Letture per il finesettimana #29

[pubblicato su Scienza in rete il 25 aprile 2021]

Buon sabato,
questa settimana dedichiamo la newsletter al cambiamento climatico, in occasione della giornata della Terra, del Leaders Summit On Climate Change organizzato dalla Casa Bianca e dell’uscita del rapporto annuale sullo stato del clima in Europa realizzato dal Copernicus Climate Service, e diamo gli ultimi aggiornamenti su Covid-19. Buona lettura (per segnalare questa newsletter agli amici ecco il link per l’iscrizione)

Il summit sul clima organizzato da Biden il 22 e 23 aprile ha segnato il rientro degli Stati Uniti nella lotta al cambiamento climatico, nonostante i problemi di connessione che non hanno risparmiato i 40 leader riuniti virtualmente da tutto il mondo.

1 L’Europa non è arrivata impreparata al summit di Biden: entro il 2030 riduzione delle emissioni di CO2 del 55% rispetto al 1990
La decisione è stata raggiunta mercoledì dopo mesi di discussioni e formalizzata in una legge sul clima che dovrà essere firmata dal Consiglio Europeo e dal Parlamento. Traccia la traiettoria per raggiungere zero emissioni nette nel 2050, mettendo l’Unione Europea al primo posto nel mondo in termini di ambizioni ecologiche. L’obiettivo per ora è formulato a livello collettivo, senza dettagliare il contributo dei singoli stati [Le Monde]

2 L’obiettivo della Cina di raggiungere zero emissioni nette entro il 2060 è “ampiamente coerente” con gli obiettivi dell’accordo di Parigi
È la conclusione di una nuova ricerca pubblicata su Science. I ricercatori hanno stimato che l’impegno della Cina a raggiungere zero emissioni nette di CO2 entro il 2060 raggiungendo il picco nel 2030, come annunciato a settembre del 2020, è “ampiamente coerente” con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto a livelli pre-industriali. Tuttavia, non tutti i percorsi che conducono a questo obiettivo sono ugualmente validi. È necessario infatti che entro il 2050 la Cina imponga tagli radicali sia alle sue emissioni di CO2 che a quelle di altri gas a effetto serra, come metano e ossidi di azoto [Carbon Brief]

3 Gli Stati Uniti si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 tra del 50-52% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030
Si tratta dell’obiettivo più ambizioso mai dichiarato dagli Stati Uniti, il secondo paese al mondo dopo la Cina per emissioni di CO2. Nel 2015 Obama aveva puntato a una riduzione di circa il 40% entro il 2030, poi i cinque anni di negazionismo di Trump. Il piano di investimenti infrastrutturali annunciato da Biden con una dotazione finanziaria di 2 000 miliardi di dollari, avrà un ruolo fondamentale in questo processo. Tuttavia, gli impegni depositati dai diversi paesi in vista della COP26 di Glasgow non sono ancora sufficienti a rispettare i target fissati dall’accordo di Parigi [Vox]

4 Uno dei punti più delicati resta quello della finanza climatica
La crisi economica causata dalla pandemia rischia di far rivedere al ribasso il contributo dei paesi ricchi al Green Climate Fund. I paesi in via di sviluppo hanno bisogno di quei fondi per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e anche le loro economie sono state messe a dura prova dalla pandemia, sia direttamente che indirettamente, attraverso la forte riduzione delle rimesse provenienti dall’estero. Il settore privato può fare la sua parte, ma non può sostituirsi a quello pubblico [The Guardian]

5 Il ruolo dei sistemi di monitoraggio del clima nelle politiche di contrasto al riscaldamento globale
Giovedì il Copernicus Climate Change Service ha pubblicato il nuovo rapporto sullo stato del clima in Europa, che documenta, tre le altre cose, che il 2020 è stato l’anno più caldo da quando sono cominciate le misurazioni. Ma quale ruolo hanno i sistemi di monitoraggio del clima nel tracciare le politiche di mitigazione e adattamento degli stati? Lo spiega Jean-Noël Thépaut, direttore del programma Copernicus allo European Centre for Medium-Range Weather Forecast, in un intervista a Politico [Politico]

6 Aggiornamenti COVID-19
×  Giovedì sono cominciate in Europa le somministrazioni del vaccino monodose prodotto da Johnson&Johnson [The Guardian]
×  Venerdì i CDC americani hanno espresso parere positivo alla ripresa delle vaccinazioni con Johnson&Johnson, dopo lo stop iniziato il 13 aprile [The New York Times]
×  Martedì EMA ha confermato che anche per il vaccino Johnson&Johnson i benefici superano i rischi, anche considerando i casi riportati di una rara forma di trombosi associata a piastrinopenia che sono stati inclusi tra gli effetti collaterali del farmaco [EMA]
×  Venerdì EMA ha ribadito che i benefici del vaccino AstraZeneca superano i rischi, ma ha dato più dettagli sul bilancio rischi-benefici per fasce di età. Ha confermato che la seconda dose deve essere somministrata tra 4 e 12 settimane dopo la prima [EMA]
×  L’esplosione dei contagi in India sorprende gli scienziati [Nature]
×  Gli ECDC hanno aggiornato le linee guida sui comportamenti raccomandati ai cittadini completamente vaccinati [ECDC]
×  Il rapporto dei CDC sui casi di infezione dopo i vaccini, spiegato bene [Slate]
×  È stato pubblicato su Nature uno studio sulle caratteristiche della sindrome post Covid-19 condotto su 73 000 persone infettate tra marzo e novembre 2020 negli Stati Uniti [The New York Times]

Pubblicato da

Chiara Sabelli

Cerco. E, quando trovo, racconto. Giornalista scientifica freelance. Fisica di formazione, in finanza dopo il PhD.

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