Nella guerra fredda dei vaccini l’Europa si fa tentare da Sputnik

[pubblicato su Domani il 5 marzo 2021]

Dopo l’approvazione frettolosa in Russia ad agosto dello scorso anno e l’annuncio di accordi di fornitura con oltre 50 paesi, il vaccino russo contro COVID-19 Sputnik V sarà sottoposto alla procedura di revisione della European Medicines Agency, necessaria per richiedere l’autorizzazione a commercializzare il farmaco nel territorio dell’Unione Europea

  • L’attesa dell’avvio del percorso di revisione del vaccino russo contro il Covid-19 da parte dell’Ema è cresciuta nelle ultime settimane.
  • Soprattutto da quando il 2 febbraio la prestigiosa rivista medica The Lancet ha pubblicato i primi risultati dello studio clinico di fase 3 che indicano un’efficacia del 91,6% nell’evitare infezioni sintomatiche da SARS-CoV-2.
  • Tuttavia, se i dubbi sulla sicurezza e l’efficacia dello Sputnik V sembrano risolti, resta da capire se l’industria farmaceutica russa sarà in grado di produrlo in quantità sufficienti e se il Cremlino sarà capace di vincere la diffidenza dei suoi cittadini che sono per ora restii a ricevere il vaccino.

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Nell’immagine l’arrivo del primo lotto di Sputnik V in Argentina alla fine del 2020. Credit: Casa Rosada / Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.5 AR.

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Chiara Sabelli

Cerco. E, quando trovo, racconto. Giornalista scientifica freelance. Fisica di formazione, in finanza dopo il PhD.

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