Le notizie di scienza della settimana #90

[pubblicato originariamente su Scienza in rete il 26 febbraio 2019]

Le strisce delle zebre servono a dissuadere le mosche dal toccare la superficie del loro corpo più volte e quindi le proteggono dai morsi. È questo il risultato di uno studio pubblicato su PLOS ONE e condotto in una stalla nel Somerset, sudovest dell’Inghilterra, dove un gruppo di ricercatori ha studiato le traiettorie di volo delle mosche attorno a cavalli e zebre, trovando che le strisce non sono efficaci sulle lunghe distanze, ma piuttosto quando le mosche si avvicinano al manto. Mentre gli insetti atterrano più volte sul dorso e le zampe dei cavalli, sulle zebre atterranno per lo più una sola volta. Coprendo i cavalli con una mantella zebrata le mosche si comportano come con le zebre, fugando dunque il dubbio che il loro volo sia influenzato dall’odore degli animali. È probabile che da lontano le mosche percepiscano le zebre non come un unico animale ma come un insieme di oggetti sottili di colori alternati. Quando si avvicinano, rendendosi conto che si tratta di un ostacolo unico, invertono la direzione di volo per evitarlo. Credit: Martin How. Licenza: CC BY-ND 4.0.

 

DNA
Per la prima volta i ricercatori hanno costruito un DNA sintetico con 8 basi che possiede alcune proprietà fondamentali del DNA naturale con 4 basi. Il risultato, ottenuto da un gruppo di ricercatori appartanenti ad aziende e università statunitensie è stato pubblicato su Science venerdì e mostra per la prima volta che le 4 lettere aggiuntive, chiamate S, B, P, e Z, si comportano proprio come le 4 naturali A, T, C e G e con esse cristallizzano in una struttura a doppia elica che resta stabile qualunque sia l’ordine con cui le coppie di basi si susseguono. Inoltre i ricercatori sono riusciti a trascrivere il DNA sintetico in RNA. Si tratta di un traguardo importante che potrebbe indicare che la vita sulla Terra si basa su 4 basi accidentalmente e che altri organismi viventi potrebbero originare da 8 basi. Per provarlo, però, sono necessari ancora alcuni passaggi importanti, primo fra tutti quello di dimostrare che il nuovo DNA è in grado di replicarsi per supportare la divisione cellulare [Nature; Matthew Warren]

Per identificare il gruppo etnico di appartenza dei suoi cittadini a partire dal loro DNA, la Cina ha utilizzato tencologia e know-how USA. È quanto emerge da un’inchiesta condotta dal New York Times e pubblicata venerdì scorso. Le attività di sorveglianza basata sul sequenziamento del genoma sono diffuse in tutta la Cina, ma sono particolarmente utilizzate nella regione dello Xinjiang, dove il Governo cerca da alcuni anni di reprimere il gruppo degli uiguri, turcofoni di religione musulmana, riconducendoli all’obbedienza al Partito Comunista. Sarebbero un milione le persone detenute all’interno di campi di rieducazione. In una serie di richieste di brevetto depositate dagli istituti forensi del governo di Pechino a partire dal 2013 sono presenti riferimenti a campioni di DNA prelevati dai laboratori del genetista di Yale Kenneth Kidd e ai macchinari venduti dalla compagnia Thermo Fisher. Il materiale genetico sarebbe stato prelevato durante la visita di un medico legale cinese a Yale e utilizzato per individuare il gruppo di appartenenza di alcuni sospettati in attentati terroristici. Il flusso di informazioni avrebbe seguito anche la direzione opposta: il governo cinese avrebbe contribuito all’Allele Frequency Database con i dati relativi a 2 143 uiguri. Questi dati sarebbero stati raccolti senza il consenso dei cittadini convocati dalle autorità sanitarie con la scusa di un check up gratuito [The New York Times; Sui-Lee Wee]

SPAZIO
Per la prima volta dal dicembre del 1972, ai tempi della missione Apollo 17, è stato lanciato un veicolo spaziale che punta a raggiungere la superficie della Luna. Ed è di una società privata israeliana. Alle 20:25 di giovedì l’astonave Beresheet della società SpaceIL è decollata a bordo del razzo Falcon 9 della compagnia SpaceX di Elon Musk. Un’impresa tutta privata e per lo più finanziata da un Paese con soli 9 milioni di abitanti, niente a che vedere con Russia, Cina e Stati Uniti, gli altri tre Stati che hanno inviato dei veicoli sul nostro satellite. Beresheet dovrebbe arrivare a destinazione a metà aprile e rimanere operativo per un paio di giorni, il tempo per misurare i campi magnetici presenti nella pianura chiamata Mare Serenitatis [Ars Technica; Eric Berger]

Il giorno prima la sonda giapponese Hayabusa 2 ha toccato il suolo dell’asteroide Ryugu. La sonda lanciata dall’agenzia spaziale giapponese JAXA, che aveva raggiunto l’asteroide a giugno del 2018, si è avvicinata alla superficie rocciosa, ha lanciato un proiettile e poi si è allontanata di nuovo. È questo il modo in cui la sonda dovrebbe prelevare campioni del materiale di cui è composta la superficie di Ryugu, raccogliendo le polveri generate dall’impatto del proiettile. Sulla quantità e la qualità del materiale raccolto si attendono notizie nei prossimi giorni. Prima di riprendere il viaggio verso la Terra, dove è previsto che rientri alla fine del 2020, Hayabusa 2 sparerà un secondo proiettile sulla superficie di Ryugu questa volta cercando di raccogliere materiale proveniente dagli strati più interni dell’asteroide [Nature; Davide Castelvecchi]

Il sistema di interferometri laser per la rilevazione di onde gravitazionali LIGO raddoppierà la sua sensibilità entro il 2023. I due interferometri situati negli Stati Uniti subiranno aggiornamenti drastici per permettere di osservare eventi di fusione tra stelle di neutroni avvenuti a 325 megaparsec di distanza (circa un miliardo di anni luce), raddoppiando la sensibilità che il progetto raggiungerà prima di questo upgrade. La versione avanzata di LIGO si chiamerà ALIGO+ e sarà inoltre in grado di aumentare la frequenza delle osservazioni di eventi di fusione tra buchi neri: da uno al giorno (livello che verrà raggiunto nel 2022) a uno all’ora. L’avanzamento dell’osservatorio costerà 35 milioni di dollari che arriveranno dalla National Science Foundation statunitense (20,4) e dalla britannica UK Research and Innovation (13,7) [Le Scienze / Nature; Davide Castelvecchi]

RICERCA E SOCIETÀ
Nella ricerca scientifica i grandi gruppi approfondiscono e sviluppano idee già consolidate, mentre i piccoli gruppi producono idee fortemente innovative. Per arrivare a questa conclusione tre ricercatori appartenenti a università statunitensi hanno analizzati i 42 milioni di articoli pubblicati tra il 1954 e il 2014 e le citazioni relative presenti nel database Web of Science, 5 milioni di brevetti depositati tra il 1976 e il 2014 presso lo US Patent and Trademark Office e 16 milioni di software caricati su GitHub tra il 2011 e il 2014. Secondo la definizione adottata dagli autori, gli articoli contenenti risultati dirompenti sono citati da articoli che non contengono riferimenti al resto della bibliografia dell’articolo originario. Il meccanismo alla base di questo risultato potrebbe essere il tipo di dinamica che si instaura all’interno dei gruppi a seconda della loro numeorsità [Nature; Editorial]

Nel settore STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) il 28% di coloro che diventano genitori lasciano il lavoro a tempo pieno . Lo studio, pubblicato sui PNAS, tiene conto di 629 uomini e 212 donne impiegati nel settore all’interno di università, agenzie governative o aziende, che tra il 2003 e il 2006 sono diventati genitori per la prima volta. Nel 2010 il 23% dei padri aveva lasciato il lavoro o era passato al part-time, contro il 43% delle madri. Dei restanti 3 000 lavoratori che non sono diventati genitori in quello stesso periodo, al 2010 il 16% degli uomini e il 24% delle donne aveva lasciato l’impiego a tempo pieno. Sono dunque le madri a pagare il prezzo più alto, ma il tasso di abbandono per i padri è più alto di quanto atteso. Questi risultati sembrano indicare che anche se la volontà di costruire una famiglia potrebbe essere un fattore importante nel determinare il divario di genere nel settore STEM, probabilmente agisce in concerto con altri fenomeni [PNAS; Erin A. Cech, Mary Blair-Loy]

Il consorzio tedesco Projekt DEAL, che raggruppa oltre 700 istituti di ricerca e università, ha firmato il primo contratto di tipo read and publish con l’editore Wiley. Pagando 2 750 € per pubblicare un articolo scientifico su una delle riviste ibride del gruppo, i ricercatori avranno accesso a tutto l’archivio, potranno rendere il loro articolo disponibile al pubblico senza costi aggiuntivi e in più riceveranno uno sconto del 20% per pubblicare articoli nelle riviste open access. In questo modo si evita il doppio pagamento, quello per la pubblicazione in open access e quello per l’accesso agli altri contenuti pubblicati. Per i sostenitori della transizione all’open access si tratta di un passo molto importante, soprattutto viste le dimensioni del consorzio Projekt DEAL e dell’editore Wiley. Particolarmente positivo è anche il fatto che il prezzo di pubblicazione, la cosiddetta article processing charge, sia stata resa pubblica. Questo aiuterà le negoziazioni che avverranno in futuro [Science; Kai Kupferschmidt]

LA SETTIMANA DI SCIENZA IN RETE
Una mosca per l’economia circolare. Antonelli, tecnologo alimentare dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e il suo gruppo di ricerca realizzeranno un impianto industriale pilota per l’allevamento e il frazionamento su scala industriale di larve della mosca soldato per trasformare rifiuti organici urbani e scarti alimentari della grande distribuzione in mangimi, fertilizzanti, bioplastiche e biodiesel [Scienza in rete; Tania Salandiin]

Parigi, al via l’Anno Internazionale della Tavola Periodica. Un anno che non ha soltanto una valenza storica ma dovrebbe costituire, nell’intenzione dell’UNESCO che l’ha promosso in ricordo del 150° di pubblicazione dei primi lavori di Dmitrij Ivanovič Mendeleev dedicati alla tavola periodica degli elementi, l’occasione per valorizzare il ruolo centrale della chimica nella società e riaffermare il valore universale della scienza [Scienza in rete; Marco Taddia]

IN BREVE
In un’intervista per il Guardian, la direttrice generale del CERN Fabiola Gianotti ripercorre la strada che ha portato alla scorperta del bosone di Higgs e sottolinea l’importanza di mantenere in Europa la leadership nel campo della fisica delle alte energie [The Guardian]

Glifosato: un nuovo studio di meta analisi mostra un aumeto del rischio relativo di sviluppare un linfoma non HoHodgkin nei lavoratori con alti livelli di esposizione a prodotti contenenti la sostanza [Le Monde]

Un esperimento condotto dai giornalisti del Guardian mostra come la propaganda antivaccinista si diffonda su Facebook e YouTube. Le società dichiarano di aver preso provvedimenti [The Guardian]

In Afghanistan, una campagna del Ministero dell’Istruzione, supportata dalle Nazioni Unite, cerca di diffondere conoscenza e consapevolezza sulla fisiologia delle mestruazioni, un argomento ritenuto taboo per via dell’ortodossia religiosa [Undark]

Il tumore del collo dell’utero potrebbe non rappresentare più un problema di salute pubblica già alla fine di questo secolo se la vaccinazione contro il virus del papilloma umano venisse impiegato su vasta scala. Lo afferma uno studio sulla rivista The Lancet Oncology [The Lancet]

 

Pubblicato da

Chiara Sabelli

Cerco. E, quando trovo, racconto. Giornalista scientifica freelance. Fisica di formazione, in finanza dopo il PhD.

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