammiferi selvatici è diminuita dell’82% a partire dall’età preistorica e circa un milione di specie sono a rischio di estinzione. La causa è largamente riconducibile all’attività umana. Agli effetti dell’allevamento intensivo, dell’agricoltura e dell’estrazione delle risorse naturali, si sommano ora quelli del cambiamento climatico. L’impatto della perdita di biodiversità sulla popolazione umana riguarderà la disponibilità di acqua potabile, la sicurezza alimentare, l’instabilità climatica. Emerge una situazione estrema dal rapporto che è stato approvato da tutti gli stati membri nelle scorse settimane per poter pubblicare il “Summary for policy makers”. Nel rapporto sono contenute delle possibili soluzioni che richiedono di tenere presente la conservazione della biodiversità nelle politiche sugli scambi commerciali, di pianificare investimenti massivi nella riforestazione e nella costruzione di infrastrutture verdi e anche cambiamenti radicali nei comportamenti individuali, come diminuire il consumo di carne e di beni materiali. Nell’immagine: deforestazione vicino Lieki nella Repubblica Democratica del Congo. Credit: Axel Fassio/Center for International Forestry Research Center for International Forestry Research. Licenza: CC BY-NC-ND 2.0.

LA TRANSIZIONE VERSO UN MONDO BASSE EMISSIONI DI CO2
Il Parlamento britannico ha approvato all’unanimità una mozione che dichiara lo stato di emergenza climatica. Proposta dal leader del partito laburista Jeremy Corbyn, la mozione arriva dopo settimane di scioperi e proteste da parte di vari movimenti giovanili che hanno bloccato strade e ponti a Londra. Nel suo discorso Corbyn ha affermato che con le politiche correnti l’obiettivo di neutralizzare le emissioni di anidride carbonica non verrebbe raggiunto che alla fine del secolo, troppo tardi per evitare di consegnare alla generazione dei giovani che manifestano un pianeta morente. È necessario rendere possibile una risposta collettiva e non delegare all’iniziativa dei singoli individui. La speranza è che il Parlamento britannico inneschi una serie di iniziative in altri Parlamenti del mondo [The Guardian; Peter Walker]

La transizione a un’economia a basse emissioni comporta un cambiamento fondamentale nelle politiche energetiche e dunque negli equilibri geopolitici. Su Nature quattro esperti di politica internazionale e mercato dell’energia tratteggiano quattro possibili scenari di decarbonizzazione emersi durante alcuni workshop avvenuti tra il 2018 e il 2019 a Berlino. Il primo è quello della cooperazione completa: viene promosso un big green deal e i mercati finanziari disinvestono gradualmente dai prodotti legati ai combustibili fossili e gli Stati che vivono di petrolio vengono accompagnati verso un’economia sostenibile evitando di immettere sul mercato petrolio e gas a basso prezzo in un ultimo tentativo di fare cassa. Lo scenario opposto è quello in cui governi nazionalisti e populisti conquistano il potere nei Paesi leader del settore energetico, varando politiche di autosufficienza energetica che favoriscono allo stesso tempo la produzione di combustibili fossili e di energia da fonti rinnovabili. Nel mezzo ci sono lo scenario che prevede una svolta tecnologica che causa una seconda guerra fredda e tensioni nei Paesi che dipendono dai combustibili fossili in Medioriente, Asia centrale e Africa subsahariana, e infine quello che evolve dalla situazione attuale senza nessun intervento radicale causando un ulteriore aumento delle disuguaglianze [Nature; Andreas Goldthau, Kirsten Westphal, Morgan Bazilian e Michael Bradshaw]

Il costo sociale dell’anidride carbonica può essere uno strumento efficace per convincere i politici a decarbonizzare, ma sul suo valore non c’è accordo. Nel 2016 un gruppo di lavoro convocato dal presidente Barack Obama lo ha stimato pari a circa 40 dollari, mentre l’amministrazione Trump tra 1 e 7 dollari. Alcuni ricercatori sono arrivati fino a 400 dollari. Molti studiosi lo definiscono il singolo numero più importante per l’economia globale e oggi potremmo avere i dati e la capacità computazionali sufficiente per calcolarlo in maniera più accurata. È questo l’obiettivo del Climate Impact Lab, un consorzio di ricercatori statunitensi che intende considerare l’impatto sociale dell’emissione di anidride carbonica a livello più locale possibile. L’idea è quella di dividere il mondo in 24 000 regioni e impiegare sofisticati modelli climatici per valutare cosa succederà a chi li abita se il pianeta continua a riscaldarsi. Dal punto di vista computazionale è una sfida enorme che richiederà alcuni anni di lavoro [MIT Technology Review; David Rotman]

ECONOMIA DELL’ATTENZIONE
Internet sta distruggendo la nostra capacità di attenzione collettiva, ma il processo è cominciato all’inizio del Novecento. Lo afferma uno studio pubblicato su Nature Communications che ha misurato la durata dell’attenzione collettiva in diversi contesti, osservandone una diminuzione costante e accelerata. I ricercatori sono partiti da Twitter, misurando il tempo medio di permanenza degli hashtag nella lista dei 50 trending topics: nel 2013 misurava 17,5 ore, nel 2016 11,9 ore. La stessa tendenza è stata osservata sul social network Reddit. Sembra però che Internet non sia la causa di questo fenomeno, piuttosto che sia una tecnologia che lo favorisce. Considerando un catalogo di libri risalenti a diversi secoli fa e digitalizzato da Google, gli studiosi hanno trovato una tendenza simile. Il tempo di permanenza di una frase nella classifica top 100 è passata da sei mesi nel 1870 a circa un mese nel 1900. E l’attenzione individuale, invece, può essere salvaguardata? Probabilmente nell’economia dell’attenzione potranno permetterselo solo i più ricchi [Vox; Brian Resnick]

Il primo a parlare di economia dell’attenzione è stato il premio Nobel Herbert Simon, che già nel 1971 scriveva che la ricchezza di informazione disponibile consuma l’attenzione dei destinatari. Ogni volta che stiamo attenti a qualcosa a cui potremmo serenamente evitare di prestare attenzione stiamo facendo un investimento poco oculato. I social network hanno seguito lo stesso modello dei mezzi di comunicazione tradizionali: rivendono agli inserzionisti la quantità maggiore possibile di attenzione, ma invece di omogeneizzare, polarizzano. Qualcuno ha proposto che gli utenti dei social network si facciano pagare per il tempo e l’attenzione che mettono a disposizione. Una proposta difficile da realizzare nel breve termine. Nel frattempo potremmo decidere di investire la nostra attenzione in modo più lungimirante [Internazionale; Annamaria Testa]

Ma l’economia dell’attenzione potrebbe presto lasciare spazio a un’economia più tradizionale, in cui il bene più raro non è più il tempo dei lettori ma i loro soldi. È la previsione che fa Gideon Lichfield, capo redattore di MIT Technology Review, osservando che un numero sempre maggiore di testate giornalistiche statunitensi ha cominciato a rendere i propri contenuti, o almeno una parte di essi, a pagamento. Questa tendenza però non riuscirebbe a risolvere il problema delle fake news o dei contenuti acchiappa click, ma piuttosto finirebbe col penalizzare i giornali che si rivolgono ai gruppi più poveri e marginalizzati. Potrebbero infatti diffondersi piattaforme di notizie sul modello di iTunes per la musica o Netflix per i film e gli spettacoli, che metterebbero in vendita pacchetti di articoli “personalizzati” raccolti da diverse testate. Questo favorirebbe nuovamente la frammentazione dei contenuti, contro cui gli editori hanno combattuto in questi anni cercando di ricostruire un rapporto con comunità di lettori ben identificabili [NiemanLab; Gideon Lichfield]

RICERCA E SOCIETÀ
La Belt and Road Initiative della Cina per trasformare le reti commerciali globali comprende investimenti ingenti in scienza, tecnologia e innovazione con un modello che promette di cambiare la vita a migliaia di ricercatori nel mondo. La strategia cinese prevede di favorire lo sviluppo di scienza e tecnologia dei Paesi più poveri finanziando progetti che però abbiano un effetto benefico anche per la Repubblica Popolare. Ma alcuni analisti intravedono un lato oscuro in questa strategia: costituirsi come uno stato neocoloniale cui i Paesi più poveri stanno consegnando un’enorme quantità di risorse e conoscenza [Nature; Ehsan Masood]

Nel valutare le proposte di ricerca per accedere ai finanziamenti, i revisori premiano più gli uomini che le donne per via del loro stile comunicativo. Uno studio pubblicato sullo US National Bureau of Economic Research ha analizzato migliaia di proposte indirizzate alla Bill & Melinda Gates Foundation concludendo che gli uomini sono favoriti dall’utilizzo di un linguaggio più vago. Le donne utilizzerebbero, invece, termini più specifici del loro campo di ricerca e questo le penalizzerebbe. Tuttavia, un linguaggio più vago non sarebbe correlato con un maggiore successo del progetto: le donne che hanno ottenuto i finanziamenti hanno raggiunto risultati migliori dei loro colleghi maschi. Per ovviare a questo problema i panel di revisori dovrebbero avere una maggiore percentuale di donne [NBER; Julian Kolev, Yuly Fuentes-Medel, Fiona Murray]

L’Antropocene avrebbe avuto inizio nel 1610, con la globalizzazione dei commerci marittimi. I nostri guai ambientali sarebbero dunque riconducibili a un’epoca di connubio tra lo sviluppo scientifico e il progetto europeo di colonizzazione, schiavismo e sfruttamento delle risorse di cui si è nutrito il capitalismo mercantile, precursore del capitalismo industriale. Lo sostengono Simon L. Lewis e Mark A. Maslin, scienziati dell’University College London e autori del saggio “The Human Planet: how we created the Anthropocene” (tradotto in italiano da Einaudi). Conoscere l’origine dell’Antropocene è l’unico modo, secondo i due autori, per non restarne vittime [Blogautore L’Espresso; Giancarlo Sturloni]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
Predatori e prede: quando la valutazione aiuta il “lato selvaggio” della scienza. Il 5% dei ricercatori che hanno partecipato all’Abilitazione scientifica nazionale nel 2012 ha pubblicato almeno un articolo in una rivista predatoria, per un totale di circa 6 000 articoli. Questo è uno dei risultati dello studio condotto da Manuel Bagues, Mauro Sylos-Labini e Natalia Zinovyeva. La spiegazione di questi comportamenti sarebbe da ricondurre ad alcuni meccanismi controproducenti nella valutazione della ricerca. Primo l’uso auotmatico di liste molto ampie di riviste che contengono anche pubblicazioni di dubbio valore. Secondo la qualità bassa di alcune commissioni di valutazione [Scienza in rete; Manuel Bagues, Mauro Sylos-Labini, Natalia Zinovyeva]

Lo strano patto Grillo-Burioni. Beppe Grillo si diverte e prendere in giro gli scienziati e a pontificare di “cervelli che non fuggono”. Ma Grillo è tra i firmatari del Patto trasversale per la scienza: le riflessioni di Gilberto Corbellini, professore di storia della medicina e bioetica alla Sapienza Università di Roma [Scienza in rete; Gilberto Corbellini]

Migranti: Quelli che affrontano i problemi e quelli che li fronteggiano. L’epidemiologo Paolo Vineis recensisce “Naufraghi senza volto”, il libro di Cristina Cattaneo, medico legale che racconta il lavoro di “dare il nome” a persone che ne sono prive: i migranti affondati al largo della Libia nell’aprile 2015. Un libro esemplare per impegno civile, chiarezza e sobrietà e da cui emerge ben più della pietas [Scienza in rete; Paolo Vineis]

Il lavoro nobilita l’uomo o lo uccide? Mentre in Italia si disputa sulle nuove statistiche Istat su occupazione e sottoccupazione, la questione degli straordinari sul lavoro accende il dibattito negli Stati Uniti. Un editoriale pubblicato sul New York Times ricorda che negli States un terzo degli occupati lavora più di 45 ore alla settimana, mentre almeno 10 milioni di lavoratori lavora almeno 60 ore. Luca Carra ripercorre la teoria dello stress lavorativo, formulata da Robert Karasekn e Tores Theorell nel 1990, alla luce delle trasformazioni in corso nel mondo del lavoro come globalizzazione e automazione [Scienza in rete; Luca Carra]

IN BREVE
Una mandibola fossile è stata rinvenuta in una grotta della parte orientale dell’altopiano tibetano. Appartiene a un uomo di Denisova e risale a 150 mila anni fa: si tratta della prima prova della presenza di individui di questa specie lontano dalla grotta siberiana in cui sono stati scoperti nel 2008 [The Atlantic]

Nella Repubblica Democratica del Congo l’epidemia di Ebola supera le 1 000 vittime. Si tratta della più grave nella storia del virus, dopo quella che ha ucciso più di 11 000 persone in Africa occidentale nel 2014-2016 [Le Monde]

Un po’ di chiarezza sulla plastica biodegradabile e compostabile. Solitamente questi materiali non sono progettati per degradarsi in tempi brevi senza trattamenti specifici [The Conversation]

La balena fossile rinvenuta nel 2006 presso il lago di San Giuliano vicino Matera è il più grande fossile di balena mai trovato e consente di ridisegnare l’evoluzione del gigantismo di questa specie [National Geographic]

I pediatri britannici mettono in discussione le linee guida dell’OMS sul tempo passato davanti a uno schermo da parte dei bambini: non sono basate su solide prove scientifiche [The Guardian]

Le notizie di scienza della settimana #98

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 30 aprile 2018]

Utilizzando un rivelatore installato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, gli scienziati della collaborazione XENON1T hanno osservato un processo estremamente raro, la cosiddetta doppia cattura elettronica dell’isotopo 124 dello Xenon. L’evento in questione è un decadimento in cui l’isotopo 124 dell’atomo di Xenon (54 protoni e 70 neutroni) decade nell’isotopo 124 dell’atomo di Tellurio (52 protoni e 72 neutroni) emettendo due neutrini ed energia. Poiché il processo comporta lo scambio di due bosoni W, i mediatori delle interazioni deboli, il tempo di vita medio è inversamente proporzionale al quadrato della costante di accoppiamento debole (una quantità estremamente piccola) e dunque risulta essere estremamente grande. I ricercatori sono stati in grado di osservare un numero consistente di eventi di questo tipo grazie alla grande quantità di Xenon contenuto nel rivelatore (1,5 tonnellate racchiuse in un cilindro di 1 metro di altezza e 1 metro di diametro) e alla sua elevata sensibilità. Il tempo di vita media che hanno misurato è pari a 1,8 x 1022 anni, circa mille miliardi di volte la vita dell’Universo. La misura restituisce informazioni sulla struttura nucleare e apre la strada alla ricerca di un altro processo raro, la doppia cattura elettronica senza neutrini, che permetterebbe di capire se i neutrini sono particelle di Majorana. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature che gli ha dedicato la copertina. Nell’immagine: assemblaggio della gabbia elettrostatica. Credit: Xenon Collaboration.

POLIZIA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La polizia americana utilizza i dati di localizzazione dei cellulari raccolti da Google per sbloccare casi in cui non ci sono testimoni né indizi forti. La pratica di emettere mandati di perquisizione per avere accesso ai dati di localizzazione di un sospettato era già diffusa negli USA, ma a partire dal 2016 gli investigatori hanno cominciato a rivolgersi alle grandi compagnie tecnologie per ottenere i dati relativi a tutti coloro che si trovavano nelle vicinanze del luogo in cui è avvenuto il delitto per incriminarli. Oltre a sollevare delle preoccupazioni per la privacy dei cittadini, questo sistema può portare all’incarcerazione di persone innocenti [The New York Times; Jennifer Valentino-DeVries]

Sistemi di polizia predittiva utilizzati da giurisdizioni in cui, in passato, la polizia era stata trovata colpevole di comportamento illecito e discriminatorio. I sistemi sono stati dunque “allenati” con dati che contenevano distorsioni, in particolare una tendenza maggiore ad arrestare cittadini appartenenti a minoranze etniche. Questo potrebbe aver causato un’esacerbazione di quei comportamenti discriminatori. È quanto afferma un gruppo di ricercatori della New York University che ha individuato 13 diverse giurisdizioni negli USA in cui potrebbe essersi verificata questa circostanza [New York University School of Law]

Il comitato etico della West Midlands Police solleva dei dubbi sull’utilizzo dei sistemi di polizia predittiva. Sono numerosi i corpi di polizia in Gran Bretagna che utilizzano sistemi automatici per stabilire in quali zone è più probabile che avvengano i crimini in modo da ottimizzare la distribuzione degli agenti sul territorio. Il comitato etico di uno di questi corpi, quello che usa da più tempo i sistemi di polizia predittiva, ha lanciato un allarme: non sarebbero mai state condotte valutazioni sull’impatto di questi sistemi sulla privacy dei cittadini né sulla presenza di bias nei dati utilizzati per allenare gli algoritmi [The Guardian; Sarah Marsh]

SESTA ESTINZIONE DI MASSA
3,6 milioni di ettari di foreste incontaminate abbattute nel 2018. Una diminuzione rispetto al 2016 e al 2017, quando i prolungati periodi di siccità causarono numerosi incendi, ma comunque il terzo valore più elevato a partire dal 2002. È questo il risultato dell’analisi condotta dalla rete di ricercatori Global Deforestation Watch. Le zone in cui si è concentrato l’abbattimento delle foreste vergini sono Amazzonia, Indonesia, Repubblica Democratica del Congo, Ghana e Costa d’Avorio. Le cause principali sono la coltivazione di olio di palma e cacao, l’allevamento di bovini e l’estrazione dell’oro. La protezione di questi ambienti naturali è cruciale per la lotta al cambiamento climatico e, in particolare, per allontanare il pericolo di una sesta estinzione di massa [The Guardian; Damian Carrington]

Il 22 aprile il movimento Extinction Rebellion hanno organizzato un “die in” al Natural History Museum di Londra. È stato una delle azioni di disobbedienza civile, cominciate il 15 aprile, che stanno bloccando vari luoghi della capitale britannica. Un centinaio di persone si sono finte morte nella sala principale del museo che ospita lo scheletro di una balena. Nell’intenzione degli organizzatori la protesta al museo avrebbe dovuto aumentare la consapevolezza dei cittadini riguardo al pericolo di una sesta estinzione di massa. Il movimento Extinction Rebellion è nato nell’aprile 2018 chiedendo al governo britannico di raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di CO2 entro il 2025 [BBC News]

Ma perchè gli scienziati parlano di “sesta estinzione di massa”? Il ritmo di estinzione osservato negli ultimi 200 anni sarebbe 50 volte più elevato di quello che ci si aspetterebbe senza l’interferenza delle attività umane sugli ecosistemi. È questa la stima conservativa pubblicata nel 2015 da un gruppo di ricercatori messicani e statunitensi sulla rivista Science Advances. Oltre all’estinzione c’è poi il fenomeno dell’annientamento biologico, descritto per la prima volta nel 2017 sui Proceedings of the National Academy of Sciences. Si tratta della diminuzione drastica del numero di individui appartenenti a una singola specie che però non si estingue. Questo accade perché gli habitat a loro disposizione si riducono a ritmo estremamente sostenuto e per effetto del cambiamento climatico. Un terzo delle migliaia di specie che hanno perso metà della loro popolazione negli ultimi decenni non è considerato a rischio di estinzione. Tuttavia, alcuni scienziati ritengono che il nostro pianeta sia sull’orlo di una nuova estinzione di massa, ma che questo processo non sia ancora cominciato [The Conversation; James Dyke]


Scienza in parlamento. Nell'immagine: la camera dei deputati nel giorno dell'elezione del Presidente Roberto Fico.


RICERCA E SOCIETÀ
In meno di un anno il database “Request a woman scientist” ha raggiunto le 7 500 iscrizioni da parte di donne provenienti da 133 paesi e attive in 174 aree scientifiche. Ad essere maggiormente rappresentate sono le scienziate che lavorano negli Stati Uniti e quelle attive nell’area delle scienze della vita. Un sondaggio condotto su 1 278 persone iscritte, ha rivelato che l’11% è stato contattato per interviste sui giornali, per parlare in conferenze, per effettuare peer review, per prendere parte a programmi di outreach nelle scuole. La traduzione di questo database in altre lingue e la sua promozione nei Paesi in via di sviluppo può quindi rappresentare uno strumento importante di inclusione delle donne nella ricerca scientifica. In Italia esiste un’iniziativa simile, si tratta del progetto 100 esperte nato nel 2016 e che oggi raggruppa 210 ricercatrici in tre aree disciplinari: STEM, politica internazionale ed economia e finanza [PLOS Biology; Elizabeth A. McCullagh , Katarzyna Nowak, Anne Pogoriler, Jessica L. Metcalf, Maryam Zaringhalam, T. Jane Zelikova]

La disinformazione su temi sanitari di fondamentale importanza è sempre più diffusa, anche grazie alle nuove piattaforme di comunicazione digitale. Le riviste mediche possono avere un ruolo centrale nel cercare di contrastarla. Le pubblicazioni scientifiche di ambito medico hanno già delle pagine dedicate ai pazienti e più in generale al pubblico di non esperti in cui sintetizzano i risultati delle ultime ricerche. Hanno la possibilità di dedicare interi numeri a temi specifici e molte di loro utilizzano in maniera efficace i social media. Per queste ragioni sono in una posizione ideale per contrastare la disinformazione che circola online su argomenti come i vaccini o le terapie “alternative”, in un momento in cui lo scetticismo verso la scienza è accompagnato da un’onda di governi populisti e sovranisti. Tra le azioni da intraprendere ci sarebbero: contenere la diffusione di informazioni false chiedendo, ad esempio, l’intervento dei gestori dei social network; favorire l’aumento dell’alfabetizzazione scientifica e formare opportunamente i medici del futuro. Un’azione globale coordinata garantirebbe il maggior impatto possibile [JAMA; Paul W. Armstrong, C. David Naylor]

Il 17 aprile il Parlamento europeo ha approvato l’accordo provvisorio per il prossimo programma quadro di finanziamento per la ricerca e l’innovazione Horizon Europe. Il budget sarà discusso in autunno. La struttura del programma, costituita da tre filoni principali e un’azione trasversale volta a supportare i Paesi membri a bassa intensità di ricerca e innovazione, è stata confermata. È stato inoltre stabilito un meccanismo per colmare il divario tra gli stipendi dei ricercatori che ottengono un finanziamento dalla Commissione europea nei Paesi meno avanzati rispetto ai loro colleghi dei Paesi più avanzati. L’accordo contiene la raccomandazione di predisporre nuove misure di impatto che vadano oltre quella puramente bibliometrica. Tra i dettagli che restano da definire ci sono le regole dei grant agreement su cui i ricercatori si batteranno per ottenere una sostanziale semplificazione [European University Association]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
È la scienza che tiene insieme l’Europa. Luca Carra recensisce l’ultimo volume dell’opera “La scienza e l’Europa” di Pietro Greco, dedicato al dopoguerra, quando il nostro continente cede la supremazia scientifica, politica ed economica agli Stati Uniti. Oggi la nuova competizione, che si gioca principalmente nel campo dell’intelligenza artificiale e delle scienze della vita, si fa sempre più serrata fra USA e Cina, con l’Europa nel ruolo di comprimario: ma è questa la fine della storia? [Scienza in rete; Luca Carra]

Lo strascico di Omega Centauri. L’incredibile quantità di dati raccolta dalla missione Gaia dell’ESA e la loro straordinaria precisione hanno permesso di aggiungere un nuovo importantissimo tassello allo scenario che vede protagonista l’ammasso globulare Omega Centauri. Una nuova analisi ha infatti individuato la presenza di una coda mareale di stelle strappate dalla Via Lattea a Omega Centauri. La scoperta supporterebbe l’ipotesi che questo ammasso sia ciò che rimane di una galassia nana fagocitata dalla Via Lattea. Claudio Elidoro intervista Michele Bellazzini dell’osservatorio INAF di Bologna e uno degli autori dello studio pubblicato la scorsa settimana su Nature Astronomy [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

Il libro di Peter Gøtzsche e alcune riflessioni sulla Cochrane Collaboration. Eugenio Paci propone le sue riflessioni nate dalla lettura del libro di Peter Gøtzsche “Death of a whistleblower and Cochrane’s moral collapse”. Nel volume Gøtzsche, medico e ricercatore danese tra i fondatori della Cochrane Collaboration, ripercorre le vicende che hanno portato alla sua espulsione dalla collaborazione a settembre scorso [Scienza in rete; Eugenio Paci]

Nutrizione sostenibile per la salute dell’uomo e del pianeta. Parlare di nutrizione significa parlare di salute, non solo per la nostra specie ma anche per il pianeta. Come si relazionano i due aspetti? E soprattutto, cosa ci dice la ricerca e in che direzione sta andando? Il capitolo dedicato alla nutrizione del Libro Bianco del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica approfondisce questi temi, facendo il punto su sostenibilità nutrizionale e salute [Scienza in rete; Mauro Serafini, Daniele Del Rio, Maurizio Battino]

IN BREVE
Messo a punto un sistema di intelligenza artificiale in grado di trasformare i segnali cerebrali in frasi di facile comprensione pronunciate da un sintetizzatore vocale. Per farlo il sistema determina i movimenti di lingua, labbra, mandibola e laringe a partire dall’attività neurologica e poi li trasforma in suoni. In futuro potrebbe aiutare coloro che hanno perso la capacità di parlare [Nature]

Un vaccino molto promettente contro la malaria sarà testato in uno studio clinico che comincerà nel 2020 sull’isola di Bioko nella Guinea Equatoriale e coinvolgerà 2 100 persone tra i 2 e i 50 anni [Nature]

Per la prima volta un distributore farmaceutico, Rochester Drug Cooperative, è accusato di crimini simili allo spaccio di droga nell’ambito dell’epidemia del consumo di oppioidi in corso negli Stati Uniti [The New York Times]

Un tremore della superficie di Marte è stato rivelato dalla sonda della NASA InSight. La scossa è stata piuttosto leggera, con una magnitudo 2,5 sulla scala Richter, ed è durata 15 minuti. Se i ricercatori escludessero che si tratta dell’effetto dell’impatto di un meteorite, questo sarebbe il primo terremoto osservato sul pianeta rosso e potrebbe fornire informazioni importanti sulla sua struttura interna [The Atlantic]

Combinando chemioterapia a basso dosaggio e terapia genica un gruppo internazionale di ricercatori è stato in grado di ripristinare le funzioni immunitarie in un bambino affetto dall’agammaglobulinemia autosomica recessiva, una malattia che costringe all’isolamento totale per evitare di contrarre infezioni mortali [The Scientist]

Le notizie di scienza della settimana #97

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 17 aprile 2019]

Il consorzio Cancer Dependency Map ha prodotto una mappa delle vulnerabilità genomiche di 30 diversi tipi di tumori, identificando i geni responsabili della vitalità delle cellule tumorali e dunque nuovi possibili bersagli farmacologici. Lo studio è stato pubblicato mercoledì scorso in due articoli sulla rivista Nature. Per ottenere questa mappa i ricercatori hanno utilizzato la tecnica di editing genomico CRISPR, impiegando 100 000 molecole guida per poter disattivare a uno a uno tutti i geni presenti nei modelli in vitro di cancro. Alla ricerca hanno preso parte anche due scienziati italiani, Francesco Iorio e Gabriele Picco. Credit: Wellcome Sanger Institute, Genome Research Limited.

SPAZIO
Gli effetti di un anno nello spazio misurati su una coppia di gemelli. Sono stati pubblicati i risultati di uno studio che ha monitorato lo stato di salute di Scott Kelly, astronauta della NASA che ha trascorso 340 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e del suo gemello Mark Kelly rimasto sulla Terra. Gli effetti dell’ambiente di microgravità e la maggiore esposizione alle radiazioni ionizzanti includono instabilità cromosomica, alterazione del collagene, cambiamenti cardiovascolari e del microbioma intestinale [Science; Markus Löbrich, Penny A. Jeggo]

L’impossibile e splendida immagine di un buco nero. Potrà sembrare azzardato, ma la data del 10 aprile 2019 ha tutte le carte in regola per essere considerata una data cruciale per l’astronomia, una data destinata a trovare il massimo risalto nei libri che si occupano di storia della scienza. Per la prima volta, infatti, è stata resa pubblica l’immagine ottenuta elaborando i dati radio raccolti negli immediati paraggi di un buco nero [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

Israele vuole diventare il quarto Paese a inviare una sonda sulla superficie della Luna. Sabato scorso la sonda Beresheet si è schiantata nel tentativo di atterrare sul terreno del nostro satellite, ma gli israeliani intendono completare la missione e pianificano un secondo lancio [Ars Technica; Eric Berger]

EPIDEMIE
Obbligo di vaccinarsi a Williamsburg, Brooklyn, per contenere l’epidemia di morbillo. Martedì scorso il sindaco di New York De Blasio ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria a Williamsburg, Brooklyn. L’emergenza impone agli individui non vaccinati contro il morbillo di ricevere la vaccinazione. Chi rifiuterà di vaccinare i propri figli riceverà una multa fino a 1 000 dollari. È l’ultima misura per cercare di contenere la diffusione della malattia che, dallo scorso autunno, ha riguardato 285 casi confermati di cui 21 hanno avuto bisogno del ricovero in ospedale e 5 sono finiti in terapia intensiva [The New York Times; Tyler Pager, Jeffery C. Mays]

Cinque mamme fanno causa all’amministrazione della città di New York per bloccare l’obbligo vaccinale. Secondo le donne che hanno intrapreso l’azione legale, l’epidemia di morbillo in corso non costituisce un pericolo tale da giustificare la decisione del sindaco. Inoltre, sostengono che questa violi la loro libertà religiosa e che il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia non sia sicuro per la salute dei loro figli. La causa è l’ultimo esempio di come i genitori antivaccinisti stiano sabotando i tentativi delle autorità sanitarie statunitensi di contenere la peggiore epidemia di morbillo scoppiata nel Paese dal 2000: a oggi i casi confermati sono 555 [Ars Technica; Beth Mole]

Ebola si diffonde a velocità aumentata nella Repubblica Democratica del Congo, ma venerdì l’OMS ha deciso di non classificare l’epidemia come un’emergenza di portata mondiale per la sanità pubblica. A oggi i casi confermati dal 1° agosto 2018 sono 1 200 e i morti oltre 700. L’epidemia che colpì l’Africa occidentale nel 2014 venne riconosciuta come emergenza mondiale dall’OMS ad agosto quando i casi sospetti erano 1 700. Tuttavia, allora non esisteva il vaccino, di cui a oggi sono state somministrate oltre 98 mila dosi [CNN; Susan Scutti]

RICERCA E SOCIETÀ

L’università di Boston licenzia il geologo David Marchant, accusato di molestie sessuali durante una spedizione in Antartide. I fatti risalgono alla fine degli anni ’90 ma le denunce sono arrivate nel 2016 da parte di due donne, Jane Willenbring, ora ricercatrice all’Università di San Diego, e Debora Doe, che a causa di Marchant abbandonò l’università. Marchant, che si è sempre dichiarato innocente, promette di fare causa all’università [Science; Meredith Wadman]

Cosa succede quando “il genio solitario” è una donna? La foto di Katie Bouman con le mani a coprire la bocca mentre guarda la prima ricostruzione dell’immagine del buco nero sullo schermo del suo computer portatile ha giustamente fatto il giro del web. Nessuno, né Bouman né gli altri quasi 200 scienziati della collaborazione Event Horizon Telescope, ha mai inteso dire che lei fosse l’unica autrice della scoperta. Eppure la giovane ricercatrice ha subito attacchi sessisti. Su Twitter e YouTube gruppi di troll hanno cominciato a mettere in dubbio il suo contributo, sostenendo che l’autore principale dell’algoritmo che ha combinato i dati di 8 radiotelescopi per ottenere la foto del buco nero, fosse in realtà il collega ricercatore Andrew Chael. Questa è l’ennesima dimostrazione della discriminazione che subiscono le donne nella scienza [Vox; Brian Resnick]

Il Congresso USA discute l’Algorithmic Accountability Act, per proteggere i cittadini dai bias e dalle discriminazioni dei sistemi di intelligenza artificiale. Dopo mesi di discussione arriva in aula una proposta di legge per regolare i sistemi di machine learning e gli algoritmi in generale. Le società che li utilizzano sarebbero obbligate a svolgere delle procedure di auditing e intervenire con delle correzioni se necessario. Il ruolo di controllore sarebbe svolto dalla Federal Trade Commission. La proposta arriva dopo le rivelazioni sugli effetti dannosi e discriminatori di numerosi sistemi automatici come lo strumento di recruiting di Amazon che penalizza le donne, le piattaforme di riconoscimento facciale che funzionano peggio per le persone con pelle scura o le inserzioni di Facebook per gli annunci di lavoro o di affitto che discriminano per genere e provenienza geografica [MIT Technology Review; Karen Hao]

Scienza in Parlamento. L’appello, lanciato il 3 aprile da un gruppo di giovani ricercatori e giornalisti scientifici, che chiede l’istituzione di un servizio di consulenza scientifica per il Parlamento italiano ha superato le 4000 firme. Vogliamo raggiungere 5 000 firme entro Pasqua, per questo abbiamo bisogno del vostro sostegno. Firmate e fate firmare la petizione su change.org [Scienza in Parlamento]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
Fine vita: una questione di metodo. «L’etica, come la scienza, parte da problemi, avanza soluzioni, e queste – come nel caso scientifico – devono essere giustificate». La Federazione Italiana di Scienze della Vita interviene sugli aspetti etici del dibattito legislativo in corso sul fine vita. Nell’ottobre del 2018 la Corte Costituzionale ha infatti rimandato al 24 settembre del 2019 la trattazione delle questioni di costituzionalità dell’articolo 580 del codice penale (il reato di istigazione al suicidio), all’interno del processo contro Marco Cappato per il suicidio assistito di Fabiano Antoniani nel febbraio 2017 [Scienza in rete; Federazione Italiana di Scienze della Vita]

CRISPR, più ricerca e meno moratorie. Può essere considerato moralmente lecito fare un esperimento su embrioni umani, introducendo modifiche anche nella linea germinale? Come si inquadra il fatto che He Jiankui non sia stato preciso nell’uso del sistema enzimatico di taglio, modifica e rammendo del DNA? Ha senso una moratoria volontaristica lanciata da alcune delle migliori teste della biomedicina occidentale, ma criticata sempre da alcune delle migliori teste della biomedicina occidentali? Il commento di Gilberto Corbellini che fa seguito agli articoli precedenti sullo stesso tema di Ernesto Carafoli, Enrico Bucci, e di Giuseppe Remuzzi [Scienza in rete; Luca Gilberto Corbellini]

IUPAC, la scienza oltre i sovranismi. Dal 5 al 12 luglio 2019 a Parigi sono in programma l’Assemblea Generale il 47° Congresso Mondiale di Chimica della IUPAC. I due eventi sono rivolti in primo luogo ai chimici di tutte le Nazioni ma sono destinati a suscitare un interesse più generale per le ripercussioni che i temi trattati potranno avere in campo socio-economico. Quest’anno ricorre il centenario IUPAC, un’associazione nata da una serie di iniziative per porre le basi di un sistema di nomenclatura in chimica organica [Scienza in rete; Marco Taddia]

IN BREVE
Un incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di lunedì ha devastato la cattedrale gotica di Notre Dame de Paris. Nel 2015 Andrew J. Tallon, storico dell’architettura, aveva realizzato una immagine digitale estremamente dettagliata dell’edificio utilizzando la tecnica della scansione laser. Questa mappa sarà cruciale per i lavori di ricostruzione [National Geographic]

I resti di una specie di ominini finora sconosciuta sono stati ritrovati in una grotta nelle Filippine. La specie, chiamata Homo luzonensis, avrebbe vissuto 50 000 fa. La scoperta riapre il dibattito sull’epoca in cui i primi antenati degli esseri umani hanno lasciato l’Africa [Nature]

Un gruppo di ricercatori della Tel Aviv University ha utilizzato la tecnica della stampa 3D per realizzare un cuore impiegando i materiali biologici prelavati da un paziente. Il cuore, della taglia di quello di un coniglio, è completo di tutti i vasi sanguigni [EurekAlert!]

Le notizie di scienza della settimana #96

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 10 aprile 2019]

La collaborazione Event Horizone Telescope ha presentato oggi la prima immagine di un buco nero super massivo grazie alle osservazioni effettuate da una rete di otto telescopi posizionati sulla superficie terrestre. Il buco nero si trova al centro della galassia M87, appartenente al cluster di galassie chiamato Virgo e distante dalla Terra 55 milioni di anni luce. L’anello chiaro nell’immagine è dovuto all’effetto di curvatura della luce causato dall’intenso campo gravitazionale presente intorno al buco nero. Le caratteristiche dell’anello hanno permesso di stimare che la massa del buco nero è pari a 6,5 miliardi di volte quella del Sole. Si tratta della prima immagine diretta di questi oggetti fisici previsti dalla teoria della relatività generale di Einstein. La scoperta è documentata in una serie di articoli pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal Letters. Nei prossimi giorni l’eccezionale risultato verrà commentato su Scienza in rete da Claudio Elidoro. Credit: Event Horizon Telescope.

LA SCATOLA NERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La sicurezza degli aerei moderni è affidata a decine di milioni di righe di codice e nessuno sa in quanti modi potrebbero non funzionare. I piloti del Boeing 737 Max della Ethiopian Airlines, precipitato il 10 marzo scorso sei minuti dopo il decollo, hanno seguito tutte le indicazioni di Boeing, ma non è stato sufficiente per evitare il disastro. È quanto emerge dal rapporto pubblicato pochi giorni dal ministro dei trasporti etiope. La causa dell’incidente sarebbe dunque uno scenario di malfunzionamento di uno dei sistemi di controllo automatici dell’aereo che i tecnici della Boeing non avevano considerato. Il rilascio dei certificati di sicurezza è sempre più nelle mani dei produttori e meno in quelle dei regolatori perché la complessità di questi sistemi non è comprensibile per chi non ne ha seguito da vicino lo sviluppo e i test [One Zero Medium; Jeff Wise]

Molti algoritmi di supporto alla decisione medica sono delle scatole nere il cui comportamento evolve quando vengono aggiornati i dati su cui sono allenati: è necessario rivedere le procedure di validazione e regolamentazione. Una rete neurale profonda capace di identificare i tumori della pelle analizzando solamente le immagini delle lesioni cutanee; un software che stabilisce se un paziente che ha subito un trauma rischia un’emorragia. Questi sono alcuni degli algoritmi che promettono di rivoluzionare la pratica medica. Molti di questi non offrono spiegazioni per le loro decisioni (non sono interpretabili) e di conseguenza non aumentano la comprensione di certe patologie. Eppure, possono salvare la vita dei pazienti. Per regolarne l’utilizzo occorre immaginare un sistema di validazione e controllo continuo nel tempo. Diversamente da quanto accade per i farmaci, che vengono approvati e utilizzati per decenni nella stessa formulazione, gli algoritmi cambiano man mano che la base dati su cui si allenano si modifica e dunque è fondamentale monitorarne il comportamento nel tempo [Science Translational Medicine; W. Nicholson Price]

Tuttavia, l’utilizzo di algoritmi non interpretabili può essere la migliore opzione in diversi contesti e può anche aiutare ispirare nuove scoperte. È la posizione di sostiene Elizabeth A. Holm, professoressa di scienze dei materiali e ingegneria alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh in un editoriale sulla rivista Science. Holm propone tre circostanze in cui l’utilizzo di algoritmi non interpretabili, o black box algorithm, può produrre risultati positivi. Primo: quando il costo di una risposta sbagliata è molto inferiore rispetto al guadagno che proviene da una risposta giusta, come nel caso delle inserzioni pubblicitarie personalizzate. Secondo: quando gli algoritmi sono il metodo più efficienti, come nel caso dell’analisi delle immagini mammografiche per individuare la presenza di un cancro della mammella (il costo di una risposta sbagliata può essere elevato in questo caso, dunque l’opportunità di utilizzare questi sistemi senza supervisione umana va valutato di volta in volta). Terzo: l’impiego di un algoritmo non interpretabile può indicare delle relazioni che prima non erano mai state considerate, come nel caso di uno studio che ha impiegato un sistema di deep learning per diagnosticare la retinopatia diabetica, individuando a sorpresa una serie di altri fattori di rischio concorrenti come il sesso e l’età. [Science; Elizabeth A. Holm]

CITTÀ A BASSE EMISSIONI
Da lunedì è attiva a Londra la Ultra Low Emissions Zone (Ulez): dovrebbe ridurre le emissioni dovute al trasporto su ruota del 45%. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha svelato i risultati di una nuova ricerca che mostra che ogni anno 1000 persone vengono ricoverate per episodi di asma dovuti all’inquinamento nella capitale britannica. Per transitare all’interno della Ulez gli automobilisti che guidano veicoli Diesel precedenti all’Euro 6 o veicoli a benzina più vecchi di 14 anni, dovranno pagare 12,50 sterline. Secondo i piani dell’amministrazione la Ulez verrà estesa fino alle North and South Circular Roads coinvolgendo circa 640 000 veicoli [The Guardian; Gwyn Topham]

Barcellona vuole diventare la prima città senza automobili. L’urbanista Salvador Rueda ha proposto di organizzare la città in una serie di “super-isolati” all’interno dei quali lo spazio sia quasi del tutto dedicato ai pedoni e destinato a diverse attività pubbliche. La connessione tra i super-isolati sarebbe garantita da mezzi pubblici. A nessun verrebbe vietato di possedere un’automobile o di utilizzarla, ma i cittadini di questa Barcellona del futuro ne sentirebbero raramente il bisogno. Rueda ha oggi l’appoggio della amministrazione cittadina e ha già realizzato un prototipo di super-isolato nell’area intorno al mercato Sant Antoni, nella parte sudoccidentale della città [Vox; David Roberts]

Copenaghen punta a diventare a neutralizzare le sue emissioni di gas serra entro il 2025, ma deve confrontarsi con le resistenze del governo nazionale. Per raggiungere l’obiettivo, la capitale danese intende intervenire su tre fronti: la mobilità, le sorgenti di energia utilizzate per riscaldare le case e il trattamento dei rifiuti. Sul primo fronte già molto è stato fatto, aumentando le corsie delle piste ciclabili e inaugurando una nuova linea di metropolitana che renderà inferiore a 650 metri la distanza della maggior parte dei residenti dalla stazione più vicina. Ma il governo centrale, per compiacere i danesi che vivono fuori dalle grandi città, ha ridotto le tasse di immatricolazioni delle automobili. Per quanto riguarda il riscaldamento: è stato costruito un inceneritore di nuova generazione che produce energia utilizzata per riscaldare le case. Infine, l’amministrazione ha investito pesantemente sull’eolico che dovrebbe produrre energia rinnovabile per bilanciare le emissioni di gas serra [The New York Times; Somini Sengupta]

RICERCA E SOCIETÀ
La Federal Trade Commission vince una causa da 50 milioni di dollari contro la casa editrice predatoria Omics International. L’annuncio è arrivato mercoledì scorso dalla FTC. La vittoria è stata accompagnata da una sentenza del giudice federale del Nevada che ordina alla compagnia, basata a Hyderbad in India, di interrompere le sue attività ingannevoli, come quella di non rendere note le commissioni richieste per la pubblicazione degli articoli, illudere gli autori riguardo l’importanza delle riviste pubblicate e millantare la partecipazione di scienziati autorevoli come speaker in conferenze per vendere i biglietti a peso d’oro [The New York Times; Gina Kolata]

Cosa può ancora dirci la statistica sul mondo che ci circonda? Qualche settimana fa un gruppo di autorevoli scienziati ha chiesto di abbandonare il concetto di statisticamente significativo, diffusamente utilizzato per stabilire la robustezza di un risultato sperimentale. David Spiegelhalter, professore per il Public understanding of risk presso il laboratorio di statistica dell’università di Cambridge e autore del nuovo libro “The Art of Statistics: Learning from Data”, racconta quanto sia ancora importante la statistica e come utilizzarla nel mondo della post-verità [The Guardian; David Spiegelhalter, Nicola Davis, Ian Sample]

Cresce in Italia il movimento Fridays For Future e il 12 aprile organizza una conferenza scientifica a Milano. Il 12 aprile interverranno al Politecnico di Milano quattro scienziati del clima: Antonello Pasini, Stefano Caserini, Mario Salomone e Luca Ruggeri. L’incontro precederà l’assemblea costituente di Fridays for Future Italia, che organizzerà uno sciopero tutto italiano il 19 aprile a Roma a cui parteciperà anche Greta Thurnberg, la ragazza svedese di 16 anni che ha dato il via al movimento [Fridays For Future Italia]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
Scienza in Parlamento. L’appello, lanciato una settimana fa da un gruppo di giovani ricercatori e giornalisti scientifici, che chiede l’istituzione di un servizio di consulenza scientifica per il Parlamento italiano ha superato le 3500 firme. Vogliamo raggiungere 10 000 firme, per questo abbiamo bisogno del vostro sostegno. Firmate e fate firmare la petizione su change.org [Scienza in Parlamento]

Dall’ossitocina alle gemelline cinesi. Enrico Bucci ed Enrnesto Carafoli riflettono sulle implicazioni etiche dell’esperimento di gene editing che ha portato alla nascita delle due gemelle cinesi Lulu e Nana. In un esperimento del 2016 effettuato sui topi, è stato dimostrato infatti che l’intervento sul gene CCR5, lo stesso coinvolto nel caso delle gemelle, avrebbe effetti anche sulle capacità cognitive [Scienza in rete; Enrico Bucci, Ernesto Carafoli]

Viaggio intorno al cervello. In vista dell’Euroscience Open Forum del 2020 (ESOF 2020), che verrà ospitato dalla città di Trieste, ripercorriamo la storia della ricerca sulle neuroscienze alla e a cui prenderà parte anche la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), uno degli istituti di ricerca del capoluogo giuliano che prenderà parte a ESOF 2020 [Scienza in rete; Silvia D’Autilia]

Tracce cruciali di un’ecatombe nel Dakota del Nord. Scoperto nel Dakota del Nord un ricco giacimento di fossili che risalgono a 66 milioni di anni fa. Alcune sue particolarità lo rendono unico al mondo e suggeriscono nuovi e importanti indizi sugli eventi che, al termine del Cretaceo, portarono alla scomparsa dei tre quarti delle specie animali e vegetali che popolavano il nostro pianeta. Le vittime più illustri di quell’estinzione di massa furono senza dubbio i grandi sauri: per essi si concludeva in modo drammatico il dominio incontrastato della fauna terrestre che aveva avuto inizio nel Triassico superiore e che si era protratto per oltre 150 milioni di anni [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

IN BREVE
Il governo brasiliano presieduto da Jair Bolsonaro ha congelato il 42% dei fondi destinati al Ministero della Scienza, Tecnologia, Innovazione e Telecomunicazioni, lasciandolo con circa 670 milioni di euro per il resto dell’anno 2019 [Nature]

Il gruppo di esperti governativi sull’utilizzo delle armi autonome letali si è riunito a fine marzo a Ginevra e ha stabilito che non è necessario alcun inquadramento giuridico specifico. Il diritto internazionale umanitario è sufficiente a limitare la diffusione dei cosiddetti killer robots. Le ONG si dichiarano deluse [Le Monde]

Presentato lunedì a Ginevra il progetto dello Science Gateway, uno spazio espositivo e didattico aperto al pubblico di tutte le età. La struttura verrà realizzata dallo studio di Renzo Piano e finanziata per la maggior parte dalla Fiat Chrysler Automobiles Foundation [La Repubblica]

La sonda Hayabusa 2 ha colpito con un secondo proiettile la superficie dell’asteroide Ryugu per raccogliere campioni delle rocce di cui è costituita [Science]

Persino i virus possono infettarsi con altri virus Tre virus minuscoli, appena scoperti, chiamati Larry, Curly e Moe, attaccano virus più grandi. [The Atlantic]

Le notizie di scienza della settimana #95

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 3 aprile 2019]

Un gruppo di giovani ricercatori e giornalisti scientifici lancia l’appello #ScienzaInParlamento – La Scienza al servizio della Democrazia per chiedere che anche il Parlamento italiano si doti di un ufficio di consulenza scientifica e tecnologica. L’idea è quella di una struttura che funzioni da intermediaria tra gli esperti e i politici, per offrire informazioni esaustive, indipendenti e funzionali all’attività legislativa riguardo ai numerosi temi di politica pubblica che hanno un contenuto scientifico e tecnologico. In Europa sono numerosi i Parlamenti che si avvalgono di una struttura di consulenza scientifica e tecnologica per la loro attività. L’esperienza più longeva è quella del Parlamento britannico, che ha istituito un ufficio con queste funzioni nel 1987 e lo ha reso interno e permanente nel 2001. Molto più giovane è l’esperienza spagnola, che nasce poco più di un anno fa su Twitter con l’hashtag #CienciaenelParlamento, lanciato da un gruppo di ricercatori, perché il Congresso istituisse un ufficio di consulenza scientifica e tecnologica. A novembre scorso il primo incontro tra deputati, scienziati e consulenti scientifici e poco dopo l’allocazione di un budget dedicato a questa attività. E in Italia? Un’esperienza c’è stata, ma ha avuto vita breve e la sua attività è stata intermittente. Perché non ripensare a una struttura con maggiore radicamento istituzionale e con uno staff di consulenti scientifici preparati che possa offrire informazione indipendente, di qualità e fruibile da deputati e senatori e offrire in anticipo una prospettiva sulle tecnologie che promettono di cambiare il volto della nostra società? Nell’immagine: la Camera dei deputati in occasione dell’elezione del Presidente Fico il 23 marzo 2018. Credit: Camera dei Deputati / Flickr. Licenza: CC BY-ND 2.0.

ROBOT: RISCHI E OPPORTUNITÀ
Per diventare davvero intelligenti, gli assistenti virtuali devono avere un’esperienza fisica del mondo. È quello pensa Boris Kats, uno dei pionieri dei sistemi di natural language processing. I sistemi di assistenza virtuale sono ormai numerosi, Alexa, Siri, Google Home sono solo alcuni esempi. Il loro funzionamento è basato sulla possibilità di accedere e processare enormi quantità di dati. I progressi fatti finora, grazie allo sviluppo di algoritmi di machine learning sempre più efficienti, sono notevoli, ma queste macchine continuano a mancare del comune buon senso che permette agli esseri umani di scambiarsi idee e informazioni attraverso il linguaggio. Secondo Kats questo tipo di intelligenza non si può sviluppare semplicemente attingendo alla conoscenza scritta, comunque ampia essa sia. Esattamente come succede con i bambini: imparano a parlare grazie agli stimoli tattili, visivi e sonori a cui gli adulti danno un senso grazie a descrizioni dettagliate. La ridondanza di certe esperienze gli permette, alla fine, di comprendere e comunicare. Se, dunque, gli informatici vogliono costruire delle macchine davvero intelligenti devono prima capire qualcosa in più su come si sviluppa l’intelligenza umana studiando i risultati delle psicologia dello sviluppo [MIT Technology Review; Will Knigth]

Yoshua Bengio, uno dei vincitori dell’ultimo premio Turing – il Nobel per l’intelligenza artificiale, si schiera contro l’uso dell’IA in ambito militare, aderendo al bando contro le armi autonome. Non crede tuttavia in scenari apocalittici in cui le macchine si ribellano agli esseri umani «Scenari di questo tipo sono ridicoli, non ha senso proiettare la nostra psicologia sulle macchine». [The New York Times; Dan Bilefsky]

L’importanza dei sexbot per capire il nostro rapporto con l’intelligenza artificiale. Nel suo recente libro “Turned On,” l’informatica e sessuologa Kate Devlin esplora le implicazioni politiche, sociali, etiche e legali della diffusione dei sex robots. Lo studio di queste macchine può insegnarci molto su come è evoluta la nostra intimità, cosa è per noi la solitudine, cosa vuol dire essere umani e come l’intelligenza artificiale sta cambiando tutte queste nozioni [Undark; Mark Wolverton]

DOLORE
I meccanismi biologici responsabili della sensazione di dolore sono diversi tra uomini e donne. Dopo decenni in cui gli scienziati hanno ritenuto che l’esperienza del dolore fosse uguale nei due sessi, si sono accumulate evidenze che negli uomini il canale prevalente di trasmissione della sensazione di dolore sono le cellule del sistema immunitario del sistema nervoso centrale, la microglia, mentre nelle donne sembrano essere i linfociti T a giocare il ruolo principale. Queste conclusioni potrebbero avere delle implicazioni nello sviluppo di farmaci specifici per il trattamento del dolore negli uomini e nelle donne [Nature; Amber Dance]

Una mutazione genetica responsabile dell’altissima soglia del dolore, ma anche del buon umore. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori del King’s College analizzando il DNA di Jo Cameron, una donna inglese di 71 anni che, dopo aver subito un intervento alle mani estremamente doloroso, è riuscita a gestire il periodo post-operatorio con sole due pasticche di paracetamolo. La mutazione potrebbe essere responsabile anche del suo stato d’animo sempre positivo e della sua inclinazione a dimenticare le cose. La scoperta potrebbe inoltre offrire un possibile target per nuovi trattamenti farmacologici del dolore cronico [The Guardian; Ian Sample]

RICERCA E SOCIETÀ
Un accordo dell’ultimo minuto assicura che l’Unione Europea finanzierà il reattore a fusione nucleare Joined European Torus (JET), situato vicino Oxford. Si tratta di 100 milioni di euro che garantiranno il funzionamento della struttura nel 2019 e nel 2020. La notizia è stata accolta positivamente anche dai ricercatori del progetto International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER). Fino al 2025, infatti, il JET sarà il più grade reattore a fusione nel mondo e rivestito dello stesso materiale che sarà impiegato da ITER e dunque un banco di prova fondamentale [Science; Daniel Clery]

La Finlandia punta a insegnare a tutti i suoi cittadini i fondamentali della programmazione. Per ora l’esperimento riguarda solo 55 000 persone che hanno partecipato a un corso online progettato dall’informatico Teemu Roos dell’Università di Helsinki. Si tratta di uno degli elementi della strategia con cui la Finlandia vuole diventare un Paese leader nello sviluppo e utilizzo di questa tecnologia. La speranza è che aiuti anche a formare cittadini più consapevoli [Politico, Janosch Delcker]

In un articolo recentemente pubblicato su PNAS, autorevoli scienziati e filosofi italiani affermano che la scienza ha bisogno della filosofia. Tra gli autori dell’articolo ci sono il fisico Carlo Rovelli, l’immunologo Alberto Mantovani e il filosofo della scienza Giovanni Boniolo. In un dialogo con la giornalista Rossella Panarese, i tre studiosi spiegano le loro ragioni e mostrano come la filosofia può essere fondamentale anche per guidare l’evoluzione del metodo scientifico [Il Tascabile; Rossella Panarese]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
Il futuro incerto della salute. Recensione di “La salute (non) è in vendita” di Giuseppe Remuzzi, direttore dell’istituto Mario Negri, e di “La battaglia per la salute” di Walter Ricciardi, già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità [Scienza in rete; Marco Geddes da Filicaia]

Bennu, l’asteroide inaspettato. Nuovi risultati sull’asteroide Bennu, dallo scorso dicembre esaminato e studiato da vicino dalla sonda OSIRIS-REx della NASA [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

La ricerca scientifica in Italia per una società sostenibile e sicura. Il Libro bianco redatto dal Gruppo 2003 affronta il tema della sicurezza dei cittadini facendo valere le ragioni della ricerca scientifica. Dai farmaci alla sanità digitale, dall’ambiente all’alimentazione, con due capitoli dedicati a ricerca e innovazione in Italia e in Europa: ecco una sintesi del libro e le video-interviste agli autori [Scienza in rete; Silvia Bandelloni, Giuseppe Nucera]

IN BREVE
In Gran Bretagna più di un milione di persone senza figli e sopra i 65 anni corre il rischio di isolarsi, sviluppare problemi di salute e non riuscire ad accedere alle cure del sistema sanitario [The Guardian]

Interrotto un importante studio clinico su un farmaco contro l’Alzheimer perché incapace di rallentare il declino cognitivo come atteso [The Wall Street Journal]

I resti fossili ritrovati nel sito di Tanis in North Dakota potrebbero proverebbero gli effetti dell’asteroide che colpì la Terra 66 milioni di anni segnando la fine dei dinosauri [The New York Times]

La propaganda anti vaccinista corre sui social network anche in Francia: l’inchiesta di Le Monde [Le Monde]

In Antartide il progetto Beyond EPICA raggiungerà una profondità di 2,75 chilometri per estrarre ghiaccio risalente a 1,5 milioni di anni fa e ottenere informazioni fondamentali sul clima di allora [Nature]

Nel suo rapporto, la World Meteorological Organization afferma che l’intensità degli impatti fisici e finanziari del riscaldamento globale sta accelerando [BBC]

Parte l’appello Scienza in Parlamento

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 2 aprile 2019]

Come portare la Scienza in Parlamento

Un gruppo di giovani ricercatori e giornalisti scientifici lancia oggi l’appello #ScienzaInParlamento – La Scienza al servizio della Democrazia, per chiedere la costituzione di un ufficio di consulenza scientifica a supporto dell’attività legislativa del nostro Paese. L’iniziativa è già stata sottoscritta da personalità di peso del mondo della ricerca che condividono l’importanza di mettere a disposizione dei deputati e dei senatori le migliori conoscenze esistenti su alcuni temi di natura` scientifica e tecnologica che sono fondamentali per il futuro del nostro Paese e dell’Europa. È cruciale però che queste conoscenze siano trasmesse in modo funzionale, fruibile e al momento giusto cosicché i politici possano trarne beneficio. Per questo la proposta è quella di costituire una struttura che faccia da intermediaria tra gli esperti e i parlamentari, rimanendo dunque indipendente e traducendo il linguaggio, spesso troppo tecnico, della scienza. Soprattutto, deve essere in grado di restituire la complessità di alcune questioni per permettere ai nostri rappresentanti di prendere decisioni informate ed equilibrate.

Continua a leggere Parte l’appello Scienza in Parlamento

Le notizie di scienza della settimana #94

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 26 marzo 2019]

L’esperimento LHCb del CERN di Ginevra ha rilevato un’asimmetria nei processi di decadimento di due mesoni, chiamati D0 e anti-D0, il primo contenente un quark charm e il secondo contenente un anti-quark charm. Materia e antimateria si comportano dunque diversamente anche nel caso di questo quark (risultati analoghi erano già stati osservati per i quark strange e bottom). La misurazione era stata già tentata da altri esperimenti in passato che però non avevano statistica sufficiente a raggiungere conclusioni robuste. Grazie alla grande quantità di dati accumulata dall’LHC dal 2011 al 2018, gli scienziati sono stati in grado di osservare l’effetto. Il meccanismo, previsto dal Modello standard delle particelle, contribuirebbe a spiegare lo squilibrio tra la quantità di materia e antimateria presenti nell’Universo. Nell’immagine: l’esperimento LHCb nel settembre del 2008. Credit: CERN / Peter Ginter. Licenza: Terms of use for CERN audiovisual media.

STATISTICAMENTE SIGNIFICATIVO: UN CONCETTO DA ABBANDONARE
L’American Statistical Association ha dedicato l’ultimo numero della sua rivista, The American Statistician, a una revisione critica del concetto di “significatività statistica” misurata con il cosiddetto p-value. La pubblicazione è l’ultimo atto di un processo cominciato nel 2016, quando l’associazione aveva formulato delle linee guida sugli errori più frequenti commessi dagli scienziati, in buona o cattiva fede, nell’utilizzare il p-value come misura della robustezza statistica dei loro risultati. L’ASA chiede agli scienziati di ragionare caso per caso, piuttosto che applicare metodi standard [Undark Magazine; Dalmeet Singh Chawla]

Gli fa eco sulle pagine di Nature un manifesto proposto da tre scienziati e firmato da oltre 800 altri ricercatori che chiedono di abbandonare la dicotomia stabilita dal p-value. I tre scienziati chiedono a tutte le comunità scientifiche che adottano metodi di analisi statistica di accettare l’incertezza dei loro risultati e discuterla nei loro articoli, piuttosto che limitarsi a categorizzarli come statisticamente significativi o non significativi a seconda che il loro p-value sia inferiore o superiore a un certo valore di soglia (il 5% in alcune aree, lo 0,5% in altre). Gli intervalli di confidenza dovrebbero essere chiamati intervalli di compatibilità, poiché anche i valori fuori da questi intervalli sono compatibili, anche se in grado minore, con i dati sperimentali. I ricercatori dovrebbero discutere le implicazioni dei diversi valori all’interno dell’intervallo, in particolare di quello centrale, poiché quello con maggiore grado di compatibilità con i dati. Inoltre, ricordano che la determinazione stessa dell’intervallo dipende dalle ipotesi che facciamo sui dati e che dunque sarebbe saggio considerarne più di una e discutere i risultati alternativi. Infine, le riviste dovrebbero smettere di basare sul p-value la decisione di pubblicare o meno un certo studio. [Nature; Valentin Amrhein, Sander Greenland, Blake McShane]

L’abbandono del p-value come misura della robustezza di uno studio scientifico implica accettare che la scienza non dà certezze. Parlare il linguaggio delle possibilità e delle probabilità renderà gli scienziati più o meno credibili per il pubblico e per i politici? Di certo, chiarire in anticipo il contenuto di incertezza di una conclusione scientifica proteggerà i ricercatori dalla sfiducia generata da una previsione clamorosamente sbagliata. Occorre “solo” trovare il linguaggio giusto [The Guardian Editorial]

DEPRESSIONE
Il 5 marzo la Food and Drug Administration statunitense ha autorizzato l’utilizzo di un farmaco simile alla ketamina per curare velocemente la depressione, ma gli esperti hanno dei dubbi. Gli studi clinici che hanno consentito l’approvazione sono stati meno approfonditi del solito, in più il farmaco brevettato, lo Spravato, non contiene esattamente la molecola contenuta nella ketamina. Non sono poi noti gli effetti al lungo termine dell’utilizzo di questi farmaci e molti temono che chi li utilizzerà svilupperà rapidamente una forte dipendenza. Infine, c’è il rischio che si sviluppi un mercato nero a cui ci si potrà rivolgere per reperire la medicina senza consulto medico. Nel Regno Unito già si discute di istituire un registro nazionale per monitorare con estrema attenzione i consumi individuali. È stato stimato che i ricavi della vendita dello Spravato raggiungeranno i 700 milioni di euro entro il 2022 [The Guardian; David Cox]

Martedì scorso sempre la FDA ha approvato l’utilizzo di un farmaco chiamato brexanolone per la cura per la depressione post partum, ma è molto costoso e deve essere somministrato in ospedale. Circa una mamma ogni sette soffre di depressione post partum, una condizione più grave e persistente del cosiddetto baby blues e che può renderla incapace di prendersi cura di se stessa e quindi del proprio bambino. Il farmaco approvato dall’FDA, con il nome commerciale di Zulresso, è il primo nel suo genere. Il costo per le pazienti senza assicurazione sarà di 34 000 dollari e per essere assunto richiede 60 ore di infusione sotto supervisione di medica. Gli effetti collaterali sono svariati, tra cui il rischio di svenire e la conseguente necessità di essere costantemente assistite quando ci si prende cura del bambino. Tuttavia, il medicinale potrebbe cambiare radicalmente le condizioni di vita alle donne con questa condizione invalidante [Vox; Julia Belluz]

Ansia e depressione potrebbero influire negativamente sul percorso scolastico, causando un maggior numero di assenze ingiustificate. È quanto ha concluso uno studio condotto dai ricercatori dell’Exeter Medical School e pubblicato sulla rivista Child and Adolescent Mental Health. Gli scienziati hanno realizzato una meta analisi di otto studi precedenti che hanno coinvolto 26 000 studenti in Europa, Nordamerica e Asia di età compresa tra 6 e 21 anni [Reuters; Lisa Rapaport]

RICERCA E SOCIETÀ
Ricerca e innovazione: il Gruppo 2003 discute l’origine della crisi italiana. Il finanziamento alla ricerca pubblica è diminuito del 21% tra il 2007 e il 2016, quello all’università del 14% tra il 2008 e il 2014 per un totale di circa 2 miliardi di euro. Il nostro tessuto produttivo non ha cambiato la sua vocazione e più di 11 000 giovani studiosi hanno deciso di emigrare dall’Italia negli ultimi 10 anni. Potrebbe essere questo uno dei determinanti più forti della crisi economica. Questi alcuni dei contenuti del Libro bianco presentato dal Gruppo 2003 in occasione del suo convegno annuale, lo scorso 20 marzo a Roma. Qui la registrazione video dell’evento [Il Sole 24 Ore]

Dopo quattro anni e più di 50 studi pubblicati, il progetto Lifepath si avvia alla conclusione con un meeting finale che si tiene a Ginevra il 26 e 27 marzo. Lifepath ha portato a un importante avanzamento delle conoscenze della biologia dello svantaggio socioeconomico, chiarendo i meccanismi molecolari attraverso cui la posizione sociale si “incorpora” negli individui contribuendo a determinare un peggiore stato di salute dei “poveri” rispetto ai “ricchi”, definiti per condizioni di residenza, istruzione, reddito, posizione lavorativa. Gli studi condotti da Lifepath sono riusciti anche a misurare per la prima volta quanto incide la posizione socioeconomica per sé sulla salute rispetto agli altri riconosciuti fattori di rischio, come fumo, dieta, esercizio fisico, alcol, ecc. [Lifepath Project]

Le email hanno reso la vita dei ricercatori più semplice o invece hanno distrutto la loro capacità di pensare e concentrarsi? Donald Knuth, uno degli informatici più famosi del mondo, non fornisce un indirizzo email sulla sua pagina personale dell’Università di Stanford. Per comunicare con lui occorre inviare una lettera, che il suo assistente raccoglierà per lui. Knuth dedica un giorno ogni 3 mesi ad aprire la posta arretrata. La sua decisione è giustificata dalla necessità di riuscire a concentrarsi per un lasso di tempo sufficientemente lungo. La ricezione continua di messaggi elettronici ha radicalmente cambiato il lavoro dei ricercatori, probabilmente in peggio. Se all’inizio ha permesso di restare in contatto con collaboratori lontani, oggi è uno strumento di tortura, in parte dovuto al carico crescente di lavoro amministrativo che viene chiesto a ricercatori e professori universitari. Ma il lavoro del ricercatore richiede concentrazione profonda. E allora l’accademia potrebbe includere nella sua missione sociale quella di proteggere la concentrazione, offrendo l’ultima zona di disconnessione prima dell’inizio dell’attività professionale [The Chronicle Review; Cal Newport]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
TAV Torino-Lione: analisi costi-benefici a confronto. L’analisi costi-benefici della TAV è stata resa nota a metà febbraio 2019. I risultati dell’analisi vedono un saldo negativo tra benefici e costi sull’ordine di 7-8 miliardi di euro di valore attuale netto del progetto, che risulta quindi largamente svantaggioso per la collettività internazionale e, di riflesso, per quella italiana. Fabio Pasquali, segretario della delegazione italiana della CIG – Commissione intergovernativa per la TAV, ripercorre il processo seguito nelle due analisi (2011 e del 2019), per fornire a chi legge strumenti per quanto possibile neutrali per farsi una propria idea sul progetto e sulla sua valutazione [Scienza in rete; Fabio Pasquali]

Diminuisce la mortalità per tumore in Europa. Secondo uno studio pubblicato su Annals of Oncology e supportato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), nel 2019 i tassi di mortalità per tumore, e in particolare per il tumore della mammella (grazie a programmi di screening, diagnosi precoce e miglioramenti nel trattamento e nella gestione della malattia), continueranno a diminuire nell’Unione Europea con l’eccezione di alcuni Paesi dell’Europa centrale, fra i quali la Polonia [Scienza in rete; Carlo La Vecchia]

L’erosione culturale in scimmie e altri animali. Anche altre specie, oltre alla nostra, hanno una loro cultura, definita come “un’informazione o un comportamento, condiviso in una comunità, che è stato acquisito dai conspecifici attraverso qualche forma di apprendimento sociale”. È il caso delle tecniche di caccia delle megattere, o dell’utilizzo di strumenti per procacciarsi il cibo e differenti gesti per comunicare osservati in molti primati. Secondo un report recentemente pubblicato su Science, conoscere la cultura negli animali non umani può rappresentare un elemento chiave da considerare quando si pianificano strategie di conservazione. E uno studio condotto negli scimpanzé avverte che l’impatto umano determina una sostanziale perdita di varietà culturale in queste scimmie: perdita che avrà ripercussioni negative sulla fitness individuale e quindi può mettere a rischio l’intera specie [Scienza in rete; Anna Romano]

IN BREVE
Karen Uhlenbeck: la prima donna a vincere il premio Abel per la matematica [Quantamagazine]

Copenaghen è l’esempio di come le città possono lottare contro il cambiamento climatico [The New York Times]

Giornata mondiale dell’acqua: secondo il nuovo rapporto delle Nazioni Unite più di 800 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. [Le Monde]

L’intelligenza artificiale potrebbe migliorare la qualità delle cure offerte nelle unità di terapia intensiva [Nature Digital Medicine]

 

Le notizie di scienza della settimana #93

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 19 marzo 2019]

Il libro “La ricerca scientifica in Italia per una società sostenibile e sicura”, redatto dal Gruppo 2003 per la ricerca e pubblicato da Zadig, verrà presentato il 20 marzo a Roma in occasione del convegno annuale del Gruppo 2003 presso l’Accademia dei Lincei. Nel libro vengono declinati i temi di sostenibilità e sicurezza dal punto di vista dell’economia, della salute, dell’ambiente, del cyberspazio, della sicurezza e dell’alimentazione. Qui il programma della giornata. Per partecipare all’evento è necessario mandare un’email a questo indirizzo.

SVILUPPO SOSTENIBILE
Realizzata in laboratorio un nuovo tipo di cella a combustibile con un alto livello di efficienza: potrebbe aiutare a risolvere il problema di stoccaggio delle energie rinnovabili. Un gruppo di ricercatori della Colorado School of Mines in Golden ha messo a punto un nuovo tipo di pila a membrana con scambio protonico (PCFC) che raggiunge un’efficienza del 98% nella conversione di acqua ed elettricità in idrogeno gassoso impiegando un diverso tipo di lega ceramica per l’anodo. Le PCFC sono costituite da un anodo che converte le molecole d’acqua e l’elettricità prodotta dalla fonte rinnovabile in elettroni e protoni, e un catodo dove gli elettroni si ricombinano con i protoni per formare idrogeno gassoso. L’idrogeno gassoso può essere poi riconvertito in acqua ed elettricità dallo stesso dispositivo facendolo funzionare in modalità inversa. Finora l’efficienza dell’anodo era limitata al 76%: si tratta, dunque, di un notevole passo avanti, ma bisogna ricordare che questo è solo un prototipo che deve essere ingrandito, un’operazione che potrebbe far perdere di efficienza [Science; Robert F. Service]

I dati relativi all’utilizzo dei cellulari possono aiutare a pianificare le strategie di elettrificazione più efficienti in alcune aree rurali dell’Africa . Nell’Africa subsahariana solo il 42% delle aree urbane ha accesso all’elettricità e solo il 22% di quelle rurali. Ciò è dovuto alla mancanza di investimenti sufficienti nella costruzione della rete elettrica, all’alto costo dell’energia, ma anche alla mancanza di dati sul consumo e il bisogno di elettricità che impedisce di capire come strutturare e alimentare la rete sul territorio, soprattutto nelle aree rurali. Un gruppo di ricercatori della University of Manchester ha mostrato che i dati riguardanti la lunghezza, l’orario e la localizzazione di chiamate e messaggi scambiati con i cellulari di 450 000 cittadini senegalesi permettono di ottenere una buona previsione del fabbisogno di energia nelle aree rurali del Paese [The Conversation; Eduardo Alejandro Martínez Ceseña, Joseph Mutale, Mathaios Panteli, Pierluigi Mancarella]

La gomma prodotta dall’usura dei pneumatici contiene sostanze chimiche pericolose per la salute. Ora un gruppo di ricercatori cinesi ha trovato il modo per convertirla in dispositivi semiconduttori riutilizzabili. Lo sfregamento dei pneumatici di gomma sull’asfalto produce sostanze inquinanti che finiscono per accumularsi nei corsi d’acqua costituendo un pericolo per la salute umane. Tra questi composti uno dei più pericolosi è l’MTBT. Finora i processi che permettevano di rimuovere l’MTBT dalle acque producevano dei residui benigni ma inutilizzabili. I ricercatori cinesi hanno usato un catalizzatore metallico per convertire l’MTBT in diversi tipi di semiconduttori utili per l’elettronica ma anche per l’imaging biologico [Nature]

INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La computazione quantistica potrebbe migliorare radicalmente gli algoritmi di machine learning che classificano gli oggetti. Un gruppo di ricercatori di IBM, MIT e Oxford ha mostrato come l’utilizzo di un algoritmo quantistico è in grado di migliorare l’attività di classificazione delle immagini. Alla base del risultato c’è la possibilità di mappare le immagini in uno spazio delle caratteristiche con un numero di dimensioni più elevato di quanto accadrebbe con un metodo di computazione classico e dunque di trovare somiglianze più sofisticate tra le immagini [Nature; Maria Schuld]

Sono milioni le foto di volti umani raccolte dal web senza il consenso esplicito degli autori per costruire database utili agli algoritmi di riconoscimento facciale. L’ultimo tra questi database si chiama “Diversity in Faces” ed è stato reso pubblico a gennaio da IBM che lo ha ottenuto dal sito di hosting Flickr. Il database è stato messo a disposizione di tutti i ricercatori che lavorano nel settore del riconoscimento facciale con l’obiettivo di ridurre i bias contro le minoranze che sono spesso sottorappresentate. Nel 2018 il gruppo di Joy Buolamwini presso MIT aveva mostrato come diversi algoritmi di riconoscimento facciale in commercio, tra cui anche quello di IBM, fossero meno efficienti nell’identificare donne e persone con la pelle scura. Il nuovo database di IBM sembra rispondere a questa critica, ma la società ha il diritto di includere le foto degli utenti di Flickr in questo campione di immagini? La risposta non è semplice. Da un punto di vista legale IBM si difende dicendo che ha preso solo le foto con licenza Creative Commons che permette il riutilizzo gratuito delle immagini. Tuttavia, da un punto di vista etico bisogna riflettere sul fatto che gli utenti che hanno accordato quel consenso non contemplavano un utilizzo simile perché, molto probabilmente, non potevano immaginarlo. IBM ha dichiarato che chiunque voglia ritirare le proprie immagini dal database “Diversity in Faces” può farlo inviando l’URL relativo, ma non ha reso pubblico l’elenco degli URL inclusi nel database [NBC News; Olivia Solon]

A un anno dalle rivelazioni di Christopher Wylie sul caso Cambridge Analytica, i responsabili hanno subito perdite finanziarie ma nessun governo è stato in grado di modificare il loro modello di business. Un anno fa l’Observer pubblicava la prima delle inchieste sui Cambridge Analytica Files, una serie di documenti rivelati dall’informatico canadese Christopher Wylie, che mostravano come i dati riguardanti decine di milioni di utenti Facebook fossero stati utilizzati dalla società Cambridge Analytica per costruire una campagna di disinformazione politica con conseguenze reali sul referendum per la Brexit e le elezioni presidenziali americane del 2016. Oggi Wylie è diventato responsabile della divisione Data Research di H&M, la casa di abbigliamento svedese. In una conversazione con Carole Cadwalladr, la giornalista autrice delle inchieste del 2018, Wylie riflette sull’effetto delle sue numerose testimonianze davanti a commissioni parlamentari e agenzie governative sia britanniche che statunitensi. In nessuno dei due Paesi Facebook ha subito restrizioni sostanziali, ma il pubblico e i politici hanno cominciato a guardare le compagnie tecnologiche in maniera diversa. In USA l’inchiesta del procuratore Robert Mueller sta portando alla luce i dettagli riguardo l’influenza russa durante le elezioni presidenziali, mentre in Gran Bretagna il Parlamento ha quasi ignorato le rivelazioni di un altro whistleblower, Shahmir Sanni, sull’utilizzo dei dati da parte dell’organizzazione “Vote Leave” durante il referendum, nonostante mostrino palesemente che la legge è stata violata [The Guardian; Carole Cadwalladr]

RICERCA E SOCIETÀ
Alcuni tra gli scienziati più in vista nel campo del gene editing lanciano un appello per una moratoria internazionale sull’utilizzo di questa tecnologia sugli embrioni umani per scopi clinici. Tra i firmatari di questo appello figurano personaggi come Feng Zhang ed Emmanuelle Charpentier, inventori del metodo CRIPSR, e Eric Lander, direttore del Broad Institute e uno degli ideatori dello Human Genome Project. La moratoria che propongono prevedrebbe un periodo di cinque anni in cui i Paesi aderenti si impegnano a vietare ogni uso clinico della modificazione genomica su embrioni umani. Successivamente qualsiasi sperimentazione clinica dovrebbe essere preceduta da un periodo di dibattito di almeno due anni in cui tenere un confronto con la comunità internazionale, valutare l’appropriatezza e l’utilità del progetto e coinvolgere la società per capire se esiste un ampia base di consenso [Nature]

Il budget proposto da Trump per il prossimo anno prevede, ancora una volta, tagli alla ricerca scientifica. I ridimensionamenti più consistenti interesseranno i National Insitutes of Health (meno 5 miliardi rispetto al finanziamento di circa 40 miliardi per il 2019), la Environmental Protection Agency (2 miliardi in meno rispetto ai quasi 9 del 2019), la National Science Foundation (meno 1 miliardo rispetto agli attuali 8) e l’Office of Science del Department of Energy (500 milioni in meno rispetto al 2019). Per la NASA il taglio più importante riguarda l’astrofisica mentre restano garantiti i fondi per le missioni umane sulla Luna. Non è chiaro se il Congresso accoglierà la proposta o la rifiuterà come accaduto nel 2017 e nel 2018 [Nature]

Confrontando gli esercizi di valutazione della ricerca inglese e italiano si vede come nell’area delle scienze naturali l’utilizzo di soli metodi bibliometrici restituisca risultati simili a quelli ottenuti con i gruppi di esperti valutatori. Il primo esercizio di valutazione della ricerca nazionale in Gran Bretagna, il Reference Excellence Framework (REF), si è basato esclusivamente sulla valutazione tra pari: un migliaio di esperti raggruppati in 36 comitati disciplinari hanno valutato il lavoro di 35 mila ricercatori lavorando a tempo pieno per un anno. Il costo dell’operazione è stato di circa 5 500 sterline per ricercatore valutato, per un totale di 217 milioni di sterline. L’analogo italiano, la Valutazione della Qualità della Ricerca, sfrutta invece un modello misto di bibliometria e valutazione tra pari. Nella sua prima edizione ha coinvolto 436 valutatori organizzati in 16 comitati che hanno chiesto aiuto a 17 mila referee anonimi. Il costo è stato di 242 euro per scienziato valutato per un totale di 15 milioni di euro. Che differenza c’è tra i due metodi? Un gruppo di ricercatori ha applicato la solo metodologia bibliometrica al database di lavori analizzati dal REF per scoprire che, limitatamente alle classifiche dei dipartimenti più meritevoli, il risultato non è molto diverso da quello ottenuto con la valutazione tra pari [Il Sole 24 Ore; Daniele Checchi]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
Da bocciare il Piano nazionale per l’energia e il clima. La rete di scienziati “Energia per il clima” critica fortemente il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima proposto dal Governo Conte. Esso non contiene nessuna azione volta a ridurre sostanzialmente le emissioni, favorendo la transizione dai combustibili fossili verso le energie rinnovabili. Il nostro Paese non dovrebbe limitarsi a rispettare gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea per il 2030, ma dovrebbe aspirare a proporre strategie più ambiziose vista la sua forte dipendenza energetica dall’estero, l’impatto che il cambiamento climatico avrà sulla nostra industria turistica e l’elevata disponibilità di energia da fonti rinnovabili [Scienza in rete; Energia per l’Italia]

La ricerca di punta è senza lucro. Ogni anno in Italia le organizzazioni non profit investono in ricerca biomedica 300 milioni di euro, circa un decimo dei fondi totali disponibili per questo settore, pari a 3 miliardi. 1,4 miliardi arrivano dalle aziende farmaceutiche e 1,2 miliardi dallo Stato. Le non profit non hanno portato solo ossigeno per gli oltre 35 mila ricercatori del settore, ma anche un nuovo modello di finanziamento basato sulla competitività dei progetti, diverso da quello pubblico che distribuisce fondi “a pioggia” agli istituti di ricerca, agli ospedali e agli IRCCS [Scienza in rete; Luca Carra, Sergio Cima]

IN BREVE
Lo sciopero degli studenti per il clima da Seoul a Città del Capo passando per New York e Roma: il racconto per immagini [The New York Times]

La tecnologia permette ai terroristi di raggiungere il loro obiettivo principale: usare la violenza per instillare una paura irrazionale, radicalizzare e mobilitare. Ne è una testimonianza la trasmissione in diretta Facebook della strage di Christchurch in Nuova Zelanda [The Guardian]

Una nuovo modello stima che ogni anno le morti premature dovute all’inquinamento dell’aria nel mondo sarebbero 9 milioni (800 mila in Europa), superiori a quelle dovute al fumo di tabacco [Le Monde]

Alla fine del 2018 quasi ottomila dipendenti della catena di alberghi Marriott hanno scioperato per chiedere protezione dall’automazione che sta trasformando il settore [Internazionale / The Atlantic; Sidney Fussell]

In media ogni anno 429 mila i bambini e ragazzi tra 0 e 19 anni di età sviluppano un tumore. Nei Paesi sviluppati il tasso di sopravvivenza raggiunge l’80%, ma in quelli in via di sviluppo è fermo al 30% [Science]. Tra le ragioni di questa differenza c’è la mancata diagnosi. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dicono che nel 2015 i casi di tumore sotto i 15 anni non diagnosticati sono stati il 3% in Europa e USA contro il 57% dell’Africa Occidentale e il 49% dell’Asia meridionale [Nature]

Il 14 marzo è stato festeggiato il Pi Greco. Il famoso numero irrazionale, di cui oggi si conoscono oltre 22 migliaia di miliardi di cifre dopo la virgola, è un esempio di come l’umanità cerchi di dominare il concetto di infinito [The New York Times]

Le notizie di scienza della settimana #92

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 12 marzo 2019]

Il 20 marzo si svolgerà a Roma l’incontro pubblico “La ricerca scientifica in Italia per una società sostenibile e sicura”, convegno annuale organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. L’evento si svolgerà presso l’Accademia dei Lincei a Roma e sarà l’occasione per presentare il Libro bianco redatto da alcuni tra i membri del gruppo, che hanno declinato il tema dell’evento nell’ambito dell’economia, della salute, dell’ambiente, del cyberspazio, della sicurezza e dell’alimentazione. Qui il programma della giornata. Per partecipare all’evento è necessario mandare un’email a questo indirizzo.

CLIMA: NON C’È, PIÙ TEMPO DA PERDEREù
Sono 957 eventi gli eventi in programma per lo sciopero globale per il clima di venerdì 15 marzo in 82 Paesi. In Italia le manifestazioni saranno 100. Questi i dati raccolti dal sito FridaysForFuture.org, ma il movimento degli studenti che chiedono ai governi di mettere in atto politiche concrete contro il cambiamento climatico cresce rapidamente e in maniera spontanea. «Uniti ci mobiliteremo il 15 marzo e molte altre volte fino a quando non vedremo realizzata la giustizia climatica. Chiediamo ai politici del mondo di assumersi la responsabilità di risolvere questa crisi. Ci avete deluso in passato. Ma i giovani di questo mondo hanno iniziato a muoversi e non si fermeranno più», hanno scritto gli studenti in una lettera indirizzata al Guardian [The Guardian Letters]

Istruzioni per un buon #ClimateStrike. In vista delle manifestazioni sul clima del 15 marzo Scienza in rete offre una sorta di libretto d’istruzioni sul clima che cambia: ciò che è essenziale sapere sul cambiamento climatico e più in generale sull’Antropocene prossimo venturo. Il testo è il capitolo del Libro bianco del Gruppo 2003 “La ricerca scientifica in Italia per una società sostenibile e sicura”. Il capitolo sul clima è stato scritto da autori IPCC di riconosciuto prestigio internazionale [Scienza in rete; Sandro Fuzzi, Maria Cristina Facchini, Vincenzo Balzani, Pier Mannuccio Mannucci, Riccardo Valentini]

Nel 2015 Milano e Torino sono state le due aree urbane con il maggior numero di morti premature ogni 100 000 abitanti dovute all’inquinamento atmosferico causato dai trasporti. È quanto emerge da uno studio appena pubblicato dall’International Council on Clean transportation. In termini assoluti, Milano si posiziona al ventiduesimo posto mentre Torino al settantacinquesimo. In totale sarebbero 385 000 le morti premature nel mondo riconducibili alle emissioni dei gas di scarico dei veicoli, in particolare PM 2.5 e ozono. Gli scarichi dei veicoli diesel sarebbero responsabili di oltre il 60% di queste morti nel nostro Paese. Il danno globale nel 2015 ammonterebbe a 900 miliardi di euro [ICCT report]

L’Italia è stata deferita alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per la violazione dei limiti di biossido di azoto nell’aria e l’inappropriata gestione delle acque di scarto nelle aree urbane. Le infrazioni sul biossido di azoto riguardano dieci agglomerati in cui vivono 7 milioni di persone, mentre le inadempienze sul trattamento e lo smaltimento delle acque reflue si riferiscono a 620 centri urbani collocati in 16 regioni italiane. Meno di un anno fa l’Italia era stata deferita alla Corte di giustizia per aver superato i limiti di concentrazione delle PM10 [European Commission Press Release]

LIBERTÀ DI VACCINARSI
È scaduta ieri, 11 marzo, la proroga per la presentazione del certificato vaccinale a scuola e intanto la Ministra Giulia Grillo lavora alla nuova legge che supererà il dl Lorenzin. Conferma la sua contrarietà all’obbligo vaccinale, ma un’eccezione potrebbe essere fatta per il morbillo alla luce dei più recenti dati epidemiologici. Secondo la Ministra i giovani adulti devono essere più presidiati: aumentare la loro consapevolezza sarà uno degli obiettivi della nuova legge [La Repubblica; Michele Bocci]

Ethan Lindenberger, il ragazzo statunitense di 18 anni che ha deciso di vaccinarsi nonostante l’opposizione della madre, ha testimoniato difronte al Congresso USA. In un’audizione avvenuta martedì 5 marzo a Washington D.C. Lindenberger ha raccontato di come, negli anni, abbia tentato senza successo di convincere sua madre che i vaccini non causano l’autismo o altri danni permanenti mostrandole gli studi scientifici pubblicati dai CDC. La testimonianza arriva nel giorno della pubblicazione sugli Annals of Internal Medicine di una ricerca danese condotta su 650 000 bambini nati tra il 1999 e il 2010 che mostra come non esista alcun legame tra il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia e l’autismo [The Washington Post; Lauran Neergaard]

Facebook annuncia giro di vite contro la propaganda antivaccinista. L’annuncio arriva con un post pubblicato giovedì da Monika Bickert, responsabile del Global Policy Management di Facebook, in seguito alle sollecitazioni del deputato democratico Adam Schiff. La compagnia promette di tagliare il ranking delle pagine e dei gruppi che diffondono disinformazione e bufale riguardo ai vaccini, di non distribuire pubblicità con quei contenuti e di proporre materiale educativo sui vaccini agli utenti che dovessero imbattersi in notizie false su questo argomento [Ars Technica; Beth Mole]


Locandina dell'evento L'internet delle piccole cose e il futuro dell'elettronica, 14 marzo ore 17:00 Via Giovanni Pascoli, 69/70, Milano


RICERCA E SOCIETÀ
Guardando i finanziamenti assegnati dallo European Research Council, l’Italia sembra essere un ambiente ideale per la formazione ma decisamente incapace di trattenere i propri ricercatori e attrarre eccellenze dall’estero. Analizzando i dati relativi agli ultimi progetti finanziati, l’Italia è al nono posto in termini di numero assoluto (41 contro i 188 del Regno Unito, i 156 della Germania e i 103 della Francia), e all’undicesimo se si considera la frazione in rapporto alla popolazione (0,68 grant ogni milione di abitanti, contro i 5 dei Paesi Bassi). Il nostro risultato migliora notevolmente se si considerano anche i ricercatori italiani che si aggiudicano i fondi ERC presso istituzioni di ricerca straniere: 1,55 progetti ogni milione di abitanti contro gli 1,98 della Germania e gli 1,5 della Francia [Scienza in rete; Sergio Cima]

Le disuguaglianze di salute nel nostro Paese non dipendono solo dalla disomogeneità dell’offerta sanitaria ma anche dal titolo di studio. Ad affermarlo è una ricerca realizzata dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) in collaborazione con ISTAT. L’analisi è stata condotta sui dati di mortalità degli italiani dal 2011 al 2014 [Epidemiologia e Prevenzione]

La compagnia americana 23andMe inizierà a fornire informazioni sul rischio di sviluppare il diabete dato il proprio patrimonio genetico, basandosi sull’analisi di un migliaio di mutazioni che interessano diversi punti del genoma . Si chiamano polygenic risk scores e la compagnia statunitense pensa che siano ormai sufficientemente accurati nel predire il rischio di sviluppare il diabete. Questo perché la società può contare ormai su un database di due milioni di persone che hanno acquistato il loro test, 70 000 dei quali hanno dichiarato di avere il diabete. Gli esperti temono però che la tecnologia sia ancora prematura e che potrebbe essere particolarmente inaccurata per i gruppi sociali meno rappresentati nel campione di 23andMe, come gli afroamericani. Ai pazienti con alto rischio di sviluppare la malattia, 23andMe suggerirà l’acquisto di un app di allenamento al costo di 19,99 dollari venduta da un suo partner. Tuttavia, cambiare i comportamenti non è così facile, sostengono i medici [MIT Technology Review; Antonio Regalado]

Per combattere la disparità di genere tra gli speaker invitati alle conferenze scientifiche, le ricercatrici stanno creato dei database di scienziate. Dalla biologia computazionale al machine learning, dalla chimica alla microbiologia, sono numerose le aree in cui esistono dei database di scienziate che possono essere consultati dagli organizzatori di workshop e conferenze. È fondamentale vedere rappresentate le donne soprattutto tra i relatori più in vista: spesso sono queste le occasioni chiave per ottenere un avanzamento di carriera o migliorare la propria reputazione. I database servono anche ai giornalisti che cercano contatti per un’intervista [Science; Katie Langin]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE

Eradicazione di HIV: dal paziente di Berlino al paziente di Londra. Guido Poli, direttore dell’Unità di Immunopatogenesi dell’AIDS al San Raffaele di Milano, commenta la notizia del secondo paziente liberato dal virus dell’HIV [Scienza in rete; Guido Poli]

IN BREVE
La capsula spaziale Crew Dragon è atterrata nell’Oceano Atlantico alle 8:45 di venerdì 8 marzo a circa 370 km dalle coste della Florida, concludendo così con successo il viaggio cominciato il 2 marzo alla volta della Stazione Spaziale Internazionale [The New York Times]

Il governo giapponese ha dichiarato di non essere ancora pronto a impegnarsi nella costruzione dell’International Linear Collider, un acceleratore di particelle da 7 miliardi di dollari che rappresenterebbe il successore del Large Hadron Collider del CERN [Nature]

Un nuovo focolaio di morbillo (13 casi) nella regione del Var, tra Marsiglia e Nizza. A dare il via al contagio un bambino di 5 anni non vaccinato di ritorno da un viaggio in Costa Rica. Attivi altri quattro focolai in Francia per un totale di 288 casi registrati dall’inizio dell’anno. Il vaccino contro la malattia è obbligatorio da gennaio 2018 [Le Monde]

Sono quasi 1000 le persone contagiate dal virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo a partire da agosto del 2018. Il contenimento dell’epidemia è reso impossibile dalla presenza di gruppi armati nella regione e dalla conseguente diffidenza della popolazione. Le autorità sanitarie non riescono infatti a seguire la diffusione del virus: nelle ultime tre settimane di febbraio il 75% dei nuovi casi non è stato collegato a nessuno dei precedenti [Nature]

Ecco il secondo caso noto al mondo di gemelli sesquizigoti: condividono la stessa placenta ma uno è maschio e l’altra femmina [The Atlantic]

Un gruppo di ricercatori spagnoli sarebbe a un passo dall’avvio di un esperimento su un gruppo di prigionieri. Si tratta di adottare la tecnica della stimolazione transcranica a corrente diretta sulla corteccia prefrontale per verificare se ci sono effetti sulla frequenza dei comportamenti aggressivi [Vox]

Le notizie di scienza delle settimana #91

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 5 marzo 2019]

Poco più di 24 ore dopo il lancio dal Kennedy Space Center della NASA in Florida, la navicella Crew Dragon della società Space X si è agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). &Egrave il primo veicolo partito dagli Stati Uniti a raggiungere la ISS dopo otto lunghi anni. Si tratta della prima missione del Commercial Crew Program, il programma di esplorazione spaziale lanciato dalla NASA in collaborazione con due aziende aerospaziali statunitensi, Space X e Boeing. Per questo primo lancio Crew Dragon non trasportava astronauti a bordo ma, se tutto procederà come previsto, potrebbe farlo non più tardi di luglio. Se così non fosse, la NASA sta valutando di comprare ancora qualche posto a sedere sulla sonda russa Soyuz. Nell’immagine: Elon Musk, CEO di SpaceX insieme agli austronauti della NASA Victor Glover, Doug Hurley, Bob Behnken, Mike Hopkins e all’amministratore della NASA Jim Bridenstine all’interno del braccio di accesso dell’equipaggio nel complesso di lancio 39A al Kennedy Space Center. Sullo sfondo la navicella spaziale Crew Dragon. La foto è stata scattata il 1° marzo 2019, il giorno precedente al lancio della missione Demo-1 del Commercial Crew Program della NASA. Credit: NASA/Joel Kowsky. Licenza: Public Domain.

CRISPR
Le tecniche di modifica del genoma della famiglia CRISPR/Cas9 che puntano a modificare singole basi del DNA, i cosiddetti base editor, introducono un numero consistente di modifiche indesiderate. Lo hanno mostrato due esperimenti, uno condotto sul riso e uno sui topi, pubblicati sull’ultimo numero di Science. Nello studio sui topi i ricercatori hanno modificato il genoma di una cellula all’interno di un embrione costituito da due cellule. Osservando l’evoluzione dell’organismo hanno potuto così quantificare che il numero di mutazioni off target, indesiderate, introdotte dal base editor sono una su 20 milioni, per un totale di circa 150 (il genoma di un topo conta circa 6 miliardi di basi). Gli errori riguardano però quasi solo le trasformazioni della coppia CG nella coppia TA, e non gli editor che mutano AT in CG [Science; Jon Cohen]

Quali saranno le conseguenze dello scandalo delle gemelle nate lo scorso anno il cui genoma sarebbe stato modificato con la tecnica di editing CRISPR? He Jiankui, lo scienziato cinese che ha condotto l’esperimento e ha dato l’annuncio lo scorso novembre, è stato licenziato dalla sua università e potrebbe essere accusato di diversi reati. Nel frattempo la comunità scientifica si interroga: i ricercatori che erano a conoscenza o avevano sospetti sui piani di He avrebbero dovuto parlare? Perché non lo hanno fatto? Quali saranno le conseguenze del caso He per la ricerca sull’editing genomico degli embrioni umani? In quale Paese nascerà il prossimo bebè con genoma modificato tramite CRISPR? [Nature; David Cyranoski]

La tecnica di editing genomico CRISPR è economica e accessibile, ma allo stesso tempo incredibilmente potente. È questo il punto di partenza della riflessione della biologa britannica Nessa Carey, che ha da poco pubblicato il suo terzo libro “Hacking the Code of Life”. Secondo Carey lo sviluppo e l’impiego di questa tecnologia può essere governato con successo solo attraverso il coinvolgimento del pubblico e con il suo consenso. Quanto fatto da He Jiankui va nella direzione opposta e rischia di creare lo stesso scetticismo che abbiamo visto contro gli OGM [The Guardian; Nicola Davis]

I VENERDÌ PER IL FUTURO
Il 15 marzo è stato indetto il primo sciopero globale per il clima. Sarà il culmine del movimento fridays for the future, la serie di scioperi che ogni venerdì nelle ultime settimane ha portato in piazza migliaia di studenti in Europa per chiedere ai governi di intervenire concretamente contro il cambiamento climatico. Prende forma così un movimento generazionale: i giovani rivendicano il loro diritto ad avere un futuro. Ma non sono soli: in Gran Bretagna molti insegnanti hanno scioperato insieme agli studenti. Di sicuro al loro fianco ci sono gli scienziati, che a ottobre ci hanno avvertito: abbiamo solo una dozzina di anni per invertire la rotta ed evitare le conseguenze più catastrofiche del riscaldamento globale [L’Espresso; Giancarlo Sturloni]

La lotta contro l’inquinamento da plastica distoglie l’attenzione dalle vere sfide ambientali. In uno studio pubblicato sulla rivista Marine Policy due ricercatori britannici sottolineano come la minaccia maggiore per gli oceani sia rappresentata dal cambiamento climatico e non dalla plastica. Apportare piccole modifiche alle proprie abitudini quotidiane, come quella di bere il caffé in tazze riutilizzabili, non sarà sufficiente per evitare gli effetti più devastanti del cambiamento climatico. Non sono i consumatori che con le loro scelte devono influenzare l’industria, ma piuttosto sono i governi che con politiche adeguate devono guidare un cambiamento radicale del nostro stile di vita [The Conversation; Rick Stafford, Peter JS Jones]

Il Green New Deal presentato dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez e dal senatore Ed Markey e appoggiato da rappresentati prominenti del partito democratico ha riacceso il dibattito sul cambiamento climatico negli Stati Uniti. Le prospettive di una politica bipartisan per la riduzione delle emissioni di CO2 sono svanite con le ultime elezioni: i repubblicani eletti sono sempre più allineati alla propaganda trumpiana che considera il riscaldamento globale una bufala. Ma tra gli elettori sta crescendo la preoccupazione verso la questione ambientale, come mostra un recente sondaggio condotto dallo Yale Program on Climate Change Communication. Il Green New Deal, definito ingenuo e impossibile da realizzare da molti autorevoli quotidiani statunitensi, potrebbe invece avere il supporto di una buona parte dei cittadini. Durante l’estate il Sunrise Movement, un movimento di giovani preoccupati per l’immobilismo del governo USA sul cambiamento climatico, darà vita a un tour per promuovere il Green New Deal in aree chiave del Paese, le più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico e allo stesso tempo delle enclaves repubblicane [The Guardian; Julian Brave NoiseCat]

RICERCA E SOCIETÀ
Nel suo ultimo libro “The Gendered Brain: The New Neuroscience that Shatters the Myth of the female brain”, la neuroscienziata Gina Rippon mostra che non ci sono prove scientifiche della differenza tra i cervelli di maschi e femmine. Rippon fa un passo in più e sostiene che a far emergere il cosiddetto gendered brain sarebbe la società con i suoi stereotipi sulle capacità e inclinazioni di maschi e femmine a cui i bambini sarebbero esposti già nell’utero materno quando i genitori scoprono il sesso del nascituro [Nature; Lise Eliot]

Il nuovo manifesto della diversità umana proposto da un gruppo di scienziati italiani pubblicato su Nature. L’iniziativa era partita lo scorso anno con l’intenzione di raccogliere il testimone del “Manifesto della diversità umana” del 2008. L’obiettivo è quello di inserirsi nel dibattito pubblico, che sempre più spesso indulge ad atteggiamenti apertamente razzisti, per testimoniare come la scienza dimostri l’uguaglianza di tutti gli esseri umani e la ricchezza della diversità [Nature; Giovanni Destro Bisol, Mariano Pavanello, Elena Gagliasso, Maria Enrica Danubio, Pietro Greco, Alessandra Magistrelli]

Le università della California hanno interrotto il loro contratto da 10 milioni di dollari l’anno con l’editore Elsevier. Dopo mesi di negoziati falliti per concordare un contratto del tipo read and publish il sistema di università della California, il più grande del Paese, ha deciso di non rinnovare il contratto. Colpa dei costi troppo elevati e insostenibili anche per un complesso che conta 190 000 impiegati e 238 000 studenti. La decisione causerà non pochi problemi ai ricercatori e agli studenti che non potranno, almeno per ora, accedere ai contenuti delle oltre 2 500 riviste pubblicate da Elsevier. Le università della California si uniscono così ad altri consorzi europei che boicottano l’attuale modello di business degli editori scientifici e chiedono una transizione verso l’open access [Vox; Brian Resnick]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
Cronologia di un’estinzione. Due studi pubblicati recentemente su Science riaprono il dibattito sulla causa dell’estinzione di massa del cretaceo-paleocene ricostruendo, con due metodi diversi, la cronologia delle eruzioni dei trappi del Deccan. Claudio Elidoro intervista il geologo Alessandro Montanari [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

Diventa operativo il gruppo “Diffusione della cultura chimica” della Società Chimica Italiana. Nel prossimo triennio il gruppo si impegna a organizzare eventi, workshop e scuole di formazione, focalizzate su tecniche e strumenti di divulgazione e disseminazione della chimica rivolti a studenti e ai ricercatori. Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani ricercatori per renderli consapevoli del loro ruolo all’interno della società [Scienza in rete; Valentina Domenici, Sara Tortorella]

IN BREVE
È britannico il secondo adulto al mondo a essere stato liberato dal virus dell’HIV dopo aver ricevuto una donazione di cellule staminali del midollo osseo di un uomo con una rara mutazione genetica che resiste all’HIV [The Guardian]

È online il programma della Milano Digital Week, sette giorni di eventi dal 13 a 17 marzo. Il 14 marzo il nostro direttore Luca Carra intervisterà Mario Caironi, ricercatore IIT, sull’internet delle piccole cose e il futuro dell’elettronica [Milano Digital Week]

Si è concluso ieri l’evento centrale della Women In Data Science Conference organizzato all’Università di Stanford. Eventi collaterali si terranno in questi giorni nel resto del mondo, tra cui Torino (5 marzo) e Milano (6 marzo) [WiDS]

Un gruppo di ricercatori del Georgia Institute of Technology ha trovato che i più avanzati sistemi di riconoscimento delle immagini, impiegati nelle auto a guida autonoma, sono meno accurati nel riconoscere pedoni con toni di pelle più scura [MIT Technology Review]

Hanno tempo fino al 18 marzo i cittadini francesi che vogliono partecipare al Grand débat proposto da Emmanuel Macron per far fronte alla protesta dei gilet gialli. Finora sono state depositate 250 000 risposte per un totale di 68 milioni di parole che dovranno essere analizzate a tempo di record: solo 13 giorni. Per farlo il collettivo dei cinque garanti del dibattito si affiderà a un algoritmo di analisi semantica della società Qwan, ma sono numerosi i dubbi sulla correttezza di questo approccio e diversi gruppi di ricercatori stanno organizzando analisi alternative [Le Monde]

Anche se finora i medici (studenti e specializzandi) che sono stati bloccati dal travel ban di Trump sono pochi, gli Stati Uniti dipendono, e dipenderanno sempre di più, dai medici provenienti da altri Paesi. Occorre dunque riflettere sulle implicazioni a lungo termine di questo tipo di politiche migratorie [JAMA]