Le notizie di scienza della settimana #4

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 1 febbraio 2017]

LA SCIENZA IN MARCIA CONTRO TRUMP

March for Science, sito ufficiale dell’evento http://www.scientistsmarchonwashington.com/. Immagine presa da Affinity Magazine. Credit: Jessica Kovalick.

Le nomine ai vertici della Environmental Protection Agency (EPA), dello US Department of Agricolture (USDA) e dei CDC da parte di Trump, è stata seguita dall’ordine di non comunicare impartito a tutti i ricercatori di queste agenzie governative. E questa è solo la prima settimana. [Vox; Brian Resnick e Julia Belluz]

Le reazioni degli scienziati di tutto il mondo allo “shut-down” voluto da Trump non sono tardate ad arrivare. In particolare Joel Shcwartz, professore di epidemiologia ambientale alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, ha commentato la nomina di Scott Pruitt al vertice EPA dalle pagine di Epidemiology. Luca Carra fa il punto con un’intervista a Fabrizio Bianchi, epidemiologo del CNR. [Scienza in Rete; Luca Carra]

Dopo le nomine delle agenzie governative è arrivato il Muslim Ban, l’ordine del presidente Trump di limitare gli ingressi negli Usa di cittadini da sette Paesi a maggioranza musulmana. Il Muslim Ban ha colpito anche la comunità degli scienziati USA. Ecco alcune delle loro storie. [Nature; Lauren Morello e Sara Reardon] [Vox; Sarah Kliff]

Gli scienziati si mobilitano e dopo Dopo la “Women’s March” si prepara la March for Science [Vox; Brian Resnick]

Nell’era Trump anche i giornalisti scientifici devono rivedere il loro modo di comunicare: prestare maggiore attenzione ai fattori non-scientifici che influenzano le persone e tenere presente che gli scienziati, nonostante i loro sforzi, non sono mai completamente oggettivi. [Undark; Rachel Gross]

LA SOTTO-OCCUPAZIONE DIMINUISCE L’ASPETTATIVA DI VITA

Dal film ‘I, Daniel Blake’ di Ken Loach, 2016. Credit: Arenapal

Pubblicato oggi un importante risultato del progetto LIFEPATH su The Lancet. Il progetto studia i meccanismi biologici attraverso i quali le condizioni socioeconomiche influenzano la salute. In particolare i ricercatori di LIFEPATH hanno trovato che, in media, la sotto-occupazione diminuisce l’aspettativa di vita di una persona di circa 2 anni. [Scienza in Rete, Michele Bellone]

Il risultato pubblicato su The Lancet si inscrive nel quadro più ampio delle disuguaglianze di salute, il tema al centro del libro di Micheal Marmot, di cui Paolo Vineis ha scritto per Scienza in Rete [Scienza in Rete; Paolo Vineis]

Editoriale Di Vico corriere della sera. Tra gli effetti della globalizzazione uno dei più evidenti è l’inasprirsi delle disuguaglianze sociali. Ma la mappa delle disuguaglianze e delle contraddizioni sociali è assai variegata. Per questo motivo, secondo Dario Di Vico, la retorica sui «vinti» deve lasciar spazio a una ricognizione puntuale e all’individuazione di policy su misura. [Corriere della Sera; Dario Di Vico]

Dove vivi determina molto della tua vita. Una storia americana. [Vox; Alvin Chang]

INQUINAMENTO ATMOSFERICO E SALUTE: FACCIAMO IL PUNTO

Record nel livello di inquinamento dell’aria a Pechino il 29 novembre scorso. Credit: Rolex Dela Pena EPA.

Il particolato sottile immesso nell’atmosfera dai mezzi di trasporto e dalle centrali di produzione dell’energia non danneggia solo i nostri polmoni, ma anche il nostro cervello. [Science; Emily Underwood]

Tra i primi studi a mostrare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulle nostre capacità cognitive è stato condotto su un gruppo di cani e successivamente di bambini a Città del Messico. [Brain and Cognition; Lilian Calderón-Garcidueñas et al.]

In occasione del convegno “Respirami, Air Pollution and our Health”, svoltosi a Milano la scorsa settimana, Jordi Sunyer ha mostrato i risultati del progetto BREATHE, sugli effetti dell’inquinamento dovuto al traffico sul neuro-sviluppo infantile a Barcellona. [PLOS Medicine; Jordi Sunyer et al.]

Un eccellente strumento di visualizzazione dei risulati del progetto Global Burden of Disease. Per giornalisti, ricercatori e cittadini [Vizhub Health Data; Global Burden of Disease Project]

Anna Gerometta racconta l’interazione tra scienziati e cittadini nel monitorare i livelli di biossido di azoto a Milano. Il video è disponibile sul canale YouTube di Scienza in Rete [Scienza in Rete YouTube; Anna Gerometta]

L’iniziativa dell’associazione Cittadini per l’aria, era stata raccontata da Valentina Meschia [Scienza in Rete; Valentina Meschia]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Nove scienziate vengono ricevute alla Casa Bianca il 14 Febbraio 1980. Credit: Stemwomen.net.

La disuguaglianza di genere nelle riviste scientifiche è ancora molto rilevante. Nature aggiorna le statistiche a riguardo: le autrici aumentano ma c’è ancora molto lavoro da fare. [Nature; Editorial]

La disuguaglianza di genere esiste anche nella scelta dei revisori degli articoli. [Nature; Jory Lerback e Brooks Hanson]

Anche Science fa il punto sulla disuguaglianza di genere tra gli autori delle sue pubblicazioni. [Science; Jeremy Berg]

Initiative, Roadmap, Moonshot, Framework. Le grandi sfide scientifiche sono spesso associate a queste buzzword, ma il loro significato rimane oscuro. Spesso anche per chi le usa. Nature tenta di costruire un glossario della Big Science. [Nature; Megan Scudellari]

La ricerca che può fare la differenza per i paesi in via di sviluppo spesso non è quella che viene pubblicata. Per incentivare questi studi bisognerebbe considerare anche il processo e non solo il risultato nei sistemi di valutazione. [LSE Impact Blog; Valeria Arza e Emanuel López]

Venti di divisione spazzano anche l’accademia britannica. Alcuni tra i ricercatori europei che hanno tentato di ottenere la residenza in Gran Bretagna dopo la Brexit sono stati sollecitati a organizzarsi per lasciare il paese. [LSE Impact Blog; Colin Talbot]

Dopo che la consigliera del Presidente Trump, Kellyanne Conway, ha coniato l’espressione “Alternative Facts” gli scienziati hanno bisogno di un momento di introspezione. [The Conversation; Andrea Saltelli e Silvio Oscar Funtowicz]

MISCELLANEA

Diamonds put the squeeze on hydrogen. Credit: R. Dias, I.F. Silvera

Vaccini obbligatori? Un’unica strategia non è efficace per un target variegato. I genitori che non vaccinano o sono in dubbio non sono un gruppo omogeneo, sono mossi da ragioni diverse. Serve dialogo, non paternalismo. [Scienza in Rete; Roberta Villa]

L’articolo “La matematica della meningite”, che proponeva una spiegazione per l’aumento anomalo di casi di meningite batterica in Toscana ha suscitato un acceso dibattito. Ecco alcune precisazioni da parte degli autori. [Scienza in Rete; Eugenio Paci e Chiara Azzari]

Fisici dell’Università di Harvard dichiarano di aver creato l’idrogeno metallico solido. [New York Times; Kenneth Chang]

Gli stessi autori dell’articolo, pubblicato su Science, ammettono però di aver dato l’annuncio della scoperta alla prima osservazione, senza aspettare di poter riprodurre l’esperimento. Questo ha suscitato accese critiche da parte dei colleghi. [Cassandra Legacy; Ugo Bardi]

Il Center for Complexity and Biosystems di Milano organizza la “Second Lake Como School on Advances in Complex Systems”, che si terrà dal 3 al 7 luglio 2017 presso la Villa del Grumello, Como. Iscrizioni aperte fino al 1 marzo. [Center for Complexity and Biosystems]

Le notizie di scienza della settimana #3

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 24 gennaio 2017]

ARTE E SCIENZA

Antonio Canal, detto il Canaletto, Campo santi Giovanni e Paolo, 1738 ca, olio su tela, 46,4×78,1 cm, Londra, Royal Collection. Prestato da Sua Maestà Elisabetta II e visibile nella mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce”, dal 25 novembre 2016 al 5 marzo 2017 alle Gallerie d’Italia, Piazza della Scala, Milano.

All’ingresso della mostra “Bellotto e Canaletto, lo stupore e la luce” alle Gallerie d’Italia di Milano si può ammirare la camera ottica portatile appartenuta (forse) a Canaletto. Come utilizzavano questo oggetto Antonio Canal, detto Canaletto, e Bernardo Bellotto, suo nipote e allievo? Come ha influito l’ottica sulla rappresentazione artistica della realtà? [Scientific American; David Biello]

David Hockney, pittore e fotografo inglese, e Charles Falco, fisico sperimentale, elaborarono nel 2000 una teoria secondo la quale l’arte occidentale ha ricevuto un contributo fondamentale dalle conoscenze scientifiche sull’ottica negli ultimi 400 anni. [BBC; David Hockney’s Secret Knowledge]

Che impatto ha avuto la rappresentazione fotografica della realtà sulla scienza? Secondo David Bower gli ha conferito maggiore autorevolezza e senso di oggettività. [Science News, Bruce Bower]

Nel libro “Visual Strategies” Felice Frankel guida gli scienziati a un uso efficace delle immagini, soprattutto fotografiche, per raccontare la propria attività di ricerca. [MIT News; David L. Chandler]

RICERCA SCIENTIFICA NELL’ERA DI TRUMP

Art Whght House Moon. Credit: The Cancer Letter Issue 6, 12 Febbario 2016.

L’eredità della presidenza Obama per il mondo della ricerca scientifica è notevole: la Precision Medicine Initiative, il Cancer Moonshot e molto altro. Visione e tempismo secondo Alberto Mantovani. [Scienza in Rete, Alberto Mantovani]

Se Barack Obama nel 2009 promise di restituire alla scienza un posto di rilievo nell’agenda politica, Trump si è mosso nella direzione opposta. Almeno finora. Gli scienziati americani hanno fatto sentire la loro voce sui social media durante la cerimonia di insediamento di venerdì 20 gennaio con l’hashtag #UsofScience [Vox, Julia Belluz]

In quanti modi Trump può intervenire sulla ricerca scientifica? Il riassunto nell’infografica pubblicata da Nature. [Nature News, Lauren Morello]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Protasov AN’s Portfolio Credit: Shutterstock.

La ricerca interdisciplinare premia in termini di visibilità ma diminuisce la produttività. Questo il risultato dello studio di Erin Leahey, sociologa della scienza all’università dell’Arizona. [LSE Impact Blog, Erin Leahey]

Una nuova minaccia alla credibilità della comunicazione scientifica: le riviste “predatorie”. Queste riviste pubblicano articoli a pagamento, spesso senza sottoporli a processi di peer-review. Il settore economia e management è il più colpito da questo fenomeno. Tutti i dettagli in uno studio pubblicato dalla Scuola Superiore Sant’Anna. [lavoce.info; Manuel F. Bagues, Mauro Sylos Labini e Natalia Zinovyeva]

Graham Coop, un genetista della UC Davis, ha deciso di non pubblicare su nessuna rivista un suo contributo caricato su biorXiv, l’archivio di pre-print in area biologica. La sua scelta è dovuta da una parte al fatto che si trattava di un commento a un articolo e non conteneva un risultato veramente originale, dall’altra alla presenza dei commenti on-line da parte degli utenti di biorXiv. Si chiama pre-peer-review e minaccia di sostituire il processo di peer-review più tradizionale. Cosa ne pensano gli scienziati? Ecco il dibattito che si è svolto (ovviamente) su Twitter. [Nature Research Highlights; Dalmeet Singh Chawla]

Al Rochester Institute of Technology nascono due programmi di alta formazione per dottorandi e post-doc con problemi di udito. La diversità nella comunità dei ricercatori biomedici aumenta la qualità della ricerca e ne arricchisce l’agenda. [Science; Gerry Buckley, Scott Smith, James Dearo, Steve Barnett, Steve Dewhurst]

Come i decisori politici possono sfruttare le conoscenze accademiche nell’era della post-verità? Nel libro “Evidence-Based Policy Making in the Social Sciences: Methods that Matter” Gerry Stoker e Mark Evans si rivolgono a studenti e practitioners, passando in rassegna strumenti non tradizionali per basare le decisioni politiche sulle evidenze scientifiche. [LSE Impact Blog; David Burton]

MISCELLANEA

Credit: Associazione Cittadini per l’aria.

Si terrà a Milano nell’Aula Magna dell’Università Statale il convegno “RespiraMI. Air Pollution and our Health”. Due giorni, il 27 e 28 gennaio, dedicati a un dibattito tra esperti e rappresentanti dell’OMS sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute, in particolare su quella delle categorie più vulnerabili. [RespiraMi]

Un gruppo di scienziati svedesi e americani, ha realizzato tramite stampa 3D un microscopio alimentato da uno smartphone in grado di effettuare analisi del DNA e diagnosticare così alcuni tipi di tumori. Il dispositivo potrebbe essere prodotto al costo di 500 dollari, diventando sostenibile per chi offre assistenza sanitaria nei Paesi in via di sviluppo. [BBC Technology; Leo Kelion]

La Cina ha inaugurato la scorsa settimana la Dalian Coherent Light Source, un Free Electron Laser. La particolarità della facility cinese è la lunghezza d’onda dei fotoni prodotti, inferiore ai 200 nm. Viene chiamata vacuum ultraviolet light ed è particolarmente adatta a studiare atomi e molecole all’interno di un gas. La ricerca alla Dalian Coherent Light Source potrebbe aiutare a capire come gli aerosol nocivi alla salute si formano e si degradano nell’atmosfera. [Science; Dennis Normile]

L’11 gennaio scorso il primo fascio di elettroni ha percorso l’anello acceleratore di SESAME, il laboratorio costruito ad Amman in Giordania da una collaborazione senza precedenti tra scienziati provenienti dai Paesi del Medio Oriente, tra cui Iran, Israele, l’autorità Palestinese, Pakistan e Cipro. [Nature; Elizabeth Gibney]

Le notizie di scienza della settimana #2

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 17 gennaio 2017]

MATERIA OSCURA

Mappa della materia oscura in tonalità di rosa. Le zone chiare (scure) sono quelle a più alta (bassa) densità di materia oscura. L’immagine è stata ottenuta dai dati dell’esperimento Kilo Degree Survey (KiDS), usando il telescopio VLT dell’osservatorio ESO di Cerro Paranal in Cile. Credit: Kilo-Degree Survey Collaboration/H. Hildebrandt & B. Giblin/ESO.

Recentemente i ricercatori dell’esperimento KiDS (Kilo Degree Survey) hanno pubblicato i risultati di una misura diretta della distribuzione di materia oscura. Analizzando i dati relativi a 15 milioni di galassie, il gruppo di ha trovato una distribuzione di materia oscura più omogenea rispetto a quella prevista dall’esperimento Planck [Scienza in Rete, Claudio Elidoro]

Bisogna però prestare attenzione al fatto che le due misure, KiDS e Planck, non sono direttamente confrontabili. Mentre KiDS fornisce una misura diretta ma in uno spazio di cielo limitato, Planck osserva la radiazione cosmologica di fondo e da questa deriva, utilizzando il modello standard cosmologico, una misura del grado di omogeneità della materia oscura.

A chiarire la tensione tra i due risultati ci penserà probabilmente la missione dell’ESA Euclid, che partirà nel 2020 e punta a svelare la natura della materia oscura, dell’energia oscura e della gravità. [ESA, Euclid]

I dati dell’esperimento KiDS (Kilo Degree Survey) sono gli stessi utilizzati per il primo test della teoria della gravità di Verlinde, una teoria alternativa a quella di Einstein che non prevede l’esistenza della materia oscura. [Media Inaf, Redazione]

L’astronoma Vera Rubin, insieme a Kent Ford, aveva fornito negli anni 70 del novecento le prime evidenze sull’esistenza della materia oscura, osservando un’anomalia nella rotazione della galassia di Andromeda. Rubin è scomparsa il 25 dicembre scorso. [New York Times, Lisa Randall]

MENINGITE: UN’EPIDEMIA SOLO MEDIATICA?

Il batterio Neisseria meningìtidis.

Nel 2016 i casi di meningite batterica da meningococco in Toscana sono stati 41, circa 1.09 ogni 100 mila abitanti, più che in ogni altra regione italiana. Si è parlato di epidemia, ma è davvero così? Eugenio Paci e Chiara Azzari, rispettivamente epidemiologo e immunologa dell’Ospedale Meyer di Firenze, propongono una spiegazione per questo aumento anomalo: un metodo diagnostico più accurato di quelli tradizionali, chiamato Realtime PCR (rPCR). Dal 2014 i casi di meningite in Toscana vengono analizzati con questa tecnica, che si è rivelata essere 3.28 volte più efficace rispetto all’esame dei sintomi clinici. [Scienza in Rete, Eugenio Paci e Chiara Azzari]

Il livello di copertura vaccinale non è determinato unicamente dalle politiche sanitarie. Questo è ciò che emerge dal progetto ASSET: tassi di vaccinazione superiori o inferiori alla media si riscontrano nei diversi Paesi indifferentemente dalla politica scelta. Ha fatto molto discutere la decisione del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna di impedire ai bambini non in regola con le vaccinati obbligatorie di entrare all’asilo nido. Roberta Villa, che partecipa al progetto ASSET, spiega il suo punto di vista. [Scienza in Rete, Roberta Villa]

Nell’ultimo anno il calo delle coperture vaccinali e il presunto aumento di casi di meningite in Toscana ha occupato grande spazio nel dibattito pubblico. L’intervento di Roberto Burioni, virologo del San Raffaele di Milano, ha condotto la discussione su un altro tema, più generale, quello della comunicazione della scienza. Il dibattito tra esperti e non esperti è possibile e auspicabile? E in quali condizioni si può realizzare? [Valigia Blu, Antonio Scalari]

CYBERSPIONAGGIO

Credit: IMakeUseOf.com.

Il 17 dicembre scorso Barack Obama ha annunciato che esistono prove schiaccianti del fatto che sia la Russia ad aver ordinato l’attacco hacker che ha interferito con l’esito delle elezioni presidenziali di Novembre in USA. Ma quali sono queste prove schiaccianti? C’è il rischio che i segreti di stato, custoditi per non indebolire l’efficacia delle agenzie di sicurezza nazionale, mettano a rischio la democrazia? [Valigia Blu, Fabio Chiusi]

Bruce Schneier, esperto di sicurezza informatica soprannominato security guru da The Economist, spiega il processo che permette di scoprire chi si cela dietro un attacco hacker. Non esiste una vera e propria prova, piuttosto una serie di indizi. “The clues might involve ones and zeros, but the techniques go back to Sir Arthur Conan Doyle”. [CNN, Bruce Schneier]

Anche l’Italia ha il suo caso di cyber-spionaggio. Per sei anni i fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero hanno spiato i computer di famosi esponenti della politica, dell’economia e della finanza, infettandoli con il malware EyePiramid. Alessandro Curioni, vice presidente di IBM Europe, presidente di IBM Research ed esperto di sicurezza informatica, fa il punto sulla nostra “fragilità” in un’intervista ai microfoni di Radio Popolare. [Radio Popolare, Il Demone del Tardi]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Credit: Chiara Sabelli. Realizzato con Canva.

Pubblicati lunedì 9 gennaio i dettagli sulla classifica delle università italiane stilata da Il Sole 24 Ore. La didattica viene valutata attraverso 7 indicatori (attrattività, sostenibilità, stage, mobilità internazionale, borse di studio, dispersione, efficacia, soddisfazione, occupazione), mentre la qualità della ricerca attraverso tre indicatori (ricerca, fondi esterni, alta formazione). Tuttavia non è spiegato come sia stato quantificato ciascun indicatore [Il Sole 24 Ore, Gianni Trovati]

La valutazione della qualità della ricerca nella classifica de Il Sole 24 Ore non è originale, bensì corrisponde alla VQR 2004-2010 prodotta dall’ANVUR. La VQR si basa su due sistemi di valutazione per stimare l’impatto delle pubblicazioni scientifiche: peer-review e indici bibliometrici. Per dimostrare che l’uso di uno o dell’altro metodo produce gli stessi risultati, l’ANVUR ha effettuato un confronto su circa 9000 pubblicazioni, meno del 10% del totale di articoli raccolto, trovando un buon livello di accordo. Alberto Baccini e Giuseppe De Nicolao mettono in discussione questi risultati. [LSE Impact Blog, AlbertoBaccini e Giuseppe De Nicolao]

Intanto, dall’altra parte della Manica, la University and College Union ha effettuato un sondaggio tra 1000 ricercatori delle università britanniche chiedendo se la Brexit avrà conseguenze sul loro futuro professionale. Il risultato lascia intravedere il pericolo di un esodo [Nature Trend Watch, Daniel Cressey]

L’esperimento di un giornalista del New York Times: partecipare come speaker alla 15th World Cardiology and Angiology Conference organizzata dalla OMICS International. [Upshot – The New York Times, Kevin Carey]

I responsabili di una frode scientifica spesso restano sconosciuti. Ma non in questo caso. Michael Dansinger, medico del Tufts Medical Center, ha reso pubblico l’episodio di plagio messo in atto da un gruppo di ricercatori della Fondazione Stella Maris Mediterraneo ai suoi danni, pubblicando una lettera aperta sulla prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine. [Stat News, Adam Marcus e Ivan Oransky]

Appello per il prolungamento della moratoria sui divieti alla sperimentazione animale. Il Decreto Milleproroghe approvato il 29 dicembre scorso, ha previsto la proroga di un anno soltanto della moratoria sul divieto di utilizzo di animali negli studi sul meccanismo d’azione delle sostanze d’abuso e sugli xenotrapianti d’organo, restrizioni introdotte con il Decreto Legislativo 26/2014. [Appello per il prolungamento della moratoria sui divieti alla sperimentazione animale]

MISCELLANEA

Credit: Associazione Cittadini per l’aria.

È ancora possibile per qualche giorno iscriversi alla iniziativa milanese “Diventa vedetta dell’aria”, dell’Associazione Cittadini per l’aria per contribuire in un grande esperimento di scienza partecipata a misurare con apposite fialette la concentrazione di NO_2 in prossimità della propria casa. Scienza in Rete ne ha parlato recentemente. [Scienza in Rete, Valentina Meschia]

“Gene edited” o “Genetically modified”? Le nuove tecniche di manipolazione genetica, come la CRISPR, vengono utilizzate in numerose piantagioni. Non introducono geni di organismi estranei nelle piante e dunque il risultato non può essere considerato OGM, almeno per il momento. Le normative attualmente in vigore sono state scritte per la vecchia generazione di OGM. E c’è chi scommette che presto i fagioli di soia geneticamente modificati sostituiranno le olive nella produzione di olio [The New York Times, Kenneth Chang]

Leggi elettorali a confronto. Compilare due schede elettorali e osservare le differenze. L’esperimento di un biologo, un ingegnere e un economista raccontato su Nature News and Comment. [Nature Comment, Guruprasad Madhavan, Charles Phelps e Rino Rappuoli]

Un gruppo di ricercatori americani guidati da Ingrid Gould Ellen, professoressa di politiche urbanistiche alla New York University, ha condotto uno studio che mostra che uno dei fattori che contribuiscono maggiormente alla gentrificazione di un quartiere popolare è una sostanziale diminuzione degli episodi criminosi. [Upshot – The New York Times, Emily Badger]

Cosa succederà dopo LHC? I fisici pensano a un cambio di paradigma nella progettazione degli acceleratori di particelle, per poter raggiungere energie di collisione più elevate di quelle attuali. L’idea è quella di usare fasci di protoni per trainare elettroni all’interno di un plasma. Al CERN è in preparazione l’esperimento AWAKE, un proof-of-principle demonstration experiment per capire se è possibile percorrere questa strada [Life and Physics – The Guardian, Jon Butterworth]

Le notizie di scienza della settimana #1

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 10 gennaio 2017]

I GHIACCI DELL’ARTICO IN PERICOLO

Un orso polare sulla superficie ghiacciata fratturata vicino alla nave della spedizione Norwegian Young Sea ICE. Credit: Marcos Porcires/Norwegian Polar Institute.

Il 2016 ha segnato due nuovi record climatici per le regioni artiche: temperature 20 gradi al di sopra della media stagionale e riduzione del 20% della superficie ghiacciata rispetto alla media degli ultimi 30 anni. Lo stato di salute del clima Artico è una sentinella, che annuncia un cambio di velocità negli effetti del cambiamento climatico, con effetti che si manifestano anche molto lontano dal Polo Nord. A pagarne le conseguenze sono gli organismi viventi che popolano i mari dell’Artico, ma anche la barriera corallina australiana. Ancora più preoccupante l’effetto sulle comunità vulnerabili ai disastri ambientali. Nel 2015 i rifugiati ambientali hanno superato in numero quelli in fuga da conflitti armati. Anche la situazione geopolitica si surriscalda per l’Artico, oggetto delle mire espansionistiche Russe che si scontrano con gli interessi cinesi verso la zona Polare, dove dove la Cina ha installato nel 2004 la sua prima base scientifica. Nel frattempo si avvicina l’insediamento del Presidente Trump, che ha scelto l’ex numero uno del colosso petrolifero Exxon Mobil come segretario di stato. [Scienza in Rete; Tania Salandin]
Come effetto delle alte temperature registrate negli ultimi due mesi, la superficie ghiacciata si sta assottigliando. Durante una spedizione scientifica a bordo della nave Lance, i ricercatori dell’Istituto Polare Norvegese si sono trovati immersi nelle fredde acque dell’oceano Artico[Adrift in the Arctic Sea on a frozen research camp, Jim Daley Writes]

La dimostrazione scientifica del fatto che i record climatici del 2016 nella regione artica siano dovuti alle attività umane è arrivata dai ricercatori del gruppo World Weather Attribution. Hanno mostrato che l’eccezionale aumento delle temperature nella regione Artica è uno degli effetti del cambiamento climatico. In particolare gli scienziati hanno stimato che oggi la probabilità di avere temperature così alte è di circa 1 volta ogni 50 anni, mentre nel 1990 si attestava a 1 volta ogni 1000 anni. [North Pole, Nov – Dec, 2016, World Weather Attribution]

Quanto più la differenza tra le temperature della regione artica e quella delle regioni calde confinanti diminuisce, tanto più frequenti saranno gli eventi climatici estremi a tutte le latitudini. [The Guardian, Daniel Carrington]

Il cambiamento climatico non mostra i suoi effetti solo nell’artico. L’area del Mediterraneo è particolarmente soggetta a ondate di calore e siccità. Il terreno, sempre meno resiliente, fatica a immagazzinare nuove riserve di acqua. La siccità registrata nei giorni scorsi a Palermo è un esempio, aggravato dallo stato in cui versa l’acquedotto locale. L’Italia prepara un piano per incrementare il riciclo e riuso delle acque e ammodernare gli acquedotti entro il 2020. [La Stampa, Sergio Castellari intervistato da Andrea Rossi 3 gennaio 2017]

FREEDOM OF INFORMATION ACT PER DIFENDERCI DAGLI ALGORITMI

Embed from Getty Images

Negli Stati Uniti un numero sempre maggiore di organi governativi utilizza algoritmi statistici per svolgere il proprio lavoro. L’obiettivo può essere quello di garantire la sicurezza dei suoi cittadini, come nel caso del sistema di sorveglianza della NSA, oppure valutare la qualità degli insegnanti pubblici, come è successo al Department of Education di New York City. Ma, come afferma Cathy O’Neill nel suo libro Weapons of Math Destruction, “Models are opinions embedded in mathematics”. La valutazione dell’equità e dell’efficacia di questi algoritmi deve essere affidata a soggetti indipendenti, che difendano i diritti dei cittadini. In più di un caso il Freedom of Information Act (FOIA) è stato impugnato per avere accesso ai modelli matematici utilizzati dai governi. [Los Angeles Times, Christine Zhang]

Un esempio è l’inchiesta di ProPublica sull’algoritmo COMPAS, utilizzato per valutare rischio di recidività criminale. I giornalisti di ProPublica avevano concluso che l’algoritmo discriminava i neri rispetto ai bianchi. La loro inchiesta ha portato i ricercatori ad approfondire l’analisi, mostrando che il bias si può evitare. [ProPublica; Julia Angwin, Jeff Larson, Surya Mattu e Lauren Kirchner, ProPublica, Julia Angwin e Jeff Larson]

Più recentemente il Brennan Center della NYU School of Law ha citato in giudizio il dipartimento di polizia di New York appellandosi al FOIA per ottenere gli algoritmi utilizzati nella prevenzione dei crimini della metropoli americana, mettendo in dubbio la loro equità. [Brennan Center for Justice v. New York Police Department]

E in Italia? Il 23 dicembre scorso è entrato in vigore anche in Italia il FOIA, che garantisce l’accesso ai documenti della Pubblica Amministrazione a tutti i cittadini, le ONG, i giornalisti senza che questi dimostrino di avere un interesse diretto. Il parlamento italiano, ultimo tra gli europei a garantire questo diritto ai suoi cittadini, ha approvato un testo di legge non senza difetti, che rischia di limitare l’accesso alle informazioni. [Scienza in Rete, Federico Anghelé]

Nel frattempo, anche l’Italia ha iniziato a utilizzare algoritmi di polizia predittiva. La Questura di Milano adotta dal 2007 l’algoritmo di polizia KeyCrime. Si tratta di un algoritmo proprietario, sviluppato dall’assistente capo Mario Venturi che punta a isolare seriali criminali. Stando alle dichiarazioni della questura, l’impiego di KeyCrime da parte della polizia meneghina tra il 2007 e il 2013 ha fatto salire la percentuale di casi risolti dal 27% al 54%. [Linkiesta, Luca Rinaldi]

DISUGUAGLIANZE DI SALUTE

Dal film ‘I, Daniel Blake’ di Ken Loach, 2016. Credit: Arenapal.

Il fattore geografico è tra i più rilevanti nel determinare lo stato di salute delle persone. Lo conferma un recente studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, rilanciato dal Washington Post. [The Washington Post, Michael Ollove]

L’epigenetica è fortemente influenzata dall’ambiente, inteso come condizioni socio-economiche, qualità dell’aria che resperiamo, alimentazione, ecc.. Ad esempio l’epigenetica è in grado di registrare le vulnerabilità della madri verso certe malattie e trasferirle ai figli. Il suo ritmo di cambiamento segue quello dell’ambiente che ci circonda, al contrario di quanto avviene per il genoma. Le disuguaglianze di salute potrebbero quindi diventare ereditarie. Questo è il tema al centro del libro di Micheal Marmot “La Salute disuguale”[Scienza in Rete, Paolo Vineis; Il Manifesto, Paola Michelozzi]

Meno salute, meno lavoro. Secondo l’ultimo rapporto OCSE sullo stato di salute dei cittadini europei, nella fascia 50-59 anni il tasso di disoccupazione dei malati cronici è circa il doppio di quello dei cittadini sani. In Italia la situazione è particolarmente sfavorevole per gli obesi e i fumatori. [Scienza in Rete, Cristina Da Rold]

Le disuguaglianze ci sono anche nell’accesso alle terapie. I trial clinici sulle terapie anti-tumorali sono spesso l’unica possibilità di cura per i malati di cancro. Ma le minoranze devono affrontare ostacoli maggiori per riuscire a farne parte. [The New York Times, Denise Grady]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Luigi Nicolais al Convegno Finmeccanica al Teatro San Carlo di Napoli il 2 febbraio 2011. Credit: Cesare Abbate, Ansa.

Luigi Nicolais, presidente del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, ha pubblicata su Nature una lettera in cui definisce il decreto governativo sulle Cattedre Natta una minaccia per libertà degli scienziati italiani e per il futuro della scienza nel nostro Paese. [Nature Correspondence, Luigi Nicolais]

L’arbitrarietà della selezione dei ricercatori e professori rappresenta uno dei rischi peggiori nella deriva “corporate” che molti sistemi di istruzione universitaria hanno intrapreso. [Nature News & Comment, Olof Hallonsten]

Il Sole 24 Ore ha pubblicato lunedì scorso la classifica delle università italiane per il periodo 2010-2014. L’indice su cui è basata la classifica tiene conto sia della qualità della didattica che del livello della ricerca. Non si conoscono i dettagli dell’analisi, che dovrebbero essere pubblicati oggi, ma si sa già che la valutazione della ricerca si basa sui risultati della VQR relativi al periodo 2004-2010, non essendo ancora disponibili quelli più recenti. [Il Sole 24 Ore, Gianni Trovati]

MISCELLANEA

A simple guide to CRISPR, one of the biggest science stories of 2016. Credit: Javier Zarracina, Vox.

Cosa ci riserva la scienza nel 2017? Le previsioni di Nature. [Nature, Eizabeth Gibney]
Una delle scoperte scientifiche più importanti del 2016, la CRISPR, sarà probabilmente una delle novità scientifiche più grandi anche nel 2017. Ecco una guida semplice sull’argomento[Vox, Brad Plumer e Javier Zarracina]

La Cina investe 9 miliardi di dollari nella ricerca sui test genetici, finanziando laboratori sia all’estero che sul proprio territorio. E rischia di sottrarre agli Stati Uniti il primato indiscusso in questo campo. [The Washington Post, Ylan Q. Mui]

computer quantistici pronti a uscire dai laboratori nel 2017. [Le Scienze, Davide Castelvecchi]

Ecco come il nostro cervello elabora le negazioni

[originariamente pubblicato su talk.iit.it, 24 ottobre 2016]

Un gruppo di neuroscienziati, appartenenti all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e al Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) francese, ha sfruttato le connessioni esistenti sulla corteccia cerebrale tra la zona motoria e quella del linguaggio, per capire come il nostro cervello elabora il significato delle negazioni.

Continua a leggere Ecco come il nostro cervello elabora le negazioni

Gli spiccioli dei PRIN 2015 alla ricerca pubblica

[originariamente pubblicato su Scienza in rete, 27 settembre 2016]

Il 20 settembre scorso il Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha reso pubblico l’elenco dei vincitori dei bandi PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale), i finanziamenti pubblici per la ricerca assegnati su base competitiva. La somma messa a disposizione dal MIUR è di 91’244’801 euro, di cui  79’947’832 sono assegnati sulla base della valutazione del progetto e della richiesta di budget del principal investigator (PI, colui o colei che propone il progetto), mentre  11’296’969 rappresentano la quota premiale,  ovvero la somma conferita dal MIUR in base allo stipendio del PI (precisamente il 50% dello stipendio del PI).

Continua a leggere Gli spiccioli dei PRIN 2015 alla ricerca pubblica

Algoritmi per difenderci

[da Il Sole 24 Ore pagina 12, 24 Luglio 2016, Nòva24 Tech]

I nostri comportamenti, che siano telefonate al cellulare, acquisti online, o il modo di muoversi all’interno di un aeroporto, possono essere registrati e trasformati in dati. Sofisticati algoritmi, detti di machine learning, analizzano questi dati per costruire i nostri “profili”. Ma quanto sono affidabili? E che tipo di decisioni supportano?

Continua a leggere Algoritmi per difenderci

Elettroencefalogrammi collettivi

Tre anni fa, durante la notte bianca di Toronto, è stata l’installazione più visitata. File di oltre due ore si allungavano all’esterno del duomo geodesico di 18 metri di diametro che ospitava “My Virtual Dream“. Si tratta di un esperimento neuroscientifico unico nel suo genere. I partecipanti, oltre cinquecento alla fine dell’evento, sono stati letteralmente “immersi” in un’esperienza artistica e musicale prodotta dai loro stessi cervelli, monitorati tramite elettroecefalogramma (EEG). L’obiettivo era quello di studiare il fenomeno del neurofeedback, ovvero l’effetto che la visualizzazione della propria attività cerebrale  produce sull’attività stessa. Ideato da un gruppo di neuroscienziati del Rotman Research Institute presso il Baycrest hospital di Toronto, il progetto è stato realizzato grazie al coinvolgimento di figure molto diverse tra loro: multi-media artist, esperti di brain imaging e brain computer interface, musicisti. L’esperimento è unico nel suo genere per due motivi. Per la prima volta i dati relativi alle oscillazioni neuronali sono stati raccolti fuori da un laboratorio, in un ambiente ricco di stimoli e disturbi, molto più simile a quello in cui viviamo quotidianamente. In secondo luogo il campione di dati raccolto ha una dimensione (523 soggetti) mai raggiunta prima. I risultati raccolti durante l’evento “My Virtual Dream”, hanno permesso di confermate effetti già osservati in laboratorio e scoprirne di nuovi.

Continua a leggere Elettroencefalogrammi collettivi

Prevedere la diffusione di malattie: il ruolo dei big data

Negli ultimi due post ho raccontato aspetti controversi sull’utilizzo dei big data. Ma ci sono molte altre situazioni in cui i dati possono fare la differenza. Una di queste è la previsione della diffusione di influenze o malattie infettive. Sono diversi i dati che possono essere impiegati in questo tipo di analisi: attività online (sia sui social media che sui motori di ricerca), traffico aereo in uscita dalle zone di focolaio iniziale, localizzazione degli habitat in cui proliferano i vettori dell’infezione. Questi strumenti possono essere di grande supporto alle autorità sanitarie, che per mappare la diffusione di una malattia possono fare affidamento solo sui casi già accertati.

La diffusione del virus Zika, dichiarato emergenza sanitaria dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata studiata con tutti questi strumenti attraverso il coinvolgimento di società specializzate in analisi dei dati: l’americana Google e la canadese Blue Dot. Vediamo come.

Continua a leggere Prevedere la diffusione di malattie: il ruolo dei big data

I meta dati che uccidono

Se il governo cinese pianifica di intensificare il controllo sui cittadini impugnando l’arma dei big data, gli Stati Uniti lo fanno già da molto tempo. In particolare ha avuto risonanza la notizia che la NSA, l’agenzia di intelligence statunitense, avrebbe basato una parte degli attacchi con droni condotti in Pakistan, responsabili di migliaia di vittime, sull’analisi del traffico telefonico mobile dei cittadini di quel paese.

Se quest’affermazione può destare in voi inquietudine, i dettagli su come questi dati siano stati utilizzati vi sconvolgeranno.

Continua a leggere I meta dati che uccidono