Le notizie di scienza della settimana #21

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 9 giugno 2017]

QUANTI ITALIANI RINUNCIANO DAVVERO ALLE CURE?

Code agli sportelli ASL.

Secondo il VII Rapporto Censis-RBM Salute, presentato il 7 giugno in occasione del Welfare Day Sanità, sarebbero 12,2 milioni gli italiani che hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie nell’ultimo anno. Ma è davvero così? E inoltre: a che tipo di cure hanno rinunciato? L’epidemiologo Giuseppe Costa, l’economista sanitario Cesare Cislaghi e il demografo Aldo Rosano hanno analizzato i dati raccolti dalle indagini multiscopo ISTAT sulla salute e il ricorso ai servizi sanitari e dall’indagine europea sul reddito e le condizioni di vita delle famiglie (EU-SILC), concludendo che la percentuale di italiani che nel 2015 ha riunciato ad almeno una prestazione sanitaria è il 7,8%, corrispondente a meno di 5 milioni di cittadini. Questa stima è circa la metà di quanto denunciato dall’indagine CENSIS-RBM e in linea con quella di altri Paesi europei. Secondo i tre ricercatori, più che i valori aggregati meritano attenzione i dati di rinuncia stratificati per area geografica e per motivazione. Le percentuali di rinunciatari nell’Italia centrale e al Sud sono rispettivamente il doppio e il triplo di quella registrata al Nord. Infine se nel 2005 circa il 50% di coloro che rinunciavano alle prestazioni sanitarie era spinto da motivi economici, nel 2015 questa percentuale è salita all’80%. [Scienza in rete; Giuseppe Costa, Cesare Cislaghi e Aldo Rosano]

Una sintesi dei dati contenuti nel VII rapporto CENSIS-RBM pubblicata il 7 giugno su La Repubblica. [La Repubblica; Irma D’Aria]

IL FUTURO DELL’ENERGIA

Esteso per oltre 15 ettari sull’altopiano di Les Mees nell’alta Provenza, questo parco fotovoltaico può generare 18.2 MW di potenza e produrre 26 milioni di kWh di energia, sufficienti a soddisfare i bisogni di 8000 famiglie. Credits: Boris Horvat/AFP/Getty Images.

La decisione di Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi potrà solo rallentare il cammino verso la decarbonizzazione e rafforzare la collaborazione tra Europa e Cina in tema di politiche ambientali. Il commento di Lorenzo Ciccarese, climatologo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). [Scienza in rete; Lorenzo Ciccarese]

Ma a che punto è la Cina sulle energie rinnovabili? Se da un lato il 70% dell’energia cinese è ancora garantito da centrali a carbone, la Cina produce circa la metà dei pannelli solari al mondo e due terzi delle turbine eoliche. L’industria del solare impiega ormai un milione di lavoratori. A Liulong, nella Cina centro-orientale, la compagnia Sungrow sta costruendo il più grande parco solare galleggiante mai esistito. I pannelli fotovoltaici galleggeranno sulle acque di un lago originato dal collasso di una miniera di carbone. [The New York Times; Keith Bradsher]

Secondo il gruppo di ricercatori bolognesi energiaperlitalia.it la Strategia Energetica Nazionale 2017, presentata il 10 marzo scorso dal Ministero dello Sviluppo Economico, non è sufficientemente ambiziosa. In particolare i ricercatori contestano il ricorso, suggerito dal piano del Ministero, al gas e ai biocombustibili per raggiungere nel 2030 la decarbonizzazione. Il nostro Paese, secondo loro, dovrebbe puntare massicciamente sulle energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. Sottolineano, inoltre, che nel piano non c’è alcun riferimento ad azioni che promuovano la cultura della sufficienza energetica, piuttosto che puntare tutto sulla riqualificazione degli edifici per ottenere una maggiore efficienza nei consumi. Scienza in rete ha pubblicato il documento integrale redatto dagli scienziati. [Scienza in rete; Vittorio Balzani e Autori Vari]

ETICA DELLA SCIENZA E POLITICA DELLA RICERCA

Portrait of confident business man sitting on a chair isolated over a white background. Credit: Undark Magazine.

Dal 7 al 9 giugno si è svolto a Ginevra l’AI for Good Global Summit, un incontro organizzato dalle Nazioni Unite per discutere insieme a compagnie del settore tecnologico e organizzazioni non profit di come l’intelligenza artificiale possa contribuire a migliorare le condizioni di vita nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia Cheasub Lee, membro del dipartimento delle telecomunicazioni presso le Nazioni Unite ammonisce: “I paesi in via di sviluppo potrebbero ottenere i vantaggi più importanti dall’intelligenza artificiale, ma anche i danni più grandi dalla diffusione di questi strumenti.” [Nature; Declan Butler]

Il fenomeno dei manel, i comitati scientifici formati da soli uomini (“all male panel“), è molto diffuso in diverse aree della ricerca. Numerose le iniziative di associazioni e singoli scienziati che cercano di combattere questa tendenza: dai database online che aiutano a cercare esperte nei campi più diversi, a gruppi di ricercatori maschi che si impegnano formalmente a non partecipare a panel costituiti esclusivamente da uomini. La necessità di avere rappresentanza femminile in ambito scientifico non è solo una questione di equità, ma anche una possibilità di crescita per la ricerca stessa. La diversità dei punti di vista produce una scienza migliore. [Undark Magazine; Lauren M. Whaley]

La qualità della ricerca scientifica è in gran parte dipendente dalla qualità del processo di peer-review. L’attività di valutazione tra pari è fondamentale infatti per individuare eventuali errori nei risultati o limiti metodologi. Allo stesso tempo rappresenta un importante momento di crescita professionale per il revisore, che è informato degli ultimi progressi nella sua area e coltiva il suo senso critico e le sue capacità comunicative. La neonata Publons, una società che offre training gratuito per l’attività di revisione e allo stesso tempo valuta i revisori, ha chiesto ai suoi esperti di redigere un elenco dei passi fondamentali da seguire per scrivere un impeccabile referee report[LSE Impact Blog; Jo Wilkinson]

MISCELLANEA

Con una mozione resa pubblica il 7 maggio scorso, le due associazioni scientifiche che raggruppano gli antropologi italiani chiedono di eliminare il termine “razza” dalla Costituzione. Il motivo? Il termine “razza”, per quanto riguarda la nostra specie (Homo sapiens) è privo di ogni significato scientifico. La riflessione di Pietro Greco su Scienza in rete. [Scienza in rete; Pietro Greco]

Per i cosiddetti “Problematic Internet Users” astenersi dall’utilizzo di internet provoca effetti fisiologici simili a quelli rilevati nelle persone che interrompono l’utilizzo di sostanze sedative o alcolici. Aumento della pressione sistolica e della frequenza cardiaca. Questo è il risultato di uno studio condotto su 144 partecipanti da un gruppo di ricercatori della Università degli Studi di Milano e della Swansea University pubblicato recentemente su PLOS.org. Anche se la dipendenza dal web non è ancora inclusa nel DSM, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, c’è una forte pressione affinché venga inserito nella prossima edizione. [Bustle; Claire Warner]

“Penso che chiunque si dedichi all’attività clinica debba essere consapevole dei due aspetti della malattia […] quello dal punto di vista del paziente e quello dal punto di vista del medico. Se non lo è, e questo oggi capita spesso, è un medico a metà”. Claudio Rugarli, oggi professore emerito di medicina interna all’Università Vita-Salute San Raffaele, parla del metodo clinico nel suo libro “Medici a metà”, pubblicato da Raffaello Cortina Editore. La recensione di Ugo Falcando su Scienza in rete. [Scienza in rete; Ugo Falcando]

Le notizie di scienza della settimana #20

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 2 giugno 2017]

LA SALUTE DISUGUALE – FESTIVAL DELL’ECONOMIA 2017

FOLLA 01, mosaico di Luca Barberini (2011). Private collection, cm 40 x 90.

Ha avuto inizio ieri l’edizione 2017 del Festival dell’Economia di Trento, dedicata alle disuguaglianze di salute. Fino a domenica incontri, dialoghi, interviste e dibattiti. Numerosi gli eventi trasmessi in streaming sul sito del festival. [Programma del Festival dell’Economia di Trento 2017]

Le disuguaglianze di salute in Italia ci sono, ma sono meno gravi che altrove, grazie all’effetto protettivo della dieta mediterranea e di un Sistema Sanitario Nazionale che garantisce le prestazioni essenziali soprattutto ai ceti meno abbienti. Questo è il messaggio centrale del testo, curato dall’epidemiologo Giuseppe Costa dell’Università degli Studi di Torino, che riassume la situazione italiana relativa alle disuguaglianze di salute in occasione dell’edizione 2017 del festival. [Scienza in rete; Giuseppe Costa]

Ogni mattina Luca Carra introdurrà la rubrica “Diamo i numeri”, in cui statistici ed esperti di politica sanitaria analizzeranno i più recenti dati sullo stato di salute degli italiani. L’appuntamento del 2 giugno, ‘Universalismo e disuguaglianza’ , vedrà ospite Alessandro Solipaca dell’ISTAT per commentare il Rapporto Osservasalute 2016, pubblicato il 10 aprile scorso. Si tratta del rapporto annuale redatto dall’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni italiane. Cristina Da Rold ne aveva analizzato per Scienza in Rete i risultati con particolare attenzione al ruolo del titolo di studio, del reddito e della provenienza geografica. [Scienza in rete; Cristina Da Rold]

Alle ore 16 del 2 giugno Paolo Vineis parlerà delle basi biologiche sottostanti alle disuguaglianze sociali nella salute . Vineis, epidemiologo dello University College London, coordina il progetto europeo Lifepath, che indaga i meccanisimi biologici responsabili delle differenze di salute che emergono nel processo di invecchiamento. La rivista The Lancet ha pubblicato nel febbraio di quest’anno un importante risultato del progetto, che dimostra che il 20% delle morti premature è da attribuire alle condizioni socioeconomiche, un impatto paragonabile a quello di una scarsa attività fisica (25%) o della dipendenza da tabacco (30%). [Scienza in rete; Michele Bellone]

Alle ore 18h00 del 2 giugno Luca de Fiore intervisterà Micheal Marmot , epidemiologo presso l’University College London e presidente della World Medical Association. Marmot si occupa di disuguaglianze di salute dal 1975. Dopo aver partecipato alla prima fase dei Whitehall Studies, indagini epidemiologiche condotte sugli impiegati statali londinesi, divenne coordinatore della seconda fase degli studi, realizzata negli anni ottanta, che riguardò oltre 10000 dipendenti pubblici inglesi, sia uomini che donne. Gli studi rivelarono con chiarezza che l’aspettativa di vita diminuiva scendendo lungo la scala gerarchica. [Scienza in rete; Luca Carra]

ETICA DELLA SCIENZA E POLITICA DELLA RICERCA

Il monumento al resvisore anonimo viene inaugurato all’Institute of Education della Higher School of Economics di Mosca. Credits: HSE Institute of Education.

È stato inaugurato venerdì 26 maggio a Mosca il monumento dedicato all’ananonymous peer reviewer. Si tratta di un dado di cemento del peso di 1.5 tonnellate che reca sulle sue facce iscrizioni come “Reject” e “Major Changes”. È il risultato di una campagna di crowdfunding a cui hanno aderito anche due premi Nobel, Eric Maskin e Andre Gaim, lanciata da Igor Chirikov, direttore del Center of Sociology of Higher Education della Higher School of Economics di Mosca. [The Guardian; Nicola Davis]

Era il 1951 quando Henrietta Lacks varcava per la prima volta la soglia del Baltimore Hospital. Durante le terapie a cui venne sottoposta invano per curare il cancro alla cervice uterina che l’aveva colpita, le vennero prelevate delle cellule tumorali. Queste cellule hanno rivoluzionato la ricerca sulle colture cellulari e hanno poi permesso scoperte fondamentali in varie aree della medicina e della biologia. Al momento del prelievo i medici non chiesero alcun consenso a Henrietta, non erano obbligati a farlo da nessuna legge. Oggi i donatori e i pazienti esprimono il loro parere attraverso il consenso informato, ma questa forma di coinvolgimento ha ormai mostrato tutti i suoi limiti. La ricerca biomedica ha avviato progetti ambiziosi che possono avere successo solo se si stabilisce un’alleanza fruttuosa con i cittadini. E questa alleanza passa attraverso nuove forme di partecipazione e dialogo tra ricercatori e cittadini. [The Conversation; Maninder Ahluwalia]

Non sono solo gli scienziati a privilegiare i risultati positivi su quelli negativi al momento della pubblicazione. Anche i giornalisti tendono a raccontare più spesso storie di successi scientifici, e raramente si preoccupano di pubblicare le smentite nel caso in cui questi successi si rivelino infondati. L’interessante riflessione di Aaron Carroll, pediatra alla Indiana University School of Medicine, su The Upshot. [The Upshot; Aaron E. Carroll]

MISCELLANEA

Persone ferite all’esterno della Victoria Station a Manchester e sulle scale che conducono alla Manchester Arena subito dopo l’attacco suicida avvenuto al termine del concerto di Ariana Grande il 22 maggio scorso. Credit: Joel Goodman/LNP.

Il terrorismo è comunicazione, anzi spettacolo e i mezzi di comunicazione di massa sono i suoi primi alleati. La riflessione di Roberto Satolli in seguito all’attentato suicida avvenuto alla Manchester Arena al termine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande, in cui hanno perso la vita 22 persone. [Scienza in rete; Roberto Satolli]

Si concluderà quest’anno la raccolta dei DNA sequenziati appartenenti ai detenuti nelle carceri italiane, ai resti biologici trovati sulle scene del crimine e alle persone scomparse e ai loro consanguinei. A raccogliere questi dati sarà la banca dati nazionale del DNA. il cui laboratorio centrale si trova nei pressi di Rebibbia a Roma. Aperta ufficialmente nel novembre del 2016, la necessità di una simile struttura era stata sancita dal trattato di Prum, sottoscritto nel 2005 dai maggiori Paesi europei e poi anche dall’Italia nel 2009. [Scienza in rete; Cristina Da Rold]

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato l’edizione 2017 della giornata mondiale per la lotta contro il fumo di tabacco ai danni che questo sta provocando e provocherà ai Paesi in via di sviluppo. Cristina Da Rold e Maria Rosa Valetto fanno il punto sulla battaglia contro la dipendenza dal tabacco, con particolare attenzione ai Paesi Europei e all’Italia. Purtroppo le notizie non sono buone. [Scienza in rete; Cristina Da Rold e Maria Rosa Valetto]

Le notizie di scienza della settimana #19

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 27 maggio 2017]

VACCINI OBBLIGATORI

Una persona riceve il vaccino per la febbre gialla in un ambulatorio pubblico a Caratinga, nello stato sudorientale di Minas Gerais in Brasile. Credits: Douglas Magno/AFP/Getty Images.

Donato Greco e Eva Benelli commentano il decreto legge firmato dalla ministra Lorenzin venerdì 19 maggio che reintroduce l’obbligo vaccinale per le scuole della prima infanzia e gli asili nidi e stabilisce sanzioni monetarie per i genitori che tentano di iscrivere i figli non vaccinati alle scuole primarie. Questa misura sarà efficace per riconciliare gli esitanti con i programmi di vaccinazione nazionale? Forse non sarebbe opportuno intervenire sulla qualità del servizio offerto dai centri vaccinali, e su quella dei colloqui con i medici al momento del vaccino? [Scienza in rete; Eva Benelli e Donato Greco]

Il rapporto “I vaccini” pubblicato dall’Accademia dei Lincei ripercorre alcuni dei principi fondamentali del funzionamento dei vaccini e dei rischi a cui siamo esposti se la copertura vaccinale scende sotto una certa soglia. Gli autori sottolineano in particolare l’importanza di sviluppare tecnologie vaccinali che siano accessibili ai paesi in via di sviluppo, che spesso non possono sostenere i costi delle vaccinazioni. Ecco una sintesi del documento. [Scienza in rete; Redazione]

Il numero di Science pubblicato il 28 aprile è stato dedicato ai vaccini. In questo articolo Lindzi Wessel ripercorre i miti più diffusi sui presunti effetti collaterali delle vaccinazioni. [Science; Lindzi Wessel]

ETICA DELLA SCIENZA E POLITICA DELLA RICERCA

Una nana bianca, nel rendering di un artista.

Il 26 maggio è mancato improvvisamente l’astrofisico italiano Giovanni Bignami. Professore universitario, aveva ricoperto la carica di presidente dell’ASI e dell’INAF. Conosciuto dal grande pubblico per il suo impegno nella divulgazione scientifica. Scienza in rete lo ricorda con un’intervista rilasciata da Bignami a Pietro Greco poco tempo fa sul suo libro “Cosa resta da scoprire”, in cui lo scienziato mostra la sua attitudine da grande comunicatore. [Scienza in rete; Pietro Greco]

Gli scienziati sono migranti. Si spostano per proseguire il loro lavoro di ricerca, per ottenere nuovi finanziamenti, per avere a disposizione un laboratorio migliore. Science ha provato a quantificare questo particolare fenomeno migratorio analizzando il database ORCID. Seppure il campione di ricercatori non rappresenti ugualmente tutti i paesi, si possono fare alcune stime, visualizzarle e tentare di interpretarle. [Science; John Bohannon]

Chi sono gli italiani che hanno vinto i finanziamenti dello European Research Council? Dove lavorano? Come si posiziona l’Italia rispetto agll altri Paesi europei nella competizione per i grant più ambiti e ricchi nel nostro continente? Cristina Da Rold e Sergio Cima hanno analizzato i dati relativi ai grant ERC dal 2007 a oggi e hanno fatto il punto della situazione, con visualizzazioni molto interessanti. [Scienza in rete; Cristina Da Rold e Sergio Cima]

MISCELLANEA

Luca Carra legge “E l’uomo creò l’uomo” di Anna Meldolesi.

“E l’uomo creò l’uomo” è l’ultimo libro della giornalista e scrittrice Anna Meldolesi. Racconta il percorso che ha portato alla scoperta della tecnica di editing genetico CRISPR/Cas9 e le sue conseguenze, nei tribunali e nei laboratori di tutto il mondo. Luca Carra lo definisce un libro a più strati: uno strato scientifico, uno dedicato agli aspetti sociologici della ricerca scientifica e il terzo, più consistente, sulle prospettive di applicazione di CRISPR. [Scienza in rete; Luca Carra]

Nelle fasi immediatamente successive all’attentato compiuto lunedì sera alla Manchester Arena, i social network hanno avuto un ruolo di primo piano, come era già successo in passato per altri episodi simili. Da una parte le conversazioni online possono essere di aiuto per chi è coinvolto nell’attentato e per chi cerca semplicemente di esorcizzare la paura da casa. Dall’altra però rischiano di contribuire a diffondere il messaggio di violenza, proprio come vogliono i terroristi. Senza contare la sofferenza che possono causare alle famiglie delle vittime e ai sopravvissuti. In questo articolo di WIRED, Emily Dreyfuss riflette sul modo più costruttivo di usare i social network in queste drammatiche circostanze. [Wired; Emily Dreyfuss]

Quest’anno la giornata mondiale della biodiversità, celebrata il 22 maggio scorso, è stata dedicata al turismo sostenibile, il linea con la scelta delle Nazioni Unite, che hanno dichiarato il 2017 come l’anno internazionale per lo sviluppo e il turismo sostenibile. La biodiversità e i servizi ecosistemici che questa genera sono fondamentali per il turismo, che tuttavia minaccia la conservazione della biodiversità. Nuove forme di turismo “leggero” sono indispensabili per invertire questa tendenza. A 3 anni dalla scadenza degli Aichi Biodiversity Targets, Lorenzo Ciccarese dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale fa il punto sugli obiettivi di tutela della biodiversità stabiliti nel 2010 dalla Convention on Biological Diversity. [Scienza in rete; Lorenzo Ciccarese]

Le notizie di scienza della settimana #18

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 20 maggio 2017]

I LATI OSCURI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Frank Rosenblatt davanti al Mark 1 Perceptron presso il Cornell Aeronautical Laboratory a Buffalo, New York, nel 1960 circa. Il Mark 1 era la macchin su cui venne implementato l’algoritmo Perceptron, progettato dallo stesso Rosenblatt per il riconoscimnento delle immagini. Si tratta di una forma primitiva di rete neurale.

Il deep learning trova applicazioni in diversi contesti: dal riconoscimento delle immagini, a quello delle parole pronunciate da una persona, fino alla guida delle automobili autonome. I ricercatori della Nvidia hanno sviluppato una self-driving car guidata da un algoritmo di deep-learning addestrato con l’osservazione di un essere umano al volante. L’automobile per adesso è solo sperimentale. Infatti, se l’algoritmo commettesse degli errori i ricercatori, non sarebbero in grado di spiegare perché è successo. È questo il caso per numerosi sistemi di apprendimento profondo, di cui le reti neurali prfonde sono uno dei tipi più diffusi. Gli output di questi algoritmi sono il frutto di un complesso scambio di segnali tra i diversi livelli della rete, che non può essere previsto ne dedotto a posteriori. Questa “inconoscibilità” pone un limite forte alle applicazioni, ed è per questo che numerosi scienziati lavorano a degli algoritmi che permettano ai sistemi di deep learning di spiegare, almeno sommariamente, il loro ragionamento. [MIT Technology Review; Will Knight]

Circa un anno fa il tribunale di New York aveva emesso la prima sentenza contro il Value Added Model (VAM), l’algoritmo con cui vengono valutati gli insegnanti in numerosi stati USA. Lo aveva definito “arbitrary and capricious” e aveva dato ragione a Sheri Lederman, professoressa a Long Island. All’inizio di maggio anche in Texas un gruppo di insegnanti ha vinto la causa che aveva intentato contro il VAM, impiegato in 7 dei maggiori distretti scolastici dello stato per decidere lincenziamenti e assegnare bonus. Segnali, questi, che mostrano un’accresciuta consapevolezza dei limiti di questa scatola nera a cui vengono affidate (ciecamente) decisioni molto importanti. [Bloomberg; Cathy O’Neil]

Eric Loomis viene arrestao il 23 febbario 2013 in Wisconsin, con l’accusa di aver tentato di fuggire dalla polizia a bordo di un’auto rubata, e successivamente condannato. Nelle motivazioni della sentenza di condanna emessa dalla corte suprema del Wisconsin c’era scritto “Compas report brought valuable information to the decision.” Compas è un algoritmo che valuta la probabilità “pre-processo” che l’imputato commetta un crimine, analizzando una serie di dati riguardanti il suo passato. Il ricorso in appello di Loomis, che contestava di non essere in grado di valutare l’affidabilità dell’algoritmo Compas (un sistema proprietario e quindi chiuso), è stato respinto l’estate scorsa. Sono numerosi i tribunali e i distretti di polizia che stanno sperimentando algoritmi del genere per le loro attività. Quali rischi comporta una simile diffusione? [The Conversation; Christopher Markou]

ETICA DELLA SCIENZA E POLITICA DELLA RICERCA

SESAME building. Credits: SESAME.

Martedì scorso, 16 maggio, è stato inaugurato ad Allan in Giordania il centro di ricerca SESAME. Si tratta di un sincrotrone, un acceleratore di elettroni che curvando emettono radiazione elettromagnetica a diverse frequenze. Ma SESAME non è un sincrotrone come gli altri. Al suo interno collaborano ricercatori provenienti da Paesi in conflitto tra loro, tra cui Israele, Palestina, Iran e Giordania. Senza contare che SESAME sorge a pochi chilometri dal confine con la Siria. Pietro Greco ripercorre la genesi di SESAME, partendo dalle idee visionarie di Abdus Salam e Paolo Budinich. [Scienza in rete; Pietro Greco]

Ma la scienza è stata davvero in grado di influenzare i tavoli della diplomazia e incoraggiare la composizione dei conflitti? Alessandro Vitale ripercorre alcune storie di imprese scientifiche nate dalla collaborazione tra Paesi storicamente in conflitto. Fondamentale il ruolo dell’opinione pubblica, che come una catena di trasmissione può tradurre gli sforzi dei ricercatori in soluzioni politiche di pace. [il Tascabile; Alessandro Vitale]

Eve Forster sta per ottenere un dottorato in neuroscienze cognitive all’Università di Toronto. Studia le basi neurali del ragionamento utilizzando la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso.In laboratorio indossa un abbigliamento che non valorizza la sua femminibilità, ma che la nasconde. Ha provato per una settimana a “indossare” i panni di un uomo su Twitter, per speriemntare le differenze. Ecco cosa ha capito. [Vox; Eve Forster]

MISCELLANEA

Un esempio di treemap, una forma di visualizzazione utilizzata per rappresentare dati gerarchici con rettangoli innestati tra loro. Ogni rettangolo rappresenta un ramo dell’albero e i rettangoli più piccoli a cui è accostato sono dei rami minori. L’area di ciascun rettangolo è proporzionale alla quantità dei dati ad esso associati.

Il fotogiornalista Marco Capovilla passa in rassegna gli errori che spesso compaiono sui quotidiani italiani quando si tratta di rappresentare dei dati graficamente. Una guida utile per i giornalisti, ma anche per i lettori che possono imparare a leggere criticamente questa parte sempre più importante dell’informazione. [Scienza in rete; Marco Capovilla]

Il filosofo Giorgio Agamben ha scritto da poco un libro in cui esplora la bizzarra ipotesi che Ettore Majorana sia scomparso volontariamente non sostenendo più l’indeterminatezza che la meccanica quantistica gettava sulla realtà. Cristian Fuschetto, esperto di bioetica, descrive la tesi del filosofo e gli argomenti che questo sceglie per sostenerla. [Scienza in rete; Cristian Fuschetto]

Lorenzo Ciccarese, membro del comitato scientifico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), fa il punto sull’impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità, in particolare nell’area bio-geografica mediterranea, una delle più vulnerabili del pianeta. [Scienza in rete; Lorenzo Cicarrese]

Le notizie di scienza della settimana #17

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 12 maggio 2017]

DISUGUAGLIANZE DI SALUTE

Aspettativa di vita in anni alla nascita nelle diverse contee americane nel 2014. Credits: JAMA Internal Medicine, Maggio 2017.

Nel 2015 l’aspettativa di vita negli Stati Uniti è diminuita rispetto all’anno precedente di 0.1 anni. Non succedeva dal 1993. Inoltre il tasso di mortalità è aumentato dell’1.2%. Inizialmente sono state individuate due cause principali di questo fenomeno: l’abuso di farmaci per il dolore cronico e la diffusione dei disturbi mentali dovuti alla crisi economica e alla perdita di speranza nel futuro. Un nuovo studio pubblicato su JAMA Internal Medicine l’8 maggio, mostra un fatto in più: esiste una impressionante disuguaglianza geografica. Un bambino nato nel 2014 in South Dakota aveva un’aspettativa di vita di 20 anni inferiore rispetto a uno nato in Colorado nello stesso anno. [Vox; Julia Belluz e Sarah Frostenson ]

Il 10 aprile è stato presentato il Rapporto Osservasalute 2016. Si tratta del rapporto annuale redatto dall’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni italiane. Ecco risultati del rapporto relativamente alle disuguaglianze di salute nel nostro Paese, dovute al titolo di studio, al reddito e alla geografia. [Scienza in rete; Cristina Da Rold]

La dodicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento sarà dedicata proprio alle disuguaglianze di salute. Tra i diversi format è previsto l’appuntamento quotidiano “Diamo i numeri”. Ogni mattina per un’ora e un quarto Luca Carra insieme a statistici ed economisti analizzerà i dati sullo stato di salute degli italiani, del nostro sistema sanitario e previdenziale. [Festival dell’economia di Trento; Diamo i numeri]

I RISCHI DELLA DO-IT-YOURSELF BIOLOGY

“DIY Bacterial Gene Engineering CRISPR Kit” commercializzato online dalla compagnia americana Odin.

Elena Dusi, giornalista di Repubblica, ha acquistato online dalla compagnia biotech statunitense Odin, il “DIY Bacterial Gene Engineering CRISPR Kit”, un kit fai-da-te per la manipolazione genetica di un batterio con la tecnica CRISPR. Ha deciso però di effettuare l’esperimento in un ambiente controllato, il laboratorio del dipartimento di medicina sperimentale e biochimica dell’Università Tor Vergata di Roma. [La Repubblica; Elena Dusi e Francesco Giovannetti]

Il 24 marzo scorso le autorità sanitarie tedesche avevano segnalato la contaminazione con dei batteri (alcuni dei quali multiresistenti) proprio del kit per l’editing genetico con CRISPR della ditta Odin. Lo European Center for Disease Prevention and Control ha pubblicato il 3 maggio un documento che stima come “basso” il rischio di infezione da parte degli utilizzatori del kit. Nel frattempo però la Germania ha bandito l’acquisto di questo kit e gli Stati membri dell’Unione hanno invitato i consumatori a scegliere prodotti che rispettino certi standard di qualità. [European Centre for Disease Prevention and Control]

In effetti la legislazione europea permette di acquistare online i kit fai-da-te per l’editing genetico prodotti dalle compagnie biotech statunitensi. Ma la legislazione a riguardo resta molto disomogenea e basata su principi diversi. Se negli Stati Uniti si concentra sul risultato della manipolazione, in Europa considera il processo. [Slate; Molly Olmstead]

Il 6 aprile scorso la Food and Drug Administration ha dato il via libera alla compagnia 23&Me per la vendita di test del DNA fai-da-te che valutano il rischio (più precisamente l’aumento del rischio) di sviluppare alcune malattie, tra cui Parkinson e Alzheimer. La decisione ribalta il divieto imposto alla stessa azienda nel 2013, motivato dalla scarsa accuratezza dei test e dall’assenza di un consulente genetico che potesse accompagnare i pazienti/consumatori nella presa di coscienza dei risultati. [The New York Times; Gina Kolata]

ETICA DELLA SCIENZA E POLITICA DELLA RICERCA

KAUST è il centro di ricerca saudita costruito 50 chilometri a nord di Gedda, sulle acque del Mar Rosso. Fondato nel 2007 per volontà del sovrano Abdullah Bin Abdulaziz Al Saud, oggi è secondo solo a Harvard in termini di capitale, ben 32 miliardi di dollari. A dieci anni dalla fondazione è tempo di bilanci. Se nel 2003 l’UNESCO stimava che i centri di ricerca in Medio Oriente contribuivano alla produzione di articoli scientifici globale solo per lo 0,01-0,3%, quanto vale questo contributo oggi? [Scienza in rete; Anna Lombardi]

Gli scienziati francesi hanno accolto molto favorevolmente la vittoria schiacciante di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali. Macron ha dichiarato di voler investire nella formazione dei giovani, in politiche di protezione ambientale e nell’innovazione delle università, anche dal punto di vista amministrativo. L’implementazione di queste misure dipenderà fortemente dall’esito delle elezioni legislative di giugno, che stabilirà la composizione del parlamento francese. [Nature; Declan Butler]

Il “NASA Space Act” del 1958 stabiliva tra i compiti della agenzia spaziale americana quello di fornire la più ampia comunicazione possibile riguardo alle sue attività e ai risultati ottenuti. Dalle dirette televisive della prima passeggiata lunare fino al primo Tweet dallo spazio, inviato dall’astronauta Mike Massimino il 12 maggio 2009, la NASA ha tenuto fede alla sua missione. Oggi è presente su numerose piattaforme di social networking con centinaia di account. Cosa si può imparare dalla sua storia sull’utilizzo dei social media per promuovere la ricerca scientifica? [LSE Impact blog; Amy Mollett, Cheryl Brumley, Chris Gilson e Sierra Williams ]

MISCELLANEA

Maria Pia Abbracchio, farmacologa all’Università degli Studi di Milano e vicepresidente del Gruppo 2003 per la ricerca, racconta la vittoria del Premio Galileo per la divulgazione scientifica 2017 assegnato a Guido Tonelli per “La nascita imperfetta delle cose”. [Scienza in rete; Maria Pia Abbracchio]

A quasi venti anni di distanza Patricia Wallace, psicologa della University of Maryland, ha aggiornato il suo “The Psicology of the Internet”, tradotto in italiano da Raffaello Cortina. Pietro Greco analizza le novità introdotte da Wallace su come l’attività online influenza il comportamento umano, in particolare le nostre impressioni e relazioni personali. [Scienza in rete; Pietro Greco]

“Epidemiologia 3.5: Se dico John Snow, a cosa pensi?” è il titolo del convegno organizzato dalla sezione giovani dell’Associazione Italiana di Epidemiologia presso la Sapienza di Roma per il 5 e 6 giugno 2017. Sono previsti corsi gratuiti per la mattina del 5 giugno, per cui le iscrizioni chiuderanno il 15 maggio. [Associazione Italiana Epidemiologia]

 

Le notizie di scienza della settimana #16

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 6 maggio 2017]

I PRIMI 100 GIORNI DI TRUMP

Donald Trump. Credit: Olivier Douliery-Pool/Getty.

Il 29 aprile ha segnato la conclusione dei primi 100 giorni della presidenza Trump. Questo passaggio simbolico vede il nuovo presidente in grave ritardo rispetto a molti dei suoi predecessori, in particolare sulle nomine dei vertici di alcune agenzie governative. A preoccupare gli scienziati americani è in particolare la “poltrona vuota” presso l’Office of Science and Technology Policy. [Nature editorial]

Approvato il bilancio per l’anno fiscale 2017, che si chiuderà a settembre. Le agenzie governative che si occupano di ricerca e sanità subiscono tagli molto meno consistenti di quelli richiesti da Trump. [Science; Jeffrey Mervis]

Oltre 300 mila persone hanno partecipato alle numerose marce per la scienza che si sono tenute negli Stati Uniti. Notevole anche la partecipazione nel resto del mondo. Il resoconto su Science. [Science; Tim Appenzeller]

Che conseguenze ha avuto la marcia per la scienza sull’opinione pubblica americana? Forse è presto per dirlo, ma il sondaggio realizzato da Matthew Motta, studente di dottorato in scienze politiche alla University of Minnesota, sembra indicare che liberali e conservatori abbiano inasprito le loro posizioni sugli scienziati, ma non sulla scienza. [Upshot New York Times; Brendan Nyhan]

SCUOLA

Ayana Bryant, consulente scolastica della Pelham Gardens Middle School nel quartiere Bronx a New York, insieme agli studenti. Aprile 2017. Credit: Christian Hansen per The New York Times.

Quattordici anni fa, durante l’amministrazione di Michael Bloomberg, venne messo a punto un programma di reclutamento degli studenti delle superiori di New York, che permette a ciascuno di applicare in tutte le scuole della città. Ogni allievo seleziona 12 scuole e un algoritmo stabilisce il ‘match’ migliore in base a diversi parametri, tra cui quartiere di resdienza, profitto scolastico, ecc.. L’obiettivo di questo programma era quello di dare accesso alle scuole migliori anche agli studenti in condizioni socioeconomiche svantaggiate o appartenenti a minoranze. Facendo un bilancio oggi il risultato sembra sia ancora lontano da raggiungere. [The New York Times; Elizabeth A. Harris e Ford Fessenden]

Hanno avuto inizio il 3 maggio i test Invalsi, test a risposta multipla che intendono misurare la preparazione degli studenti delle scuole elementari e superiori in italiano e matematica. Numerosi gli scioperi proclamati dai Cobas, i docenti e i genitori, che protestano contro l’opportunità e l’efficacia di queste prove. Scienza in rete aveva analizzato i potenziali limiti di questo tipo di valutazione soprattutto in ambito matematico. [Scienza in rete; Elena Rinaldi]

Al GSSI si è discusso della probabilità come strumento per costruire una cultura dell’incertezza. L’evento, che ha coinvolto i professori delle scuole superiori, è stato organizzato da un gruppo di fisici, matematici ed economisti tra cui il meccanico statistico della Sapienza di Roma Angelo Vulpiani, che ha presentato l’evento sul Corriere della Sera. [Corriere della sera; Agnelo Vulpiani]

ETICA DELLA SCIENZA E POLITICA DELLA RICERCA

L’università di Napoli. Credit: Roberto Caccuri/Contrasto/eyevine.

Alcuni scienziati italiani hanno chiesto alla rivista Nature di dare voce alla loro frustrazione riguardo all’eccessivo prlungamento delle indagini sul caso di Alfredo Fusco, iniziato ormai 5 anni fa. Alfredo Fusco, considerato un luminare della ricerca sul cancro in Italia, venne accusato nel 2012 di aver manipolato le immagini (dati sperimentali) di otto pubblicazioni scientifiche. Parallelamente alle indagini della procura di Napoli, vanno avanti quelle dei comitati interni allì’Università e al CNR che non sembrano tuttavia convergere verso una posizione comune. [Nature; Alison Abbott]

Francesco Aiello nel 2013 aveva approfondito per Scienza in rete le accuse mosse ad Alfredo Fusco. [Scienza in rete; Francesco Aiello]

È diventato un caso la graduatoria finale per la nomina del nuovo direttore del Centro Fibrosi Cistica di Verona, che presto arriverà sul tavolo della ministra della salute Beatrice Lorenzin per essere ratificata. A generare la polemica il fatto che Carlo Castellani, responsabile del servizio di screening neonatale per la fibrosi cistica presso l’ospedale veronese dal 1993 e già presidente della European Cystic Fibrosis Society, sia arrivato solo secondo. Da qui l’iniziativa, partita da 40 esperti nel campo della sanità e della ricerca medica, di indirizzare una lettera aperta, pubblicata su Scienza in rete per chiedere alla ministra di intervenire. [Scienza in rete; Autori Vari]

“Scienza, quo vadis” è il titolo del libro scritto da Gianfranco Pacchioni, pro-rettore e scienziato dei materiali all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e pubblicato da il Mulino. Il tema al centro del libro è il cambiamento che ha segnato il modo di condurre la ricerca scientifica negli ultimi 50 anni. [Scienza in rete; Luca Carra]

MISCELLANEA

Esemplare di macaco giapponese. Credit: Massimo Battista.

Per i macachi il ‘grooming’, lo spulciamento, avrebbe un ruolo fondamentale nel riconoscimento dei legami di parentela all’interno del gruppo. Questo il risultato di una ricerca recente realizzata da un gruppo di ricercatori dell’Institute of Cognitive Sciences and Technologies del CNR, che hanno studiato il comportamento di una comunità di macachi del Bioparco di Roma. Questa è solo una delle numerose funzioni del grooming che Marcello Turconi passa in rassegna in questo articolo su Scienza in rete. [Scienza in rete; Marcello Turconi]

La ‘maledizione di Ondine’ è una condizione rarissima che colpisce circa 1 bambino ogni 200 mila nati. Si tratta della Sindrome di Ipoventilazione Centrale Congenita, che consiste in un malfunzionamento del sistema nervoso autonomo che governa il respiro durante il sonno. Luca Carra racconta i progressi che sono stati fatti nelle cure e nelle terapie in alcuni centri di eccellenza italiani, come il Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer e l’Istituto Giannina Gaslini. In altri Paesi, come quelli dell’Europa dell’Est, la situazione è più difficile, ma la rete europea European Network for Central Hypoventilation Syndromes sta cercando di mettere in comune le conoscenze. [Scienza in rete; Luca Carra]

Nuovi metodi di analisi stanno facendo emergere tutta l’importanza per la nostra vita del microbioma. Pietro Greco ha intervistato Vincenzo Di Marzo, direttore del’Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR di Pozzuoli, uno dei centri di ricerca italiani più avanzati su questo tema. [Scienza in rete; Pietro Greco]

Le notizie di scienza della settimana #15

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 21 aprile 2017]

IN MARCIA PER LA SCIENZA?

Persone ascoltano il discorso di alcuni scienziati durante una manifestazione organizzata in occasione del meeting autunnale dell’American Geophysical Union a San Francisco. Credit: AP Photo / Marcio Jose Sanchez.

La marcia per la scienza, in programma domenica 22 aprile, conta ormai oltre 500 eventi in tutto il mondo. Ma la comunità scientifica esprime posizioni tutt’altro che unanimi a riguardo. Coloro che sono in dubbio o contrari, temono una polarizzazione eccessiva del dibattito e intravedono lo spettro del rapporto paternalistico tra scienziati e cittadini. [Scienza in rete; Alba L’Astorina e Stefano Guerzoni]

Nature riporta le intenzioni di otto ricercatori provenienti da tutto il mondo riguardo la marcia per la scienza. C’è chi teme che gli scienziati vengano etichettati come rappresentanti della sinistra e quindi non andrà, e chi invece vorrebbe partecipare ma vivendo in Turchia non potrà. [Nature; Erin Ross]

Quale sarà la partecipazione alla marcia da parte dei gruppi religiosi? A porsi questa domanda è il Public Religion Research Institute, un’organizzazione di ricerca indipendente che conduce sondaggi tra i cittadini americani su temi riguardanti la politica, la religione e la composizione demografica. In passato i gruppi religiosi hanno avuto un ruolo nei movimenti ambientalisti, ma secondo uno studio condotto nel 2014 su circa 3000 americani, la maggioranza ritiene che esista un conflitto insanabile tra scienza e religione, anche se ha posizioni meno radicali quando si parla delle “proprie personali convinzioni religiose”. [Public Religion Research Institute; Daniel Cox e Joanna Piacenza]

Nel frattempo il 4 e 5 aprile il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico di Roma ha ospitato un incontro, organizzato da The Lancet, a cui hanno partecipato scienziati ed ecclesiastici. Obiettivo: stabilire un dialogo tra chiesa e scienza sulle questioni etiche poste dal progresso scientifico, soprattutto in campo medico. Cristina Da Rold ha partecipato all’incontro per Scienza in rete. [Scienza in rete; Cristina Da Rold]

COMUNICARE SUI VACCINI

Sigfrido Ranucci introduce il reportage “Reazioni avverse” durante la puntata di Report del 17 aprile.

“A volte, forse, vale la pena di appoggiarsi alle competenze altrui, quando ci si avventura in campi complessi di cui si sa poco, per cui è facile farsi trarre in inganno.” Questo uno dei passaggi dell’articolo di Roberta Villa riguardo al servizio “Reazioni avverse” andato in onda durante l’ultima puntata di Report e che ha suscitato accese polemiche. [Strade; Roberta Villa]

Report intanto si difende con una lettera di Sigfrido Ranucci affidata alle pagine del Corriere della Sera. La trasmissione di Rai3 si fa forte anche della posizione di Silvio Garattini che sostiene la necessità di una farmacovigilanza più attenta. [Report Rai 3; Redazione]

In un articolo pubblicato su Forbes nel 2012, il giornalista Matthew Herper sollevava il problema della scarsa diffusione del vaccino contro il papilloma virus umano negli Stati Uniti, sia tra le ragazze che tra i ragazzi. Tra le cause di questo fenomeno la stigmatizzazione da parte della destra conservatrice e religiosa che lo aveva additato come uno strumento per incitare gli adolescenti alla promiscuità sessuale, e la denuncia da parte di Michele Bachman, in corsa per la candidatura repubblicana alle elezioni presidenziali del 2012 in USA, che il Gardasil causava gravi ritardi mentali. [Forbes; Matthew Herper]

ETICA DELLA RICERCA

“Investigating language and iden&ty in the (Franco-)Belgian borderland – The Untold Story”. Poster creato da Sarah Foxen, studentessa di dottorato in linguistica francese presso l’Università di Exeter in Grann Bretagna.

La ricerca non è fatta solo di risultati ma anche, e potremmo quasi dire soprattutto, del processo che conduce a quei risultati. La studentessa Sarah Foxen, giunta al termine di un dottorato in linguistica francese all’Università di Exeter, ha provato a raccontarlo con un poster. [LSE Impact Blog; Sarah Foxen]

Ed è proprio su alcuni aspetti relativi al processo di ricerca, in particolare alla collaborazione tra ricercatori, che si stanno coagulando le polemiche intorno alla tesi di dottorato della ministra della pubblica amministrazione Marianna Madia. Lo “scandalo” ha avuto inizio con un articolo di Laura Margottini pubblicato su Il Fatto Quotidiano. [Il Fatto Quotidiano; Laura Margottini]

Da quel momento sono state sollevate numerose accuse nei confronti della ministra, concentrate soprattutto sull’esperimento descritto nel capitolo 3 della tesi. L’accusa più grave è che la Madia non abbia avuto alcun ruolo nell’esperimento, che si svolse nell’autunno del 2008 presso l’università di Tilburg in Danimarca. Roberto Perotti, economista della Bocconi, cerca di fare chiarezza. Alcune accuse sono infondate, altre restano in piedi. Una ricostruzione del caso Madia [La Voce; Roberto Perotti].

Nuovi fatti sul caso Madia [La Voce; Roberto Perotti]

MISCELLANEA

WPA mural in Coit Tower.

I social media hanno una grande responsabilità nel diffondersi epidemico delle notizie false, o fake news. Uno studio condotto su adolescenti statunitensi mostra quanto i ragazzi (ma non solo) siano incapaci di distinguere notizie vere da notizie inventate di sana pianta, spesso con finalità commerciali o politiche. Serve una (ri)educazione di massa al pensiero critico. E qualcuno ci sta già provando anche in Italia, all’Università di Torino. [Scienza in rete; Chiara Sabelli]

La guerra nucleare è diventata di nuovo “possibile”. Secondo Paul Mason, opinionista del Guardian, è importante ricordare il significato di questa espressione. [The Guardian; Paul Mason]

Le acque al largo di Cape Cod, sulla penisola a sud di Boston, si stanno ripopolando di grandi squali bianchi. Un’ottima notizia poiché segnala la ricostruzione di un ecosistema in pericolo. Il rischio di attacchi alle persone rimane molto basso: gli squali sono lì per cibarsi di foche, non di turisti. Inoltre è in via di realizzazione un pallone aerostatico in grado di monitorarne l’avvicinamento a riva. [Scienza in rete; Mara Ferrari]

Le notizie di scienza della settimana #14

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 14 aprile 2017]

LA VERITÀ IMPIGLIATA NELLA RETE

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Studiare l’ecosistema della rete è fondamentale per capire l’evoluzione della nostra società. Walter Quattrociocchi, direttore del Laboratorio Computational Social Science all’IMT di Lucca, ha coordinato uno studio sulla ricerca e il consumo delle notizie su Facebook, evidenziando ancora una volta la dinamica della echo chamber. I risultati sono stati pubblicati sui Proceedings della National Academy of Science (PNAS). [Ars Technica; Roheeni Saxena]

Alessandro Vitale e Fabio Ambrosino hanno intervistato una delle autrici dello studio, Fabiana Zollo, con cui hanno approfondito le tecniche utilizzate per analizzare le interazioni su Facebook. Nel loro articolo di approfondimento ci offrono, inoltre, un’anticipazione dei risultati ottenuti dallo stesso gruppo di ricercatori sulle conversazioni online relative al referendum del 4 dicembre scorso. [Scienza in rete; Fabio Ambrosino e Alessandro Vitale]

L’evoluzione tecnologica che ha portato dalla radio e TV alle piattaforme di contenuti on-demand, come Netflix, rischia di contribuire a creare una echo chamber culturale. I produttori sono sempre più attenti al soddisfare i gusti delle élites[The New York Times; Farhad Manjoo]

IL CANCRO NON GIOCA A DADI

Bad Luck.

Il numero di Science pubblicato il 24 marzo scorso ospita uno studio intitolato Stem cell divisions, somatic mutations, cancer etiology, and cancer prevention. Si tratta dell’aggiornamento di un articolo comparso sulla stessa rivista nel 2015, che quantifica la correlazione tra insorgenza del cancro in un certo tessuto e velocità di riproduzione delle cellule staminali specifiche di quel tessuto. Gli autori concludono che il 66% delle mutazioni cancerogene sono dovute al caso. Solo il 29% di esse sono riconducibili a fattori ambientali, mentre un esiguo 5% è di natura ereditaria. La notizia è stata ripresa dai giornali con titoli come “Tumori, la maggior parte è dovuta al caso” (La Repubblica, 23 marzo 2017), riaccendendo antiche polemiche. Ripercorriamo la storia con l’aiuto di Jennifer Couzin-Frankel, staff-writer di Science. [Science; Jennifer Couzin-Frankel]

Paolo Vineis, epidemiologo dell’Imperial College di Londra, commenta per Scienza in Rete l’articolo pubblicato su Science, sollevando delle critiche puntuali al metodo utilizzato dagli autori. [Scienza in rete; Paolo Vineis]

Le polemiche suscitate dal primo articolo, uscito nel 2015, si erano concentrate anche sugli aspetti legati alla comunicazione. David Spiegelhalter, statistico inglese responsabile della cattedra per il Public Understanding of Risk all’Università di Cambridge, sostiene che a creare il fraintendimento abbia concorso anche la scarsa comprensione da parte dei giornalisti del linguaggio statistico usato dai due autori. Questi ultimi tuttavia, non sono privi di ogni responsabilità. [Understanding Uncertainty; David Spiegelhalter]

VERSO LA MARCIA PER LA SCIENZA

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Il 22 aprile in centinaia di città del mondo sono previste manifestazioni a sostegno della scienza e della sua importanza nelle decisioni politiche ed economiche. La marcia italiana si terrà a Roma. Hai intenzione di partecipare? Se vuoi condividere le tue opinioni a riguardo con Scienza in rete, rispondi al nostro sondaggio. [Scienza in rete; Redazione]

In effetti l’adesione all’iniziativa è tutt’altro che scontata. La comunità scientifica internazionale si è divisa a riguardo. Particolarmente interessante è la posizione del geologo statunitense Robert S. Young. Secondo Young il rischio è rendere la scienza una questione politica. A parlare è la sua esperienza. [The New York Times; Robert S. Young]

Jeremy Berg, editor in-chief di Science, si è schierato a favore della marcia. Ecco il suo editoriale. [Science; Jeremy Berg]

MISCELLANEA

Europa a due velocità. Credit: The Economist.

Pietro Greco fa un bilancio sugli investimenti europei in ricerca e sviluppo, partendo dagli ultimi dati Eurostat. L’Europa della conoscenza è un continente a due velocità e il Regno Unito è a metà del guado. [Scienza in rete; Pietro Greco]

UFO, unidentified flying object. Secondo il National UFO reporting center ci sono stati 105 mila avvistamenti dal 1905 a oggi. Gli Stati Uniti sono in testa, con 250 avvistamenti per milione di abitanti, l’Italia è agli ultimi posti. Ripercorriamo la storia e la fenomenologia degli avvistamenti UFO. [Scienza in rete; Patrizia Caraveo]

Dalla collaborazione tra l’Istituto Italiano di tecnologia, l’Ospedale Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar e l’Università dell’Aquila nasce la prima protesi retinica organica. Uno studio multidisciplinare che ha coinvolto neuroscienziati, fisici dei materiali, oftalmologi e biotecnologi e che ha portato alla sperimentazione su topi portatori di una mutazione in uno dei geni implicati nella retinite pigmentosa umana. Ecco le tappe di questa scoperta e i possibili passi futuri. [Scienza in rete; Francesca Busetti e Gianluca Liva]

Le notizie di scienza della settimana #13

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 30 marzo 2017]

TRUMP METTE IN PERICOLO GLI OBIETTIVI DELL’ACCORDO DI PARIGI

Circondato dai minatori della Rosebud Mining Company, il presidente Trump firma l’ordine esecutivo per l’indpendenza energetica presso la sede dell’EPA a Washington, DC il 28 Marzo 2017. Credit: Jim Watson / AFP/ Getty Images.

“You know what this says?” ha chiesto il presidente Trump rivolgendosi alla dozzina di minatori radunati dietro di lui nella sede dell’EPA per l’occasione. “This says you’re going back to work”, ha proseguito. L’ordine esecutivo firmato il 28 marzo da Donald Trump chiede a tutte le agenzie federali di segnalare le norme che limitano la produzione di energia da combustibili fossili affinché vengano eliminate. Si tratta di un primo tentativo di smantellare il Clean Power Plan, introdotto nel 2015 dall’amministrazione Obama, che mirava a ridurre le emissioni di gas-serra dovute alla produzione di energia da fonti fossili. [InsideClimate News; Marianne Lavelle]

Anche se per adesso l’ordine esecutivo non ha conseguenze formali sull’adesione degli USA all’accordo di Parigi, diventerebbe virtualmente impossibile contenere l’aumento delle temperature entro la soglia dei 2 gradi. Per raggiungere questo obiettivo gli Stati Uniti dovrebbero infatti ridurre le emissioni del di gas serra del 26% entro il 2025. L’implementazione del Clean Power Plan coprirebbe metà di questa riduzione, ma esistono altri settori su cui è indispensabile intervenire: trasporti, emissione di metano nell’estrazione di greggio e gas, efficientamento energetico di elettrodomestici e macchinari industriali, il piano di conversione alle rinnovabili e alla mobilità zero-emissioni in programma in California. [The New York Times; Nadja Popovich]

Se effettivamente il Clean Power Plan di Obama venisse smantellato, gli Stati Uniti consegnerebbero la climate leadership nelle mani dell’Unione Europea, che nel frattempo sta negoziando la Effort sharing regulation. Si tratta di un quadro normativo riguardante il 60% della riduzione richiesta dall’accordo di Parigi, quella relativa ai trasporti, l’edilizia, l’agricoltura e i rifiuti. Un recente studio ha valutato l’impegno dei singoli Stati europei nella riduzione delle emissioni. Ai primi posti Svezia, Germania e Francia. L’Italia molto indietro insieme a Spagna, Repubblica Ceca e Polonia. [The Guardian; Arthur Neslen]

IMMUNOTERAPIA CONTRO IL CANCRO

Cavallo di Troia, affresco riportato su tela di Niccolò dell’Abate, 1540-1543. Conservato alla Galleria Estense di Modena.

Fino a qualche anno fa le cure per i pazienti oncologici si limitavano al trinomio chirurgia-radioterapia-chemioterapia. Negli ultimi anni è diventata disponibile una nuova opzione, quella delle immunoterapie. L’idea alla base è vecchia almeno di un secolo: fare in modo che il sistema immunitario del paziente attacchi le cellule cancerose. E infatti già nel 1890 il chirurgo New Yorkese William Coley osservò la regressione del tumore di un paziente colpito da un’infezione batterica. Da allora sono stati sviluppati diversi approcci, dai vaccini agli inibitori di checkpoint. Ma non sono privi di effetti collaterali. Funzionano su un numero ristretto di pazienti, ma quando funzionano portano benefici quasi impossibili da ottenere con le cure tradizionali. [Vox; Julia Belluz]

Cristina Da Rold ha partecipato a ECCO 2017, il congresso europeo di oncologia tenutosi a fine gennaio ad Amsterdam. Il congresso ha confermato che la parola chiave quando si parla di immunoterapie contro il cancro resta eterogeneità. Gli esiti di queste terapie variano da persona a persona, e non è ancora possibile individuare a priori i pazienti per cui saranno efficaci e quelli per cui invece non funzioneanno. Trattandosi di farmaci molto costosi si pone anche il problema della sostenibilità per i sistemi sanitari. Il punto su Scienza in rete. [Scienza in rete; Cristina Da Rold]

A dicembre 2016 una donna di 50 anni del Michigan con un tumore del colon ad uno stadio avanzato ha visto regredire quasi tutte le metastasi ai polmoni e ora è libera dal cancro. Ms. Ryan, questo il nome della donna, stava partecipando a una sperimentazione clinica in cui veniva testata una immunoterapia basata sui tumor infiltrating lymphocytes, cellule del sistema immunitario prelevate dal tessuto tumorale, potenziate e poi immesse di nuovo nel flusso sanguigno del paziente. Si tratta di un risultato eccezionale per un cancro così aggressivo e per cui non era mai stata sperimentata una immunoterapia efficace. La speranza è che la terapia che ha funzionato per Ryan possa essere utile anche per altri pazienti con lo stesso tumore, che con lei condividono una specifica mutazione sul gene KRAS. [The New York Times; Denise Grady]

Ci sono tuttavia casi in cui l’immunoterapia genera una “rivolta” del sistema immunitario che attacca anche le cellule sane. Tra gli effetti collaterali più frequenti ci sono diabete, epatite e artrite, ma più raramente possono coinvolgere anche il cuore, come è successo a Chuck Peal, un uomo di 60 anni che abita in Connecticut e che a dicembre 2016 ha rischiato la vita a causa degli effetti collaterali dell’immunoterapia cui si era sottoposto per combattere un melanoma. [The New York Times; Matt Richtel]

ESPLORAZIONE SPAZIALE

Occator Crater, home of Ceres’ intriguing brightest areas, is prominently featured in this image from NASA’s Dawn spacecraft. Credits: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA.

Ha destato molto scalpore la notizia, pubblicata a febbraio su Science, del rilevamento di composti organici sulla superficie del pianeta nano Cerere da parte dello strumento VIR, in funzione a bordo della sonda Dawn. A firmare questa scoperta è stato il gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF di Roma, che ha realizzato VIR e ne ha la responsabilità scientifica. La sonda Dawn è stata lanciata il 27 settembre 2007 con l’obiettivo di studiare Vesta e Cerere, oggetti celesti fondamentali per capire di più sulla formazione del sistema solare. Dopo aver raggiunto Vesta, Dawn è ripartita alla volta di Cerere, entrando nella sua orbita il 6 marzo 2015. Da quel momento sono stati raccolti dati importanti e inaspettati. Claudio Elidoro fa un primo bilancio di questa missione su Scienza in rete. [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

La scorsa settimana ha portato un nuovo e importante successo a Space X, la società che produce razzi riutilizzabili fondata e diretta dall’imprenditore Elon Musk. Il vettore Falcon 9, che aveva già volato in precedenza, ha trasportato in orbita il satellite per le comunicazioni prodotto da una azienda lussemburghese e poi è atterrato dolcemente su una piattaforma che lo attendeva nell’oceano Atlantico. Solitamente il primo stadio di un razzo, ovvero la parte che contiene il sistema di propulsione, brucia al rientro nell’atmosfera terrestreò. L’obiettivo di Musk è quello di abbattere i costi dell’esplorazione spaziale, e costruire vettori riutilizzabili è il primo passo in questa direzione. [The Atlantic; Marina Koren]

Nel frattempo si sta delineando il futuro della NASA nell’era di Trump. Il bilancio di previsione per il 2017, reso pubblico il 16 marzo, impone alla NASA un taglio di 200 milioni di dollari, molto più basso di quello che hanno interessato l’EPA, di circa 5.7 miliardi. Tuttavia i tagli alla NASA sembrano essere chirurgicamente indirizzati sui progetti dell’agenzia spaziale che riguardano il cambiamento climatico. [Los Angeles Times; Amina Khan]

Gli obiettivi della NASA si focalizzano sempre di più sull’esplorazione spaziale, come testimonia la firma del NASA Transition Authorization Act avvenuta il 22 marzo. La legge dispone in particolare il finanziamento della missione Deep Space Gateway, che ha come obiettivo lo sviluppo di una piattaforma nelle vicinanze della luna, un avamposto per l’esplorazione umana dello spazio più profondo. [Geek Wire; Alan Boyle]

MISCELLANEA

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Fare lezione di ‘debunking’ all’università. Questa è l’idea del fisico Lorenzo Magnea, che insieme al sociologo Giuseppe Tipaldo, ha portato nelle aule dell’Università degli Studi di Torino il corso “FIsica per cittadini”, giunto alla sua seconda edizione. In occasione del Fact-Checking Day, Simona Marra lo ha intervistato. [Scienza in rete; Simona Marra]

“La scienza sa di non sapere. Per questo funziona.” è il titolo dell’ultimo libro di Maria Luisa Villa, immunologa dell’Università degli Studi di Milano, pubblicato da Guerini e associati. Il fisico Giuseppe Trautteur lo ha letto per Scienza in rete. [Scienza in rete; Giuseppe Trautteur]

Il 29 marzo Theresa May ha avviato il processo di negoziato che condurrà la Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea. Otto ricercatori raccontano come la Brexit potrebbe cambiare le loro vite. Anche se i fondi provenienti dai programmi di finanziamento europei venissero rimpiazzati da investimenti nazionali, non poter più competere con i colleghi europei potrebbe degradare la qualità della ricerca in UK. [Nature; Alison Abbott, Ewen Callaway, Daniel Cressey, Elizabeth Gibney e Inga Vesper]

Il 22 aprile prossimo anche l’Italia marcerà per la scienza. In vista della manifestazione che si terrà a Roma, è in programma un incontro il 6 aprile presso la Sapienza Università di Roma aperto ad associazioni, gruppi e cittadini interessati a collaborare all’organizzazione Aula 13, Dipartimento di Informatica, ore 16h00. [Science March IT; Coordinatori]

SciChallenge è un contest dedicato ai giovani europei tra i 10 e i 20 anni appassionati di scienza e tecnologia. C’è tempo fino al 30 aprile per contribuire e promuovere il vostro progetto, in forma di video o presentazione, su un aspetto rilevante per la società delle discipline STEM. La sfida è aperta! [scichallenge.eu]

Le notizie di scienza della settimana #12

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 30 marzo 2017]

(FALSE) MEMORIE COLLETTIVE

Credit: Ensuper / Flickr.

L’interazione tra persone che condividono (o pensano di condividere) gli stessi valori è favorita da internet e in particolare dai social network. Si formano così dei gruppi al cui interno si instaurano dinamiche collettive che creano o rafforzano notizie fake L’insieme di tante piccole notizie fake si somma a formare una “memoria collettiva alternativa”. La conversazione di Brian Resnick, reporter di Vox, con Henry L. Roediger, direttore del Memory Lab alla Washington University in St. Louis. [Vox; Brian Resnick]

I ricordi collettivi contribuiscono a costruire l’identità di un popolo. Il periodo dal 1849 al 1949 è conosciuto dai cinesi come il “secolo dell’umiliazione”. L’11 settembre è il ricordo collettivo più forte per gli Stati Uniti contemporanei. Ma come si modifica questa memoria di comunità? Cosa succede quando un popolo o un gruppo sociale cancella un ricordo collettivo? Uno studio, che si è esteso dal 1974 al 2009, ha provato a capire quanto velocemente vengono dimenticati i presidenti americani e perché. [Scientific American; Henry L. Roediger III e Andrew DeSoto]

Cosa sono le fake news? Notizie “false” o notizie “finte”? Una riflessione sulle differenze tra distorsioni, filtri e censure operate dai mass-media e dalle fonti di informazione istituzionali. [lavoce.info; Riccardo Puglisi]

NUOVA MOBILITÀ

Credit: Hiroko Masuike/The New York Times.

Nel 2001 il cittadino americano medio ha passato 161 minuti al giorno in macchina, percorrendo 134 km a una velocità media di 44 km/h. L’introduzione dei servizi di guida su chiamata, come per esempio Uber, ha peggiorato la situazione del traffico nelle aree urbane. A New York nel 2016 è stato registrato un calo nell’utilizzo dei trasporti pubblici, soprattutto nel fine-settimana. Le self-driving cars potrebbero peggiorare le cose: più persone potranno spostarsi in macchina autonomamente (come anziani e bambini) e più persone “vorranno” spostarsi in macchina, visto che il tempo nel traffico potrà essere usato per lavorare o sbrigare altre faccende. [Fortune; Stephen Gandel]

La capacità di raccogliere dati sulla mobilità e analizzarli in tempo reale è un approccio alternativo per ottimizzare i tempi di percorrenza in automobile, con un guadagno in termini di consumi, e quindi di impatto ambientale, e di qualità della vita. I modelli matematici del traffico sono stati inizialmente formulati sfruttando la somiglianza dello scorrimento delle auto lungo una strada con il movimento di un fluido. La disponibilità di dati ha cambiato molto questo approccio, permettendo anche di simulare reti stradali estese. [Scienza in rete; Roberto Natalini]

Le self-driving cars e l’analisi sofisticata dei dati di mobilità sono entrambi tentativi di aumentare la “capacità” di trasporto della rete stradale. Secondo uno studio di due economisti statunitensi, pubblicato nel 2011 sull’American Economic Review, questo approccio è destinato a fallire. Esiste infati una fundamental law of road congestion, per cui qualsiasi aumento di capacità stradale produce un aumento nel numero di km percorsi in auto. Sia in autostrada che nelle aree urbane. L’unico modo per affrontare il problema del traffico è introdurre dei pedaggi variabili secondo l’orario. In alcune città questa strategia ha funzionato, negli USA non è ben accetta. Almeno finora. [The Upshot – The New York Times; Conor Dougherty]

ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA

Cristina Da Rold si concentra sui risultati dell’ultimo rapporto ANVUR sulla qualità della ricerca dei dipartimenti di filosofia in Italia, settore per settore. Complessivamente i risultati sono positivi e mostrano come anche in area filosofica si stiano sviluppando competenze sempre più specialistiche. [Scienza in rete; Cristina Da Rold]

La riflessione di Francesca Pasinelli, direttrice generale della FONDAZIONE TELETHON, sui metodi di valutazione dell’ANVUR. Tre i punti fondamentali: usare con cautela la bibliometria, organizzare degli incontri negli istituti di ricerca sottoposti a valutazione, stimare l’impatto sulla società non solo in termini di spin-off e brevetti. [Facciamoci un pensamento; blog di Francesca Pasinelli]

Dal 2009 sono attivi in Italia corsi universitari di medicina in inglese. Alcuni tra i primi laureati hanno trovato posto nei programmi di specializzazione svizzeri, tedeschi e britannici. E intanto cresce il numero di studenti stranieri che si iscrivono ogni anno. Erik Campano fa un primo bilancio su questa iniziativa. [Scienza in rete; Erik Campano]

Il 29 marzo il primo ministro inglese Theresa May ha avviato il processo di negoziazione che in due anni condurrà la Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea. Uno degli obiettivi del governo inglese è di mantenere il legame con la ricerca scientifica europea e con i suoi programmi di finanziamento, da cui finora la Gran Bretagna ha ottenuto 7 miliardi di euro. Ma resta da capire che livello di priorità avrà questo argomento nel lungo percorso diplomatico appena cominciato. [Science; James Wilsdon]

I San, la popolazione indigena che abita il deserto del Kalahari tra Sudafrica, Namibia e Botswana, ha recentemete pubblicato un codice etico che i ricercatori, soprattutto genetisti, interessati a studiare alcune loro caratteristiche dovrebbero seguire. Il primo codice etico della ricerca su popolazioni indigene è stato redatto nel 2012 da parte delle comunità aborigene australiane. Quello proposto oggi dal popolo San è il primo in Africa. [Nature; Ewen Callaway]

MISCELLANEA

Simulazioni di un cristallo colloidale su di una superficie sferica. Cambiando la forma e il volume della superficie il cristallo si deforma e si frattura. Dall’articolo “Deformation and failure of curved colloidal crystal shells” pubblicato su PNAS vol. 112 no. 47, pp. 14545–14550.

Capire come si rompono i materiali, dalla scala nano-metrica fino a quella dei chilometri, lungo cui si estende un ponte ad esempio. Questo è l’obiettivo del progetto SIZEFFECTS, coordinato dal fisico teorico Stefano Zapperi della Università degli Studi di Milano, finanziato nel 2011 con un Advanced Grant dello European Research Council. [Scienza in rete; Michele Bellone e Luca Carra]

Una simbiosi, intesa come rapporto di convivenza fruttuosa, tra essere umano e macchina. Questa è la suggestione da cui parte Il crepuscolo dei simbionti, dramma di fantascienza dell’ingengnere elettronico e scrittore Giuseppe O. Longo, andato in scena al Museo Revoltella di Trieste in occasione della Settimana del cervello. In questa intervista Giuseppe O. Longo esprime il suo punto di vista sul rapporto tra noi umani e l’intelligenza artificiale, delineando possibili scenari futuri. [MCS TV; Alessia Lodola e Fosca Pescia]

L’ultimo romanzo di Giuseppe O. Longo è intitolato La gerarchia di Ackermann. Gianni Zanarini lo ha letto per Scienza in rete. [Scienza in rete; Gianni Zanarini]

In occasione della Settimana del cervello Enrico Tonin, professore di microbiologia all’Università di Trieste, ha parlato dei vaccini contro le malattie del sistema nervoso. Il punto in questa intervista. [MCS TV; Sara Mohammad, Anna Romano e Giulia Virtù]

Il 21 marzo l’accademia norvegese della scienza e letteratura ha assegnato il premio Abel 2017 a Yves Meyer, il matematico francese che ha contribuito a fondare la teoria delle wavelet. Si tratta di uno strumento potentissimo per l’analisi dei segnali e ha ormai applicazioni nei campi più diversi: dalla compressione delle immagini JPEG alla scoperta delle onde gravitazionali. [Quanta Magazine; Natalie Wolchover]

L’incanto e il disinganno: Leopardi è il titolo del saggio pubblicato da Guanda Editore scritto dal genetista Edoardo Boncinelli e dal filosofo Giulio Giorello. Valentina Sordoni lo ha letto e recensito per Scienza in rete [Scienza in rete; Valentina Sordoni]